Dipende... questa è costata poco meno di mezzo miliardo di dollari. Per la precisione, 450 milioni (400 milioni di dollari per il quadro, più tasse, diritti d'asta e varie, per un totale di 450.312 milioni di dollari):
Si tratta del "Salvator Mundi" di Leonardo da Vinci, un "quadretto" che il Maestro dipinse intorno al 1500... e che rappresenta Cristo con la mano destra benedicente, mentre nella sinistra regge un globo trasparente. È un dipinto a olio su tavola, che misura 46 x 66 cm. Apparteneva al miliardario russo Dmitri Ryobovlev, che lo comprò nel 2013 e che lo ha messo in vendita. La casa d'aste Christie's di New York l'ha battuto all'asta ieri, 15 novembre, vendendolo per una montagna di denaro e trasformandolo nell'opera d'arte più costosa di sempre.
E' pur vero che di Leonardo esistono ormai meno di 20 dipinti in tutto il mondo e questo era l'unico ancora in mano a privati. Così come è vero che - come diceva De Chirico - "un'opera d'arte per divenire immortale deve sempre superare i limiti dell'umano, senza preoccuparsi né del buon senso né della logica", ma ha senso pagare un prezzo così esorbitante per un quadro? La cosa più paradossale di tutte, in questa vicenda, è che non c'è neppure la certezza che il quadro l'abbia effettivamente dipinto Leonardo. Esposto per l'ultima volta in pubblico tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 alla National Gallery di Londra, l'attribuzione dell'opera è stata a lungo incerta: per molti anni gli esperti di storia dell’arte non sono stati sicuri che il dipinto fosse davvero opera di Leonardo. Finché nel 2012, su richiesta del direttore della National Gallery, Nicholas Penny, l'opera fu analizzata da quattro studiosi (fra i quali Pietro C. Marani e Martin Kempt, due tra i maggiori specialisti di Leonardo al mondo) che diedero parere unanime sull'attribuzione leonardesca. Pareri contrari sono però stati espressi, in questi anni, anche da voci autorevoli. Tra queste, quella di Carmen Brambach, esperta di pittura italiana del Rinascimento del Metropolitan Museum di New York, che ha sempre sostenuto che il "Salvator Mundi" sia stato eseguito da Giovanni Boltraffio, assistente di studio di Leonardo, con qualche passaggio del maestro.
A rendere complicato lo studio dell'opera è intervenuta, negli anni, anche una serie continua di apparizioni e sparizioni del dipinto, che per un lungo periodo è stato addirittura considerato perduto. Fu registrato per la prima volta nella collezione di Re Carlo I (1600-1649), per poi essere ereditato dal figlio Carlo II. Per oltre 140 anni non si seppe più nulla del "Salvator Mundi", che riapparve nuovamente nel 1900, quando venne acquistato da Charles Robinson come opera di Bernardino Luini. Nel 1958 eccolo riapparire nuovamente ad un'asta da Sotheby’s, dove fu venduto per 60 sterline. Non si sa chi fu l'acquirente in quell’occasione, perché l’opera scomparve per oltre 50 anni. Riappare nel 2005, acquistato da una piccola casa d'aste americana, ma l'exploit definitivo arrivò tra il 2011 e il 2012, in occasione della già citata mostra della National Gallery. Dopo anni di indagini e un accurato restauro, infatti, il dipinto venne ufficialmente attribuito a Leonardo e nel 2013 fu acquistato dal miliardario russo Dmitry Rybolovlev, ultimo proprietario, che se lo aggiudicò per la cifra stratosferica di 127 milioni di dollari.



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