FIRENZE - "Quelli delle caparre non son mica soldi veri, perché entrano e riescono, non so se mi spiego. L'importante è fare il giro", diceva il 18 giugno 2008 Riccardo Fusi della Btp (Baldassini Tognozzi Pontello) al suo socio Roberto Bartolomei: "Un conto è come stanno le cose. Un conto è come te le faccio vedere. L'importante è avere il finanziamento. Che problemi ci sono?". "S'è fatto mille volte". Sono state queste e altre simili conversazioni a convincere i magistrati fiorentini e i carabinieri del Ros della necessità di approfondire le indagini sui rapporti fra Fusi e le banche, in particolare il Credito Cooperativo Fiorentino guidato dal suo amico Denis Verdini, ora indagato con lui nella vicenda della Scuola Marescialli dei Carabinieri.
Fusi ascoltato in diretta. Dopo aver ascoltato in diretta Fusi mentre fabbricava fittizi preliminari di compravendita di appartamenti e grazie ad essi otteneva prestiti, i magistrati fiorentini hanno aperto un'inchiesta per mendacio bancario e sollecitato una ispezione di Banca d'Italia. Ispezione che si è conclusa con una valanga di rilievi e con il commissariamento della banca di Verdini. Gran parte delle censure della Vigilanza riguardano proprio i rapporti fra Credito Cooperativo e le aziende del gruppo Fusi. "Del tutto inadeguati - scrivono gli ispettori - sono risultati l'esame preventivo e la successiva gestione dei finanziamenti di preliminari di cespiti immobiliari ovvero di partecipazioni (pari al 12% degli impieghi complessivi al 31 marzo 2010), di norma non seguiti dal perfezionamento della compravendita". Le intercettazioni fiorentine documentano l'affannoso lavorio per fabbricare preliminari di compravendita intestati a collaboratori o a società del gruppo. Panna montata per ottenere prestiti. Italo Biagini, il direttore del Credito Cooperativo Fiorentino, appare consapevole della finzione. Pretende tuttavia garanzie assicurative ed esige che tutto torni sul piano formale.
Ragazzi, siete un branco d'imbecilli. Allora ecco Fusi che il 22 maggio 2008 chiama la sua supersegretaria Monica Manescalchi e le dice: "Ho parlato ora con Biagini, oggi dovresti andare da lui alle tre. Mi chiedeva delle fidejussioni... devi portare preliminari per 20 milioni". Segue discussione per individuare le persone a cui far sottoscrivere i preliminari. Il 16 giugno 2008 Leonardo Rossi, collaboratore di Fusi, suda freddo: "Sono qui al Cooperativo con il direttore Biagini. Allora, un casino con questi preliminari. Non tornano gli importi perché sono stati cambiati... cambiano le caparre e cambiano le polizze". Fusi si infuria con la Monica Manescalchi: "Se Biagini di sua iniziativa ha fatto una delibera diversa, bisogna che tu cambi preliminari. Monica, madonna, ragazzi, è una cosa devastante... Siete un branco di imbecilli". Nel suo interrogatorio del 15 febbraio Verdini ha spiegato ai pm di Firenze che il gruppo Fusi aveva debiti con il sistema bancario per 900 milioni (di cui 38 con il Credito Cooperativo), a fronte peraltro di un patrimonio di un miliardo e 200 milioni. Nessun pericolo di insolvenza, a suo giudizio. Le intercettazioni, però, sono inquietanti. Il 17 giugno 2008 Fusi fa un'altra sfuriata all'esitante e spaventato Leonardo Rossi. Le banche hanno dubbi, si sono convinte che i preliminari "sono di tutte società di comodo", vogliono il bilancio. Che però non è proprio a posto. "Fallo tornare il bilancio - si arrabbia Fusi - non è mica un problema farlo tornare... Non la fare tanto lunga. Prendi il bilancio e poi lo metti a posto come lo vogliono loro. Qual è il problema? Sembra che ti chiedo un monte".
Ogni preliminare era garantito. Al Credito Cooperativo dicono che ogni preliminare, per quanto fasullo, era garantito da una compagnia assicurativa (in genere Unipol). Tuttavia nel 2009 il rapporto fra Btp e assicurazioni era arrivato a un livello di assoluta criticità. Il 9 ottobre 2009 Luciano Pastore, che cura gli aspetti assicurativi delle imprese del gruppo Btp, dà a Fusi una ferale notizia: nessuno può assicurare la società in vista di una grossa gara di appalto, perché è considerata inaffidabile. Anzi: "C'è una situazione di insolvenza e di rischiosità paurosa... In una scala da 0 a 100, dove 0 è la peggiore situazione possibile e 100 è la migliore, Btp è a 3". L'intermediario finanziario al quale Pastore si è rivolto ha allargato le braccia: "A questo punto io non te la posso fare (la polizza ndr) perché la Banca d'Italia me lo impedisce". Commenta Pastore: "Detto fra me e lei, è da novembre dell'anno scorso che noi non paghiamo polizze. Anche quello ovviamente non aiuta... andiamo a chiedere polizze alle compagnie che devono avere... uno chiede oggi, domani, domani l'altro, qualcosa deve anche dare. Perché se chiedi sempre, alla fine, anche per metterti con le spalle al muro, ti dicono: "No, non te la fo, ora voglio vedere come fai"".
(18 agosto 2010)
Link: Falsi preliminari per ottenete prestiti così Verdini favorì l'amico Fusi - Repubblica.it




Rispondi Citando
