Niger, Acerbo: «No a spedizione neocoloniale. M5S e Grasso neghino il consenso a questa nuova “avventura” di guerra»

G5 SAHEL, NIGER – ACERBO (PRC): «NO A SPEDIZIONE NEOCOLONIALE IN NIGER. M5S E GRASSO NEGHINO IL CONSENSO A QUESTA NUOVA AVVENTURA DI GUERRA»

«L’annunciato invio di un contingente di 470 militari e oltre 150 veicoli in Niger rappresenta un ulteriore e preoccupante salto di qualità della politica neocoloniale del governo Gentiloni – dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea -. I militari italiani saranno chiamati a sostituire la legione straniera francese in un contesto pieno di pericoli e con il rischio di essere percepiti come forze ostili da parte della popolazione locale. Al pari di quello libico, il governo del Niger non ha i requisiti minimi per essere un governo effettivamente rappresentativo di quel popolo e sostenere, come pretende di fare l’esecutivo italiano, che le nostre truppe sono inviate su richiesta del governo di Niamey significa far torto all’intelligenza degli italiani.
L’ossessione di risolvere manu militari la questione dell’immigrazione, per poterla vendere presso l’opinione pubblica nella imminente campagna elettorale, sta portando il governo italiano ad azzardare passi incauti che rischiano di avere ripercussioni drammatiche per il nostro Paese.
Già siamo stati denunciati da Amnesty International per le responsabilità italiana nei campi di concentramento in Libia e adesso ci apprestiamo a farne altrettanti in Niger.
Verificheremo con i fatti se forze all’opposizione come M5S o LIberi e Uguali di Piero Grasso avranno la capacità e la volontà di dissociarsi da questa operazione, facendo mancare quel consenso che – a camere di fatto sciolte – è indispensabile per legittimare una nuova spedizione militare in Africa».
14 dicembre 2017


Niger, Acerbo: «No a spedizione neocoloniale. M5S e Grasso neghino il consenso a questa nuova ?avventura? di guerra» | Rifondazione Comunista

RIZZO (PC): « INVIO TRUPPE IN NIGER, ATTO IMPERIALISTA»

«L’invio di un contingente di 500 soldati e 150 mezzi in Niger da parte del governo Italiano è un atto imperialista. Un atto che si inserisce nel quadro della politica neocolonialista dei paesi dell’Unione Europea e della Nato per la spartizione del continente africano. Lo stesso Gentiloni ha parlato espressamente di apertura anche ad altri paesi della regione, lasciando intendere che il Niger farà solo da apripista». Così Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista. «Si dice di voler arginare l’immigrazione, ma non si dice in che modo lo si farà e a quale prezzo. Di certo non garantendo uno sviluppo per i popoli africani che consenta occupazione e una vita dignitosa nel proprio paese. L’Italia va solo a difendere gli interessi delle grandi compagnie energetiche e minerarie, spesso fonte di impoverimento e sfruttamento dei popoli, cause primarie dell’immigrazione. Questa missione militare peserà sui conti dello Stato, con nuovi fondi sottratti alla spesa sociale, ma per le missioni all’estero non si taglia mai! La pace, la fine dell’immigrazione, potranno essere ottenute solo rovesciando queste politiche. Serve uscire dalla Nato e ritirare le truppe all’estero».

RIZZO (PC): « INVIO TRUPPE IN NIGER, ATTO IMPERIALISTA»