
Originariamente Scritto da
Florian
«Dal 1994 i giudici vogliono sovvertire i governi legittimamente scelti dal popolo»
Berlusconi: «Non si può giustificare
un governo degli sconfitti alle elezioni»
Piano in 5 punti: federalismo, Sud, riforma fiscale e della giustizia, sicurezza. «Chiederemo la fiducia, senza si va al voto anche a dicembre»
ROMA - «Rispetto della volontà del popolo, non si può giustificare in alcun modo un governo della minoranza uscita sconfitta nelle elezioni». E poi attacco a una «minoranza di magistrati, ispirati da teoremi politici, che dal 1994 vuole sovvertire i governi legittimamente scelti dal popolo». Lo ha detto Silvio Berlusconi nella conferenza stampa a Palazzo Grazioli al termine del vertice dl Pdl, durato quasi sei ore.
CINQUE PUNTI - Cinque sono i punti chiave del programma di rilancio dell'azione di governo, sul quale «verrà chiesta la fiducia in Parlamento», elencati in un lungo documento di dieci pagine lette dal premier:
- federalismo
- riforma fiscale con riduzione della pressione fiscale complessiva e revisione delle imposte che «progressivamente diminuiranno»
- piano per il Sud; grande rilancio di un piano di lavori pubblici con il ponte sullo Stretto e il completamento della Salerno-Reggio Calabria; banca del Sud
- giustizia: riforma complessiva della giustizia civile e penale con il "giusto processo", processi più veloci e separazione delle carriere dei magistrati; tutela giudiziaria per le alte cariche dello Stato; riforma costituzionale del Consiglio superiore della magistratura; approvazione «al più presto» del ddl intercettazioni
- sicurezza: lotta «senza tregua» alla criminalità organizzata, proseguimento del dispiegamento di militare nelle grandi città; respingimento degli immigrati illegali.
VOTO - Se su questo programma il governo non otterrà la fiducia con una maggioranza «congrua», ha risposto Berlusconi a una domanda, il presidente del Consiglio ha detto di ritenere la chiamata alle urne uno sbocco logico dell'impasse politico che si verrebbe a creare.
Berlusconi: «Non si può giustificare un governo degli sconfitti alle elezioni» - Corriere della Sera