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  1. #1
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    Predefinito Aspetti psicologici dell'immigrazione

    Vogliamo parlarne?
    “Non prenderti a cuore guadagno e perdita”

  2. #2
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    Predefinito Re: Aspetti psicologici dell'immigrazione

    Parliamo degli aspetti psicologici di coloro che soffrono per l'immigrazione


    Iscriviti al partito dei "buoni e giusti", siamo la prima forza politica di POL

  3. #3
    birra al popolo
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    Predefinito Re: Aspetti psicologici dell'immigrazione

    Credo che uno degli aspetti principali stia nel non sentirsi più a casa propria.
    I rapporti con la gente possono essere cordiali o freddi, ma il fatto di uscire di casa e vedere facce "note", intendendo con questo facce etnicamente note, di connazionali, è indubbiamente tranquillizzante.
    Quando un europeo esce di casa e nel suo paesaggio vede inserirsi prepotentemente e arrogantemente l'immigrato, nero, arabo o asiatico che sia, indubbiamente si trova di fronte a persone che sono fuori posto e che non ti fanno più riconoscere come tua la tua terra.

  4. #4
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    Predefinito Re: Aspetti psicologici dell'immigrazione

    Io penso questo. Chi non fa nulla per bloccare i flussi migratori incontrollati, non si rende conto a cosa si va incontro e quali danni ha già creato e continua a creare.
    Gli immigrati sono persone come noi, quindi pure per loro i certi desideri o pulsioni non sono estranei, ovvero: provano nostalgia, tristezza, desiderio di avere una casa sua ( non vivere in una palestra per mesi o anni o per strada), un lavoro con una paga normale ( non avere due all'ora e nessun diritto), una macchina, vogliono amare ed essere amati, fare sesso regolarmente.

    Se non riescono ad avere tutto ciò, alcuni possono andare incontro alla depressione, ai vari disturbi più o meno gravi di natura psicologica, alle malattie. Essere fuori casa, da soli, non supportati da alcunché, è molto dura. Non avere accesso alle distrazioni sane crea un certo disagio, che poi potrebbe sfociare in qualunque cosa. Ricordate Kabobo?
    Sono prede facili di persone senza scrupoli, accade spesso che dove c'è l'immigrazione clandestina, vicino si trovano anche i delinquenti nostrani. "Collaborano", diciamo così.
    Gli immigrati spesso sono pronti a rubare, a fare risse, occupare il suolo pubblico, creare situazioni di pericolo per la popolazione locale, spacciare, violentare le donne. Ho letto che ogni anno mille stupri vengono commessi da immigrati. So perfettamente che anche alcuni italiani sono colpevoli di violenze a sfondo sessuale, però 1+1 fa 2, è 2 è peggio di 1.

    Dall'altra parte ci sono i cittadini che non sono contenti di tutto ciò, e non può essere diversamente. A noi ci dicono che gli immigrati ci portano qui pace e soldi ( fanno i lavori che gli italiani non vogliono fare, pagheranno le pensioni agli italiani), ma la realtà è diversa, molto diversa.
    Molti italiani hanno paura uscire di casa, non si fidano di nessuno, e non stanno per nulla bene, psicologicamente parlando, non si sentono liberi nel proprio paese.

    Mi chiedo, perché le persone che dovrebbero pensare a queste cose importantissime e risolverle, fanno poco o nulla?
    “Non prenderti a cuore guadagno e perdita”

  5. #5
    birra al popolo
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    Predefinito Re: Aspetti psicologici dell'immigrazione

    Citazione Originariamente Scritto da mary ann Visualizza Messaggio
    Io penso questo. Chi non fa nulla per bloccare i flussi migratori incontrollati, non si rende conto a cosa si va incontro e quali danni ha già creato e continua a creare.
    Gli immigrati sono persone come noi, quindi pure per loro i certi desideri o pulsioni non sono estranei, ovvero: provano nostalgia, tristezza, desiderio di avere una casa sua ( non vivere in una palestra per mesi o anni o per strada), un lavoro con una paga normale ( non avere due all'ora e nessun diritto), una macchina, vogliono amare ed essere amati, fare sesso regolarmente.

    Se non riescono ad avere tutto ciò, alcuni possono andare incontro alla depressione, ai vari disturbi più o meno gravi di natura psicologica, alle malattie. Essere fuori casa, da soli, non supportati da alcunché, è molto dura. Non avere accesso alle distrazioni sane crea un certo disagio, che poi potrebbe sfociare in qualunque cosa. Ricordate Kabobo?
    Sono prede facili di persone senza scrupoli, accade spesso che dove c'è l'immigrazione clandestina, vicino si trovano anche i delinquenti nostrani. "Collaborano", diciamo così.
    Gli immigrati spesso sono pronti a rubare, a fare risse, occupare il suolo pubblico, creare situazioni di pericolo per la popolazione locale, spacciare, violentare le donne. Ho letto che ogni anno mille stupri vengono commessi da immigrati. So perfettamente che anche alcuni italiani sono colpevoli di violenze a sfondo sessuale, però 1+1 fa 2, è 2 è peggio di 1.

    Dall'altra parte ci sono i cittadini che non sono contenti di tutto ciò, e non può essere diversamente. A noi ci dicono che gli immigrati ci portano qui pace e soldi ( fanno i lavori che gli italiani non vogliono fare, pagheranno le pensioni agli italiani), ma la realtà è diversa, molto diversa.
    Molti italiani hanno paura uscire di casa, non si fidano di nessuno, e non stanno per nulla bene, psicologicamente parlando, non si sentono liberi nel proprio paese.

    Mi chiedo, perché le persone che dovrebbero pensare a queste cose importantissime e risolverle, fanno poco o nulla?
    La gente comune è travolta dalla criminalità e dal degrado portati dall'immigrazione, e se potesse decidere farebbe tornare tutti a casa loro gli immigrati.
    Immigrazione vuol dire distruzione dell'Europa, e padroni, politici e preti sono quelli in prima linea nell'incentivare l'invasione.
    Viene da pensare che vogliano la distruzione dell'Europa, il perché sinceramente non lo so, anche se si potrebbe ipotizzare questioni di soldi e odio verso la nostra gente.

  6. #6
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    Predefinito Re: Aspetti psicologici dell'immigrazione

    Citazione Originariamente Scritto da lanzichenecco Visualizza Messaggio
    La gente comune è travolta dalla criminalità e dal degrado portati dall'immigrazione, e se potesse decidere farebbe tornare tutti a casa loro gli immigrati.
    Immigrazione vuol dire distruzione dell'Europa, e padroni, politici e preti sono quelli in prima linea nell'incentivare l'invasione.
    Viene da pensare che vogliano la distruzione dell'Europa, il perché sinceramente non lo so, anche se si potrebbe ipotizzare questioni di soldi e odio verso la nostra gente.
    Le stesse identiche cose si dicevano al Nord negli anni '60-'70, ma riferite ai meridionali emigrati. All'epoca gridavano al complotto degli industriali e alle tradizioni che inevitabilmente sarebbero andate perse.
    Cicli e ricicli storici.
    Fatevene una ragione.

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  7. #7
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    Predefinito Re: Aspetti psicologici dell'immigrazione

    Citazione Originariamente Scritto da Malandrina Visualizza Messaggio
    Le stesse identiche cose si dicevano al Nord negli anni '60-'70, ma riferite ai meridionali emigrati. All'epoca gridavano al complotto degli industriali e alle tradizioni che inevitabilmente sarebbero andate perse.
    Cicli e ricicli storici.
    Fatevene una ragione.
    Lo diceva pure Giovenale nel II secolo d.c. Al tempo dell'impero romano si spostavano moltissime persone perché l'economia era integrata e i trasporti sicuri e dentro i confini vigeva la pace. Come ora insomma.
    "la Le Pen col 40% avrà incassato una grande vittoria" (Candido)


  8. #8
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    Predefinito Re: Aspetti psicologici dell'immigrazione

    Citazione Originariamente Scritto da Qassim Visualizza Messaggio
    Lo diceva pure Giovenale nel II secolo d.c. Al tempo dell'impero romano si spostavano moltissime persone perché l'economia era integrata e i trasporti sicuri e dentro i confini vigeva la pace. Come ora insomma.
    Settimio Severo era libico, se non erro.

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  9. #9
    birra al popolo
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    Predefinito Re: Aspetti psicologici dell'immigrazione

    Citazione Originariamente Scritto da Malandrina Visualizza Messaggio
    Settimio Severo era libico, se non erro.
    Può essere, ma se lo dici per ricordare che tanto già allora venivano da quelle parti qui da noi, guarda che al tempo dell'Impero Romano non c'erano gli arabi in Nord Africa, credo che quei posti fossero abitati da popolazioni compatibili.

  10. #10
    Bacchettona del forum
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    Predefinito Re: Aspetti psicologici dell'immigrazione

    Citazione Originariamente Scritto da lanzichenecco Visualizza Messaggio
    Può essere, ma se lo dici per ricordare che tanto già allora venivano da quelle parti qui da noi, guarda che al tempo dell'Impero Romano non c'erano gli arabi in Nord Africa, credo che quei posti fossero abitati da popolazioni compatibili.
    Cosa intendi per "popolazioni compatibili"?
    In Tunisia ci stava un certo Annibale, che non mi pare fosse tanto compatibile con i romani.

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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