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  1. #1
    Klassenkampf ist alles!
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    Predefinito E' la Buona Scuola che vuole che le scuole facciano a gara di classismo e razzismo

    “Non posso dunque che stigmatizzare il linguaggio utilizzato da alcune istituzioni scolastiche, e riportato dalla stampa nella compilazione del Rapporto di autovalutazione (Rav), uno strumento di trasparenza che viene pubblicato […] sul portale ‘Scuola in chiaro’ per fornire alle famiglie e a chi si iscrive elementi di conoscenza […] Quando, nella sezione dedicata al contesto in cui opera la scuola, si inseriscono, […] frasi che descrivono come un vantaggio l’assenza di stranieri o di studentesse e studenti provenienti da zone svantaggiate o di condizione socio-economica e culturale non elevata, si travisa completamente il ruolo della scuola. Si negano i contenuti dell’articolo 3 della nostra Costituzione”. Con queste parole la ministra del Miur Valeria Fedeli ha commentato la pubblicazione su “la Repubblica” di frasi tratte dai Rav di alcuni licei romani e di altre città italiane. Tutte le scuole italiane sono tenute a compilare i Rav seguendo le indicazioni dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione che li ha anche messi a punto. I Rav sono uno dei tasselli dei processi di assicurazione della qualità della didattica, che sono stati adottati in Italia come risultato di politiche scolastiche ampiamente bipartisan perseguite da oltre dieci anni nel nostro Paese.

    Se il lettore avrà la pazienza di seguire un paio di passaggi tecnici, mostrerò che le frasi riportate dalla stampa e stigmatizzate dalla ministra, rispondono a espliciti quesiti posti da Miur-Invalsi alle scuole.

    Per cominciare. I Rav sono pubblicati sul portale del Miur, Scuole in chiaro. Questo presenta il portale come “uno strumento utile, soprattutto per le famiglie che, in occasione delle iscrizioni online, devono orientarsi nella scelta della scuola e del percorso di studi dei propri figli”. Per ogni scuola vengono pubblicati dati relativi al contesto ambientale e sociale, alle performance degli alunni e agli esiti occupazionali e universitari degli allievi. Sulla base di questi dati la Fondazione Agnelli produce classifiche che dovrebbero aiutare le famiglie a scegliere le scuole migliori.

    Le frasi incriminate contenute nei Rav sono riferite ai commenti obbligatori che le scuole devono fornire in riferimento al contesto in cui operano. Le dimensioni di questo definite da Invalsi sono due:

    1. “Status socio economico e culturale delle famiglie degli studenti”. Da alcuni documenti disponibili in rete (si veda per esempio qui), si ricava che Invalsi usa una classificazione sintetica di tale status in “Alto, Medio-alto, Medio-basso, Basso”.

    2. “Composizione della popolazione studentesca”. Il primo indicatore numerico fornito a ciascuna scuola da Invalsi-Miur è la “quota di studenti con cittadinanza non italiana”, per il quale sono indicati come benchmark i dati provinciali, regionali e nazionali nella stessa tipologia di scuola.

    Invalsi-Miur non si limita a fornire alle scuole gli indicatori, ma ha predisposto anche le domande guida per i commenti dei dirigenti scolastici. Se vediamo insieme domande guida Invalsi e risposte dei dirigenti pubblicate dalla stampa, scopriamo che queste ultime non sono poi così fuori dalle righe.

    Domanda guida Invalsi: “Qual è il contesto socio-economico di provenienza degli studenti? Qual è l’incidenza degli studenti provenienti da famiglie svantaggiate?”. Queste le risposte riportate dalla stampa: “Il contesto socio-economico e culturale complessivamente [è] di medio-alto livello [la classificazione vista sopra]”. “Le famiglie che scelgono il liceo sono di estrazione medio-alto borghese, per lo più residenti in centro, ma anche provenienti da quartieri diversi”; “la percentuale di alunni svantaggiati per condizione familiare è pressoché inesistente”.

    Domanda guida Invalsi: “Quali caratteristiche presenta la popolazione studentesca (situazioni di disabilità, disturbi evolutivi ecc.)?”. Queste le risposte riportate dalla stampa: “nessuno è diversamente abile”; “si riscontra un leggero incremento dei casi di Dsa”.

    Domanda guida Invalsi: “Ci sono studenti con cittadinanza non italiana? Ci sono gruppi di studenti che presentano caratteristiche particolari dal punto di vista della provenienza socio-economica e culturale (es. studenti nomadi, studenti provenienti da zone particolarmente svantaggiate ecc.)?”. Risposte riportate dalla stampa: “Tutti, tranne un paio, gli studenti sono di nazionalità italiana”; “Non sono presenti né studenti nomadi né provenienti da zone particolarmente svantaggiate”; si rileva “l’assenza di gruppi di studenti con caratteristiche particolari dal punto di vista della provenienza culturale (come, ad esempio, nomadi o studenti di zone particolarmente svantaggiate)”.

    A domande esplicite, risposte esplicite, verrebbe da dire. Ma fermarsi a questa considerazione sarebbe un modo per togliere rilevanza a una vicenda che dovrebbe invece interessare a tutti coloro che hanno a cuore il destino della scuola pubblica di questo Paese.

    A mio parere le domande di Invalsi e le risposte dei dirigenti scolastici stigmatizzate dalla ministra Fedeli, sono il frutto avvelenato di un decennio di politiche scolastiche, largamente condivise, basate sull’idea che le famiglie dovrebbero "votare con i piedi", indirizzando i loro figli (e le quote di finanziamento loro spettanti) verso le scuole preferite/migliori.

    Per oltre un decennio si è detto che le scuole devono farsi concorrenza tra loro per attirare studenti, che il sistema deve essere organizzato come un quasi mercato: un’ampia autonomia delle scuole, accompagnata da un sistema centralizzato di valutazione che ruota attorno ai test Invalsi e ai processi di autovalutazione (Rav). Il portale del Miur "Scuola in chiaro" è il luogo dove le famiglie trovano tutte le informazioni per poter esercitare le loro scelte.

    Come fanno le scuole a competere tra loro e attirare gli studenti “migliori”? Devono fornire informazioni alle famiglie sulle loro performance. Accade così che i rapporti di autovalutazione, resi pubblici per decisione di Invalsi-Miur, si trasformino strumenti di marketing per le scuole.

    Non c’è quindi da meravigliarsi se qualche dirigente scolastico, nella foga di attrarre studenti, scrive che la sua scuola è frequentata da una clientela selezionata, con pochi stranieri e disabili. D’altra parte è ben noto, visto che lo scrive anche il “Corriere della Sera”, che le scuole con “clientela selezionata” hanno indicatori di performance più elevati: i risultati nei test Invalsi degli alunni stranieri sono peggiori rispetto a quelli degli italiani.

    Quale famiglia preferirebbe mandare i propri figli in una scuola piena di stranieri e persone a basso reddito, con molti studenti disabili e performance scolastiche peggiori? Ecco allora l’informazione che un dirigente scolastico ha deciso di pubblicare per rassicurare i propri clienti potenziali: “Negli anni sono stati iscritti figli di portieri e/o custodi di edifici del quartiere. Data la prevalenza quasi esclusiva di studenti provenienti da famiglie benestanti, la presenza seppur minima di alunni provenienti da famiglie di portieri o di custodi comporta difficoltà di convivenza dati gli stili di vita molto diversi”.

    Per la ministra è facile mostrarsi indignata e inviare gli ispettori. Molto più facile che ripensare criticamente alle politiche scolastiche del suo partito. Le frasi ignobili scritte da qualche dirigente sono l’esito non voluto, ma prevedibile, di politiche che hanno dimenticato l’articolo 3 della Costituzione in nome della fede nelle virtù taumaturgiche del mercato e della concorrenza.
    https://www.rivistailmulino.it/news/...NEWS_ITEM:4250
    Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
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  2. #2
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    Predefinito Re: E' la Buona Scuola che vuole che le scuole facciano a gara di classismo e razzism

    Forse era meglio metterlo nell'apposita sezione di hdemia.

  3. #3
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    Predefinito Re: E' la Buona Scuola che vuole che le scuole facciano a gara di classismo e razzism

    Sia i ragazzi che i genitori scelgono le scuole superiori in base al tipo di studi offerti e del buon nome che hanno.
    Alcune scuole sono buone mentre altre sono malfamate.
    E non mi riferisco al tipo di studio offerto, io conosco BENE gli istituti tecnici e gli IIS.
    Sarà un caso, eh, ma quelle più malfamate sono quelle dove c'è più mescolamento.
    Quelle dove le voci che circolano dicono che si riesce ad andare avanti anche se non si ha voglia di studiare.
    Quelle dove sono riluttanti ad applicare sanzioni disciplinari, e dunque quelle più a rischio violenza e droga.
    Quelle dove i docenti fanno i salti mortali per non andarci, e di solito sono area di parcheggio per docenti provenienti da altre provincie che mirano a fare punteggio per salire su in graduatoria e, appena possibile, cambiare scuola.
    E sono quelle scuole il cui diploma, in area locale, è deprezzato ed è spendibile nel mondo del lavoro solo in altre provincie, dove non sono rinomate.
    Sono quelle scuole dove, testimonianza diretta dello scrivente, quando spieghi in aula un paio dorme appoggiando il capo sul banco, con gli occhi rossi e lucidi (hascish), un altro si alza, unisce due banchi e si sdraia, e quando gli dici che cavolo fai ? ti risponde che cazzo vuole ? sul registro compare una valanga di note, persone anche con 7-8 note a quadrimestre, dove non puoi portare in laboratorio perché si mettono a frugare tra gli armadietti se c'è qualche sostanza utile a fare gli stupefacenti tipo fosforo e iodio (non ne avrebbero la capacità comunque).
    Scuole così, che cavolo ci facciamo ?
    Per me, le abolirei, tanto non servono a niente.
    E' molto più utile un CFP.
    Grazie a Dio, sono riuscito ad uscire da quei gironi danteschi.
    Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

  4. #4
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    Predefinito Re: E' la Buona Scuola che vuole che le scuole facciano a gara di classismo e razzism

    Se la "buonascuola" prevede gare di razzismo allora sono a favore della riforma.

    sieg heil
    Hitler or Hell.

  5. #5
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    Predefinito Re: E' la Buona Scuola che vuole che le scuole facciano a gara di classismo e razzism

    Se la selezione non avviene sulla base del merito, avverrà su altre basi (razza, reddito, etc). Per questo bisognerebbe assolutamente impiccare tutti i sinistri che, in nome dell'eguaglianza, generano razzismo e classismo.

    Siccome, purtroppo, non è possibile impiccare tutti i sinistri (tra l'altro, mi sono informato, non è neanche legale), l'unica soluzione realistica è mettere il buono-scuola, così nasceranno scuole diverse per studenti con esigene diverse.
    La plebaglia spesso sbaglia

  6. #6
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    Predefinito Re: E' la Buona Scuola che vuole che le scuole facciano a gara di classismo e razzism

    Citazione Originariamente Scritto da Iohannes68 Visualizza Messaggio
    Se la selezione non avviene sulla base del merito, avverrà su altre basi (razza, reddito, etc). Per questo bisognerebbe assolutamente impiccare tutti i sinistri che, in nome dell'eguaglianza, generano razzismo e classismo.

    Siccome, purtroppo, non è possibile impiccare tutti i sinistri (tra l'altro, mi sono informato, non è neanche legale), l'unica soluzione realistica è mettere il buono-scuola, così nasceranno scuole diverse per studenti con esigene diverse.
    E te pareva

  7. #7
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    Predefinito Re: E' la Buona Scuola che vuole che le scuole facciano a gara di classismo e razzism

    Citazione Originariamente Scritto da Iohannes68 Visualizza Messaggio
    Siccome, purtroppo, non è possibile impiccare tutti i sinistri (tra l'altro, mi sono informato, non è neanche legale)
    Suvvia, basta modificare la legge.
    Hitler or Hell.

  8. #8
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    Predefinito Re: E' la Buona Scuola che vuole che le scuole facciano a gara di classismo e razzism

    onestamente dove sta il problema ?
    quindi bisogna mentire ?
    fingere ?
    dire che una classe con 10 extra com. su 20 alunni ha in media la stessa qualità di una con zero o tre extra com. ?

    giuro che non capisco.

    non è che se un malato termianle dice che sta bene guarisce di colpo.

    il discorso non è nascondere la realtà ma fare realmente qualcosa -

    cosa ?
    ad esempio lo sport aiuta l'integrazione, o meglio determinati sport coe l'attletica, il basket, la pallavolo
    ampliare la formazione musicale e orchestrale nelle scuole, cercare attività (anche scentifiche) che spingano ad impegnarsi.
    ridare alla scuola dignita e disciplina-
    pemetter di bocciare anche alle elementari e alle medie, che è l'unico modo per far riflettere i genitori (molti non sanno neppure come i lro figli vanno a scuola e cosa combinano).

    dire che tutto va bene, che non esitono differenze è da criminali.

  9. #9
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    Predefinito Re: E' la Buona Scuola che vuole che le scuole facciano a gara di classismo e razzism

    Citazione Originariamente Scritto da Sparviero Visualizza Messaggio
    Suvvia, basta modificare la legge.
    Bisogna prima cambiare la costituzione
    La plebaglia spesso sbaglia

  10. #10
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    Predefinito Re: E' la Buona Scuola che vuole che le scuole facciano a gara di classismo e razzism

    Citazione Originariamente Scritto da furioso2013 Visualizza Messaggio
    onestamente dove sta il problema ?
    quindi bisogna mentire ?
    fingere ?
    dire che una classe con 10 extra com. su 20 alunni ha in media la stessa qualità di una con zero o tre extra com. ?

    giuro che non capisco.

    non è che se un malato termianle dice che sta bene guarisce di colpo.

    il discorso non è nascondere la realtà ma fare realmente qualcosa -

    cosa ?
    ad esempio lo sport aiuta l'integrazione, o meglio determinati sport coe l'attletica, il basket, la pallavolo
    ampliare la formazione musicale e orchestrale nelle scuole, cercare attività (anche scentifiche) che spingano ad impegnarsi.
    ridare alla scuola dignita e disciplina-
    pemetter di bocciare anche alle elementari e alle medie, che è l'unico modo per far riflettere i genitori (molti non sanno neppure come i lro figli vanno a scuola e cosa combinano).

    dire che tutto va bene, che non esitono differenze è da criminali.
    Quello che proponi è sensato, ma è una chimera; la scuola ormai è infettata dal sinistrismo. Al sinistro non piace una scuola che funziona (insegna, valuta e alla fine promuove o boccia), esattamente come a Niki Vendola non piace Cecilia Rodriguez. Il sinistro vuole il 6 politico. Non c'è niente da fare. Non è colpa sua.

    Bisogna mettere il buono-scuola, così ognuno va alla scuola che gli pare. Esattamente come si sposa con chi gli pare.
    La plebaglia spesso sbaglia

 

 
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