La serie di speciali sulle Elezioni Europee ed Amministrative di giugno continua con un approfondimento dedicato all’Unione di Centro di Pierferdinando Casini, che mira a confermare e possibilmente aumentare i consensi ottenuti alle Politiche dell’anno passato. Il mitico Pierfurby, sopravvissuto allo sconvolgimento elettorale del 2008, rivelatosi invece letale per le forze della sinistra radicale, può mettere sul piatto la decorosa percentuale del 6%, sufficiente per resistere all’attrazione e la fuga di alcuni membri locali del partito verso il PDL. Grazie al disfacimento e all’instabilità del Partito Democratico, l’UdC punta a riempire questi vuoti alla sua destra con i consensi cattolici e moderati in libera uscita da sinistra. Un piano che garantisce la sopravvivenza a medio termine del partito, ma che non chiarisce le strategie future.
L’UdC si trova ad un bivio: ritornare nell’ovile berlusconiano, od accordarsi con il PD per la costruzione di una forza riformista e moderata? La politica dei “due forni”, infatti, non può reggere ancora a lungo, almeno a livello nazionale. Fino ad un anno prima del termine della legislatura, Casini può certo recitare la parte del centrista a metà strada fra i due blocchi, del simpatico e costruttivo democristiano che si getta nella mischia per il “bene dell’Italia”, proponendo soluzioni mediane di buon senso, con una critica bidirezionale a PD e PDL. Alle elezioni Amministrative l’UdC ha la facoltà -e tutti i vantaggi- di rivendicare alleanze a destra o a sinistra a seconda della situazione locale e dei programmi, giusto per salire sul carro del vincitore in ogni occasione utile, ma a livello nazionale nel 2013 si vota: Casini davvero intende presentarsi ancora una volta in solitudine, senza prospettiva alcuna di rientrare nella “stanza dei bottoni”?
Noi non lo crediamo. Pierfurby e compagni democristiani di lungo corso non hanno alcuna intenzione di stare all’opposizione in eterno. Ed è facile presagire una alleanza dell’UdC con un altro blocco politico in vista delle prossime Politiche, probabilmente con il PD, visto che ad oggi un nuovo matrimonio con il Cavaliere -tra l’altro lieto, in questi frangenti, non non avere i bastoni udiccini fra le ruote- è decisamente improbabile. E tuttavia anche l’ipotesi di un patto UdC-PD è tutt’altro che scontata: in Sicilia, vero serbatoio di voti per i centristi, comanda Salvatore Cuffaro, figura inconciliabile con i proclami di moralità piddini.
Il futuro politico di Casini è ancora incerto, e tutto da definire a seconda dell’inevitabile scelta finale. L’UdC rischia seriamente di trovarsi divisa al momento di questa decisione determinante per le sorti del progetto centrista. Abbiamo escluso sin dal principio l’ipotesi di un “Terzo Polo”, ago della bilancia per destra e sinistra, pure pronosticato ed auspicato da Casini in varie dichiarazioni. In realtà, questo sedicente “Partito della Nazione” è lungi dal realizzarsi, e il primo a saperlo è Casini stesso. Solo se Berlusconi scomparisse dalla scena politica in modo improvviso potrebbe concretizzarsi un simile scenario, che ora però releghiamo alla fantapolitica. Nelle condizioni attuali la formula vincente ed apprezzata dai cittadini non può che essere quella bipolare. Tentazioni multipolari sono state sonoramente bocciate in passato, e Casini farebbe bene a prenderne atto senza ambiguità.
*** Le previsioni di FalcoConservatore***
Unione di Centro (UdC) = 5,0-5,5%
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Speciale Elezioni 2009/ 3- Casini alla ricerca del polo centrista perduto (che mai ritornerà ) «




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