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Discussione: Il partito comunista correra’ con il proprio simbolo alle elezioni politiche.

  1. #1
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    Predefinito Il partito comunista correra’ con il proprio simbolo alle elezioni politiche.

    IL PARTITO COMUNISTA CORRERA’ CON IL PROPRIO SIMBOLO ALLE ELEZIONI POLITICHE.



    Il Partito Comunista presenterà la propria lista sotto il simbolo della falce e martello alle elezioni politiche 2018. Dopo anni di assenza dei comunisti nella principale competizione elettorale, che ha privato i lavoratori dell’unico voto utile alla difesa dei propri interessi, crediamo sia necessario restituire alla classe operaia e alle classi popolari la possibilità di tornare a votare per il Partito Comunista. Di fronte ai tentennamenti, alle promesse disattese, alla ricerca di scorciatoie che non esistono da parte dei partiti della “sinistra”, mettiamo la nostra forza al servizio della ricostruzione comunista in Italia.
    Una scelta che avviene all’indomani della manifestazione dell’11 novembre, in cui migliaia di comunisti -in larga parte giovani- sono scesi in piazza a Roma, testimoniando la forza conquistata da PC e FGC con l’impegno militante nella classe operaia, tra le masse popolari, nei quartieri delle periferie delle città.
    Nei mesi scorsi abbiamo rivolto un appello alle forze comuniste per fare dei passi in avanti nella direzione dell’unità comunista. Questa proposta non è stata raccolta, preferendo la strada delle alleanze più larghe, della costruzione di fronti di sinistra ed anche di nuove esperienze politiche. Ne prendiamo atto ma non rinunciamo alla nostra strada, all’indipendenza dei comunisti.
    Non vogliamo lasciare i lavoratori, i disoccupati e i pensionati di questo paese ostaggio di una finta alternativa tra la destra, i cinque stelle, il centrosinistra, pilastri fondamentali del disegno e delle politiche filo-padronali e antipopolari. Non crediamo che la classe operaia possa essere rappresentata da Grasso, dai D’Alema e dal gruppo dirigente pro-Bolognina fuoriuscito dal PD, primo responsabile dell’attacco ai diritti dei lavoratori, dell’accettazione dei diktat della Troika, dei tagli alla spesa sociale, alla sanità e alla scuola pubblica. Rigettiamo da subito gli appelli al voto utile e all’unità con queste forze, per fermare l’avanzata della destra. Un disperato tentativo che suona come una provocazione. Se la destra avanza è perché le forze di sinistra sono colpevoli agli occhi delle classi popolari per le politiche di questi anni.
    Non pensiamo infine che l’orizzonte dei comunisti possa essere imprigionato in progetti e parole d’ordine eclettiche e arretrate. Per l’emancipazione dei lavoratori non basta come prospettiva l’applicazione della Costituzione. Non serve spacciare come rivoluzionari programmi che si risolvono in un misto di ricette riformiste e movimentiste, che hanno già condotto al fallimento.
    Crediamo che la questione comunista, che è la questione dell’emancipazione dei lavoratori dalla propria condizione di subalternità e della presa del potere politico, possa avanzare solo senza compromessi, senza nascondersi, senza ammainare la propria bandiera. Se i rapporti di forza sono sfavorevoli non è solo per il contesto storico, ma perché troppo spesso anche le avanguardie hanno deciso di arretrare. Noi non lo faremo.
    Presentare il simbolo comunista alle elezioni serve a rafforzarne l’organizzazione, ad utilizzare ogni spazio minimo residuo concesso per parlare con le masse sfruttate e oppresse. Lo facciamo per dare slancio alle lotte, per scardinare un sistema di rappresentanza finto che difende apertamente gli interessi del capitale. Guardiamo a milioni di lavoratori, di giovani, di pensionati, di donne che oggi vivono sulla propria pelle le contraddizioni del capitalismo.
    Non ci interessa difendere un sistema, quello della rappresentanza borghese, che è morto e sepolto dalla crescente astensione. Non saremo la ruota di scorta sinistra del parlamento. Vogliamo scardinare quel sistema. Non chiederemo solo un voto, una semplice delega, ma di unirsi alla nostra lotta, di divenire in prima persona protagonisti del cambiamento.
    Sarà necessario farlo da subito. Presentare le liste in tutta Italia è una sfida. I meccanismi della legge elettorale approvata dal Parlamento sono congeniali all’esclusione di una forza alternativa ai partiti presenti nelle istituzioni; comportano la raccolta di un numero ingente di firme – oltre 50.000 in tutta Italia – per la valida presentazione dei moduli. Facciamo appello a tutti i comunisti per sostenere quest’azione, per dare un aiuto concreto con il proprio protagonismo attivo. Non è tempo di stare alla finestra, ma di sostenere con forza e convinzione la ricostruzione comunista in Italia.
    Il nostro programma non sarà un programma elettorale ma un programma di lotta. Non un insieme di promesse irrealizzabili, ma un elenco di parole d’ordine su cui costruire quotidianamente una mobilitazione popolare. Dai centri di lavoro, alle lotte per la casa, dall’opposizione alle politiche imperialistiche alla difesa dell’istruzione e della sanità pubblica, alla necessità dell’uscita dall’Unione Europea e della Nato, affermata con chiarezza e senza formule vaghe. Lavoriamo per unire le lotte, per abbandonare ogni illusione riformista e inconcludente, per dire apertamente che solo il socialismo è la soluzione per il futuro dei lavoratori e delle classi popolari.
    Facciamo della lista del PC la lista aperta, di tutti i comunisti, delle avanguardie delle lotte, dei lavoratori e delle lavoratrici che pensano che la questione comunista in Italia non sia chiusa, che la lotta per l’abbattimento del capitalismo e la costruzione del socialismo è la lotta del nostro tempo.

    IL PARTITO COMUNISTA CORRERA? CON IL PROPRIO SIMBOLO ALLE ELEZIONI POLITICHE.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Il partito comunista correra’ con il proprio simbolo alle elezioni politiche.

    Nella democrazia imperialista di una società borghese le camere non sono il centro di decisione legislativa, pertanto credere (o peggio far credere alla classe) di poter utilizzare come tribuna le istituzioni borghesi, non è una semplice ingenuità, ma un grave errore.
    La "questione" comunista ( come viene impropriamente definita nelle conclusioni dell'articolo sul sito del PCL al link) è situazione che costituisce un problema, un punto di domanda, solo per le altre classi sociali, non per il proletariato e per le sue avanguardie rivoluzionarie (i comunisti), per i quali la scienza marxista è esclusivamente argomento di sviluppo della visione storica del mutamento.
    La lotta per l’abbattimento del capitalismo e la costruzione del socialismo è la lotta del nostro tempo, giusto, ma non è una lotta che si fa in un parlamento borghese, la si fa diffondendo la coscienza politica nella classe, promuovendo iniziative che le insegnino a riconoscersi e a riconoscere il vero comunismo.

  3. #3
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    Predefinito Re: Il partito comunista correra’ con il proprio simbolo alle elezioni politiche.

    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    IL PARTITO COMUNISTA CORRERA’ CON IL PROPRIO SIMBOLO ALLE ELEZIONI POLITICHE.



    Il Partito Comunista presenterà la propria lista sotto il simbolo della falce e martello alle elezioni politiche 2018. Dopo anni di assenza dei comunisti nella principale competizione elettorale, che ha privato i lavoratori dell’unico voto utile alla difesa dei propri interessi, crediamo sia necessario restituire alla classe operaia e alle classi popolari la possibilità di tornare a votare per il Partito Comunista. Di fronte ai tentennamenti, alle promesse disattese, alla ricerca di scorciatoie che non esistono da parte dei partiti della “sinistra”, mettiamo la nostra forza al servizio della ricostruzione comunista in Italia.
    Una scelta che avviene all’indomani della manifestazione dell’11 novembre, in cui migliaia di comunisti -in larga parte giovani- sono scesi in piazza a Roma, testimoniando la forza conquistata da PC e FGC con l’impegno militante nella classe operaia, tra le masse popolari, nei quartieri delle periferie delle città.
    Nei mesi scorsi abbiamo rivolto un appello alle forze comuniste per fare dei passi in avanti nella direzione dell’unità comunista. Questa proposta non è stata raccolta, preferendo la strada delle alleanze più larghe, della costruzione di fronti di sinistra ed anche di nuove esperienze politiche. Ne prendiamo atto ma non rinunciamo alla nostra strada, all’indipendenza dei comunisti.
    Non vogliamo lasciare i lavoratori, i disoccupati e i pensionati di questo paese ostaggio di una finta alternativa tra la destra, i cinque stelle, il centrosinistra, pilastri fondamentali del disegno e delle politiche filo-padronali e antipopolari. Non crediamo che la classe operaia possa essere rappresentata da Grasso, dai D’Alema e dal gruppo dirigente pro-Bolognina fuoriuscito dal PD, primo responsabile dell’attacco ai diritti dei lavoratori, dell’accettazione dei diktat della Troika, dei tagli alla spesa sociale, alla sanità e alla scuola pubblica. Rigettiamo da subito gli appelli al voto utile e all’unità con queste forze, per fermare l’avanzata della destra. Un disperato tentativo che suona come una provocazione. Se la destra avanza è perché le forze di sinistra sono colpevoli agli occhi delle classi popolari per le politiche di questi anni.
    Non pensiamo infine che l’orizzonte dei comunisti possa essere imprigionato in progetti e parole d’ordine eclettiche e arretrate. Per l’emancipazione dei lavoratori non basta come prospettiva l’applicazione della Costituzione. Non serve spacciare come rivoluzionari programmi che si risolvono in un misto di ricette riformiste e movimentiste, che hanno già condotto al fallimento.
    Crediamo che la questione comunista, che è la questione dell’emancipazione dei lavoratori dalla propria condizione di subalternità e della presa del potere politico, possa avanzare solo senza compromessi, senza nascondersi, senza ammainare la propria bandiera. Se i rapporti di forza sono sfavorevoli non è solo per il contesto storico, ma perché troppo spesso anche le avanguardie hanno deciso di arretrare. Noi non lo faremo.
    Presentare il simbolo comunista alle elezioni serve a rafforzarne l’organizzazione, ad utilizzare ogni spazio minimo residuo concesso per parlare con le masse sfruttate e oppresse. Lo facciamo per dare slancio alle lotte, per scardinare un sistema di rappresentanza finto che difende apertamente gli interessi del capitale. Guardiamo a milioni di lavoratori, di giovani, di pensionati, di donne che oggi vivono sulla propria pelle le contraddizioni del capitalismo.
    Non ci interessa difendere un sistema, quello della rappresentanza borghese, che è morto e sepolto dalla crescente astensione. Non saremo la ruota di scorta sinistra del parlamento. Vogliamo scardinare quel sistema. Non chiederemo solo un voto, una semplice delega, ma di unirsi alla nostra lotta, di divenire in prima persona protagonisti del cambiamento.
    Sarà necessario farlo da subito. Presentare le liste in tutta Italia è una sfida. I meccanismi della legge elettorale approvata dal Parlamento sono congeniali all’esclusione di una forza alternativa ai partiti presenti nelle istituzioni; comportano la raccolta di un numero ingente di firme – oltre 50.000 in tutta Italia – per la valida presentazione dei moduli. Facciamo appello a tutti i comunisti per sostenere quest’azione, per dare un aiuto concreto con il proprio protagonismo attivo. Non è tempo di stare alla finestra, ma di sostenere con forza e convinzione la ricostruzione comunista in Italia.
    Il nostro programma non sarà un programma elettorale ma un programma di lotta. Non un insieme di promesse irrealizzabili, ma un elenco di parole d’ordine su cui costruire quotidianamente una mobilitazione popolare. Dai centri di lavoro, alle lotte per la casa, dall’opposizione alle politiche imperialistiche alla difesa dell’istruzione e della sanità pubblica, alla necessità dell’uscita dall’Unione Europea e della Nato, affermata con chiarezza e senza formule vaghe. Lavoriamo per unire le lotte, per abbandonare ogni illusione riformista e inconcludente, per dire apertamente che solo il socialismo è la soluzione per il futuro dei lavoratori e delle classi popolari.
    Facciamo della lista del PC la lista aperta, di tutti i comunisti, delle avanguardie delle lotte, dei lavoratori e delle lavoratrici che pensano che la questione comunista in Italia non sia chiusa, che la lotta per l’abbattimento del capitalismo e la costruzione del socialismo è la lotta del nostro tempo.

    IL PARTITO COMUNISTA CORRERA? CON IL PROPRIO SIMBOLO ALLE ELEZIONI POLITICHE.
    stiamo parlando di rizzo ?
    non si presenta con potere al popolo?
    ma ce la farà a raccogliere le firme ?

  4. #4
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    Predefinito Re: Il partito comunista correra’ con il proprio simbolo alle elezioni politiche.

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    stiamo parlando di rizzo ?
    non si presenta con potere al popolo?
    ma ce la farà a raccogliere le firme ?
    Quell'ammucchiata di centri sociali? Assolutamente NO!!!
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  5. #5
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    Predefinito Re: Il partito comunista correra’ con il proprio simbolo alle elezioni politiche.

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    Nella democrazia imperialista di una società borghese le camere non sono il centro di decisione legislativa, pertanto credere (o peggio far credere alla classe) di poter utilizzare come tribuna le istituzioni borghesi, non è una semplice ingenuità, ma un grave errore.
    La "questione" comunista ( come viene impropriamente definita nelle conclusioni dell'articolo sul sito del PCL al link) è situazione che costituisce un problema, un punto di domanda, solo per le altre classi sociali, non per il proletariato e per le sue avanguardie rivoluzionarie (i comunisti), per i quali la scienza marxista è esclusivamente argomento di sviluppo della visione storica del mutamento.
    La lotta per l’abbattimento del capitalismo e la costruzione del socialismo è la lotta del nostro tempo, giusto, ma non è una lotta che si fa in un parlamento borghese, la si fa diffondendo la coscienza politica nella classe, promuovendo iniziative che le insegnino a riconoscersi e a riconoscere il vero comunismo.
    Veramente in "Estremismo, malattia infantile del comunismo" Lenin dice espressamente che è necessaria una combinazione di lavoro legale e illegale, e dice che i comunisti non devono temere di stare nei parlamenti borghesi e nei sindacati reazionari ma anzi critica proprio le teorie di "sinistra" che non vogliono compromissioni con gli strumenti borghesi ma vogliono direttamente la dittatura del proletariato. Quindi soprattutto in un momento come questo, dove la stragrande maggioranza del "proletariato" ignora completamente i comunisti, le istituzioni borghesi possono essere un buon mezzo di diffusione.

  6. #6
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    Predefinito Re: Il partito comunista correra’ con il proprio simbolo alle elezioni politiche.

    Lord,
    credevo di averti già risposto in merito, e pensavo francamente tu avessi capito bene, evidentemente no.
    Allora ripeto.
    L'opera di Lenin che tu citi, è stata scritta dal compagno per contrastare l'opposizione dell'ala contestatrice ( quella contro i bolscevichi) nella Terza Internazionale appena varata, ma sopratutto per indicare, dopo i fatti tedeschi (assassinio della Luxemburg e addebito agli spartachisti di sanguinosi scioperi e rivolte), una tattica che si opponesse efficaciemente all'azione controrivoluzionaria dei socialliberali, dei socialdemocratici, degli opportunisti e alla reazione controrivoluzionaria della borghesia, in tutta Europa.
    La questione sindacale e la questione sul parlamentarismo è affrontata nell'opera leniniana nel senso sopraddetto, e il fatto è chiarissimo quando Lenin scende nei dettagli della tattica da tenere in Inghilterra, dove propone un improbabile "compromesso" elettorale tra laburisti (social-liberisti) e comunisti.
    L'esigenza dei comunisti, delle avanguardie comuniste, di entrare in contatto con la base operaia, in quel particolare momento storico, era fortemente ostacolata socialmente ed istituzionalmente in tutta Europa dalle organizzazioni di massa riformiste, era pertanto necessaria una tattica inedita.
    Oggi che i "tipi politici" analizzati nell'opera leniniana sono di per se riconoscibilissimi e totalmente legittimati a sviluppare le loro tesi, con l'escluzione (apparente) del solo e disgraziatissimo fascismo (causa i suoi sciagurati esiti storico/bellicistici), non è più necessario, né utile, alla classe il ricorso ad una "tribuna parlamenrare", la quale, svuotata di ogni senso dalla stessa borghesia, non rappresenta politicamente più niente... Il paradosso belga e spagnolo, degli anni scorsi, con il sistema che esprime performance migliori senza governo che sotto l'impossibile direzione politica uscita dalle urne, sta lì a dimostrare che il padronato, i capitalisti, la borghesia, prendono le proprie decisioni in altre sedi...
    E tu che ci vuoi andare a fare in parlamento?
    A ri-legittimare un sistema fallito?
    Contro la dittatura della borghesia è necessaia la dittatura del proletariato!
    In questo senso un vero partito comunista deve organizzare la classe da fuori delle istituzioni borghesi.

  7. #7
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    Predefinito Re: Il partito comunista correra’ con il proprio simbolo alle elezioni politiche.

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    Lord,
    credevo di averti già risposto in merito, e pensavo francamente tu avessi capito bene, evidentemente no.
    Allora ripeto.
    L'opera di Lenin che tu citi, è stata scritta dal compagno per contrastare l'opposizione dell'ala contestatrice ( quella contro i bolscevichi) nella Terza Internazionale appena varata, ma sopratutto per indicare, dopo i fatti tedeschi (assassinio della Luxemburg e addebito agli spartachisti di sanguinosi scioperi e rivolte), una tattica che si opponesse efficaciemente all'azione controrivoluzionaria dei socialliberali, dei socialdemocratici, degli opportunisti e alla reazione controrivoluzionaria della borghesia, in tutta Europa.
    La questione sindacale e la questione sul parlamentarismo è affrontata nell'opera leniniana nel senso sopraddetto, e il fatto è chiarissimo quando Lenin scende nei dettagli della tattica da tenere in Inghilterra, dove propone un improbabile "compromesso" elettorale tra laburisti (social-liberisti) e comunisti.
    L'esigenza dei comunisti, delle avanguardie comuniste, di entrare in contatto con la base operaia, in quel particolare momento storico, era fortemente ostacolata socialmente ed istituzionalmente in tutta Europa dalle organizzazioni di massa riformiste, era pertanto necessaria una tattica inedita.
    Oggi che i "tipi politici" analizzati nell'opera leniniana sono di per se riconoscibilissimi e totalmente legittimati a sviluppare le loro tesi, con l'escluzione (apparente) del solo e disgraziatissimo fascismo (causa i suoi sciagurati esiti storico/bellicistici), non è più necessario, né utile, alla classe il ricorso ad una "tribuna parlamenrare", la quale, svuotata di ogni senso dalla stessa borghesia, non rappresenta politicamente più niente... Il paradosso belga e spagnolo, degli anni scorsi, con il sistema che esprime performance migliori senza governo che sotto l'impossibile direzione politica uscita dalle urne, sta lì a dimostrare che il padronato, i capitalisti, la borghesia, prendono le proprie decisioni in altre sedi...
    E tu che ci vuoi andare a fare in parlamento?
    A ri-legittimare un sistema fallito?
    Contro la dittatura della borghesia è necessaia la dittatura del proletariato!
    In questo senso un vero partito comunista deve organizzare la classe da fuori delle istituzioni borghesi.
    In quell'epoca critica non solo l'ala conservatrice della socialdemocrazia ma anche quella di sinistra che non vuole compromessi. Non puoi affermare che parli solo per quel periodo perché parla della necessità di compromessi in generale. E cosa dici della CGIL che nonostante collabori coi padroni ha ancora una vastissima influenza? Io la chiamo sindacato reazionario. Mentre i CUB, SI-Cobas ecc. per quanto siano agguerriti non conquistano i lavoratori: la CGIL ha soldi da spendere e posti da offrire.
    Dunque, dovresti ammettere che questa dell'inutilità attuale del Parlamento è una tua idea. Anche perché attualmente in Nepal i comunisti sono riusciti a conquistare il potere attraverso il Parlamento (borghese). Inoltre il Parlamento è indispensabile ai pescecane della finanza internazionale e del capitale, se per caso non avessero la maggioranza si troverebbero gravemente in difficoltà nel far passare Jobs Act, Legge Fornero ecc., non trovi? E non sarebbe questo già un buon risultato? Foriero di consensi e possibilità di espansione?

  8. #8
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    Predefinito Re: Il partito comunista correra’ con il proprio simbolo alle elezioni politiche.

    L' attuale inutilità del parlamento è un fatto e non una mia idea. Il Nepal è il paese meno sviluppato al mondo che tu lo proponga come esempio sociale e politico è strumentale.
    L'attuale sistema borghese non ha bisogno di alcuna maggioranza per imporre agli sfruttati, alla classe proletaria, divisa ed incosciente, ciò che è nel proprio interesse. Il Parlamento ratifica le decisioni del Governo attraverso strumenti tipo: fiducia e simili, e sono sempre azioni e decisioni prese in contesti diversi a quelli della rappresentanza democratica a cui "ingenuamente" sembra tu voglia far riferimento.
    L'assolutismo della borghesia governa solo nel proprio esclusivo interesse, di quali compromessi parli?
    Hai citato un'opera di Lenin, ma l'hai letta?
    Se non lo hai fatto leggila, se l'hai fatto rileggila con particolare attenzione al capitolo che parla del comunismo in Inghilterra (come del resto ti avevo già segnalato sopra)...
    te ne propongo uno stralcio significativo, e spero che questa volta tu possa comprendere bene:
    Il Partito comunista propone agli Henderson e agli Snowden un «compromesso», un accordo
    elettorale: marciamo insieme contro il blocco di Llooyd George e dei conservatori; dividiamo
    i seggi parlamentari proporzionalmente al numero dei voti dagli operai al Partito laburista o
    ai comunisti (non nelle elezioni, ma in una votazione particolare); riserviamoci piena libertà di
    agitazione, di propaganda, di attività politica. Senza quest'ultima condizione, si intende, non
    si deve entrare nel blocco, perché sarebbe un tradimento: i comunisti inglesi devono
    assolutamente reclamare e conservare la piena libertà di smascherare gli Henderson e gli
    Snowden, così come l' hanno reclamata e conservata i bolscevichi russi (per quindici anni, dal
    1903 al 1917) rispetto agli Henderson e agli Snowden russi, cioè ai menscevichi.

  9. #9
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    Predefinito Re: Il partito comunista correra’ con il proprio simbolo alle elezioni politiche.

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    L' attuale inutilità del parlamento è un fatto e non una mia idea. Il Nepal è il paese meno sviluppato al mondo che tu lo proponga come esempio sociale e politico è strumentale.
    L'attuale sistema borghese non ha bisogno di alcuna maggioranza per imporre agli sfruttati, alla classe proletaria, divisa ed incosciente, ciò che è nel proprio interesse. Il Parlamento ratifica le decisioni del Governo attraverso strumenti tipo: fiducia e simili, e sono sempre azioni e decisioni prese in contesti diversi a quelli della rappresentanza democratica a cui "ingenuamente" sembra tu voglia far riferimento.
    L'assolutismo della borghesia governa solo nel proprio esclusivo interesse, di quali compromessi parli?
    Hai citato un'opera di Lenin, ma l'hai letta?
    Se non lo hai fatto leggila, se l'hai fatto rileggila con particolare attenzione al capitolo che parla del comunismo in Inghilterra (come del resto ti avevo già segnalato sopra)...
    te ne propongo uno stralcio significativo, e spero che questa volta tu possa comprendere bene:
    Il Partito comunista propone agli Henderson e agli Snowden un «compromesso», un accordo
    elettorale: marciamo insieme contro il blocco di Llooyd George e dei conservatori; dividiamo
    i seggi parlamentari proporzionalmente al numero dei voti dagli operai al Partito laburista o
    ai comunisti (non nelle elezioni, ma in una votazione particolare); riserviamoci piena libertà di
    agitazione, di propaganda, di attività politica. Senza quest'ultima condizione, si intende, non
    si deve entrare nel blocco, perché sarebbe un tradimento: i comunisti inglesi devono
    assolutamente reclamare e conservare la piena libertà di smascherare gli Henderson e gli
    Snowden, così come l' hanno reclamata e conservata i bolscevichi russi (per quindici anni, dal
    1903 al 1917) rispetto agli Henderson e agli Snowden russi, cioè ai menscevichi.
    In realtà ne ha bisogno perché la borghesia non è un fronte unico e ci sono anche quelli che temono di essere scalzati dal potere e che temono per la distruzione del sistema e pertanto ritengono corretto per ammansire gli animi fare qualche riformetta. Se la borghesia fosse un fronte unico, sarebbe come dici tu. Ma è evidente che nella borghesia ci sono più parti in lotta tra di loro. Se hai letto bene il testo di Lenin, lì dice proprio di sfruttare queste divisioni nella borghesia (laburisti contro conservatori). Ovviamente non bisogna mica fare come hanno fatto rifondaroli e cossuttiani che si sono prostituiti e hanno tradito i lavoratori. Bisogna rivervarsi "piena libertà diagitazione, di propaganda, di attività politica".
    Ripeto, non vedo ragioni se non la tua opinione per ritenere il Parlamento borghese totalmente inutile. Basta vedere come i giornali borghesi si spaventino quando anche un timido riformista rischia di vincere le elezioni.

  10. #10
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    Predefinito Re: Il partito comunista correra’ con il proprio simbolo alle elezioni politiche.

    Citazione Originariamente Scritto da Lord Attilio Visualizza Messaggio
    In realtà ne ha bisogno perché la borghesia non è un fronte unico e ci sono anche quelli che temono di essere scalzati dal potere e che temono per la distruzione del sistema e pertanto ritengono corretto per ammansire gli animi fare qualche riformetta. Se la borghesia fosse un fronte unico, sarebbe come dici tu. Ma è evidente che nella borghesia ci sono più parti in lotta tra di loro. Se hai letto bene il testo di Lenin, lì dice proprio di sfruttare queste divisioni nella borghesia (laburisti contro conservatori). Ovviamente non bisogna mica fare come hanno fatto rifondaroli e cossuttiani che si sono prostituiti e hanno tradito i lavoratori. Bisogna rivervarsi "piena libertà diagitazione, di propaganda, di attività politica".
    Ripeto, non vedo ragioni se non la tua opinione per ritenere il Parlamento borghese totalmente inutile. Basta vedere come i giornali borghesi si spaventino quando anche un timido riformista rischia di vincere le elezioni.
    Io credo che i "poteri forti" della borghesia non abbiano affatto bisogno del parlamento, del parlamento hanno bisogno gli opportunisti, i socialisti borghesi riformisti, per restare agganciati a quei poteri.
    La borghesia sa perfettamente che il motore del proprio potere è il capitalismo, ma sa altrettanto bene che il capitalismo opera attraverso un'anarchia economica incontrollabile, che non vuol essere controllata, perchè persegue solo i propri fini individualistici, non c'è bisogno di Lenin per fare chiarezza su questo... nel primo volume del Il Capitale è tutto spiegato in modo chiarissimo... Il quadro politico in cui si muovono Marx e Lenin rimane sempre quello del Il Manifesto, caro Lord: lo Stato borghese è un apparato della classe dominante, e non deve essere conquistato ma abbattuto.
    Attraverso Marx e Lenin, sulle loro innegabili capacità critiche, i comunisti oggi devono costruire il proprio lavoro, un lavoro che deve mettere, che metterà in discussione l'illusione della via legalitaria, elettoralista, riformista e autoritaria, indicata da quel socialismo borghese che così tanto sembra ammaliarti Lord.
    Sempre da: Estremismo malattia infantile del comunismo, opera da te citata:
    I comunisti nell'Europa occidentale e in America devono imparare a creare un parlamentarismo nuovo, diverso da
    quello abituale, non opportunistico, non carrierista: il partito dei comunisti lanci le sue
    parole d'ordine; i veri proletari, con l'aiuto della povera gente non organizzata e
    completamente schiacciata, diffondano e distribuiscano dei manifestini, visitino le abitazioni
    degli operai, facciano il giro delle capanne dei proletari agricoli e dei casolari sperduti dei
    contadini (per fortuna in Europa i villaggi sperduti sono molto meno numerosi che da noi, e in Inghilterra
    ve ne sono pochissimi), penetrino nelle osterie più popolari, si introducano nei sindacati, nelle
    società, nelle adunanze occasionali più schiettamente popolari, parlino al popolo, non come
    dei dotti (e non in forma troppo parlamentare), non diano per nulla la caccia al «posticino» in
    Parlamento,
    ma sveglino dappertutto il pensiero, attraggano le masse, prendano in parola la
    borghesia, utilizzino l'apparato da essa creato, le elezioni da essa indette, gli appelli da essa
    rivolti a tutto il popolo, facciano conoscere il bolscevismo al popolo come non si è mai riusciti
    a farlo conoscere.

    Il senso è completamente diverso da quella partecipazione parlamentare che tu, Rizzo e Potere al Popolo propugnate... Ma tu ci sei mai stato ad una assemblea di Potere al Popolo?
    Hai visto chi c'è, e sopratutto chi dirige?
    Ci sono proprio quei " rifondaroli" (come li chiami tu) e quelli di SI (che magari prima si sono opportunisticamente autosospesi), e sono lì non per portare avanti il programma marxista o leninista, come espresso nel Manifesto o nelle parole di Lenin, anche sopra, nell'opera da te citata, ma per spaccare il fronte proletario. Hai provato in una di quelle assemble, così tempestivamente e abilmente convocate ora (ma mai prima), a prendere la parola e dire: compagni io sono marxista, un vero comunista!?... Il nostro programma compagni non può prescindere dal programma comunista che attacca le ideologie borghesi e il capitalismo come strumenti di oppressione e di sfruttamento... hai parlato di classe in quelle assemblee?
    Ti invito a farlo!
    Non ho mai sentito nelle parole dei compagni intervenuti in quei consessi e non ho letto nei loro programmi l'intenzione di far conoscere il bolscevismo al popolo... come non si è mai riusciti a farlo conoscere.

 

 
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