Apro la discussione in questa parte del forum di Termometropolitco perchè ho visto dei contributi interessanti da parte vostra, impostati sulla politica concreta senza troppe distorsioni ideologiche.
Inoltre, è l'area politica meno lontana da quello che è la mia formazione politica.
L'Italia monarchica (sia nella sua fase liberale, sia sotto il governo fascista), puntava sulla centralizzazione e quindi sulle province; viceversa i partiti dell'Italia repubblicana hanno inventato le regioni per dividersi altri centri di potere. Si trattava comunque di epoche storiche differenti rispetto alla fase attuale. Ora, per superare la crisi della politica italiana, ritengo sia necessario il rafforzamento dello Stato nazionale, non solo nei confronti delle istituzioni internazionali e della politica sull'economia (ovviamente attraverso opportune riforme), ma anche su organi intermedi quali province e regioni.
Siete d'accordo con queste mie affermazioni?
Ritenete necessario un taglio delle province o delle regioni (o di nessuna delle due)?
Quali dovrebbero essere le competenze di queste istituzioni?
Quale dovrebbe essere la ridefinizione del loro assetto geografico, oltrechè politico?
Mi auguro che la discussione non sfoci nel tipico campanilismo italiano, ma in un confronto costruttivo.




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