Via la parola «figli», plurale maschile e quindi discriminante per tutte le cittadine. Il Senato del Canada ha approvato l’1 febbraio la legge per cambiare l’inno nazionale, sostituendo in realtà poche parole. Il terzo verso finora suonava così: «True patriot love in all thy sons command», che si può tradurre così: «Possa l’autentico amore patriottico impadronirsi di tutti i tuoi figli». La nuova versione chiude la frase con «in all of us» e quindi «Possa l’autentico amore patriottico impadronirsi di tutti noi».
Nella lingua inglese «all» naturalmente è neutro: vale sia per il maschile che per il femminile e quindi la discriminazione di genere viene superata. La decisione del Parlamento conclude un percorso iniziato esattamente due anni fa, quando il deputato Mauril Bélanger, compagno di partito del primo ministro Justin Trudeau, presentò la proposta per modificare «O Canada».
Il brano venne composto inizialmente in francese nel 1880 dal poeta e magistrato Adolphe Basile Routhier su musica di Calixa Lavallée. Il testo in inglese risale, invece, al 1906. «O Canada» diventò l’inno ufficiale del Paese solo nel 1980, rimpiazzando, tra l’altro il britannico «God Save the Queen».
La svolta dell’1 febbraio è stata accolta con entusiasmo da buona parte dell’opinione pubblica e dalle organizzazioni femministe che avevano, negli anni, fatto pressione, con il sostegno, tra gli altri, della scrittrice Margaret Atwood. Il deputato Bélanger, purtroppo, non ha potuto festeggiare: è morto nell’agosto del 2016, colpito dalla Sla, la Sclerosi laterale amiotrofica. L’esempio canadese sta accendendo discussioni anche altrove. Noi, con «Fratelli d’Italia», saremmo dentro in pieno.
Parità di genere: il Canada cambia le parole dell’inno - Corriere.it




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