Condannato predicatore di Isis, cercava di formare un esercito di bambini a Londra - Corriere.it
Oltre 110 bambini reclutati per formare «un esercito» di baby soldati. Lo scenario è East London, dove secondo i giudici britannici Umar Haque, 25 anni con l'aiuto di altri due uomini, Abuthaher Mamun, 19 anni e Muhammed Abid, 27, avrebbe tra le altre cose tentato di radicalizzare giovani tra gli 11 e i 14 anni mostrando loro video di decapitazioni.
Il predicatore, che in realtà non ha alcuna qualificazione didattica, è stato riconosciuto colpevole d’aver tentato di fare il lavaggio del cervello a circa 110 scolari, incontrati nelle aule della Lantern of Knowledge school un istituto privato con rette da 3000 sterline annue, o alla moschea di Ripple Road, entrambe nell’est di Londra. E tra i capi di imputazione c'è anche di aver tentato di organizzare attacchi terroristici. «Il suo piano era di creare un esercito di bambini», ha dichiarato alla stampa Dean Haydon, il capo dell'anti terrorismo di Scotland Yard. Che ha aggiunto: «Cercava di prepararli al martirio rendendoli protagonisti di attacchi sul territorio britannico contro agenti di polizia».
Non solo indottrinamento, dunque. Ma un vero e proprio reclutamento per usare i bambini nel Jihad, la guerra santa. Haque era stato impiegato dal Lantern of Lantern of Knowledge (letteralmente Lampada della Conoscenza) dal settembre 2015 al settembre 2016, come amministratore ma evidentemente aveva anche libero accesso agli studenti. La vicenda ha innescato intanto polemiche sull’Ofsted, l’ispettorato britannico delle scuole, che dopo le sue verifiche annuali aveva promosso la Lantern of Knowledge con la valutazione più alta: «oustanding», ossia eccellente. Haque è stato fermato nell'aprile 2016 all'aeroporto di Heathrow mentre si imbarcava su un volo per la Turchia. Il mese seguente gli è stato revocato il passaporto e la polizia ha iniziato a investigare su di lui, scoprendo i suoi piani di attacco.
La vicenda preoccupa l'intelligence perché se da un lato è alta l'attenzione sui minori radicalizzati in Siria e in Iraq che, dopo la sconfitta di Isis, stanno facendo ritorno in Europa da soli o con le famiglie, mai si era assistito a un tentativo di reclutamento di bambini al di fuori delle zone di combattimento. Segno che evidentemente, nonostante la caduta di Mosul e Raqqa, l'opera propaganda e di reclutamento sui minori si è tutt'altro che fermato.




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