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Discussione: Ritorno alle origini.

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    Predefinito Ritorno alle origini.

    Nei giorni scorsi è accaduto un fatto di un certo rilievo.
    Per semplici questioni di tempo non ho riportato subito la notizia.
    Che merita riflessioni.
    Riprendo, a caso, un articolo sulla vicenda.
    I Savoia, lasciamo stare le polemiche inutili del passato, ritornano.
    Ma ritornano alle origini, in Piemonte.
    Non in itaglia.
    E' una cosa di una certa importanza.

    Ah! Se l'amico veneto trasferito in Russia avesse voglia di dare una mano!
    Speriamo che si renda conto che da noi non esistono solo servi e traditori, intendo Di Maio e Salvini.
    E Savoia, per non creare equivoci.

    La salma di Vittorio Emanuele III è in Italia, al santuario di Vicoforte: riposerà accanto alla moglie - Repubblica.it

    La salma di Vittorio Emanuele III è in Italia, al santuario di Vicoforte: riposerà accanto alla moglie
    Tumulata vicino a quella della regina Elena.


    Le Comunità ebraiche: "Profonda inquietudine". Polemica anche sull'impiego di un velivolo militare

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    17 dicembre 2017
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    La salma di Vittorio Emanuele III è in Italia, al santuario di Vicoforte: riposerà accanto alla moglie
    (ansa)
    È ARRIVATA al santuario di Vicoforte di Mondovì la salma di Vittorio Emanuele III. Partita da Alessandria d'Egitto - dove era sepolta nella cattedrale di Santa Caterina - è rientrata in Italia a bordo di un volo militare che è atterrato alle 11 all'aeroporto di Cuneo. Alla partenza ad Alessandria erano presenti i familiari e l'ambasciatore italiano al Cairo, Giampaolo Cantini.

    Le spoglie di Vittorio Emanuele III sono state portate da Alessandria in un aeroporto militare nelle vicinanze del Cairo dal quale sono partite a bordo di un aereo militare non appena espletate le formalità burocratiche di rito. L'aereo è arrivato allo scalo militare di Cuneo in mattinata e la bara è stata traslata al Santuario di Vicoforte, accanto a quella della regina Elena.

    Sono molti i visitatori e i turisti che oggi sono saliti a Vicoforte. La cappella di San Bernardo, dove è già stata collocata la regina, è però, almeno per il momento, chiusa al pubblico.

    · "L'INQUIETUDINE" DELLE COMUNITA' EBRAICHE
    Sulla vicenda interviene la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni: "In un'epoca segnata dal progressivo smarrimento di Memoria e valori fondamentali il rientro della salma del re Vittorio Emanuele III in Italia non può che generare profonda inquietudine, anche perché giunge alla vigilia di un anno segnato da molti anniversari", tra cui "gli 80 anni dalla firma delle Leggi Razziste". "Bisogna che lo si dica chiaramente, in ogni sede - scrive Di Segni in una riflessione pubblicata sul portale di informazione Ucei Moked - il portale dell?ebraismo italiano - Vittorio Emanuele III fu complice di quel regime fascista di cui non ostacolò mai l'ascesa e la violenza apertamente manifestatasi sin dai primi mesi del Ventennio. Nessun tribunale ebbe mai modo di processarlo, per quelle gravi colpe. Cercheremo di colmare questo vuoto con una specifica iniziativa, nel prossimo mese di gennaio. Per chi oggi vuole farne un eroe o un martire della Storia, per chi ancora chiede una sua solenne traslazione al Pantheon, non può che esserci una risposta: nessun onore pubblico per chi porta il peso di decisioni che hanno gettato discredito e vergogna su tutto il paese. L'Italia non può e non deve dimenticare".
    SCHEDA Il fascismo, le leggi razziali, la fuga: le colpe di Vittorio Emanuele III
    · POLEMICA SUL VOLO MILITARE
    Anche la traslazione della salma con un volo militare è oggetto di polemiche: "Qualcuno dovrà spiegare a noi, alla Corte dei Conti e agli italiani - attacca il capogruppo di "Liberi e Uguali" Giulio Marcon - per quale motivo sia stato usato un aereo dell'Aeronautica militare, un volo di Stato per riportare in Italia la salma di colui che non si oppose all' avvento della dittatura fascista, firmò la vergogna delle leggi razziali contro gli ebrei, portò il Paese al disastro della guerra al fianco dei nazisti e abbandonò vigliaccamente i suoi soldati fuggendo. Governo e aeronautica spieghino per decenza questa scelta".

    Sulla stessa lunghezza d'onda Carlo Smuraglia, presidente emerito dell'Anpi: "Quello dei Savoia lo considero un problema chiuso da molto tempo. Una vicenda finita. Smettiamo di parlarne. Ritengo che portare la salma in Italia con solennità e volo di Stato è qualcosa che urta le coscienze di chi custodisce una memoria storica. Urta con la storia di questo dopoguerra. E non si parli più neanche di questa ipotesi di mettere le loro salme nel Pantheon. Basta".

    · PARTE DEI SAVOIA VUOLE IL PANTHEON
    La regina Elena e re Vittorio Emanuele III di Savoia riposano quindi l'uno accanto all'altra nel Santuario. Ma una parte della famiglia Savoia non è d'accordo e, a quanto sembra, è intenzionata a dare battaglia.

    Gian Nicolino Narducci, segretario di Serge di Jugoslavia, ha incontrato il rettore della basilica, don Meo Bessone, e nel corso di un colloquio che alcune fonti hanno definito "concitato" ha fatto presente che "tutto si può ancora bloccare".

    "Mio nonno - ha detto Emanuele Filiberto ai microfoni di Tgcom24 riferendosi a Umberto II, ultimo re d'Italia - diceva che le salme resteranno in esilio finché non torneranno al Pantheon a Roma. Dal 2002, quando è stata abrogata la norma transitoria della Costituzione sull'esilio, non c'erano più problemi nel riportarle in Italia. Ma abbiamo sempre aspettato. Ed è da sempre che vogliamo siano collocate al Pantheon".

    In seguito, rispondendo anche alle critiche della Comunità ebraica, Emanuele Filiberto ha tenuto a sottolineare che "il Pantheon è l'ultima dimora dei re d'Italia e Vittorio Emanuele III è stato l'ultimo re d'Italia e ha regnato per 46 anni". Quindi ha ammesso che "ci sono stati errori, errori sono stati fatti", ma ha insistito sull'idea che "riportarli al Pantheon significherebbe che siamo in un'Italia nuova, che non dimentica, ma che sa guardare avanti".

    Savoia, la salma di re Vittorio Emanuele III a Vicoforte
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    Emanuele Filiberto si è detto "felice" per il rientro della bisnonna in Italia - ringraziando il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per averlo reso possibile - ma anche "sorpreso" per la segretezza dell'operazione: "Io l'ho appreso dalla stampa e dalle agenzie. Non capisco questa specie di 'vergogna' di riportare in Italia questa amata regina. Lo trovo strano".

    A Vicoforte la salma di Vittorio Emanuele III, Griseri: "Un compromesso, impossibile al Pantheon"

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    Al termine della tumulazione della salma di Vittorio Emanuele III al Santuario di Vicoforte, la famiglia Savoia ha incaricato Federico Radicati di Primeglio di fare una dichiarazione alla stampa.

    Radicati di Primeglio ha ricevuto delega per rappresentare la famiglia in "tutti i passi necessari per la estumulazione delle salme del re d'Italia Vittorio Emanuele III e di Elena di Savoia affinché vengano traslati e ricongiunti in Italia nel centenario della Grande Guerra, come da noi auspicato nella lettera del 10 maggio al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella".

    La delega è firmata da Vittorio Emanuele e da Maria Gabriella. "Si è parlato molto di segretezza negli ultimi tempi - ha dichiarato Radicati di Primeglio fuori dal Santuario - ma non c'è stato niente di segreto, c'è stata semplicemente riservatezza come è normale che sia nelle questioni di famiglia". "La speranza - ha aggiunto - è che questo ritorno in Italia possa portare alla condivisione della visione storica, della memoria storica, in Italia". Sulle polemiche in merito al trasferimento, a chi gli chiedeva se tutta la famiglia fosse d'accordo, il conte ha risposto: "Questa è una questione familiare che non mi riguarda, non posso dire di più".

    Vicoforte, per la prima volta apre al pubblico la cupola ellittica più grande del mondo
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    "Porto il ringraziamento della famiglia ai frati minori della cattedrale di Alessandria d'Egitto che si sono occupati amorevolmente della cura della tomba di Vittorio Emanuele III", ha concluso Federico Radicati di Primeglio.

    Di riconciliazione nazionale ha parlato anche il rettore del santuario di Vicoforte: il rientro delle salme di Vittorio Emanuele III e di Elena di Savoia "può rappresentare dal punto di vista civile un'occasione di riconciliazione nazionale e con la stessa memoria storica del paese, da un punto di vista religioso un segno di pietas cristiana verso due battezzati e dunque membri della comunità ecclesiale", ha affermato don Meo Bessone.

    · LE TAPPE DEL RIENTRO DELLE SALME
    Del rientro delle salme del re e della regina si era iniziato a parlare nel 2011, anno a cui risale la richiesta dei familiari di Casa Savoia. Istanza poi reiterata nel 2013 con la dichiarata disponibilità del vescovo di Mondovì, monsignor Luciano Pacomio.

    Il tutto si è realizzato quasi in concomitanza con il settantesimo anniversario della morte di Vittorio Emanuele III (28 dicembre 1947) e, come ha voluto sottolineare la principessa Maria Gabriella, "nel centenario della Grande Guerra" con l'auspicio che l'iniziativa "concorra alla composizione della memoria nazionale".

    Nel tardo pomeriggio di venerdì, dopo mesi di preparativi avvolti dalla massima segretezza, si è compiuto il primo passo con l'arrivo, dal cimitero di Montpellier, della salma della ex sovrana. La collocazione è stata accompagnata "in un contesto di riserbo e sobrietà" dalla preghiera, a cura di don Bessone, prevista per il Rito delle esequie.

    La cappella di San Bernardo è conosciuta anche come mausoleo del duca Carlo Emanuele I, che vi è sepolto, e che sostenne l'inizio della costruzione del santuario nel Monregalese tra il 1596 e i primi anni del '600.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Ritorno alle origini.

    Vogliono la sepoltura al pantheon. A roma.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #3
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    Predefinito Re: Ritorno alle origini.

    Se proprio vogliono ritornare alle origini vadano a Chambery.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #4
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    Predefinito Re: Ritorno alle origini.

    A proposito di origini ... di POL, vedo che c'è TIGERSUITE. Fatti vivo!
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #5
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    Predefinito Re: Ritorno alle origini.

    La sepoltura di Vittorio Emanuele III in Piemonte involontariamente è una indicazione molto importante.

    Casa Savoia cessò di esistere nel 1830 con la morte di Carlo Felice.
    Succedette il ramo Carignano che fu l'artefice della fine di casa Savoia.
    Il ramo Carignano ebbe il compito dal destino di far cessare la libertà dello stato sabaudo e la creazione dello stato artificiale e pertanto aberrante dell'italia.

    Alla morte di Calo Felice sul trono del regno di Sardegna succedette Carlo Alberto. Uomo enigmatico, iscritto alla massoneria, chiamato dai Torinesi il tenebroso perché strano nel comportamento.
    Il problema consisteva che era alto più di due metri e non assomigliando per nulle a suo padre.
    Era sempre strano perché comprendeva che non era figlio di chi si dichiarava suo padre.

    Perseguitato dalla sfortuna, la camera da letto dove dormiva suo figlio prese fuoco e bruciò tutto comprese la governate.
    Si salvò secondo i storiografi miracolosamente suo figlio, pur bruciando completamente la culla e morta bruciata la balia, ma da quel giorno iniziò la diceria che il figlio di Carlo Alberto ( Vittorio Emanuele III) era invece il figlio di un macellaio toscano sostituendo il principe morto.

    Per essere il capo del nuovo ramo di Savoia Carignano non sapere esattamente chi era suo padre e che il suo primogenito non era suo fu un grande batosta.

    Il figlio del macellaio divenne re d'italia, lui mise la faccia , gli inglesi le monete d'oro.
    Poi il secondo re d'italia (Umberto I°) venne ucciso e succedette il terzo re con il nome di Vittorio Emanuele III .8 detto Sciaboletta
    O si taglia o il caos

  6. #6
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    Predefinito Re: Ritorno alle origini.

    Guidare uno stato artificiale formata da popolazioni di cultura europea e di cultura africana il cui punto di unione era solamente il cattolicesimo romano era ed è impossibile.

    Dopo la guerra del 1915-18 vi furono degli sconvolgimenti, la Massoneria pensò che se si voleva continuare a tenere unito la penisola italica con la pianura padana europea bisognava tentare di formare degli abitanti dello stato italiano un popolo unico.

    Fu preso un giornalista di nome Mussolini che aveva una capacità da scrivere enorme che dopo un viaggio di tre giorni in Francia ebbe i denari per fondare un giornale che chiamò Popolo d'italia in quanto questo era proprio il compito che gli era stato conferito.
    Mussolini, che aveva non comuni dote di cabarettista, concluse nulla e pertanto fu eliminato e la formazione del popolo italiano si ottenne con un una invasione di milioni di meridionali nella Padania.

    Mussolini fu ucciso alla fine della guerra, il re Vittorio Emanuele III fu sbattuto fuori e non fu ucciso per riguardo di quanto aveva fatto suo nonno che aveva messo la faccia nel far finta di fare l'unità di italia fatta invece dalla Massoneria.
    Vittorio Emanuele II era una figura patetica ( ai suoi tempi fu abbassata l'altezza minima per poterlo arruolare e poterlo chiamare re soldato), morì in esilio e solamente adesso fu fatto l'accordo affinché la sua salma con quella della sua consorte fossero sepolte in italia.
    O si taglia o il caos

  7. #7
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    Predefinito Re: Ritorno alle origini.

    Il ciclo è finito, Casa Savoia cessa nella storia italiana, ed un suo erede porta l'ultimo re nel suo antico paese: il Piemonte.

    Un segno che l'italia è una aberrazione e non fa parte dignitosamente di una casata.
    Qualche erede di Vittorio Emanuele III vorrebbe che le sue spoglie fossero sepolte a roma, ma molti si oppongono.
    Questi non sanno che non volendo il re Sciaboletta a roma valorizzano la terra libera che diede lustro a Casa Savoia.

    In sintesi per la Storia appartenere all'italia non è motivo di orgoglio.

    Perchè in futuro il Piemonte ci sarà ancora , lo stato italiano come tale non si sa.
    O si taglia o il caos

  8. #8
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    Predefinito Re: Ritorno alle origini.

    Dinastia antitedesca, come antitedesco fu il mussolini , che ha consegnato il mondo alla massoneria.
    psico and Eridano like this.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  9. #9
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    Predefinito Re: Ritorno alle origini.

    Erano livorosi, a parte un piccolo filone di filotedeschi che in fatti di occupavano anche della traduzione di libri dal tedesco all'italiano, vedasi Eugen fischer l'ereditarietà delle qualità morali e un intervento di clauss sulla psicologia dell'anima. Per il resto silenzio totale.

    https://againstfreemasonry.wordpress...e-il-fascismo/

    http://www.esolibri.it/testi/mass%20...Massoneria.pdf

    Il fascismo fu sempre massone anche se operò l'epurazione e a dirlo era preziosi.

    https://www.ibs.it/fascismo-massoner.../9788870490855
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  10. #10
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    Predefinito Re: Ritorno alle origini.

    Questo può aiutare a stabilire un discrimine per capire cosa è massonico e cosa no.
    Il fascismo di fatto riusciva ad andare d'accordo con questo mondo molto di più del Nazismo , difatti a tutt'oggi ci sono fascisti cattolici, fascisti paganeggianti .
    Il fascismo in sé ha quella capacità di impersonare il buon padre di famiglia o l'uomo virile o l'eroe romano , ma mai una figura veramente al di sopra delle righe .
    Esso è organico a questo mondo pure quando fa il mistico .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 
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