visto che il forum si chiama CSP, mi sembrava opportuno aprire anche la sezione dei socialisti
in questo thread ci possono postare le notizie riguardanti i socialisti e i partiti socialisti italiani.
chiunque può postare qui notizie e tutto ciò che riguarda il socialismo e i partiti socialisti.




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A tre anni dall'eccidio di Utoya, dove vennero barbaramente trucidati 69 giovani socialisti norvegesi, l'Aula del Senato ha ricordato il tragico evento. Ecco l'intervento integrale del senatore socialista Enrico Buemi
emi, 15 anni, di origine nigeriana. Johannes Buo, 14 anni, dalle isole Svalbard. Tamta Liparteliani, 23 anni, georgiana. Carina Borgund, 18 anni, da Oslo. Bano Abobakar Rashid, 18 anni, di origine curda. Chi sono questi illustri sconosciuti? C'e' qualcuno in quest'aula che ha una vaga idea su chi siano questi alieni dai nomi strani? Ebbene, questi giovani, ignoti ai piu', sono martiri della liberta' e del socialismo. A Utoya, da quando Willy Brandt aveva i calzoncini corti, si riuniscono per il campeggio estivo i giovani socialisti di tutta Europa, senza distinzioni di sesso, razza, religione.E' l'occasione per parlare di politica, per conoscere coetanei da mondi diversi, per suonare la chitarra e, perche' no, per darsi il primo bacio. Anders Behring Breivik, nazionalista e xenofobo, vuole cacciare tutti gli immigrati dall'Europa entro il 2083. Lui odia il multiculturalismo e odia il pensiero di chi vuole costruire ponti tra i popoli. Utoya e' il bersaglio perfetto. Una norvegese bionda e pura che canta intorno al fuoco con un musulmano infido e prevaricatore? Questo e' inaccettabile. E' la strada che porta al Califfato e all'Eurabia.Bisogna agire, ma come? Per tre anni Breivik scrive il suo manifesto politico di 1500 pagine. Cita a piene mani chiunque veda l'Islam come un pericolo per l'occidente, da Fjordman a Oriana Fallaci. Ma il pensiero non basta. Allora affitta una fattoria per poter comprare il fertilizzante con nitrato di ammonio senza destare sospetti. Si allena al poligono. Programma in ogni dettaglio la strage che dovra' far cambiare rotta e illuminare la strada per i nazionalisti che vorranno salvare l'identita' dei singoli Paesi europei.La prima mossa e' un furgone carico di nitrato di ammonio, fatto esplodere sotto gli uffici del primo ministro laburista norvegese Stoltenberg. I morti sono 8. E' il 22 luglio 2011, esattamente tre anni fa, poco dopo le ore 15. Ma quello, in fondo, e' un diversivo. Il vero obiettivo e' l'isoletta di Utoya, dove dalle 17,17 si consuma una mattanza di 77 minuti, senza precedenti nell'Europa occidentale dopo la seconda guerra mondiale. Breivik, vestito da poliziotto, uccide senza pieta' uno a uno 69 adolescenti, spesso minorenni, finendo i feriti con un colpo alla testa. Al processo il killer razzista dira': "Mi scuso con i familiari delle viitime del palazzo del Governo. Non mi scuso affatto con le famiglie dei giovani di Utoya, perche' loro erano militanti politici".Fu una strage politica a tutto tondo. Ebbene, cosa ricordano gli italiani e gli europei di quella strage? E' stata raccontata all'opinione pubblica? Spielberg ha girato un film? Vespa ha fatto degli speciali in tv? No, solo un assordante silenzio. I media prima percorsero la falsa pista islamica, poi, dal 24 luglio 2011 in avanti, ci fu l'omissione degli aggettivi 'socialista' e 'laburista' da tutte le prime pagine dei principali quotidiani italiani, eccetto il cattolico 'Avvenire'. Si preferi' parlare di un pazzo che uccideva campeggiatori senza alcun colore politico. Anche i principali partiti italiani si girarono dall'altra parte e invito i colleghi a rileggersi il resoconto dell'aula della Camera del 27 luglio 2011. L'europarlamentare leghista Borghezio, appena riconfermato, defini' in una intervista "in qualche caso ottime" le idee di Breivik. Evidentemente una strage di giovani socialisti, che credono nel multiculturalismo e nella fratellanza tra i popoli, non fa comodo. Non fa comodo ne' a chi muove le leve del potere ne' a chi vuole allearsi con Marine Le Pen o addirittura con Jobbik. Allora serve l'oblio.Io non sono tra chi si e' voltato dall'altra parte. Io, in questa solenne aula del Senato, che molti di voi vorrebbero ridurre ad una assemblea di serie B, affermo che i martiri di Utoya non saranno dimenticati. Affermo che c'e' un filo che lega Utoya ai disperati che muoiono nel Mediterraneo per scappare dalla miseria e dalle guerre. E' un filo che arriva anche a Gaza, dove la voce di chi vuole il dialogo e' sempre piu' fievole. E' un filo che arriva anche al cuore di Papa Francesco, che ha voluto recarsi a Lampedusa nel suo primo viaggio da Pontefice. E' il filo per il quale sono stati uccisi Matteotti, Rabin e migliaia di socialisti e laburisti che hanno sempre sperato in un mondo piu' giusto e pacifico.La ringrazio, signor Presidente". (Nella foto: la prima pagina del quotidiano Il Giornale che, come altre testate italiane, nel numero in edicola il giorno successivo, con un titolo a nove 


