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Discussione: La Repubblica Araba Siriana

  1. #2311
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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    Siria, era tutto falso: chi ha mentito ora chieda scusa | LIBRE

    Siria, era tutto falso: chi ha mentito ora chieda scusa

    Scritto il 19/1/14



    Una colossale montatura, progettata a tavolino sulla base di prove false: l’esercito siriano, che la Nato stava per bombardare lo scorso settembre, non ha mai usato armi chimiche contro la popolazione civile di Damasco. Il gas Sarin che ha ucciso centinaia di siriani è stato usato dai “ribelli”, finanziati e protetti dall’Occidente. E’ stata dunque una gigantesca menzogna mediatica – esattamente come quella delle “armi di distruzione di massa” di Saddam – a trascinare il mondo sull’orlo di una guerra devastante. Lo affermano da Boston gli specialisti del Mit, il prestigioso Massachusetts Institute of Technology. «Adesso – dichiara Giulietto Chiesa – sappiamo, oltre ogni dubbio, che la Cia ha mentito e che il bombardamento di armi chimiche sulla periferia di Damasco, il 21 agosto 2013, fu compiuto dai mercenari che combattono contro Bashar al-Assad. Ci furono oltre mille morti, dissero». E non è stato un “tragico errore”. La verità è un’altra: «Mentivano, ma è il loro mestiere».
    Il nuovo rapporto del Mit, scrive Marinella Correggia in un post ripreso da “Megachip”, smentisce definitivamente Obama, che aveva accusato Assad dell’attacco chimico avvenuto a Ghouta, il 21 agosto 2013. A settembre si era arrivati a un passo dai bombardamenti sulla Siria, evitati solo in extremis grazie alla fermezza di Putin e alla drammatica sollecitudine di Papa Francesco. La prova regina: insieme a Theodore Postol, l’ex ispettore Onu sugli armamenti, Richard Lloyd, rivela che la gittata del «missile rudimentale» trovato dagli ispettori Onu «non poteva essere superiore ai due chilometri». E quindi, «sulla base della mappa delle forze in campo presentata dalla stessa Casa Bianca il 30 agosto, il punto di lancio si doveva per forza trovare nelle aree controllate dai “ribelli”». Contraddizioni e contraffazioni erano del resto subito emerse dalle centinaia di video scioccanti postati dagli anti-Assad che controllavano l’area. «Perfino il numero delle vittime è stranamente rimasto un mistero – le stime vanno da 300 a 1.400, il “dato” degli Usa, stimato sulla base dei corpi apparsi nei video».
    Come mai non è andata come con la provetta di Colin Powell che scatenò l’inferno in Iraq nel 2003? Il giornalista investigativo Seymour Hersh ha analizzato il caso sulla “London Review of Books”, citando fonti militari e dei servizi. Da mesi l’intelligence aveva avvertito la Casa Bianca che «anche i ribelli potevano avere e usare il gas Sarin». Ma Obama e i suoi, «senza portare nessuna prova, hanno cercato di vendere un bel sacco di bugie». Salvo poi cambiare linea all’ultimo minuto, quando è stato evidente che un’azione militare sarebbe stata sgradita ai più: clamoroso il “no” del Parlamento britannico, schiaccianti i sondaggi tra i cittadini americani, contrari all’intervento. Mesi fa, aggiunge Marinella Correggia, l’analista Sharmine Narwani ha studiato il rapporto degli ispettori Onu: «Alla fine non ci dice nulla su che cosa sia successo a Ghouta, né su come o su chi». Gli esperti militari notano «discrepanze fra le analisi dell’ambiente – niente tracce di Sarin a Muadamya ad esempio – e quelle sulle munizioni e sulle persone esaminate – positive al Sarin, forse portate lì da altri luoghi, dai ribelli che controllano l’area?».
    Del resto, ammettevano gli ispettori stessi che tutta l’ispezione era avvenuta – cinque giorni dopo il fatto – sotto il controllo dei ribelli e con possibili manipolazioni dei reperti e dei luoghi. Un funzionario dell’Onu, anonimo, puntava il dito sull’intelligence saudita, «ma nessuno osa dirlo». Lo ha detto anche, a suo tempo, il sito di opposizione “Syriatruth” (e anche il newsmagazine “Sibialiria”). Di recente il “New York Times” ha di fatto smentito – a pagina 8 e in poche righe – la propria famosa «analisi del vettore» fatta in settembre insieme a “Human Rights Watch”, analisi a suo tempo così utile a Obama e agli altri interventisti che, come dice Hersh, non avevano davvero altro per le mani. Eppure, protesta Giulietto Chiesa, «per settimane tutti i giornali e tutti i telegiornali italiani dissero – nei titoli, nei testi, nei commenti, come se fosse ovvio – che “il dittatore sanguinario Assad” gasava, massacrava i propri cittadini. Verifiche? Nessuna. Bastava copiare quello che diceva Obama».
    Adesso, scrive Chiesa sul “Fatto Quotidiano”, quei media dovrebbero essere obbligati a smentire, ma non smentiscono. «Dovrebbero licenziare i giornalisti bugiardi e incompetenti (unico licenziamento che noi saremmo disposti ad applaudire), ma non licenziano. I direttori di quei giornali e telegiornali dovrebbero apparire in video, o in prima pagina, scusandosi per i propri “errori” e orrori. Ma fanno finta di non ricordarsi niente». Eppure non fu cosa da poco. «Arrivammo a un passo dal bombardamento di Damasco da parte delle forze americane e della Nato, per punire il “gasatore”». Gli ipocriti ora tacciono, ed è un silenzio poco rassicurante: «Stiamo tutti molto attenti: una masnada di delinquenti (o di irresponsabili) ha in mano i principali canali di informazione dell’Occidente. Adesso abbiamo la prova che avremmo potuto essere trascinati in guerra da costoro. E sappiamo anche che è già avvenuto ripetutamente. Sono armati. Bisogna togliere loro le armi della menzogna di cui dispongono».
    Una colossale montatura, progettata a tavolino sulla base di prove false: l’esercito siriano, che la Nato stava per bombardare lo scorso settembre, non ha mai usato armi chimiche contro la popolazione civile di Damasco. Il gas Sarin che ha ucciso centinaia di siriani è stato usato dai “ribelli”, finanziati e protetti dall’Occidente. E’ stata dunque una gigantesca menzogna mediatica – esattamente come quella delle “armi di distruzione di massa” di Saddam – a trascinare il mondo sull’orlo di una guerra devastante. Lo affermano da Boston gli specialisti del Mit, il prestigioso Massachusetts Institute of Technology. «Adesso – dichiara Giulietto Chiesa – sappiamo, oltre ogni dubbio, che la Cia ha mentito e che il bombardamento di armi chimiche sulla periferia di Damasco, il 21 agosto 2013, fu compiuto dai mercenari che combattono contro Bashar al-Assad. Ci furono oltre mille morti, dissero». Ma on è stato un “tragico errore”. La verità è un’altra: «Mentivano», e in fondo «è il loro mestiere».
    Il nuovo rapporto del Mit, scrive Marinella Correggia in un post ripreso da “Megachip”, smentisce definitivamente Obama, che aveva accusato Assad dell’attacco chimico avvenuto a Ghouta, il 21 agosto 2013. A settembre si era arrivati a un passo dai bombardamenti sulla Siria, evitati solo in extremis grazie alla fermezza di Putin e alla drammatica sollecitudine di Papa Francesco. La prova regina: insieme a Theodore Postol, l’ex ispettore Onu sugli armamenti, Richard Lloyd, rivela che la gittata del «missile rudimentale» trovato dagli ispettori Onu «non poteva essere superiore ai due chilometri». E quindi, «sulla base della mappa delle forze in campo presentata dalla stessa Casa Bianca il 30 agosto, il punto di lancio si doveva per forza trovare nelle aree controllate dai “ribelli”». Contraddizioni e contraffazioni erano del resto subito emerse dalle centinaia di video scioccanti postati dagli anti-Assad che controllavano l’area. «Perfino il numero delle vittime è stranamente rimasto un mistero – le stime vanno da 300 a 1.400, il “dato” degli Usa, stimato sulla base dei corpi apparsi nei video».

    Come mai non è andata come con la provetta di Colin Powell che scatenò l’inferno in Iraq nel 2003? Il giornalista investigativo Seymour Hersh ha analizzato il caso sulla “London Review of Books”, citando fonti militari e dei servizi. Da mesi l’intelligence aveva avvertito la Casa Bianca che «anche i ribelli potevano avere e usare il gas Sarin». Ma Obama e i suoi, «senza portare nessuna prova, hanno cercato di vendere un bel sacco di bugie». Salvo poi cambiare linea all’ultimo minuto, quando è stato evidente che un’azione militare sarebbe stata sgradita ai più: clamoroso il “no” del Parlamento britannico, schiaccianti i sondaggi tra i cittadini americani, contrari all’intervento. Mesi fa, aggiunge Marinella Correggia, l’analista Sharmine Narwani ha studiato il rapporto degli ispettori Onu: «Alla fine non ci dice nulla su che cosa sia successo a Ghouta, né su come o su chi». Gli esperti militari notano «discrepanze fra le analisi dell’ambiente – niente tracce di Sarin a Muadamya ad esempio – e quelle sulle munizioni e sulle persone esaminate – positive al Sarin, forse portate lì da altri luoghi, dai ribelli che controllano l’area?».

    Del resto, ammettevano gli ispettori stessi che tutta l’ispezione era avvenuta – cinque giorni dopo il fatto – sotto il controllo dei ribelli e con possibili manipolazioni dei reperti e dei luoghi. Un funzionario dell’Onu, anonimo, puntava il dito sull’intelligence saudita, «ma nessuno osa dirlo». Lo ha detto anche, a suo tempo, il sito di opposizione “Syriatruth” (e anche il newsmagazine “Sibialiria”). Di recente il “New York Times” ha di fatto smentito – a pagina 8 e in poche righe – la propria famosa «analisi del vettore» fatta in settembre insieme a “Human Rights Watch”, analisi a suo tempo così utile a Obama e agli altri interventisti che, come dice Hersh, non avevano davvero altro per le mani. Eppure, protesta Giulietto Chiesa, «per settimane tutti i giornali e tutti i telegiornali italiani dissero – nei titoli, nei testi, nei commenti, come se fosse ovvio – che “il dittatore sanguinario Assad” gasava, massacrava i propri cittadini. Verifiche? Nessuna. Bastava copiare quello che diceva Obama».

    Adesso, scrive Chiesa sul “Fatto Quotidiano”, quei media dovrebbero essere obbligati a smentire, ma non smentiscono. «Dovrebbero licenziare i giornalisti bugiardi e incompetenti (unico licenziamento che noi saremmo disposti ad applaudire), ma non licenziano. I direttori di quei giornali e telegiornali dovrebbero apparire in video, o in prima pagina, scusandosi per i propri “errori” e orrori. Ma fanno finta di non ricordarsi niente». Eppure non fu cosa da poco. «Arrivammo a un passo dal bombardamento di Damasco da parte delle forze americane e della Nato, per punire il “gasatore”». Gli ipocriti ora tacciono, ed è un silenzio poco rassicurante: «Stiamo tutti molto attenti: una masnada di delinquenti (o di irresponsabili) ha in mano i principali canali di informazione dell’Occidente. Adesso abbiamo la prova che avremmo potuto essere trascinati in guerra da costoro. E sappiamo anche che è già avvenuto ripetutamente. Sono armati. Bisogna togliere loro le armi della menzogna di cui dispongono».
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

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  2. #2312
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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    Siria, stallo alla conferenza di pace La sorte di Assad complica i colloqui - Nel Mondo - L'Unione Sarda
    Usa e ribelli vogliono la rimozione del rais. Damasco minaccia di abbandonare i negoziati.
    Stallo alla conferenza di pace che si sta svolgendo in Svizzera tra i rappresentanti della comunità internazionale alla ricerca di una soluzione per porre fine alle violenze della guerra civile in Siria. Dopo il primo round di colloqui multilaterali, oggi sono in programma i faccia a faccia tra i rappresentanti dei vari Paesi partecipanti, ma le posizioni appaiono quanto mai diverse.
    Gli Stati Uniti, appoggiando la Coalizione ribelle che si oppone al regime, punta a un governo di transizione che non preveda la presenza del presidente Bashar al Assad, indicato come uno dei principali responsabili della situazione attuale. Categorico il segretario di Stato John Kerry: "Il presidente siriano Bashar al Assad non può far parte del futuro del suo Paese", in quanto ha perso la sua legittimità "uccidendo e gasando" il suo popolo. Dal canto proprio Damasco, sostenuta dalla Russia, pur aprendo all'ipotesi di un governo di transizione, ha ribadito che Assad non si tocca. "Sogna chi pensa di discutere la rimozione del presidente" ha dichiarato il vice ministro degli Esteri siriano Faysal Miqdad. La delegazione siriana ha poi minacciato l'abbandono dei lavori se i negoziati non verranno condotti all'insegna della "serietà". In mezzo la posizione delle nazioni europee, compresa l'Italia. A riassumerla, il ministro degli Esteri Emma Bonino: "In Siria il cessate il fuoco è una priorità, perché siamo di fronte ad una catastrofe gigantesca che rende necessario l'accesso umanitario. Ci sono - ha aggiunto la numero uno della Farnesina - zone inaccessibili, morti per fame e il grande esodo dei rifugiati che rende critica la situazione di Giordania e Libano". L'emergenza umanitaria, però, resta subordinata all'accordo tra le parti in causa. Intesa che al momento appare ancora lontana.
    Venerdì 24 gennaio 2014 14:18


    Ultima modifica di Avanguardia; 24-01-14 alle 21:17
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    Siria: raid aereo Israele contro postazioni di Damasco - Nel Mondo - L'Unione Sarda
    Ci sono "prove crescenti" su un raid aereo israeliano la scorsa notte su obiettivi delle forze governative di Damasco, a Latakia, sulla costa della Siria. Lo sostiene Fox News: "Poco prima della mezzanotte, fonti locali hanno riferito di una potente esplosione nei pressi della città, dove si pensa siano posizionate le batterie S-300, di marca russa", scrive l'emittente Usa. Il ministero dell'Informazione libanese, afferma ancora Fox News, ha confermato stamani la violazione del proprio spazio aereo, nella stessa ora.
    Lunedì 27 gennaio 2014 19:13
    Ultima modifica di Avanguardia; 27-01-14 alle 19:44
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  4. #2314
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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    Per voi Socialisti nazionali

    https://www.facebook.com/media/set/?...3734499&type=1
    Immagini del funerale di due membri del Partito nazionalista sociale siriano caduti in combattimento .

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  6. #2316
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  7. #2317
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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    Si parla di offensiva di primavera da parte dei mercenari pagati da occidente e l'arabia , spero solo che vengano spazzati via quanto prima.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  8. #2318
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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    Citazione Originariamente Scritto da Freezer Visualizza Messaggio
    Si parla di offensiva di primavera da parte dei mercenari pagati da occidente e l'arabia , spero solo che vengano spazzati via quanto prima.
    Adesso sono infoiati dal successo ucraino, per cui chissà che non vada bene in Siria e Venezuela

    Press TV

    US planning an attack on Damascus

    Tue, 25 Feb 2014 15:23:07 GMT
    The United States and some of its Arab allies are preparing insurgents fighting against the Syrian government for an attack from the direction of the Jordanian border, hoping the insurgents will be able to reach the Syrian capital, Damascus.

    The Israeli newspaper Haaretz reported on Monday that the attack will originate in Jordan and the US, Saudi Arabia, and Jordan are planning the way it will be launched.

    According to media reports, the US is constructing runways for military aircraft near the border between Jordan and Syria and has been arming the foreign-backed insurgents with heavy weaponry which Saudi Arabia has flown to bases in Jordan.

    While no US troops will be involved in the fighting on the ground, the reports say, the US President is to somehow address Saudis’ criticism of his administration after his offensive missile campaign against Syria failed last summer. Barack Obama is determined to do so before his planned trip to Saudi Arabia next month.

    Obama pushed for military strikes against Syria last summer following reports of a chemical weapons attack that Washington blamed on the Syrian government. However, he put on hold his planned military strike against the Arab country after Russia helped broker a deal under which Damascus agreed to eliminate its chemical weapons arsenal.

    Several reports over the past weeks have shown that the US is considering a wide range of military options against Syria.

    Last week, the Wall Street Journal reported that Washington is now reconsidering “military, diplomatic and intelligence options” which were abandoned in favor of talks between representatives of the Syrian government and the foreign-backed opposition in Geneva.

    Meanwhile, some congressional officials have said that even the idea of using CIA-run drones is gaining currency both within the White House and Congress.

    The latest news about a Jordan-based attack into Syria comes less than two weeks after the US President, who had hosted King Abdullah II of Jordan at the Sunnylands retreat in Palm Springs, California, said on February 14 that he and his royal guest had decided they should take steps “to apply more pressure to” the Syrian government.

    ISH/ISH
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    Ultima modifica di Avanguardia; 26-02-14 alle 15:20
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  9. #2319
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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    Qui ,senza un colpo di scena , la vedo dura.Per adesso la situazione è in equilibrio instabile.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  10. #2320
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    Predefinito Re: La Repubblica Araba Siriana

    La contraerea turca abbatte un jet siriano al confine, Damasco: è un'aggressione | tiscali.notizie
    Continua a infuriare la battaglia fra forze lealiste siriane e ribelli jihadisti nel nord della provincia di Latakia, vicino al confine con la Turchia, dove oggi un jet militare siriano è stato abbattuto dalla contraerea di Ankara, secondo la denuncia di Damasco, che l'ha definito "un atto di aggressione".
    Jet abbattuto - Fonti militari hanno sottolineato che l'abbattimento è avvenuto nell'area di Kassab, nel nord della provincia di Latakia, vicino al confine con la Turchia, dove negli ultimi giorni ribelli jihadisti hanno lanciato un'offensiva contro le forze lealiste. Il pilota si è salvato lanciandosi con il paracadute. Il ministero degli Esteri di Damasco ha denunciato in un comunicato quello che ha definito "il coinvolgimento della Turchia in Siria fin dall'inizio degli eventi", cioè del conflitto civile.
    Erdogan: risposta forte - "La nostra risposta sarà forte se si viola il nostro spazio aereo", ha detto il premier turco Recep Tayyip Erdogan, durante un comizio elettorale, elogiando l'armata turca per l'aereo siriano abbattuto.
    La battaglia - Continuano intanto gli scontri. Secondo l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), almeno 20 miliziani anti-governativi sono stati uccisi e 30 feriti negli scontri e nei bombardamenti delle forze del regime, appoggiate dai volontari delle milizie di autodifesa nazionale, intorno alla localita' di Nabaa al Mor e al valico di confine di Kasab. Molti dei feriti sono stati trasportati in territorio turco per essere curati.
    Pesanti perdite - Anche una fonte militare citata dall'agenzia governativa Sana parla di "pesanti perdite" inflitte ai ribelli. "Da stamane - afferma la fonte - unità delle forze armate hanno inflitto colpi fatali ai gruppi terroristi che si erano infiltrati dal confine con la Turchia nell'area di Kasab". Da tre giorni gruppi di insorti sunniti jihadisti, tra i quali i qaedisti del Fronte al Nusra, hanno lanciato un'offensiva denominata 'Al Anfal' nel nord della provincia di Latakia, bastione della famiglia del presidente Bashar al Assad a maggioranza alawita.
    23 marzo 2014
    Redazione Tiscali


    Ultima modifica di Avanguardia; 23-03-14 alle 21:19
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