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Discussione: La Repubblica Araba Siriana

  1. #1081
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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

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  2. #1082
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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    CURA DI SIMONE SANTINI
    clarissa.it

    L'autore dell'articolo che presentiamo è un personaggio controverso. Già funzionario del Sismi (servizio segreto militare italiano), assurse ai disonori delle cronache qualche anno fa per l'inchiesta giudiziaria relativa il cosiddetto "archivio segreto di via Nazionale", ovvero una raccolta di dossier su personaggi politici, magistrati, giornalisti, forse allo scopo di utilizzare come strumento di pressione le notizie riservate che vi erano contenute. Il caso venne alla luce in seguito alle indagini sul caso Abu Omar, l'Imam di Milano rapito dalla CIA, ed anche in relazione allo scandalo Telecom-Sismi.



    Il suo nome è Pio Pompa. L'ex agente segreto è ora un articolista del quotidiano Il Foglio. Da giornalista Pio Pompa utilizza quasi sempre fonti riservate, ovvero membri dell'intelligence internazionale probabilmente conosciuti durante i suoi trascorsi operativi. Le notizie di Pompa sono quindi, oltre che difficilmente verificabili, anche di estremo interesse, offrendo risvolti che altri normali giornalisti potrebbero difficilmente ottenere.

    In particolare da qualche tempo le analisi di Pompa si sono concentrate sul Medio Oriente e da lì giungono le informazioni delle sue fonti dirette. Vanno prese con le molle ma altre sue precedenti rivelazioni hanno avuto puntuali conferme, come quando, ormai diversi mesi addietro, aveva scritto della presenza massiccia di organizzazioni terroristiche jihadiste che si erano infiltrate e operavano nella guerra civile in Siria, notizia che ha poi avuto molteplici conferme fino a diventare un dato comunemente acquisito.

    In questo articolo Pio Pompa sostiene alcune "verità" esplosive. Quella fondamentale è che la nuova ondata jihadista in Siria, promossa da tutti i maggiori gruppi della galassia sunnita, avrebbe avuto la tacita approvazione e complicità dei Paesi limitrofi alla Siria, i cui servizi non farebbero nulla per ostacolarla e quindi, di fatto, proteggendola. Inoltre si avrebbe definitiva conferma della scelta di campo di Hamas che dopo anni in cui ha goduto della protezione del governo siriano, ora si schiera apertamente con le forze "ribelli".

    È praticamente impossibile che questa strategia non abbia l'avallo degli Usa. Ci si può quindi ben interrogare su quale sia la reale intenzione dell'Amministrazione americana, ufficialmente ancorata alla prudenza proprio per scongiurare la possibilità che eventuali aiuti all'opposizione siriana finiscano in "mani sbagliate". La prudenza sembra ormai essere stata abbandonata. Nelle ultime settimane, per la prima volta, alcuni aerei Mig ed elicotteri governativi sono stati abbattuti dai ribelli: è il primo probabile risultato della fornitura di missili tipo Stinger, la versione più aggiornata dell'arma che decise le sorti della guerra in Afghanistan a favore dei mujaheddin.

    Secondo la fonte di Pompa, scopo di questa ulteriore ondata jihadista sarebbe "assumere sul campo la leadership nell'offensiva finale contro il regime di Damasco". Ciò vuol dire che la presunta inerzia occidentale durante questo anno e mezzo di crisi, non ha fatto altro che preparare il campo ai "mastini della guerra", lasciando allo sbaraglio quei gruppi autoctoni siriani che erano meno controllabili dalle centrali di intelligence internazionali.

    Il finale dell'articolo merita una profonda riflessione. Si dice (è sempre la fonte di Pompa che parla): "Chi pensa di abbattere l'orrore di quel regime con l'orrore jihadista compie un calcolo cinico dalle conseguenze estremamente tragiche. Lo stesso calcolo che - voltando le spalle a Israele - sta consentendo all'Iran di fabbricarsi la bomba atomica".

    Questa logica cinica, dunque, starebbe costringendo Israele ad un attacco preventivo contro l'Iran. Viene da domandarsi: abbiamo a che fare con menti folli, con menti raffinatissime, o con entrambe?

    Simone Santini
    Fonte: Clarissa: nella rete dell'informazione
    6.09.2012

    Pio Pompa, Gruppi jihadisti pronti a sferrare l'attacco finale a Damasco, Il Foglio, 4 settembre 2012
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  3. #1083
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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    LA SIRIA DEGLI ASSAD E GLI ALAWITI

    Introduzione:

    ●Abbiamo già parlato di Waabiti e Salafiti su questo stesso sito, ma per capire ancor meglio ciò che succede oggi a Damasco occorre studiare la questione degli Alawiti, diffusi in Siria e che ultimamente si sono convertiti all’Islam sunnita.

    ● Gli Alawiti sono radicalmente opposti ai Waabiti o Sauditi, mentre sono molto più vicini ai Salafiti. Il Salafismo va inteso come “Riformismo, Liberalismo o Modernismo islamico” aperto al pensiero europeo. Il Movimento salafita è anti-occidentale più che anti-europeo e se può sembrare apparentemente tradizionalista, in realtà è un Movimento di modernizzazione dell’Islam.

    ●Il Wahabismo, o Movimento “fondamentalista“, è marcatamente caratterizzato dal fondamentalismo moralistico farisaico, specialmente esteriormente affettato ma non sempre vissuto, impegnato contro i malesseri sociali e i “vizi” importati dal moderno Salafismo non ostile alla cultura europea classica (alcolismo e prostituzione), dalla condanna radicale dello scimmiottamento dell’Occidente e del suo femminismo decadente, dall’ostracismo totale nei confronti delle Missioni cristiane e delle loro attività di proselitismo. È questa la ragione per cui il Regno della Famiglia Saud, costituzionalmente legittimato dalla sua missione spirituale tipicamente “farisaica” negli affari interni e prodigiosamente arricchito dal petrolio, giuoca un ruolo molto importante nella politica Medio Orientale, alleato, alla maniera degli antichi “Sadducei”, con gli Usa negli affari esteri.

    ●In base a ciò la Monarchia saudita si è sempre sentita legittimata a proporre un Regime di tipo tradizionale, teocratico e fondamentalista quanto ad assetti politici interni e a costumi (rigida separazione dei sessi). Tuttavia la Famiglia reale saudita, in politica estera, ha mantenuto peraltro un costante orientamento filo-occidentale. Per questo è tacciata di rigorismo morale ‘farisaico’ interno e di doppiezza politica ‘machiavellica’ esterna: si rigetta all’interno del Paese ed esteriormente ogni costume non-musulmano, ma si è alleati in politica estera con l’Occidente americanista teoconservatore (più che con la “Vecchia Europa”), il quale è il maggior esportatore dei costumi corrotti[1], che il Wahabismo dice di voler combattere all’interno, mentre in realtà si serve e vive di essi, anche economicamente e militarmente, in politica estera.

    ●Gli Alauiti, o Alawiti (arabo ʿAlawiyya) sono un gruppo religioso mediorientale diffuso principalmente in Siria. Alauita è Bashār al-Asad, presidente siriano, così, come prima di lui, suo padre Hafiz al-Asad († 2000). Gli alauiti si fanno chiamare ʿAlawī. Il termine ʿAlawī serve per mostrare la loro reverenza ad ʿAlī, cugino e genero del profeta Maometto.

    Storia dell’Alawismo

    ●L’origine degli alauiti è oggetto di discussione. Secondo alcune fonti essi erano in origine dei Nusayri, una setta che spezzò i legami con gli sciiti duodecimani nel IX secolo. Oggi gli alauiti, pur essendo appena il 20% dell’intera popolazione siriana, costituiscono una minoranza religiosa assai potente dal punto di vista politico.

    ●Gli alauiti vennero fondati nel X secolo, durante la dinastia hamdanide di Aleppo, ma vennero scacciati quando la dinastia cadde nel 1004. Nel 1097 i Crociati inizialmente li attaccarono, ma in seguito si allearono con loro contro gli ismailiti. Nel 1120 gli alauiti vennero sconfitti dagli ismailiti e dai Curdi, ma tre anni dopo combatterono con successo questi ultimi. Nel 1297 ismailiti e alauiti cercarono di negoziare una fusione, senza però giungere a niente.

    ●Gli alauiti vennero perseguitati attivamente durante il dominio mamelucco, dal 1260 in avanti. Quando l’Impero Ottomano prese il controllo della Siria nel 1516, si dice che i Turchi uccisero oltre 900.000 alauiti. In seguito, gli alauiti vennero trattati come reietti e l’Impero Ottomano inviò dei Turchi a colonizzare le loro terre. Apparentemente alcuni dei Turchi si convertirono e divennero alauiti. Dopo che gli alauiti attaccarono il villaggio ismailita di Masyaf, nel 1832, il Pascià di Damasco inviò delle truppe contro di loro.

    Siria e Alawismo

    ●Dopo la caduta dell’Impero Ottomano (1917), Siria e Libano vennero poste sotto mandato francese. I Francesi diedero autonomia agli alauiti e ad altri gruppi di minoranza ed accettarono gli alauiti nelle loro truppe coloniali. Durante il mandato, molti capi tribù alauiti sposarono il concetto di una nazione alauita separata e cercarono di convertire la loro autonomia in indipendenza.

    ●Nel 1939 una parte della Siria nord-occidentale, il sangiaccato di Alessandretta, l’odierna Hatay, che conteneva un gran numero di alauiti, venne ceduto alla Turchia dai Francesi, facendo infuriare la comunità alauita e i Siriani in generale. ZAKĪ AL-ARSŪZĪ – il giovane capo alauita di Antiochia, a Iskandariyya (in seguito chiamata Hatay dai Turchi), che guidò la resistenza all’annessione della sua provincia da parte dei Turchi – divenne in seguito un fondatore del Partito Baʿth assieme a MICHEL AFLAQ. Dopo la seconda guerra mondiale, quando le province alauite vennero unite con la Siria, i seguaci alauiti di Sulaymān al-Murshid cercarono di resistere all’integrazione. Egli venne catturato ed impiccato dal governo siriano, di recente indipendenza, a Damasco nel 1946.

    ●La Siria divenne indipendente il 16 aprile 1946. A seguito della guerra arabo-israeliana del 1948 per il controllo della Palestina, la Siria passò attraverso una serie di colpi di stato militari nel 1949, l’ascesa del Partito Baʿth, e l’unificazione della nazione con l’Egitto nella Repubblica Araba Unita nel 1958. La ‘RAU’ durò per tre anni e si dissolse nel 1961, quando un comitato militare segreto, che includeva diversi ufficiali alauiti insoddisfatti, tra cui Ḥāfiẓ al-Asad e Ṣalāḥ Jadīd, aiutò il Partito Baʿth a prendere il potere nel 1963. Nel 1966, gli ufficiali dell’esercito di orientamento alauita si ribellarono ed espulsero il vecchio Baʿth che aveva guardato a Michel ʿAflaq e Ṣalāḥ al-Dīn al-Bītār per la sua leadership. Questi promossero ZAKĪ AL-ARSŪZĪ come il “Socrate” del loro ricostituito Partito Baʿth.

    Gli Assad e l’Alawismo-baathista

    ●Nel 1970, l’allora colonnello dell’Aeronautica Militare Ḥāfiẓ al-Asad prese il potere ed incitò un “movimento correzionista” nel Partito Baʿth. Nel 1971 al-Asad divenne presidente della Siria. Lo status degli alauiti venne migliorato significativamente e nel 1974 l’Imam Musa al-Sadr, capo degli sciiti duodecimani del Libano, proclamò l’accettazione degli alauiti come veri musulmani. Fino a quel momento le autorità musulmane – sia sunnite sia sciite – si erano rifiutate di riconoscerli come veri musulmani e, di fatto, la massima parte del mondo sunnita e sciita rifiuta ancor oggi di riconoscere come musulmani gli alauiti. Gli Asad sono stati vigili nel promuovere la tolleranza religiosa.

    ●La maggioranza sunnita dei siriani non apprezzò il potere alauita e i Fratelli Musulmani cercarono di assassinare al-Asad il 25 giugno 1980 prendendo a pretesto l’eliminazione dalla Costituzione dell’articolo secondo il quale l’Islam era la “religione di Stato” e che il Presidente della Repubblica doveva essere musulmano. Asad rispose inviando nel 1982 le sue truppe migliori, al comando di suo fratello Rifāʿa, contro la roccaforte sunnita di Ḥamā. L’esercito siriano eliminò i simpatizzanti dei Fratelli Musulmani nel “massacro di Ḥamā”, durante il quale tra le 20000 e le 30000 persone vennero uccise. Dalla rivolta di Ḥamā, con la conseguente repressione, la Siria non ha più manifestato forme violente di opposizione al regime.

    ●Dopo la morte di Ḥāfiẓ al-Asad nel 2000, il figlio Bashār al-Asad ha mantenuto le linee guida del regime di suo padre. Anche se gli Alauiti dominano all’interno dei vertici militari e dei servizi segreti, il governo civile el’economia nazionale sono ampiamente guidate dai Sunniti. Il regime di Asad è attento a permettere a tutte le sette religiose di condividere il potere e l’influenza nel governo.

    Religione: Sciiti, Sunniti e Alawiti

    ●Teologicamente, gli alauiti odierni sostengono di essere sciiti duodecimani, ma tradizionalmente sono stati indicati come “estremisti” (ghulāt) e al di fuori dell’Islam dalla corrente principale dei musulmani, a causa della loro deificazione di ʿAlī b. Abī Ṭālib. La religione alauita ha molte similitudini con l’Ismailismo e un certo cristianesimo eterodosso. Come gli sciiti ismailiti, gli alauiti credono in un sistema di incarnazione divina, così come ad una lettura esoterica del Corano. Contrariamente agli ismailiti, gli alauiti considerano ‘Alī come incarnazione della divinità della triade divina. Come tale, ʿAlī è il “Significato“; Maometto, che ʿAlī creò con la sua luce, è il “Nome“; e Salmān al-Fārisī il “Cancello“.

    ●La religione alauita è segreta e gli alauiti non accettano convertiti, né la pubblicazione dei loro testi sacri. La gran parte degli alauiti conosce ben poco dei contenuti dei suoi testi sacri o della sua teologia, che è custodita gelosamente da una ristretta cerchia di iniziati maschi. All’età di 15 o 16 anni tutti gli uomini alauiti ricevono poche ore di corso di iniziazione ma da quel momento sta a loro decidere se vogliono diventare studenti di religione, associarsi ad uno Shaykh e cominciare il lungo processo di iniziazione e il corso di studi della religione.

    ●La religione alauita sembra basarsi sullo gnosticismo e sul neoplatonismo. Secondo la fede alauita, tutte le persone erano in origine delle stelle nel mondo della luce, ma caddero dal firmamento a causa della disobbedienza. Il mondo materiale è un luogo pieno di pericoli, nemici e impurità. Il male essenziale di questa esistenza presente può essere evitato con l’aiuto del divino creatore. Ogni alauita ha nella sua anima una parte della luce del divino creatore, cui si può accedere e che porta alla retta via e alla salvezza. I fedeli alauiti credono che si dovranno trasformare o rinascere sette volte prima di tornare ad avere un posto tra le stelle, dove Alì è il principe. Se meritevoli di biasimo, essi rinascono talvolta come cristiani o giudei, tra i quali rimarranno fino a quando l’espiazione sarà completa. Gli infedeli rinascono come animali.

    ●A causa della natura altamente sincretistica della religione, gli studiosi hanno sostenuto che l’alauismo è correlato al Cristianesimo gnosticheggiante e neoplatonizzante perché gli alauiti hanno una Trinità, bevono vino come possibile forma di comunione e riconoscono il Natale. Diverse fonti sostengono che i loro riti comprendono resti dei rituali sacrificali fenici.

    ●Anche se gli alauiti riconoscono i cinque pilastri dell’Islam, essi li considerano doveri simbolici e pochi li seguono, motivo questo perché la massima parte dei musulmani (sunniti e sciiti)considerino eretici gli alauiti. Gli sforzi di Hafiz al-Asad nel portare il suo popolo nella corrente principale dell’Islam compresero la costruzione di moschee nelle principali città alauite. Dei chierici riformatori hanno incoraggiato i seguaci alauiti a pregare regolarmente e a seguire i principi base dell’Islam. Bashār ha seguito il padre nello spingere la sua comunità a disfarsi della teologia e dei rituali intolleranti.

    ●L’insistenza sul conformismo ha portato a ricche ricompense politiche – gli alauiti godono di tutti i diritti dei musulmani in Siria e possono reggere l’incarico di Presidente della Repubblica, che deve essere ricoperto da un musulmano secondo la costituzione. Cionondimeno, gli alauiti hanno pagato un duro prezzo per il successo politico, negando la loro distintiva tradizione religiosa. In essenza, hanno rinunciato alla loro religione, o più precisamente, si sono convertiti all’Islam sunnita, per una partecipazione al potere politico e in ottemperanza al principio dell’uguaglianza all’interno della nazione.

    ●Tutte queste cose sono la prova per i sunniti che gli alauiti cercano tenacemente di essere parte dell’Islam e di essere esattamente come loro. Oggi gran parte degli alauiti conosce solo i principi dell’Islam sunnita perché vengono loro insegnati nelle lezioni obbligatorie di religione durante la scuola dell’obbligo. I testi scolastici siriani non fanno menzione della parola “alauita” né fanno riferimento alla diversità di credo e di pratica religiosa islamica. L’introduzione del sistema scolastico statale nella regione alauita, durante gli ultimi 50 anni, ha trasformato l’identità religiosa degli alauiti. Anche se sanno di essere differenti dai sunniti, non sanno esattamente in che modo lo sono.

    ●Gli Asad si impegnano molto per assicurarsi che le differenti tribù siano rappresentate equamente nei posti di vertice dell’esercito, allo stesso modo in cui cercano di spartire gli incarichi governativi tra i vari gruppi etnici e religiosi della Siria.

    Conclusione

    ●Come si vede la Siria odierna è marcata profondamente dall’Alawismo, dal Baathismo riformato, dalla rivalità con il Waabismo saudita e con la Turchia. Essa ha cercato un’integrazione con i Sunniti e in un primo tempo anche gli Sciiti hanno concordato con l’Alawismo.

    ●In secondo luogo anche gli Assad hanno costruito la Siria sulle basi dell’Alawismo, del Baathismo riformato e dell’integrazione soprattutto con i Sunniti ed anche con gli Sciiti. Il Cristianesimo è molto ben tollerato dal sistema neo-alawita siriano e dagli Assad.

    ●Non è difficile capire perché (oltre il gas che si trova in Siria e l’alleanza tra quest’ultima con l’Iran) la Siria sia l’oggetto delle attenzioni degli Usa e d’Israele. Un sistema politico sociale ben funzionante che elimini la povertà nel Paese, inoltre nazionalmente e patriotticamente forte, unito ad un’economia fiorente e senza debito pubblico, ad una integrazione tra islam e cristianesimo, un governo “autoritario” (nel senso sano del termine) che rifiuta l’illuminismo e la decadenza rivoluzionaria dell’occidente, dà fastidio ai succhiatori di sangue che vogliono, come gli usurai, spingere le Nazioni prospere ad indebitarsi, a cadere nel caos della Sovversione rivoluzionaria e a diventare, così, loro schiave.

    ●Come andrà a finire questa ennesima “guerra dell’oro contro il sangue”? Dio solo lo sa, ma la Siria non è la Libia, essa è ben armata in sé ed in più è difesa dall’Iran, dagli Hezbollah, dalla Russia e dalla Cina. Aspettiamo gli eventi, che non tarderanno a venire.

    d. Curzio Nitoglia

    22 agosto 2012

    link a questa pagina – LA SIRIA DEGLI ASSAD E GLI ALAWITI | don Curzio Nitoglia

    [1] Si veda, per esempio, la condanna inflitta da Vladìmir Putin, per oltraggio alla religione, ad un anno e sei mesi di lavori forzati ad alcune cantanti rock, che in Russia avevano inneggiato dentro una chiesa canzoni blasfeme ed oscene. Ebbene gli Usa, l’Italia, la Francia, la Spagna e l’Inghilterra hanno condannato Putin e difeso le rockettare. Questa è la prova provata (“contra factum non valet argumentum”) di come l’occidente americanista, dopo aver corrotto la vecchia Europa, si volga a sovvertire le forze che – malgrado tutti i loro difetti – si oppongono ancora ai frutti avvelenati dell’Illuminismo liberale, libertario e libertino come la Russia di Putin, (che non è quella di Lenin-Stalin-Eltsin) ed una parte del Medio Oriente, il quale evita il fariseismo integralista dei Waabiti sauditi e cerca di portare avanti una politica sociale e nazionale forte, unita ad una ricerca di convivenza negli affari temporali tra cristianesimo e islam (alawita e salafita), come avviene in Siria, tramite il Partito Baath e come avveniva in Iraq, in Libia, ed in Tunisia.

    FONTE:
    LA SIRIA DEGLI ASSAD E GLI ALAWITI | don Curzio Nitoglia
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  4. #1084
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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    Fida Dakroub, Mondialisation.ca, 4 settembre 2012



    Generale
    E’ certamente bello servire il proprio paese, ma il merito di dirlo non è da disprezzare. In politica come in letteratura, sulla barricata come al computer, è possibile illustrarsi; e coloro che compiono delle belle azioni, come quelli che le scrivono, ottengono lodi. Tuttavia, secondo me, anche se non si arriva alla persona che scrive la storia, la stessa gloria di quello che la fa, il suo compito non è meno difficile. In questo senso, non è sufficiente che la narrazione storica risponda alla grandezza delle azioni storiche, ma deve anche salire al rango delle loro apoteosi, altrimenti i vostri lettori accuseranno la vostra scrittura come prosaica e semplicistica. Ciò richiede la necessità di presentare una storia gloriosa nel caso di un evento così maestoso come l’11 Vendemmiaio [1] della Santa rivoluzione siriana, ossia il secondo giorno del mese di ottobre 2011. Questo giorno è stato onorato dalla nascita di un patto sui principi costituzionali che avrebbe elaborato, per così dire, i contorni della Siria di domani.
    Come introduzione, la maggior parte dei miei lettori mi pongono due domande che mi sono diventate familiari. Coloro che leggono regolarmente i miei articoli sulla Siria, chiedendomi perché quando parlo della cosiddetta “rivoluzione” siriana, da una parte, e della “coalizione” che si è creata tra l’imperialismo occidentale, l’islamismo del califfato turco e l’oscurantista dispotismo arabo, d’altra parte, usi delle denominazioni che non sono vendute nel mercato dei media, come ad esempio “Santa Rivoluzione” e “Santa Alleanza”.
    La risposta alla prima domanda non necessariamente implica l’utilizzo di schemi metafisici o di astratte equazioni geometriche. Basta in questo contesto esaminare il discorso politico dei dirigenti atlantisti e arabi sulla Siria dopo gli eventi dei primi di marzo 2011, per indicare la “corona di luce” intorno la loro testa, e cogliere la “Santità” che irradia.
    Per quanto riguarda la seconda domanda, è necessario specificare se sia davvero una semplice alleanza o coalizione, come quella che è stata fondata durante la Seconda Guerra del Golfo (1990 – 1991), quando le principali potenze imperialiste, e i loro subordinati arabi, entrarono in una coalizione globale, limitata nel tempo e nello spazio, cui finalità e obiettivi sono stati chiaramente definiti: detronizzare l’ultimo re di Babilonia, Nabucodonosor [2] Saddam Hussein, bruciare il suo tempio e mettere il suo popolo in cattività. La coalizione finiva una volta che aveva raggiunto i suoi obiettivi. Tuttavia, nel contesto della Siria, la realtà delle cose è diversa dai casi sopra menzionati, non si tratta qui di una coalizione di interessi ciclica e limitata nel tempo e nello spazio, ma piuttosto di una combinazione di interessi strutturale, radicata nel tempo e nello spazio, e che raccoglie, sotto la Sacra Veste [3], tutte le potenze imperialiste e colonialiste da un lato, e i loro subordinati dall’altra parte, come ad esempio l’Islamismo del Califfato Turco, il dispotismo oscurantista arabo islamico e le sue manifestazioni wahabite. In altre parole, lo Spirito Santo della reazione mondiale.
    Così, la democrazia democratica, che si eleva così in alto sopra la massa araba, sentiva una infinita pietà per essa. Tanto la democrazia democratica ama la Massa araba, che le ha mandato il suo unico Figlio – la primavera araba – in modo che tutti coloro che credono in essa non siano perduti, ma che abbiano una vita democratica.

    La visita di Davutoglu a Damasco, e il messaggio che ha consegnato
    Infatti, dal primo giorno della guerra imperialista contro la Siria, ho concepito l’idea di scrivere, in frammenti distinti, la storia della Santa rivoluzione siriana, scegliendo gli eventi che sembravano degni di memoria. Tuttavia, per l’intensità della propaganda imperialista contro la Siria, e per la rinnovata protervia dei media, ho dovuto aspettare un paio di mesi affinché la cospirazione si precisasse e i congiurati si smascherassero, prima di poter raccogliere i dati pertinenti.
    Tuttavia, all’inizio dell’agosto 2011, il processo della guerra imperialista contro la Siria prese una dimensione diversa, con la visita a Damasco del capo della diplomazia turca, Ahmet Davutoglu, che era arrivato nella capitale omayyade per portare un messaggio “determinato”, secondo il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan. Due mesi dopo, una folla di oppositori si riunì a Istanbul, battezzata la Mecca di tutti coloro che covano rancore contro il governo siriano, per creare una finestra politica dietro la quale si nascondevano i veri sceneggiatori e registi della Santa rivoluzione siriana. Così nacque il CNS.
    A mio parere, questo evento ha segnato una svolta decisiva nella guerra imperialista contro la Siria, perché dopo il parto cesareo del CNS, i congiurati non nascosero il loro ruolo nelle violenze, e l’ingerenza arabo-atlantista negli affari interni di questo paese divenne oramai ufficiale e diretta. E’ stato proprio questo significativo evento che mi ha spinto a realizzare il mio progetto e a svilupparne il significato: trattare brevemente e con la massima precisione possibile la guerra imperialista contro la Siria.

    Tra quali angosce il CNS è stato elevato dagli Arcangeli
    Innanzitutto, si deve rilevare che la creazione del CNS e la dichiarazione del patto “di dignità e libertà”, come piaceva chiamarlo ai messia del CNS, è stata offerta a tutte le opposizioni estere, al coordinamento locale interno, ai Fratelli Musulmani, ai partiti curdi e assiri e a una serie di formazioni politiche e tribali. Così vi fu l’”Ascensione al Cielo” del Consiglio nazionale siriano (CNS), che ha riunito sotto lo stesso burqa gli islamisti salafiti, gli sciovinisti, dei cosiddetti comunisti, dei liberali borghesi e, senza dubbio, gli arrivisti, evidentemente. In questa folla, abbiamo visto per primi i wahhabiti salafiti demonizzare l’Occidente e le sue strutture sociali e culturali, rifiutando il popolo quale fonte del potere legittimo, perché per loro il cielo è l’unica fonte di tutto il potere; poi abbiamo visto i borghesi e i piccolo-borghesi liberali, affascinati dall’adempimento della democrazia occidentale borghese, dalle sue istituzioni politiche e sociali, credendo nell’esperienza occidentale come all’ultima forma di paradiso terrestre, cose che li mette contro ovviamente la precedente componente, quella dei Fratelli Musulmani; poi abbiamo visto i presunti marxisti “rivoluzionari”, disperati e dispersi ai quattro angoli del mondo, residui della guerra fredda e sottoprodotti della smembramento dell’Unione Sovietica, che si dissociano ideologicamente e discorsivamente dagli islamisti e dai liberali, e abbiamo infine visto gli sciovinisti arabi, curdi e assiri, tra i quali, da un lato abbiamo sentito le grida dei sciovinisti arabi nasseriani, semi-socialisti e semi-islamisti appellarsi alla Grande Nazione pan-araba, la cui istituzione richiederebbe necessariamente la distruzione delle minoranze etniche in Siria, in particolare dei curdi; tra costoro abbiamo sentito, dall’altra parte, i nazionalisti curdi festeggiare il Naurouz e gridare Evviva il Grande Kurdistan!, la cui istituzione, certamente, minaccerebbe l’unità della Grande Nazione pan-araba; tra questi e quelli abbiamo sentito anche l’etnia assira esaltare la Santa Assiria e il suo nume tutelare Assur, vero maestro di Ninive [4], le cui mitiche radici risalgono alla storia antica del secondo millennio prima della nostra era comune. In breve, era una straordinaria miscela di contraddizioni, la cui incapacità di incontrarsi su un solo punto comune ideologico non passa inosservato neanche a un plebeo [5] ripiegato sul suo Aventino [6].
    Tuttavia, è stato proprio questo amalgama alchemico, sperimentato negli alambicchi dei centri di potere imperialista, che ha elevato gli oppositori della Siria a un livello superiore, al più alto stadio di sviluppo delle idee e pratiche rivoluzionarie, quella della Santa Rivoluzione siriana.
    Certo, questi gentiluomini borghesi [7] del CNS condividono due punti comuni abbastanza fragili: 1) l’alloggio in Occidente, 2) l’assenza di un programma di riforme specifico. Per contro, si sono incontrati su un obiettivo: rovesciare il presidente Assad a qualsiasi costo, e dopo di lui che sia il diluvio, non importa il caos, non importa la distruzione del paese!
    Infatti, il potenziamento del CNS, questo eroismo vanesio dei suoi membri privi di ogni modestia, l’ascesa al rango degli Arcangeli, questo trionfo momentaneo della forza brutale del terrorismo “universale” benedetto dall’Impero e dai suoi vassalli, tutto [8] è volto all’annientamento di ogni illusione e chimera sulla cosiddetta “rivoluzione” siriana, con la disintegrazione totale del discorso “filantropico” imperialista sulla sua natura pacifica, come sulla sua legittimità rivoluzionaria. Per contro, questa nuova creatura alla Frankenstein, questo Cerbero [9] non sarebbe stato utile che nel contesto di un’acutizzazione dell’aggressività contro la Siria.

    Che cosa è successo al CNS e come si è trasformato in Cerbero
    Fu proprio in questo periodo critico dello sviluppo della guerra imperialista contro la Siria, che il CNS si è trasformato in Cerbero, quando i suoi creatori rivoluzionari decisero di dichiarare un “patto di libertà e dignità” evocando spaventosamente gli spiriti delle grandi rivoluzioni europee del XIX secolo e la nascita dell’Islam alla Mecca, nel VII secolo, prendendone in prestito i nomi, gli slogan, i discorsi filantropici, le parole d’ordine sociali e politiche, e anche i costumi, per apparire come la nuova tappa della storia di questo travestimento rispettabile, degno per qualsiasi “rivoluzionario” che abbia creduto allo Spirito delle leggi di Montesquieu, al Contratto sociale di Rousseau e alla Giustizia sociale nell’Islam di Sayyid Qutb, e certamente, con il linguaggio preso in prestito dalla prima rivoluzione francese.
    Burhan Ghalioun, Bassma Kodmani, Abdel Basset Sayda, tutti i 190 moschettieri del CNS, come pure i partiti nazionalisti curdi, una massa di tribù e di clan di beduini del deserto siriano, e i quarantaquattro di Ali Baba, tutti avvolti nel costume della prima rivoluzione francese, utilizzano una fraseologia presa in prestito dai filosofi dell’Illuminismo [10], con il compito di completare le idee rivoluzionarie, vale a dire il patto dell’11 Vendemmiaio; così Abdel Basset Sayda si è identificato con Robespierre, Bassma Kodmani si traveste da Danton e Burhan Ghalioun ha svolto il ruolo di Camille Desmoulins.
    Inoltre, leggendo i principi della dichiarazione del CNS, diventa sempre più difficile liberarsi dall’idea persistente che gli autori di questo accordo “storico”, come la chiama il signor Ghalioun, abbiano l’intenzione di iniziare a scrivere un concerto per pianoforte in Si bemolle minore [11], glorioso quanto l’evento stesso da cui il patto è nato, la Santa rivoluzione siriana. Tuttavia, qualsiasi osservatore casuale, anche senza aver seguito ogni passo del cammino della Santa rivoluzione siriana nei corridoi delle potenze imperialiste, sospetterebbe che la rivoluzione sia destinata a un collasso inaudito. Bastava ascoltare, in questo senso, le urla di trionfo prive di pudore con cui questi signori del Consiglio nazionale siriano (CNS), allora presieduto da Burhan Ghalioun, avevano accolto, felicitandosi l’un con l’altro, gli effetti miracolosi dell’11 Vendemmiaio o del secondo giorno del mese di ottobre 2011.

    Secolarismo, materialismo, islamismo, e quello che è divenuto il patto del CNS
    Certo, annunciando la sua unificazione nel CNS, l’opposizione siriana aveva compiuto un passo decisivo verso la completa subordinazione alle potenze imperialiste. E’ stato sufficiente che il CNS ricevesse, il 10 ottobre, il sostegno del suo similare Consiglio nazionale di transizione (CNT) libico, per fare in modo che noi ci facessimo una prima idea del futuro che attenderebbe la Siria; e la sera stessa, il CNS ha ricevuto anche la benedizione dell’Unione europea (UE), che si era precipitata a salutare “gli sforzi della popolazione siriana per creare una piattaforma unita, chiedendo alla comunità internazionale di fare lo stesso”. [12]
    In primo luogo, in questo patto grandioso, l’inevitabile dichiarazione delle libertà civili (libertà personale, libertà di stampa, di parola, di espressione, di associazione, di riunione, istruzione, culto, ecc.) viene presentato con una divisa costituzionale che la rendeva invulnerabile. Il patto, così sottilmente reso inviolabile, che potrebbe essere derivato dallo sviluppo storico delle idee rivoluzionarie, tuttavia aveva, come Achille, il punto vulnerabile non nel tallone, ma nella testa, o meglio nelle tre teste in cui si perdeva: 1) il discorso liberale borghese di Burhan Ghalioun, 2) il discorso islamista dei Fratelli musulmani, 3) il discorso socialista di alcuni residui della guerra fredda. Poi, come conseguenza di questo tripolarità discorsiva, ciascuna di queste libertà viene proclamata come diritto assoluto del cittadino siriano, ma con la condizione costante che non sia in contraddizione con la rivelazione divina, che si manifesta nel credo islamico dell’era Sahifa [13]. Poi l’inaugurazione di questo patto ha avuto inizio insistendo sul significato storico della “rivoluzione” siriana, che secondo gli autori del patto, metterà la Siria allo stesso livello delle nazioni civili. Infine, il patto termina con una truffa verso l’aspetto universale cosmopolita della Santa rivoluzione siriana, fedele alle anime immortali dei martiri. Prendiamo, per esempio, il primo principio del patto:
    “La rivolta-rivoluzione in Siria è un punto di svolta nella storia della società e dello Stato siriani. Compie, come tutte le rivoluzioni della “primavera araba”, un salto di qualità, un messaggio umano e un insieme di valori universali, che rappresentano le comuni aspirazioni del popolo siriano e la riconoscenza del sacrificio dei martiri“. [14]
    A nostro parere, gli autori del suddetto principio danno grande importanza nel dimostrare la loro “realtà” come risultato logico e normale dell’evoluzione delle lotte rivoluzionarie in Siria, mentre prendono in prestito il linguaggio dal loro patrimonio marxista, e precisamente dal materialismo storico. Lo rivela la frase in prestito “salto di qualità”, dovuto evidentemente a un lungo processo di accumulazione di piccoli salti quantitativi. Tuttavia, tale principio preso in prestito dal materialismo storico, viene immediatamente seguito da un altro, il cui effetto di contrasto non poteva passare inosservato neanche a un apprendista rivoluzionario; perché siamo gettati dal vertice dell’era dell’illuminismo giù all’era dell’Hijrah. Improvvisamente ci ritroviamo in un ambiente disarmonico, quello della Mecca del VII secolo. Leggiamo il seguente principio:
    “Dal patto di Sahifa stabilito dal Profeta al suo arrivo a Medina, alle dichiarazioni dei diritti umani in tempi moderni, alleanze, accordi e contratti regolavano la vita comune tra i cittadini di uno stesso paese. Il loro contenuto è il passo necessario e indispensabile, soprattutto in tempi di cambiamento, transizione e costruzione. Le loro regole sono dei parametri di riferimento per la società nelle sue diverse componenti, e le basi di uno Stato che difende le libertà fondamentali e ne garantisce la sovranità. Queste regole sono immutabili, qualunque sia la maggioranza elettorale, politica o sociale. Nessuno di esse può essere omessa o parziale“. [15]
    Senza dubbio possibile, prendendo la Sahifa come punto di partenza storico, il patto del CNS non solo reca con sé i semi della propria miseria, ma annuncia anche le sue vere intenzioni. Prima di ogni altra cosa, che cosa è il patto di Sahifa? Si tratta di un trattato di pace tra i musulmani, gli arabi non musulmani e gli ebrei di Medina. Il trattato è stato messo per iscritto e ratificato da tutte le parti, verso l’anno 622. Tuttavia, con la presenza più invasiva dei musulmani, le tribù ebraiche cominciarono a irritarsi. Fu l’inizio di un conflitto violento e sanguinoso tra le due comunità.
    Ovviamente, il riferimento al Sahifa lascia la fedeltà della “Seconda Repubblica”, come promessa dal CNS, nell’ambiguità; e dei problemi si svelano qui: la Repubblica da dove riceverebbe la sua legittimità, dal popolo o dalla legge divina? Qui, l’amalgama non può essere realizzato, perché si negano reciprocamente, a meno che gli autori di questo patto abbiano voluto attuare i principi della Dialettica della Natura [16].
    Meglio ancora, se la “Seconda Repubblica” riceve la sua legittimità dal popolo, ciò dovrebbe portare, sottinteso, a uno stato laico che non aderirebbe ad alcuna religione particolare, che si tratti di una maggioranza o di una minoranza. In questo caso, i Fratelli musulmani, fedeli al credo islamico, si troverebbero distinti nei confronti della società e dello Stato, cosa che porterebbe, ovviamente, a un nuovo conflitto, questa volta più violento e sanguinoso, tra gli islamisti e i moschettieri della “Seconda Repubblica”. Per contro, se la “Repubblica” ricevesse la sua legittimità dalla legge divina, come previsto con l’inserimento della Sahifa, qui tutto il discorso sui diritti umani, le libertà civili, la parità tra le varie componenti della società siriana, sarebbero solo chiacchiere, un dialogo tra pappagalli, perché in una situazione del genere, qualsiasi gruppo che abbia un credo diverso da quello derivante dalla legge divina, perderebbe l’una o l’altra delle libertà e delle dignità promesse dal patto delle “libertà e dignità” del CNS. Inoltre, i diritti umani e quelli delle minoranze (religiose, etniche, linguistiche, sessuali o emotive), non sarebbero al riparo dall’oppressione della Legge divina. Il destino delle minoranze cristiane in Iraq, dopo l’occupazione statunitense, massicciamente e sistematicamente eliminati da gruppi di fanatici, come pure gli attentai quotidiani contro i cristiani copti in Egitto, sono un buon esempio di quello che potrebbe essere il futuro delle minoranze etniche e religiose in Siria, non appena il CNS, con la sua tripolarità discorsiva, prendesse il potere.
    Così, Damocle alzò gli occhi e vide una spada che pendeva su di lui, che era trattenuta da un crine di cavallo di Dioniso. [17]

    Le disavventure del CNS
    In ultima analisi, la creazione del CNS ha avuto un ruolo specifico, ma diverso da quella indicata sul Proskenion [18]. Non è un segreto qui che la dichiarazione dell’11 Vendemmiaio miri ad aumentare la pressione sul regime siriano e a portare la campagna contro la Siria a un livello più avanzato. La creazione del CNS mira a fornire anche alla Santa Alleanza una vetrina politica locale, dietro la quale si nascondono i veri congiurati. Inoltre, la Santa alleanza si rende conto fin dall’inizio che la Santa rivoluzione rimane estranea al popolo siriano, e che certamente è destinata alla sconfitta; questo ha creato la necessità di far uscire la Santa rivoluzione dall’impasse in cui si trova, dopo che non è riuscita a mettere radici nel paesaggio siriano. In questo modo, la Santa alleanza ha aumentato, infatti, la pressione contro la Siria e ha creato il nucleo di un futuro governo, che riceverebbe il riconoscimento dai paesi coinvolti nella Santa alleanza come “unico rappresentante legittimo del popolo siriano.”
    Tuttavia, a un anno e mezzo della campagna imperialista, la Siria è ancora forte e resiste nell’arena del confronto, più determinata che mai a ottenere una vittoria decisiva, nonostante le atrocità e la barbarie della congiura.

    Fida Dakroub, Ph.D
    Per contattare l’autrice: FidaDakroub.net

    Note:
    [1] Il giorno di Vendemmiaio è il primo giorno del Calendario Repubblicano Francese. Corrisponde ai giorni (a seconda dell’anno) del periodo che va dal 22 settembre al 21 ottobre del calendario gregoriano. Così, l’11 vendemmiaio corrisponde al 2 ottobre.
    [2] Nabucodonosor II fu re di Babilonia dal 604 al 562 aC. Deve la sua fama al fatto che ha governato il più grande impero mai dominato da Babilonia, dopo il duro assedio di Gerusalemme. Prese la città, bruciò il tempio costruito da Salomone e la casa del re, e conquistò il regno di Giuda. Condusse il popolo ebraico in cattività a Babilonia. Questo è riportato nella Bibbia, nel secondo libro dei Re.
    [3] Galbiano (Galbios) e Candido (Candios), due patrizi di Costantinopoli fecero un pellegrinaggio in Terra Santa. Riposarono presso una vecchia ebrea di nome Anna che aveva in suo possesso il vestito di Maria, che aveva lasciato in eredità alla sua serva, il giorno della Dormizione.
    [4] Ninive era una città antica dell’Assiria, nel nord della Mesopotamia. Fu un importante crocevia delle rotte commerciali che attraversavano il Tigri. Occupava una posizione strategica sulla strada principale tra il Mar Mediterraneo e l’altopiano iraniano, che le ha portato prosperità, diventando una delle più grandi città della regione.
    [5] La plebe (latino plebs, plebis) è una parte del popolo (populus) romano, vale a dire, i cittadini romani distinti dagli schiavi. La plebe – i plebei – si opponeva ai patrizi o alla successiva nobilitas: questa è la parte del popolo che si opponeva all’organizzazione oligarchica della città. Nel linguaggio comune, la plebe è la popolazione.
    [6] Il termine si riferisce ad un episodio della prima storia romana, nel 494 aC., durante la rivalità tra patrizi e plebei. È stato riferito da Tito Livio. Oggi, si dice di un uomo irritato, che ignora una situazione su cui non ha alcun controllo, o che si avvolge nel proprio orgoglio dopo un errore, ritirandosi sull’Aventino.
    [7] “Le Bourgeois gentilhomme” è una commedia-balletto di Molière, in cinque atti, rappresentata per la prima volta il 14 ottobre 1670, alla corte di Luigi XIV al Chateau de Chambord dalla compagnia di Molière. Il borghese Jordan intende acquisire i modi degli aristocratici. Decide di ordinare un vestito nuovo, più in linea con la sua nuova condizione, e comincia ad imparare l’uso delle armi, la danza, la musica e la filosofia, tutte cose che gli sembrano essenziali per la propria condizione di gentiluomo.
    [8] Uso classico del pronome indefinito “tutto” che viene utilizzato per recuperare e sintetizzare una serie di nomi usati in precedenza.
    [9] Cerbero era il figlio di Echidna, dal corpo di serpente e il volto di donna, e di Tifone, spesso indicato come un mostro sputa fuoco, che persino gli dei dell’Olimpo temevano. La descrizione di Cerbero nella mitologia greca e nell’arte, lo rappresentava con tre teste, una criniera di serpenti come i capelli di Medusa e la coda di serpente.
    [10] L’Illuminismo è una scuola di pensiero che va dagli anni 1720-1730 agli anni 1775-1785, durante il quale si sviluppa lo Sturm und Drang. Questo movimento intellettuale è spesso identificato con l’era dei Lumi.
    [11] Il Concerto per pianoforte No. 1 in si bemolle minore, op. 23, di Pjotr Il’ich Chajkovskij fu composta tra il 1874 e il febbraio 1875. La partizione venne rivista durante l’estate del 1879 e di nuovo nel dicembre 1888.
    [12] Radio Canada, 10 ottobre 2011. Il Consiglio nazionale siriano riceve ulteriore sostegno, 24 agosto 2012
    [13] Il patto di Sahifa dichiarato dal Profeta al suo arrivo a Medina.
    [14] Gresh, Alain. 7 ottobre 2011. Syrie, l’opposition à Damas. Le Monde diplomatique. 24 agosto 2012
    [15] op. cit.
    [16] Friedrich Engels aveva intenzione di scrivere un grande lavoro sulla dialettica nella natura. La prima idea di Engels era dimostrare, sotto forma di critica del materialismo volgare e sulla base della scienza più moderna, la contraddizione tra il pensiero metafisico e pensiero dialettico.
    [17] Damocle è la figura chiave in un episodio della storia antica greca a cui si può fare riferimento, come la leggenda della spada di Damocle. Da questa leggenda deriva la frase “Avere la spada di Damocle sopra la testa“, usato per indicare “un pericolo costante che ci può piombare addosso“, come la spada della storia, “che in qualsiasi momento, la situazione è pericolosa.”
    [18] Proskenion è il palcoscenico sul quale recitavano gli attori dell’antico teatro greco.

    Dottoressa in Studi francesi (UWO 2010), Fida Dakroub è scrittrice e ricercatrice del “Gruppo di Ricerca e Studio sulle letterature e le culture francofone” (GRELCEF) presso l’University of Western Ontario. È un’attivista per la pace e i diritti civili. Copyright © 2012 Global Research

    Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    Siria, le notizie della settimana dal 2 all'8 settembre 2012.




    di Marco Paolombo



    Siria,le notizie della settimana dal 2 all’8 settembre 2012.



    GLI SCONTRI

    Sabato e domenica della scorsa settimana i media hanno dedicato molto spazio ad una dichiarazione dell’opposizione siriana che annunciava attacchi ai principali aeroporti, in primo luogo Aleppo e Damasco, perche’ usati anche dall’ aviazione militare e dava 72 ore di tempo alle compagnie aeree che ancora collegano la Siria per interrompere le proprie attivita’. Passati questi tre giorni gli aeroporti si sarebbero trasformati in campi di battaglia.

    Si temeva l’ inizio di una nuova escalation militare dei ribelli ma dopo sette giorni non si e’ verificato niente di quanto annunciato sabato sera e non c’ e’ stato nessun commento o ricordo di questo minaccioso ultimatum svanito nel nulla.

    Nella settimana il tema ricorrente e’ stato l’attacco dell’ esercito governativo alle postazioni dei ribelli portato dall’ aviazione o con altre armi pesanti. Anche in questi giorni il cuore dello scontro militare e’ stata Aleppo e qui e’ avvenuto l’ episodio piu’ grave. Un bombardamento ha colpito la casa dove abitavano 7 bambini che sono tutti morti. Una troupe della CNN si e’ trovata sul luogo al momento del ritrovamento dei corpi ed ha divulgato la notizia in tutto il mondo, cosi’ ai poveri bambini uccisi in questa occasione sono stati subito aggiunti i numeri di altri bambini uccisi nella giornata e nei periodi precedenti, dando il pretesto al presidente turco Erdogan di dichiarare che:” La Siria ha instaurato uno stato terrorista”.

    Intanto alcuni comitati di opposizione locali sono intervenuti di nuovo sulle centinaia di uccisi a Daraya, contestando la versione riportata dal giornalista inglese Fisk. L’ articolo su Daraya di quest’ ultimo, firma assai conosciuta, ha evidentemente disturbato molto l’ opposizione che aveva visto la propria versione divulgata con pochissimi dubbi dai media occidentali.

    Nel frattempo in Libano continuano ad arrivare profughi cristiani in fuga dalle province di Homs e Hama controllate dai ribelli. Il ministro degli esteri francese Fabius aveva proposto le zone controllate dall’ opposizione come rifugio per i profughi in alternativa all’ espatrio, anche queste dichiarazioni si sono rivelate assolutamente fuori dalla realta’.



    CONFERMATA PER IL MOMENTO LA VISITA DI BENEDETTO XVI IN LIBANO.

    Nelle scorse settimane nel paese dei cedri si erano verificati scontri tra gruppi favorevoli e contrari ad Assad, con piu’ di 10 morti e alcune decine di rapimenti, in quei giorni la visita del papa a Beirut sembrava destinata a saltare. Ma ad oggi non e’ giunta nessuna notizia di rinuncia al viaggio ed e’ stato pubblicato il programma dei due giorni, 15 e 16 settembre, nei quali Benedetto XVI sara’ a Beirut. A fine settimana vedremo quale impatto avra’ questa visita in un paese molto coinvolto nella guerra civile siriana.



    L’ASSEMBLEA DELL’ ONU PARLA DI SIRIA MA SENZA ALCUNA NOVITA’

    Il 4 settembre all’Assemblea Generale dell’ ONU e’ stato presentato il nuovo incaricato per la crisi siriana Ladkar Braihmi. E’ intervenuto il segretario generale Ban Ki moon che ha affermato la necessita’ di convincere le parti che la soluzione non e’ nelle armi ma nel dialogo e nel rispetto dei diritti universali e della liberta’ di tutti i siriani.

    Braihmi, il cui incarico e’ partito ufficialmente il 1 settembre, iniziera’ il suo lavoro al Cairo incontrando la Lega Araba e vorrebbe svolgere gran parte della sua attivita’ senza muoversi da Damasco dove e’ stato aperto un ufficio delle Nazioni Unite. E’ intervenuto anche il presidente, uscente, dell’ Assemblea generale, al-Nasser, ricordando l’ impegno dell’ Assemblea per arginare le violenze e per il rispetto dei diritti.

    Il 18 settembre iniziera’ la 67 sessione dell’ Assemblea generale, sara’ eletto il nuovo Presidente e saranno discusse le principali questioni trattate in questa sede. Sara’ un occasione importante, con molte presenze ad altissimo livello.



    OPPOSIZIONI

    Il 12 settembre a Damasco e’ convocata una “Conferenza per la salvare la Siria “,rivolta a tutte le anime dell’ opposizione in patria ed all’ estero. E’ indetta del Comitato di Coordinamento nazionale (CNN), dissidenti storici ed esponenti curdi che rifiutano l’ aiuto della Turchia. Viene proposto un piano comprendente una tregua militare e uno scambio totale dei prigionieri, stimati dal Coordinamento in decine di migliaia nelle mani del governo e centinaia reclusi dall’ opposizione. In questo modo potranno essere soccorsi tutti gli sfollati e tutti siriani che sono stati colpiti dalla violenza della guerra.

    A Berlino invece un summit dell’ opposizione sostenuta dalla Ue, con la presenza anche di rappresentanti dei governi europei. L’ obiettivo e’ prepararsi al dopo Assad, la cui fine viene data per imminente.

    Segnalo dal Corriere della Sera un’ interessante risposta dell’ esperto di politica estera Sergio Romano ad una lettera sulla guerra siriana. L’ ex ambasciatore ha fatto un parallelo tra la guerra civile siriana e la guerra civile spagnola del 1936. Fra le varie analogie ha indicato anche la divisione del paese in due schieramenti contrapposti e la natura dello scontro in atto che minaccia di escludere dal futuro del paese lo schieramento sconfitto.

    E’ questa una descrizione della realta’ siriana diversa da quella data da Usa e Unione Europea che continuano a raccontare la storia di un dittatore che massacra l’ intero suo popolo e che deve essere sconfitto militarmente per riportare la pace nel paese.



    L’ ATTIVISMO DEL PRESIDENTE EGIZIANO MORSI

    Nelle ultimissime settimane Morsi e’ intervenuto piu’ volte sulla crisi siriana. In settimana ha incontrato al Cairo la ministra degli esteri cipriota Erato Kozakuo Marcullis, il nostro Terzi e il ministro degli esteri di Malta. L’incontro e’ stato a porte chiuse e Morsi avrebbe detto che Assad non ha molto futuro come Presidente siriano e potrebbe andare in esilio in un paese arabo che gia’ si e’ detto disposto ad ospitarlo. Il presidente egiziano che ha iniziato il suo mandato con molto decisionismo e protagonismo su tutti i fronti, si e’ proposto di fatto come riferimento dell’ opposizione piu’ decisa ad Assad. A Tehran ha fatto saltare il piano di pace iraniano che proponeva una troika (Iran,Egitto e Venezuela) per avviare il dialogo tra le parti. Mentre anche in quest’ ultimo incontro con i ministri degli esteri europei ha proposto un gruppo di contatto regionale compredente Arabia Saudita, Turchia, Egitto ed Iran, differenziandosi dai paesi occidentali che non vogliono assolutamente Tehran come interlocutore in questa crisi.

    Ma la divergenza tra Egitto e Occidente sul ruolo dell’ Iran sembra poter avere piu’ conseguenze nelle tensioni tra Israele ed Iran che in questa guerra civile siriana.

    Al Cairo Terzi ha annunciato che i fondi dell’ Unione europea per il vicinato nei prossimi sette anni saranno divisi riservando ai paesi mediterranei i due terzi e ai paesi dell’ est europa un solo terzo, finora le percentuali erano invertite.



    TERZI: “IN SIRIA LINEA ROSSA GIA’ PASSATA, FAR CESSARE I MASSACRI”

    Dieci giorni intensissimi per il ministro degli esteri italiano. Il 29 agosto alla Farnesina ha ospitato un incontro del nucleo piu’ importante dei paesi amici della Siria, nei giorni successivi si e’ svolto un tavolo interministeriale-che ha discusso del ruolo italiano nella ricostruzione, ha inviato poi una lettera, firmata insieme al ministro francese Fabius, alla commissaria eurpea per gli esteri Aston dove segnala la necessita’ di prepararsi al dopo Assad e alla ricostruzione, essendo imminente la sconfitta di quest’ ultimo. Infine l’ incontro al Cairo con Morsi e a Cipro con gli altri ministri degli esteri europei.

    Il 7 settembre un comunicato sulla home page del sito del ministero degli esteri era titolato, in modo molto vistoso,: “Siria, la linea rossa e’ stata superata, far cessare i massacri”, il testo del pezzo non diceva invece niente di particolarmente nuovo.

    Il filo conduttore del suo attivismo e’ che Assad deve e puo’ cadere molto presto e quindi occorre pensare al dopo.e alla ricostruzione.

    Noi pero’ conosciamo solo i comunicati ufficiali relativi a questi incontri e ignoriamo i reali contenuti dei colloqui. La valutazione sull’ imminente sconfitta di Assad per il momento non appare giustificata da quanto viene raccontato dalla Siria, mentre non e’ escluso che si voglia dare una svolta alla situazione portando come pretesto l’ emergenza umanitaria. La Francia preme da tempo per zone cuscinetto ed ha fatto questa richiesta insieme alla Gran Bretagna nel Consiglio di Sicurezza. Purtroppo su questo dibattito si sa molto poco. Questa insistenza sull’ imminente sconfitta di Assad e sulla necessita’ di pensare alla ricostruzione potrebbe anche servire a proporre per il dopo Assad una aspettativa piu’ appetibile per i siriani che vedono spesso l’ alternativa all’ attuale governo impersonificata dai gruppi armati piu’ integralisti. Prospettare un grande aiuto economico occidentale potrebbe essere utile.

    Le forze politiche italiane non commentano le mosse di Terzi e l’ unico intervento sull’ azione del governo l’ hanno fatto 36 ONG che operano nel Medio Oriente. C’e’ stato un comunicato molto critico che chiedeva una separazione tra gli aiuti umanitari delle ONG e l’ attivita’ italiana nel campo militare o comunque schierata al fianco di una sola delle parti in conflitto.



    COMMENTO FINALE

    Dal 18 settembre, all’inaugurazione della 67° sessione dell’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite saranno discussi tutti i principali temi dell’ attivita’ dell’ ONU. Avverra’ qui probabilmente un dibattito importante sul futuro della Siria, temo che in quei giorni si verifiichi una nuova campagna mediatica magari ripresentando alla stampa, per l’ ennesima volta, il rapporto Col sulla Siria che riporta e classifica, in modo molto discutibile, le violenze avvenute in questi mesi di cruenta crisi.
    Siria, le notizie della settimana dal 2 all’8 settembre 2012. « SibiaLiria
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  7. #1087
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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    Attentato ad Aleppo, 17 morti Assad bombarda i ribelli - Repubblica.it

    La feccia terrorista ha colpito ancora.
    Bombe su scuole e ospedali,ma noto una
    diminuzione della frequenza degli attentati..che le
    ricette di Assad stiano funzionando?

  8. #1088
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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    Attentato ad Aleppo, 17 morti Assad bombarda i ribelli - Repubblica.it

    La feccia terrorista ha colpito ancora.
    Bombe su scuole e ospedali,ma noto una
    diminuzione della frequenza degli attentati..che le
    ricette di Assad stiano funzionando?
    Se è quella del pugno di ferro, dire che è l'unica che conta.
    Non credo che sia solo una questione di appoggi esterni, come Russia e Cina, ma
    l'aver mantenuto sempre un forte esercito gli permette di resistere ed ancora resistere .
    Solo con le armi alal fine possono averne ragione di questi merdosi di terroristi.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  9. #1089
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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    Siria: Angelina Jolie consola rifugiati - Top News - ANSA.it

    Non poteva mancare la vacca gommata da hollywood,
    inutile dire che dietro questo ummanittarismo ci sarà una
    rischiesta di intervento contro la Siria.

  10. #1090
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