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    Predefinito E' uscito il nuovo numero di "Novum Imperium"

    E' uscito il nuovo numero di "Novum Imperium". Riporto, a titolo informativo, questa interessante nota diramata da Nicola Bizzi, che contiene il suo editoriale, quello del nuovo direttore responsabile della rivista, Alberto Rosselli, e l'indice completo del nuovo numero:


    E' uscito il nuovo numero della rivista "Novum Imperium - Identità, Tradizione, Rivoluzione", pubblicata dalle Edizioni "Aurora Boreale".
    Ci sono stati, da questo numero importanti cambiamenti: nuovi collaboratori, che si sono aggiunti ad un'equipe già di tutto rispetto, e, soprattutto, un nuovo Direttore Responsabile: l'amico Alberto Rosselli, giornalista e scrittore di successo, autore di importanti saggi di storia e di geopolitica.

    Riporterò in questa mia nota il mio editoriale, quello di Alberto Rosselli, e l'indice della rivista, in modo che tutti possano vedere i contenuti di questo nuovo numero.

    "Novum Imperium" non ha nè sponsor nè finanziatori e, per essere indipendente e per continuare ad essere una "voce fuori dal coro", si sostiene esclusivamente con le quote degli abbonamenti.
    Abbonarsi a "Novum Imperium" è facile e l'abbonamento può rappresentare un importante gesto a sostegno di una stampa alternativa e senza peli sulla lingua, a sostegno di una rivista che si propone di dare voce a chi, sui normali circuiti della stampa di regime, solitamente non trova spazio.

    Costo di ogni numero: Euro 12.°°
    Abbonamento annuo ordinario (4 numeri): Euro 40.°°
    Abbonamento annuo sostenitore: Euro 100.°°

    I versamenti possono essere effettuati tramite:

    Bonifico sul conto Banca Sella n. H552891384650 intestato a Nuova Destra Sociale
    Codice IBAN: IT25C0326802800052891384650
    Codice SWIFT: SELBIT2BXXX


    EDITORIALE
    di Nicola Bizzi (Direttore Editoriale di "Novum Imperium")

    Sono particolarmente orgoglioso di firmare questo mio primo editoriale in qualità (e scusatemi il gioco di parole) di Direttore Editoriale di “Novum Imperium - Identità, Tradizione, Rivoluzione”.
    Questa nostra rivista, nata da una mia idea nell’estate del 2008 e divenuta una realtà grazie al partito politico Nuova Destra Sociale e a collaboratori di indiscussa qualità, è oggi supportata e pubblicata dalle Edizioni “Aurora Boreale”, un marchio editoriale che ho creato per lanciare un progetto da me troppo a lungo sognato, progettato e tenuto in un cassetto. Un progetto che oggi si è concretizzato e si appresta a dare spazio e voce ad un’editoria fuori dagli schemi e per molti versi “scomoda”.
    Sappiamo tutti quanto sia difficile al giorno d’oggi fare informazione e, soprattutto, controinformazione, in una società in costante involuzione culturale, ottenebrata da una televisione spazzatura ed alle prese con continue crisi economiche più o meno pilotate dagli speculatori e dai grandi burattinai della finanza internazionale; una società in cui l’informazione giornalistica appare sempre più come addomesticata e pilotata da chi ci governa e in cui ogni tentativo di andare controcorrente viene inesorabilmente e ipocritamente bollato come “non politicamente corretto”, o “unpolitically correct”, per dirlo all’inglese. Troppe cose vengono taciute all’opinione pubblica, troppe informazioni distorte vengono inoculate alla massa e troppe realtà vengono ignorate perché la conoscenza di esse non si rivelerebbe un profitto, ma anzi un danno, per il potere costituito. Lo ha dimostrato la recente vicenda dell’influenza “suina” (della quale ci siamo occupati sullo scorso numero della rivista), che nascondeva nella realtà una mostruosa speculazione delle case farmaceutiche ai danni di milioni di cittadini spinti, se non costretti, a vaccinarsi. E lo dimostrano i continui tagli alla cultura e all’editoria, nel tentativo chiaro ed evidente di imbavagliare ogni tipo di informazione non allineata con il sistema.
    Potremmo dormircene sonni tranquilli, trascorrere le nostre giornate davanti alla Pay-TV a goderci i reality e le partite di calcio e far finta che tutto vada per il verso giusto, ma non lo facciamo. Semplicemente perché non sarebbe nella nostra natura. Perché non c’è partita e non c’è frase rassicurante del governante di turno che ci possa convincere che non siamo sull’orlo del baratro, che non esistano il precariato, la disoccupazione, la crisi abitativa, la cassa integrazione per decine di migliaia di lavoratori, che le famiglie non arrivino più alla fine del mese e che i giovani non vedano più prospettive per il loro futuro, cadendo vittime dello sconforto, del disagio e dei paradisi artificiali. E’ per questo che abbiamo deciso di essere scomodi, di non omologarci con il gregge e, per quanto privi di risorse economiche e di finanziatori “altolocati”, dedicare tutto il nostro tempo e tutte le nostre energie al servizio di un’informazione libera, nella quale, nonostante tutto, ancora crediamo.
    “Novum Imperium” è una rivista di destra, che, come recita il suo sottotitolo, è improntata su tre termini che sono i nostri pilastri, la nostra bandiera: Identità, Tradizione e Rivoluzione. Questo perché siamo e ci consideriamo Identitari, credendo nell’essenza dell’uomo integrale e nelle potenzialità che i popoli hanno di riconoscersi come tali, di autodeterminarsi nel rispetto reciproco e di rifiutare ciò che non si confà con il proprio destino, la propria natura e la propria cultura, con il proprio modo di Essere, alla faccia della globalizzazione, che per noi è sinonimo di annientamento e di schiavitù. Crediamo nella Tradizione, perché abbiamo delle radici e veniamo da lontano, perché abbiamo la consapevolezza che millenni di storia, di idee e di civiltà ci rendano forti e capaci di sopportare e superare a testa alta le avversità della vita. E crediamo nella Rivoluzione, soprattutto quella delle coscienze. Come ebbe a scrivere una persona che ho avuto modo di stimare, il Prof. Silvio Calzolari, “la Tradizione afferma che l’evoluzione della civiltà non procede per graduale costanza ma con cicli di evoluzione e involuzione che sono spesso motivo di sconcerto e sofferenza per l’umanità, vere e proprie rivoluzioni analoghe a quelle astronomiche. Rivoluzione sta così ad indicare il movimento, l’azione, il dinamismo necessario perché ogni tradizione si trasformi in innovazione e cambiamento. La Tradizione diviene così il vero fondamento di ogni autentica rivoluzione, ed è il seme, la radice, la base di ogni innovazione”.
    La nostra idea di destra è quindi identitaria, tradizionale, rivoluzionaria, ma soprattutto sociale, perché è sociale l’essenza della nostra visione del mondo e verso il sociale, in tutti i suoi aspetti più nobili, noi ci rivolgiamo. Perché noi crediamo, per dirla con Rutilio Sermonti “nell’essere uomini in tutta la mirabile estensione del termine, non il misero, infimo frammento di uomini a cui il grande impero degli strozzini ci vorrebbe ridurre: tutti bramosi soltanto di ciò che si paga con la schiavitù, ossia il piacere, la comodità, il disimpegno, la fuga dalle responsabilità, dal pericolo, dallo sforzo e dal dolore. E, una volta riscoperta la nostra umanità gloriosa, inscindibile, quasi divina, levarla come vessillo e pretendere che su di essa sia fondata la società e tutte le sue forme di vita associata, dalle famiglie agli stati e alla comunità internazionale; una società di uomini interi e come tali liberi, e non di nanerottoli livellati e castrati in funzione del potere satanico del denaro”.
    In Italia, in buona parte a causa di un patto tacito quanto scellerato fra De Gasperi e Togliatti, dal dopoguerra ad oggi la cultura è stata appannaggio quasi esclusivo della sinistra marxista che, negli ultimi decenni ha avuto modo di plasmare le coscienze, di imporre una storia falsata, di disegnare una scuola ed un’università a propria immagine e somiglianza e a proprio uso e consumo. Ma i tempi stanno cambiando e Noi rivendichiamo alla cultura di destra il diritto di uscire dalla “fogna” in cui qualcuno pensò o si illuse di poterla relegare. Noi rivendichiamo alla cultura di destra il diritto di ergersi a testa alta, poiché non siamo Noi che rifiutiamo il confronto e, soprattutto, non siamo Noi ad avere ingombranti scheletri nell’armadio.
    La nostra rivista, a partire da questo numero, si arricchisce di nuovi importanti collaboratori, che vanno ad aggiungersi ad un Comitato di Redazione già di tutto rispetto. Soprattutto “Novum Imperium” vuole andare oltre quello che è stato il suo ruolo iniziale, cioè quello di una rivista di partito, divenendo uno strumento aperto anche ad altre realtà che condividono i nostri principi, i nostri ideali e il nostro desiderio di guardare sempre oltre le barriere delle apparenze, per meglio adempiere alla sua missione di rivista di approfondimento unica nel suo genere. E, a testimonianza di questo nuovo percorso intrapreso, sono lieto di annunciare un importante cambiamento. Abbiamo, infatti, un nuovo Di-rettore, Alberto Rosselli, che sostituisce a partire da questo numero Silvio Calzolari al vertice della testata.
    Alberto Rosselli, oltre ad essere un amico, è un giornalista e uno scrittore che non avrebbe bisogno di presentazioni, ma ritengo opportuno dare ai nostri lettori un po’ di notizie su di lui.
    Nato a Genova nel 1955, giornalista e saggista storico, Alberto Rosselli collabora da tempo con diversi quotidiani e periodici nazionali ed esteri e con svariati siti internet tematici. Come studioso di storia moderna e contemporanea e di geopolitica ha al suo attivo diversi saggi tra cui “Québec 1759” (Erga Edizioni); “Il Conflitto anglo-francese in Nord America 1756-1763” (Erga Edizioni), opera tradotta anche in lingua inglese; “Il Tramonto della Mezzaluna. L’Impero Ottomano nella Prima Guerra Mondiale” (Rizzoli BUR); “La resistenza antisovietica in Europa Orientale 1944-1956” (Settimo Sigillo); “L’Ultima Colonia. La guerra coloniale in Africa Orientale Tedesca 1914-1918” (Iucula-no Editore); “Il Ventennio in celluloide” (Settimo Sigillo); “Sulla Turchia e l’Europa” (Solfanelli); “L’Olocausto armeno” (Solfanelli); “Storie Segrete” (Iuculano Editore); “Il Movimento Panturanico e la Grande Turchia” (Settimo Sigillo), “La persecuzione dei cattolici nella Spagna repubblicana 1931-1939” (Solfanelli), “I Balestrieri liguri: nascita e tramonto di una leggendaria milizia” (Ligurpress), “Le Aquile della Mezzaluna: l’aviazione turca durante la Prima Guerra Mondiale” (Ed. Chillemi), “Essere Cristiani in Cina” (Iuculano Editore), “Islam, Fascismo, Nazismo: storia di un’intesa ideologica e strategica che avrebbe potuto modificare l’assetto geopolitico mediorientale ed erurasiatico” (Solfanelli), “Breve storia della guerra civile greca” (Settimo Sigillo). E’ Direttore editoria-le della rivista bimestrale “Storia Verità”.
    Non mi resta quindi che fare ad Alberto Rosselli, come nuovo Direttore responsabile di “Novum Imperium”, i migliori auguri di buon lavoro, certo che il suo impegno, il suo entusiasmo e la sua preparazione contribuiranno a fare crescere questa rivista e a farla diventare sempre più un punto di riferimento nel mondo culturale della destra italiana e un prezioso laboratorio culturale all’insegna della libertà di espressione e del dibattito.

    Nicola Bizzi


    EDITORIALE
    di Alberto Rosselli (Direttore Responsabile di "Novum Imperium")

    Assumere la direzione di una testata equivale ad assumersi una responsabilità non soltanto tecnica e professionale, ma morale. Chi scrive, nel corso della sua vita, ha già ricoperto questo difficile incarico e sa bene di che cosa si tratti e cosa esso comporti.
    Assumere il ruolo di Direttore Responsabile significa, io credo, lavorare per cercare di coniugare al meglio le aspettative, l’impegno e i sacrifici dei Lettori, dei Redattori e dell’Editore di riferimento, al quali, ovviamente, va il mio personale ringraziamento. Significa, soprattutto - se si tratta di una testata ‘politicamente impegnata’ e ‘politicamente scorretta’ come ‘Novum Imperium’ - quadrare l’ostico cerchio della Volontà e della Necessità, allestendo uno strumento di informazione vero, costruttivo, indipendente e coraggioso.
    Detto questo, ringrazio l’amico Prof. Silvio Calzolari (valente Collega al quale succedo nell’incarico) e, contrariamente alla prassi corrente, rinuncio alla consueta ‘illustrazione’ dei contenuti di questo numero di ‘Novum Imperium’ (la cui realizzazione è merito esclusivo del Direttore Editoriale Nicola Bizzi e dei nostri stimati Collaboratori e Amici), in quanto ritengo più opportuno - alla luce delle sfide epocali che ci attendono - soffermarci brevemente sul significato e sugli obiettivi culturali che la nostra testata vanta e persegue.
    ‘Novum Imperium’ è nata per colmare un vuoto e per combattere, con gli strumenti dell’intelletto e in virtù dell’amore per la libertà di espressione, la presunta (diciamo ‘presunta’ in quanto non reale) 'egemonia culturale’ della Sinistra nel settore della Cultura. Una ‘presunta egemonia’ (lo ripetiamo) che si è potuta imporre nell’immaginario collettivo del popolo italiano solo e soltanto grazie a connivenze ideologiche e all’appoggio sistematico di soggetti politici e finanziari estremamente potenti e ben radicati nei centri di potere e nella finanza.
    Per decenni, la Sinistra istituzionale ha infatti lavorato con lo scopo, per altro brillantemente conseguito, di creare una sorta di monopolio conformista del sapere in generale, negando nel contempo dignità di ricerca e di espressione non soltanto ai ricercatori ai quali sta a cuore il trinomio Identità-Tradizione-Rivoluzione, ma anche a tutti coloro i quali non condividevano determinati principi. In buona sostanza – grazie anche al completo e colpevole disinteresse manifestato, anche in questi ultimi anni di bipolarismo, dai partiti di Centro-Destra – la Sinistra ha avuto buon gioco nel negare a più soggetti l’opportunità di esprimere liberamente e con cognizione di causa opinioni circa i molteplici problemi della società e circa il significato della Storia, intesa come genesi non del tutto casuale della specie umana. Non solo, recentemente, certa Sinistra si è presa pure il lusso di esercitare una sorta di blanda e incompleta ‘revisione’ dei fatti relativi al secolo scorso, vedi ad esempio le foibe e gli eventi del ‘triangolo rosso’ emiliano: storie e temi in realtà da decenni a noi noti, ma sconosciuti al grande pubblico, tentando di darsi un’immagine più liberale ed aperta, ma agendo in realtà con il preciso scopo di addomesticare, attraverso un’accorta, misurata, ma molto disinvolta tecnica della ‘parziale ammissione’ (cioè storicamente contingentata) di realtà spaventose che, se analizzate con più cruda e radicale onestà intellettuale e politica, avrebbero smascherato una volta per tutte l’inconsistenza scientifica e la sostanziale falsità ideologica insite nell’indagine storiografica marxista o post-marxista.
    Ritengo che ‘Novum Imperium’ possa contribuire a ribaltare questo criterio o prassi di indagine mistificatorio e corrotto, oltre che inadeguato, dando spazio alla rivisitazione obiettiva, e quindi non conformista, di eventi che determinano e che hanno determinato, nel bene e nel male, quei cambiamenti epocali ai quali stiamo assistendo e dei quali, purtroppo, molti Italiani non sono ancora in grado di darsi una spiegazione logica. Il tutto per offrire al lettore non certo soluzioni definitive, bensì un’opportunità di scelta e soprattutto strumenti che possano aiutare a decrittare il complesso, e talvolta contraddittorio, divenire del genere umano attraverso una corretta comprensione del presente e del passato. Siamo infatti convinti che il vero impegno culturale non possa limitarsi all’isolamento e all’autocompiacimento di tipo elitario, ma ad una sempre più ampia divulgazione e - nel nostro caso - alla rivalutazione di un patrimonio immanente, quello della Tradizione, cioè l’insieme di quei principi immutabili basati sul senso di appartenenza, sull’azione ‘ragionevolmente’ innovatrice, sulla forza virile, ma anche sull’onestà, sulla pietà e sulla tolleranza nei confronti di chi è ‘altro da noi’, sui quali l’Occidente ha creato le sue fortune e pone le sue più intime, e forse ultime, speranze.

    Alberto Rosselli


    INDICE DEL N. 2


    - Editoriale
    Nicola Bizzi

    - Editoriale
    Alberto Rosselli

    - Il I° Congresso Nazionale di Nuova Destra Sociale a Firenze e gli incubi paranoici della sinistra
    Nicola Bizzi

    - Stato laico: la quadratura del cerchio?
    Stefano Leopoldo

    - Lettera aperta al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
    Tomaso Staiti di Cuddia

    - Fascismo e Leninismo: orientamenti per un’analisi comparata
    Littore Rosso

    - L’ideologia manipolata dal linguaggio politico e il controllo delle idee
    Giovanna Canzano intervista Pedro Varela

    - La guerra elettromagnetica
    Roberto Roggero

    - Non c’è maggior sordo di chi non vuol sentire
    Filippo Giannini

    - La resistenza antisovietica in Lituania
    Alberto Rosselli

    - L’anticomunismo lituano in cinematografia
    Bruno Pampaloni

    - Gli scrittori giuliani e dalmati
    Giuseppe Brandone

    - Il genocidio armeno
    Marco Affatigato

    - Attualità del pensiero riformista e rivoluzionario del Savonarola
    Luca Monti

    - Il pennello e la spada
    Dalmazio Frau

    - Celine: su di una leggenda
    Marcel Aymé

    - Lo stupro cristiano della cultura pagana
    Massimiliano Mazzoli

    - Arturo Reghini tra politica e tradizione
    Roberto Sestito

    - Anni Ottanta: musica e militanza

    Paolo Del Prete

    - Recensioni librarie

    - Riviste consigliate
    Ultima modifica di Novum Imperium; 23-08-10 alle 07:51

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    Predefinito Rif: E' uscito il nuovo numero di "Novum Imperium"

    E' già stato detto chiaramente dall'Amministrazione che non può essere postato su DR qualsiasi cosa inerente a NDS e/o a Nicola Bizzi.
    3d chiuso.

 

 

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