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    Predefinito Cacciari: "Le omelie di molti preti, spesso, sono delle lezioni di anti religione"

    "I cristiani sono i primi ad aver dimenticato il Natale"

    CULTURE

    "I cristiani sono i primi ad aver dimenticato il Natale"


    Intervista HuffPost a Massimo Cacciari: "Le omelie di molti preti, spesso, sono delle lezioni di anti religione"


    25/12/2017 13:45 CET | Aggiornato 20 ore fa






    JATOSTI


    La parola del Vangelo l'ha ascoltata fuori dal tempio: "Le Chiese sono diventate delle grandi scuole di ateismo. Nella gran parte di esse, la forza paradossale del verbo di Cristo viene trasformata in un discorso catechistico e ripetitivo, un piccolo feticcio consolatorio e rassicurante, un idoletto. È l'opposto di ciò che insegnava Gesù domandando ai suoi discepoli: 'Chi credete che io sia?'". Massimo Cacciari era ancora uno studente al secondo anno di liceo quando, tra lo Zarathustra di Nietzsche e le prime letture di Hegel, aprì le pagine del Nuovo Testamento: "Fu entusiasmante sentire la straordinarietà di quel testo, la bellezza di una storia che induce ad andare alla ricerca, senza certezze, rischiando. Al novanta per cento, i preti sono incapaci di rendere la potenza di quel racconto. Le loro omelie, spesso, sono delle lezioni di anti religione".
    Negli anni sessanta e settanta, mentre erano di moda i capelloni, Marx, i pantaloni a zampa d'elefante, Marcuse, l'eros e la civiltà, Kerouac, la Cina e Janis Joplin, Cacciari leggeva i testi della teologia cristiana: "Nelle riviste della sinistra non organiche al partito comunista – "Quaderni Rossi", "Contropiano" – discutevamo della Santa Romana Chiesa insieme a Giorgio Agamben, Mario Tronti, Giacomo Marramao. Avevamo idee diverse, ma condividevamo le stesse letture: tutte abbastanza eretiche". Il Natale degli alberi in pivvuccì, degli acquisti online e i centri commerciali aperti tutto il giorno; il Natale della neve luccicante incollata sulle vetrine, delle barbe bianche, delle renne e delle slitte, non lo scandalizza: "Basta sapere che la nascita di Cristo non ha niente a che vedere con quello che vediamo intorno a noi. Il Natale è diventato un festa per bambini e adulti un po' scemi. Non c'è da levare alti lai contro il consumismo. C'è solo da riflettere, meditando con sobrietà e disincanto". Nel suo libro, "Generare Dio" (Mulino), mostra – da laico – che nel mistero dell'incarnazione di Dio c'è un personaggio che abbiamo avuto sempre sotto gli occhi, eppure non siamo stati ancora in grado di vedere nella sua interezza: Maria.
    Perché, professore?
    Maria è stata pressoché ignorata anche dai filosofi che hanno interpretato l'Europa e la Cristianità, come Hegel e Schelling. Il discorso ha privilegiato il rapporto del padre con il figlio. Maria è stata ridotta a una figura di banale umiltà, un grembo remissivo e ubbidiente che si è fatto fecondare dallo spirito santo senza alcun turbamento.
    Invece?
    Quando l'Arcangelo Gabriele le annuncia che concepirà e partorirà un figlio e che egli sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, Maria ha paura. Si ritrae, dubita, è assalita dall'angoscia, medita. Il suo sì non è affatto scontato. Nel momento in cui lo pronuncia, è un sì libero e potente, fondato sull'ascolto della parola. Perché Maria giunge a volere la volontà divina.
    Nessuno se n'era accorto prima?
    Nel pensiero, solo pochi autori – penso a Baltasar – hanno riflettuto sulla figura di Maria. È nella pittura – nella grande pittura occidentale – che Maria si innalza al ruolo di protagonista assoluta. Siamo di fronte a uno di quei casi in cui l'espressione figurativa è andata molto più in profondità del linguaggio.
    Cosa riesce a mostrare?
    Che se si toglie alla nascita di Cristo la scelta di questa donna che accoglie nel suo ventre il figlio di Dio e il suo Logos, l'incarnazione diventa una commedia. Maria è libera. Anzi, di più: il suo libero donarsi all'ascolto è in realtà un'iper libertà.
    Perché iper?
    Quando – nel giardino dell'Eden – Adamo mangia il frutto dell'albero della conoscenza obbedisce al proprio desiderio. La sua libertà è la libertà di soddisfare i propri impulsi. Maria, invece, riflette, s'interroga, soffre. Poi, fa la volontà dell'altro. La sua libertà è quella di far dono di sé. È come suo figlio: fa la volontà del padre. E qual è la libertà maggiore: quella che ti incatena a te stesso; oppure quella che ti libera dall'amor proprio?
    Ma la libertà può essere slegata da ciò che si desidera?
    Ma perché non si dovrebbe desiderare di donare se stessi agli altri? Perché non può essere questo l'oggetto del desiderio, anziché quello di soddisfare le proprie pulsioni?
    Possiamo riuscirci?
    Gesù, Maria, Francesco ci hanno dato degli esempi della libertà intesa come dono. È oltre umano seguirli? Può darsi. E può anche darsi che proprio qui s'incontrino la radicalità del messaggio cristiano e il super uomo di cui parlava l'anti cristiano Nietzsche: nell'impossibile.
    Ma se è impossibile, perché provarci?
    Perché l'impossibile non è una fantasia, un gioco inutile e vano. L'impossibile è l'estrema misura del possibile. E, se non orienti la tua vita in quella direzione, rimarrai prigioniero del tuo tempo. È questo il messaggio di Gesù: per essere libero, abbi come misura la mia impossibilità.
    Se non possiamo essere come lui, perché Cristo si è fatto uomo?
    Perché è necessario avere come misura qualcosa che ci oltrepassa per riuscire a spingerci altrove. Cristo non predicava nei templi: predicava fuori, nelle strade. I suoi discepoli dicevano: "È fuori". Nel senso: "È fuori di testa, è pazzo". Eppure, Gesù ha segnato un prima e un dopo nella storia dell'uomo, ha creato il mondo culturale e antropologico in cui viviamo. C'è qualcosa di più realistico di questo? Senza quell'impossibilità niente ci spingerebbe a uscire da noi, a ri-orientare diversamente le nostre vite.
    Perché dovremmo farlo?
    Per liberare il nostro tempo dalle sue miserie. Più la nostra epoca ci rinserra dentro di essa, più servono grandi idee, pensieri limite, parole ultime. Sono le uniche cose che ci possono sradicare dal tempo in cui ci viviamo.
    Come lo definirebbe?
    Osceno, nel senso letterale del termine: un tempo in cui tutto deve essere posto sulla scena: i nostri pensieri, le nostre fotografie, i nostro segreti. Niente deve stare in una zona scura. Invece, è proprio dal buio che proviene la luce che illumina e rivela. Pensi alla pittura d'Europa, la terra del tramonto: cosa raffigurerebbe senza il gioco dell'ombra?
    È tutto davvero così esposto?
    Al contrario. Quella della trasparenza è solo un'ideologia. Mai come oggi le potenze che governano il mondo sono state così nascoste. Al di là dell'apparenza, la nostra è l'epoca dell'occulto, dei poteri anonimi, di ciò che non si vede. Mentre, nel caso di Maria, la luce divina si copre d'ombra per manifestarsi nella realtà, nel nostro tempo l'oscuro si nasconde dietro la luminosità. Lucifero è negli inferi, però finge di essere portatore di chiarore. La nostra epoca è attraversata dallo spirito dell'anti-Cristo. Ci sono stati momenti in cui esso si è manifestato nella sua forma pura. Oggi, invece, circola mascherato.
    Anche la politica avrebbe qualcosa da imparare da Maria?
    Maria è una figura della libertà, non è il santino che raccontano i preti. La sua humilitas è meditazione e ascolto. Se leggessero ancora, i politici potrebbero imparare anche da lei. Se non altro, per essere più consapevoli della storia in cui si collocano. Il dramma, però, è che c'è stata una completa divaricazione tra il sapere e il potere.
    Per quel che riguarda le figure religiose, i cristiani non potrebbero aiutarli?
    I cristiani sono i primi ad aver dimenticato il Natale, smettendo di predicare la paradossalità del verbo.
    Anche il Papa?
    Il discorso è più complesso. Francesco si inscrive nella tradizione ignaziana, dove l'etica della fede si coniuga alla volontà di potenza e l'assoluta dirittura morale ed etica si combina a una grande capacità di catturare il mondo nelle proprie reti.
    Perché neanche le femministe hanno riflettuto su Maria?
    Perché anche loro – benché protagoniste dell'ultima vera rivoluzione degli ultimi decenni – sono rimaste vittime della lettura maschilista dell'incarnazione. Hanno guardato Maria come un figura servile, totalmente oscurata dal rapporto tra padre e figlio, non riuscendo a scorgere quello che c'è oltre.








    Ricordate sempre che l'Europa è il mezzo con cui la sinistra ha imposto la sua ideologia. Non serve uscire, perché adesso la si può cambiare dall'interno ---> E ancora non avete visto quello che succederà alle prossime elezioni europee ...

  2. #2
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    Predefinito Re: Cacciari: "Le omelie di molti preti, spesso, sono delle lezioni di anti religione

    Ma che vuole Cacciari?
    Spaghetti e pistole

  3. #3
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    Predefinito Re: Cacciari: "Le omelie di molti preti, spesso, sono delle lezioni di anti religione

    Citazione Originariamente Scritto da Sentenza Visualizza Messaggio
    Ma che vuole Cacciari?
    É uno che ogni tanto alza la testa e legge la realtà così com'è, nel caso particolare ha ragione che i preti hanno smesso di esserlo, ma successivamente i pensieri, aggrovigliati dalla marea di lessicume della filosofia teoretica, gli fluiscono sfuggendoli dalla testa, senza logica.
    Ricordate sempre che l'Europa è il mezzo con cui la sinistra ha imposto la sua ideologia. Non serve uscire, perché adesso la si può cambiare dall'interno ---> E ancora non avete visto quello che succederà alle prossime elezioni europee ...

  4. #4
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    Predefinito Re: Cacciari: "Le omelie di molti preti, spesso, sono delle lezioni di anti religione

    Citazione Originariamente Scritto da Next Visualizza Messaggio
    É uno che ogni tanto alza la testa e legge la realtà così com'è, nel caso particolare ha ragione che i preti hanno smesso di esserlo, ma successivamente i pensieri, aggrovigliati dalla marea di lessicume della filosofia teoretica, gli fluiscono sfuggendoli dalla testa, senza logica.
    A me sembra un pupazzo usato dai volponi della comunicazione per calmare gli animi degli arrabbiati. La sua tattica è "questo governo fa schifo, ma l'avversario è peggio", "Renzi non capisce niente, ma Salvini è peggio", "questa legge è una porcata, ma è meglio di niente". In questo modo lo spettatore o il lettore è indotto a pensare che è meglio non lamentarsi più di tanto, perché altrimenti andrebbe peggio, ed è indotto a pensare ciò con la furbizia, assecondando il suo giudizio negativo ma mitigandolo. Sinceramente, Cacciari mi ha veramente abbuffato i coglioni.
    Spaghetti e pistole

  5. #5
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    Predefinito Re: Cacciari: "Le omelie di molti preti, spesso, sono delle lezioni di anti religione

    Citazione Originariamente Scritto da Sentenza Visualizza Messaggio
    A me sembra un pupazzo usato dai volponi della comunicazione per calmare gli animi degli arrabbiati. La sua tattica è "questo governo fa schifo, ma l'avversario è peggio", "Renzi non capisce niente, ma Salvini è peggio", "questa legge è una porcata, ma è meglio di niente". In questo modo lo spettatore o il lettore è indotto a pensare che è meglio non lamentarsi più di tanto, perché altrimenti andrebbe peggio, ed è indotto a pensare ciò con la furbizia, assecondando il suo giudizio negativo ma mitigandolo. Sinceramente, Cacciari mi ha veramente abbuffato i coglioni.
    Che abbia sempre detto che il PD è meno peggio, anche i dibattiti televisivi in cui si parlava del marciume del suo partito, non è una novità.
    Ricordate sempre che l'Europa è il mezzo con cui la sinistra ha imposto la sua ideologia. Non serve uscire, perché adesso la si può cambiare dall'interno ---> E ancora non avete visto quello che succederà alle prossime elezioni europee ...

  6. #6
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    Predefinito Re: Cacciari: "Le omelie di molti preti, spesso, sono delle lezioni di anti religione

    Citazione Originariamente Scritto da Next Visualizza Messaggio
    Che abbia sempre detto che il PD è meno peggio, anche i dibattiti televisivi in cui si parlava del marciume del suo partito, non è una novità.
    Mica solo quello. Renzi è il meno peggio, qualunque legge fanno è meglio di niente... Sottolinea sempre che il PD, i suoi membri e le sue leggi sono meglio di qualcosa.
    Spaghetti e pistole

  7. #7
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    Predefinito Re: Cacciari: "Le omelie di molti preti, spesso, sono delle lezioni di anti religione


    È tutto davvero così esposto?
    Al contrario. Quella della trasparenza è solo un'ideologia. Mai come oggi le potenze che governano il mondo sono state così nascoste. Al di là dell'apparenza, la nostra è l'epoca dell'occulto, dei poteri anonimi, di ciò che non si vede. Mentre, nel caso di Maria, la luce divina si copre d'ombra per manifestarsi nella realtà, nel nostro tempo l'oscuro si nasconde dietro la luminosità. Lucifero è negli inferi, però finge di essere portatore di chiarore. La nostra epoca è attraversata dallo spirito dell'anti-Cristo. Ci sono stati momenti in cui esso si è manifestato nella sua forma pura. Oggi, invece, circola mascherato.
    Anche la politica avrebbe qualcosa da imparare da Maria?
    Maria è una figura della libertà, non è il santino che raccontano i preti. La sua humilitas è meditazione e ascolto. Se leggessero ancora, i politici potrebbero imparare anche da lei. Se non altro, per essere più consapevoli della storia in cui si collocano. Il dramma, però, è che c'è stata una completa divaricazione tra il sapere e il potere.
    Per quel che riguarda le figure religiose, i cristiani non potrebbero aiutarli?
    I cristiani sono i primi ad aver dimenticato il Natale, smettendo di predicare la paradossalità del verbo.
    Anche il Papa?
    Il discorso è più complesso. Francesco si inscrive nella tradizione ignaziana, dove l'etica della fede si coniuga alla volontà di potenza e l'assoluta dirittura morale ed etica si combina a una grande capacità di catturare il mondo nelle proprie reti.
    Perché neanche le femministe hanno riflettuto su Maria?
    Perché anche loro – benché protagoniste dell'ultima vera rivoluzione degli ultimi decenni – sono rimaste vittime della lettura maschilista dell'incarnazione. Hanno guardato Maria come un figura servile, totalmente oscurata dal rapporto tra padre e figlio, non riuscendo a scorgere quello che c'è oltre.
    A fronte di un'affermazione iniziale condivisibile "Le Chiese sono diventate delle grandi scuole di ateismo. Nella gran parte di esse, la forza paradossale del verbo di Cristo viene trasformata in un discorso catechistico e ripetitivo, un piccolo feticcio consolatorio e rassicurante, un idoletto.", per capire a cosa mira bisogna leggere le ultime parole, in cui lui immagina che il Papa sia un novello eroe Guglielmo Tell, da cui si deduce che il resto della Chesa non lo è, mentre vorrebbe che le femministe siano delle eroine della libertà, dotate di una certa pazzia come Maria. Noi potremmo anche desumere che anche il suo partito dovrebbe essere così, ma in tutto il suo articolo, e su questo mi riconduco alla mia affermazione del secondo post, non chiarische contro chi bisogna combattere, se non contro questo Natale scemato.
    Ricordate sempre che l'Europa è il mezzo con cui la sinistra ha imposto la sua ideologia. Non serve uscire, perché adesso la si può cambiare dall'interno ---> E ancora non avete visto quello che succederà alle prossime elezioni europee ...

  8. #8
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    Predefinito Re: Cacciari: "Le omelie di molti preti, spesso, sono delle lezioni di anti religione

    Io invece ci vedo un articolo, piuttosto criptico, scritto per i fratelli ecclesiastici (adesso, ma che una volta lui e i suoi compagni definivano senza mezzi termini portatori dell'oppio dei popoli), affinché si diano da fare per salvare la barca, magari anche quella del PD: "Siate un po' pazzi, ma sbrigatevi".
    Ricordate sempre che l'Europa è il mezzo con cui la sinistra ha imposto la sua ideologia. Non serve uscire, perché adesso la si può cambiare dall'interno ---> E ancora non avete visto quello che succederà alle prossime elezioni europee ...

  9. #9
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    Predefinito Re: Cacciari: "Le omelie di molti preti, spesso, sono delle lezioni di anti religione

    I preti onesti sanno che le religioni sono una grande bufala fatta e servita per tenere sotto controllo l'umanità e pertanto ormai vanno avanti per inezia, senza più alcuna convinzione.
    La pentola è scoperchiata ormai da un pezzo e ci sono studiosi che da anni vanno affermando delle tesi senza essere smentiti dalle religioni ufficiali.


  10. #10
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    Predefinito Re: Cacciari: "Le omelie di molti preti, spesso, sono delle lezioni di anti religione

    cacciari è sempre stato enigmatico... lo intendono solo i più intelligenti perchè sono quelli che cercano e trovano sempre qualcosa,, anche se non c'è nulla.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

 

 

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