Sondaggi politici SWG: fedeli al partito meno di 4 italiani su 10
Secondo uno degli ultimi sondaggi di SWG, gli italiani cambiano partito abbastanza facilmente. I fattori sono molteplici – li esponiamo a seguire – ma indicano, in sostanza, una forte volatilità del voto. Il tempo dei partiti di massa sembra essere finito da un po’, e ha fatto posto al catch’all, diretta conseguenza della minimizzazione delle fratture tradizionali (Stato-Chiesa, Lavoro-Capitale, Centro urbano-Periferia rurale).
Il voto diventa più fluido e in un Paese con sempre più fratture, composizioni e scomposizioni, la fedeltà al partito sembra una chimera.
Sondaggi politici SWG: la domanda e una precisazione

L’istituto demoscopico SWG formula la seguente domanda;
Rispetto alle sue intenzioni di voto attuali, nel recente passato…
Le possibilità sono tre: “ho votato partiti differenti tra loro”; “ho sempre votato lo stesso partito” e “non risponde”.
In primis, bisogna dire che il recente passato – di cui parla SWG – è soggettivo, in quanto non da un’indicazione precisa del “recente”. La risposta data può variare, in particolare, in funzione dell’entrata in scena del Movimento 5 Stelle, nel 2013. Tuttavia, ciò non ci è dato saperlo, in quanto la domanda così come sottoposta agli intervistati non offre coordinate temporali ben precise.
Sondaggi politici SWG: quasi 6 italiani su 10 hanno cambiato preferenza nel recente passato

Pur non potendo assumere con certezza le coordinate temporali delle risposte, i risultati sono comunque indicativi di una certa volatilità. Il 58% del campione afferma di aver votato partiti differenti tra loro, nel recente passato. Nessuna fidelizzazione, quindi, per la maggioranza degli italiani.

Un 34% (quindi, all’incirca uno su tre), invece, dimostra stabilità e fedeltà alla linea del partito. Un 9%, infine, non risponde.
Con una tendenza alla volatilità così alta, l’entrata in scena di nuovi attori politici è sicuramente incentivata. In questa campagna elettorale che porterà alla XVIII Legislatura sgomitano, per un posto in Parlamento, anche Potere al Popolo (estrema sinistra) e CasaPound Italia (estrema destra).
Sondaggi politici SWG: i fattori della volatilità

Sono varie le ragioni per cui il voto in Italia è così volatile. Da un lato, il sistema elettorale, che permette una competizione tra più partiti e garantisce una certa rappresentatività. Poi, c’è la continua spoliticizzazione e disaffezione verso i partiti tradizionali, che ha portato a uno spostamento verso le nuove formazioni (M5S) o quelle che, perlomeno, hanno “subito” un restyling (Lega). E ancora: la fine delle fratture tradizionali della società (definite da Stein Rokkan negli anni sessanta); la permanent campaign; la personalizzazione della politica e l’antropomorfizzazione degi partiti. Tutti elementi che contribuiscono a generare più varietà (non necessariamente qualità). Ciò porta non solo a una maggior dispersione del voto, ma anche una imprevedibilità sempre più difficile da rilevare attraverso le tecniche classiche degli istituti demoscopici.

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Scritto da: Alessandro Faggiano
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