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  1. #1
    ANTIRAZZISTA-ANTIFASCISTA
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    Thumbs down Caos liste e Minoranza Pd

    Siamo ai titoli finali.....nella nuova legislatura il Pd rischia di perdere, rispetto a quella del 2013, anche più di 100 parlamentari e di conseguenza i collegi cosiddetti "sicuri" sono diventati pochi. Risultato? Scontro tra i renziani, che vogliono farne mambassa garantendone diversi anche ai marchettari venduti boniniani-berluschini, e le minoranze (in particolare quelle che fanno capo a Orlando ed Emiliano) che si dovranno accontentare delle sole briciole. Minoranze che ora minacciano di abbandonare la direzione nazionale del partito (sai che paura!! uhhhhhhhh!!....sono tutti terrorizzati…..).

    Ma di che cazzo parlano questi "geni"? Scoprono solo quando rischiano di perdere il posto di lavoro, prebende e superstipendi che i renziani sono abituati a comandare e prendere tutto? In cinque anni avete votato, limitandovi solo a qualche rutto buono per i pochi polli che vi votano, ogni schifo possibile e immaginabile, siete rimasti dentro un partito che ha praticato le peggiori nefandezze della politica (dal clientelismo delucano alle corruttele di ogni ordine e grado), che come i berlusconiani ha combattuto la magistratura (tranne, ovviamente, quella parte che copre le porcate piddine) approvando leggi che lo facevano venire duro a B, vi siete voltati dall’altra parte mentre i vostri camerata stupravano la Costituzione partigiana, i principi e i valori della sinistra, eliminavano l’articolo 18 trasformando i lavoratori in schiavi dei padroni, usavano le banche come bancomat per gli amici degli amici e i padri, facevano nazareni, maggioranze e governi con il GRANDE POPULISTA ANTI-EUROPEO, delinquente abituale, frodatore fiscale e puttaniere, imbarcavano tra le proprie file berluschini osceni e immondi di ogni ora, corrotti, pidduisti e fascisti, occupavano quotidiani e tv cacciando bravi giornalisti solo perché scomodi, non abrogavano il reato di clandestinità o vendevano ai clerico-berluschini le adozioni gay, nominavano come ministri della repubblica immondi figuri politici come Alfano, Mauro, la Boschi, Poletti, Lupi, la Lorenzini, Costa, Lotti, la Girolamo, Galletti, D'Alia, Quagliarello o Minniti e ora fate la guerra solo per tenervi le vostre poltrone?

    Ma <cut sparite!
    Ultima modifica di Gdem88; 27-01-18 alle 15:07
    IL LEVIATHAN, OSSIA IL NUOVO NAZISMO SQUADRISTA ANTI-EUROPEO!!

  2. #2
    email non funzionante
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    Predefinito re: Caos liste e Minoranza Pd

    Citazione Originariamente Scritto da tancredi Visualizza Messaggio
    Ma di che cazzo parlano questi "geni"? Scoprono solo quando rischiano di perdere il posto di lavoro, prebende e superstipendi che i renziani sono abituati a comandare e prendere tutto? In cinque anni avete votato, limitandovi solo a qualche rutto buono per i pochi polli che vi votano, ogni schifo possibile e immaginabile, siete rimasti dentro un partito che ha praticato le peggiori nefandezze della politica (dal clientelismo delucano alle corruttele di ogni ordine e grado), che come i berlusconiani ha combattuto la magistratura (tranne, ovviamente, quella parte che copre le porcate piddine) approvando leggi che lo facevano venire duro a B, vi siete voltati dall’altra parte mentre i vostri camerata stupravano la Costituzione partigiana, i principi e i valori della sinistra, eliminavano l’articolo 18 trasformando i lavoratori in schiavi dei padroni, usavano le banche come bancomat per gli amici degli amici e i padri, facevano nazareni, maggioranze e governi con il GRANDE POPULISTA ANTI-EUROPEO, delinquente abituale, frodatore fiscale e puttaniere, imbarcavano tra le proprie file berluschini osceni e immondi di ogni ora, corrotti, pidduisti e fascisti, occupavano quotidiani e tv cacciando bravi giornalisti solo perché scomodi, non abrogavano il reato di clandestinità o vendevano ai clerico-berluschini le adozioni gay, nominavano come ministri della repubblica immondi figuri politici come Alfano, Mauro, la Boschi, Poletti, Lupi, la Lorenzini, Costa, Lotti, la Girolamo, Galletti, D'Alia, Quagliarello o Minniti e ora fate la guerra solo per tenervi le vostre poltrone?
    Ma loro affrontano la realtà del Paese, mica vivono in un blog fasciogrullo.
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  3. #3
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    Predefinito re: Caos liste e Minoranza Pd

    Questa lotta per le poltrone è il simbolo della disfatta PD che ci sarà il 4 marzo.

  4. #4
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    Predefinito Nella notte strappo sulle liste Pd, la minoranza non vota


    Sono quasi le quattro del mattino, quando la direzione del Partito democratico approva le liste per le politiche. Ma la minoranza consuma uno strappo non partecipando al voto. «Non c’è stata nessuna trattativa o braccio di ferro, perché i nomi li sentiamo solo ora, non li abbiamo neanche letti», lamenta Andrea Orlando, parlando anche a nome di Gianni Cuperlo e Michele Emiliano, dopo che Lorenzo Guerini distilla il lungo elenco dei candidati. Ma Matteo Renzi rivendica il lavoro fatto: «È stata una delle esperienze più devastanti che abbia vissuto ma da domani dobbiamo fare una grande battaglia: la squadra avversaria è meno forte di noi».



    All’ennesimo rinvio di giornata, i membri della direzione arrivano al Nazareno alle 22.30, per apprendere l’elenco dei candidati. Ma è ancora attesa. Matteo Renzi compare poco dopo la mezzanotte per chiedere di pazientare. Ma subito avverte: «Le liste non troveranno la totale condivisione, ma è giusto che un’assemblea democratica possa dare la propria valutazione». Passano altre due ore, nel corso delle quali le minoranze siglano una nota congiunta per chiedere che venga loro concesso tempo per valutare le liste, altrimenti valutano di lasciare la direzione. Alle due e mezzo del mattino il premier Paolo Gentiloni fa il suo ingresso al Nazareno, dove ci sono tutti i ministri Dem: si inizia. Renzi rivendica il lavoro fatto e distilla ottimismo: «Abbiamo una straordinaria occasione di recuperare» nei sondaggi grazie anche alle divisioni del centrodestra. Poi dopo la lettura dei nomi, la direzione respinge la richiesta di Andrea Orlando di avere un’ora per valutare i nomi. La minoranza esce. Le liste sono approvate: ci saranno ventiquattro ore per i ricorsi.

    Le candidature, dunque. Le minoranze denunciano un ridimensionamento: «Non siamo neanche in grado di valutare di quale entità». All’ultimo rientrano in corsa Cesare Damiano e Barbara Pollastrini che saranno candidati, ma non Andrea Martella, coordinatore dell’area Orlando. Appaiono soddisfatti gli esponenti delle aree Martina e Orfini, che avrebbero confermato lo stesso numero di parlamentari. Tra gli alleati, si scioglie il dubbio su Beatrice Lorenzin, che correrà per la Camera a Modena, mentre a Riccardo Nencini viene affidato il difficile collegio di Arezzo, per il Senato.

    Matteo Renzi correrà nel collegio Firenze 1 Camera e nei listini di Umbria e Campania. Paolo Gentiloni nell’uninominale a Roma, nel plurinominale nelle Marche e in Sicilia. Moltissime conferme tra i renziani ma anche alcune new entry. Nelle liste ci sono il costituzionalista Stefano Ceccanti e il portavoce di Gentiloni, già portavoce di Renzi, Filippo Sensi. Roberto Giachetti sarà all’uninominale in Toscana, a Sesto Fiorentino. Lucia Annibali, l’avvocatessa sfregiata dall’acido, nell’uninominale a Parma. In Campania compare in lista il nome di Franco Alfieri, che fu al centro del caso «fritture» da offrire nella campagna per il referendum. È confermata la candidatura del presidente del gruppo S&D Gianni Pittella e di Maria Elena Boschi nel collegio di Bolzano.
    Nella notte strappo sulle liste Pd, la minoranza non vota - La Stampa

  5. #5
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    Predefinito Re: Nella notte strappo sulle liste Pd, la minoranza non vota


    Tra urla e pianti, nella lunga e patetica notte consumata al Nazareno, sede del Pd, è diventato più chiaro quel che accadde 11 mesi fa, quando l’ala sinistra di Bersani e D’Alema lasciò il partito. Allora Matteo Renzi non fece nulla per impedire la scissione, perché già aveva in mente quel che ha messo in pratica nelle ultime 48 ore: la «normalizzazione» dei futuri gruppi parlamentari del Pd. I numeri hanno una loro eloquenza. Alle Primarie di maggio che lo avevano incoronato segretario, Matteo Renzi aveva ottenuto il 69,2% dei consensi popolari, ma ieri notte quando la direzione del Pd si è riunita per l’okay alle liste, quasi il 90 per cento dei posti «sicuri» appartenevano all’area del leader. Le minoranze congressuali (Orlando ed Emiliano) sono state strette all’angolo: avranno un manipolo di parlamentari, così come li avranno gli alleati più riottosi del segretario (Franceschini), ma si tratta di rappresentanze frammentate, piccole percentuali, gruppi destinati all’irrilevanza, quando arriverà l’ora delle grandi scelte. Una «libanizzazione» del dissenso interno che tornerà utile fra 40 giorni.



    Dopo le elezioni del 4 marzo incombono decisioni decisive nella vita del Pd e in quella personale di Renzi. Se il partito dovesse restare sotto il minimo storico, il 25,4% raggiunto nel 2013 da Bersani, potrebbe aprirsi un processo al leader e per Renzi disporre di una pattuglia parlamentare ad alta fedeltà rappresenta un’assicurazione sulla vita. E gruppi renziani serviranno anche davanti a scenari meno drammatici ma potenzialmente divisivi: quale governo? Quale maggioranza? Quale presidente del Consiglio?

    Naturalmente quando si fanno le liste per le elezioni più che ai massimi sistemi, i notabili di partito guardano ad interessi più prosaici. E nella giornata di ieri gli sherpa di Renzi hanno tirato la corda in modo così teso che ad un certo punto, senza che la notizia trapelasse, Andrea Orlando è stato costretto ad accarezzare un’idea clamorosa: lasciare il partito e trovare accoglienza elettorale nella lista «+Europa» di Emma Bonino. Uno degli amici del Guardasigilli ha fatto un sondaggio preliminare e non impegnativo ma poi l’ipotesi - che poteva diventare dirompente - è stata lasciata cadere. Almeno per ora.



    È stata davvero una giornata di passione quella che si è consumata al piano nobile del Nazareno. L’orario di inizio dei lavori della Direzione è slittato per ben tre volte, dalle iniziali 10,30 si è via via andati sino alle 22,30: uno scivolamento di dodici ore, quasi un record. E a forza di rinvii l’«assedio» a Matteo Renzi si è fatto assillante: lo guatavano amici, nemici, alleati, semi-alleati. Qualcuno urlando («ci ha imbrogliato»), qualcuno piangendo. Un giovane democratico confida di aver visto Debora Serracchiani con gli occhi lucidi, ma chissà se era lei, chissà cosa è vero, o verosimile nel racconto di una delle giornate umanamente più intense nella storia del Pd.

    Lui, Matteo Renzi, ad un certo punto ha staccato il cellulare, per ore non ha risposto più agli sms, ha scritto e cancellato nomi di candidati assieme al suo amico Luca Lotti. Un assedio anche umano, come racconta lo stesso Renzi: «E’ una disperazione far fuori 150 uscenti... C’è quello che ti dice, ho il mutuo da pagare, l’altro che ti fa sapere che gli manca una legislatura per la pensione, un altro che accampa un buon motivo....».

    Certo, nella grande «mattanza» che ha accompagnato la febbrile fattura delle liste del Pd c’è stato anche un coté patetico. Ma il grande sospetto dei non-renziani è che, con la scusa del dimagrimento che doveva investire tutte le «aree» interne del Pd, il leader ne stesse approfittando per aumentare il proprio peso specifico, per dare un’accelerata a quel progetto di trasformazione del Pd in «PdR», quel «Partito di Renzi» che è la sintesi un po’ grossolana ma preferita dai detrattori del leader. I conti si potranno fare soltanto quando le liste saranno definitivamente vistate e approvate, ma ieri sera quando si è aperta la Direzione del Pd chiamata al formale via libera, i pesi interni erano ridistribuiti, con una presenza massiccia dell’area Renzi. Alle Primarie quell’area aveva conquistato il 69,2% dei consensi, contro il 20% di Andrea Orlando e il 10% di Emiliano: dei 200 posti “sicuri” (tra listini e collegi), quasi il 90% andranno a candidati vicini al segretario. In questo «correntone» di maggioranza, il 70-72% dei parlamentari sarebbero renziani doc, l’ 8-10% amici di Martina e Orfini, il 5-7% amici di Franceschini. Alle minoranze restererebbe il restante 10% .
    Notte tra urla e pianti in cui si è sfiorata la scissione: nasce il PdR di Renzi - La Stampa

  6. #6
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    Predefinito Re: Nella notte strappo sulle liste Pd, la minoranza non vota

    A guardare i nomi dei "papabili" risulta evidente che la "direzione" si è chiusa a riccio attorno al ducetto.



    Dott. Kobra (Democritico)
    Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
    preferisci chi striscia.
    E se ti serve un amico, trovati un cane.

  7. #7
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    Predefinito Re: Nella notte strappo sulle liste Pd, la minoranza non vota

    Scissione post elettorale in arrivo

  8. #8
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    Predefinito Re: Nella notte strappo sulle liste Pd, la minoranza non vota

    Citazione Originariamente Scritto da Kobra Visualizza Messaggio
    A guardare i nomi dei "papabili" risulta evidente che la "direzione" si è chiusa a riccio attorno al ducetto.



    Dott. Kobra (Democritico)
    Parli dei nomi della societā civile?

  9. #9
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    Predefinito re: Caos liste e Minoranza Pd

    Mandare a fanculo è un insulto omofobo e sessista
    Garante del tessuto democratico del Paese

  10. #10
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    Predefinito Re: Nella notte strappo sulle liste Pd, la minoranza non vota

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Parli dei nomi della societā civile?
    certo, con la annibali, cerno ecc. il 40% è prossimo ma il fattore decisivo per il trionfo sarà la candidatura di casini..

 

 
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