
Originariamente Scritto da
Hieronimous Bosch
Esattamente.
C'è questo mio amico, ben istruito, laurea (ingegnere informatico), carriera (prima di diventare autonomo fino a dicembre scorso lavorava in una azienda acquistata di recente da un grossissimo gruppo editoriale italiano), famiglia medio alta borghesia insomma tutta la trafila.
Insomma, sabato scorso chiaccheravo con lui e la fidanzata, e se ne sono usciti con sta storia. In pratica sono oracoli e seguono loro stessi altri oracoli, cioè parlano con le anime da cui hanno risposte, tipo greci antichi. Mi ha fatto l'esempio che un oracolo gli ha detto che suo padre aveva avuto un trauma da parte del padre di lui all'età di 15 anni. In effetti ha scoperto che non era il suo vero padre (alché ho fatto presente che il 99% degli adolescenti ha problemi col padre). Da allora seguono questi gruppi, partecipano a riunioni, insomma tutta sta manfrina. E parlano anche coi morti eh, ovviamente alcune cose non si possono chiedere (? Perché mai?) tipo quando morirò, i numeri del lotto e cose così.
Ma lui è sempre stato piuttosto beh, indicato per queste cose, partecipava a gruppi di PNL, a camminate sui carboni ardenti con gli altri che incitavano e cose così.
Quando sua madre ha avuto ricadute del cancro, credo che abbia avuto bisogno di un qualcosa che potesse consolarlo, tipo credere che l'esistenza non finisca, sia quasi predeterminata e quindi conoscibile e come tale controllabile.
Un'altra mia amica, laureata, ottima famiglia, atea, lavora all'ambasciata in Austria, padre primario medico ecc ecc mi ha detto che crede anche lei nel mondo aldilà, fa sedute pseudo spiritiche e cose così.
So che qui siete tutti dei trolloni e vabbé, ma il punto in comune di queste storie ai miei occhi è piuttosto chiaro: non riescono ad accettare che l'esistenza è retta dal caos, che abbiamo ben poche cose su cui possiamo agire, su cui abbiamo potere, e gli avvenimenti futuri spesso hanno talmente tante variabili che anche solo prevederli è impossibile, figurarsi controllarli.
Da qui parte poi tutto un pippone, che vi risparmio, sul fatto che all'aumentare della consapevolezza di sé aumenta forse in modo più che proporzionale il sentimento di impotenza e come tale il bisogno di sentirsi in controllo della propria esistenza.
Ho sempre avuto un debole per la psiche umana e questi mi sembrano un buon caso di studio per una teoria che sicuramente è già stata sviluppata a riguardo.
Qualcuno ha dei link su cui mi possa istruire?
Che ne pensate?