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Discussione: Osservatorio Palestina e Israele

  1. #71
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    Predefinito re: Osservatorio Palestina e Israele

    Israele non è più una 'democrazia' nemmeno formalmente



    Con la legge approvata dalla Knesset che definisce Israele ‘Stato nazionale per il popolo ebraico’ cade anche la formalità della democrazia a Tel Aviv


    di Fabrizio Verde

    «Israele è l’unica democrazia del Medio Oriente». Questa è la risposta pressoché immediata riservata a chi avanzi anche il minimo dubbio sull’azione repressiva e criminale che compie lo Stato ebraico nei confronti del popolo palestinese. Un tipo di argomentazione assai fallace utilizzata come fosse un mantra da tutto il mondo intellettuale e politico che sostiene l’illegale azione sionista. Da Saviano fino a Fiamma Nirenstein.



    Adesso, con la legge approvata dalla Knesset, il parlamento israeliano, che definisce Israele ‘Stato nazionale per il popolo ebraico’ cade anche la formalità della democrazia a Tel Aviv. Perché se lo Stato è ebraico per definizione non può essere democratico.



    A spiegarlo attraverso le colonne del quotidiano israeliano Hareetz è Gideon Levy. Scrive il giornalista israeliano: «La legge sullo stato-nazione (che definisce Israele come la patria storica del popolo ebraico, incoraggia la creazione di comunità riservate agli ebrei, declassa l’arabo da lingua ufficiale a lingua a statuto speciale) mette fine al generico nazionalismo di Israele e presenta il sionismo per quello che è. La legge mette fine anche alla farsa di uno stato israeliano “ebraico e democratico”, una combinazione che non è mai esistita e non sarebbe mai potuta esistere per l’intrinseca contraddizione tra questi due valori, impossibili da conciliare se non con l’inganno».



    Il perché ci sia assenza di democrazia è presto detto: «Se lo stato è ebraico non può essere democratico, perché non esiste uguaglianza. Se è democratico, non può essere ebraico, poiché una democrazia non garantisce privilegi sulla base dell’origine etnica. Quindi la Knesset ha deciso: Israele è ebraica. Israele dichiara di essere lo stato nazione del popolo ebraico, non uno stato formato dai suoi cittadini, non uno stato di due popoli che convivono al suo interno, e ha quindi smesso di essere una democrazia egualitaria, non soltanto in pratica ma anche in teoria. È per questo che questa legge è così importante. È una legge sincera».



    Israele è mai stato democratico?



    Come sottolineato dal giornalista di Hareetz, la presunta democraticità di Israele non è mai esistita. A confermarlo è un altro israeliano. Il professor Ilan Pappe. Lo storico e attivista in un articolo di appena un mese fa dall’eloquente titolo ‘No, Israele non è una democrazia’, spiega infatti perché la politica adottata dal regime di Tel Aviv può essere definita in molti modi, ma di certo non democratica.



    Scrive Ilan Pappe: «Lo stato ebraico non può, neanche con le più astruse contorsioni mentali, essere considerato una democrazia». Qualcuno afferma che prima del 1967 Israele fosse democratico. Anche in questo caso lo storico Ilan Pappe, interviene per smentire: «Prima del 1967, Israele non avrebbe assolutamente potuto essere definito una democrazia. (…) lo stato aveva sottoposto un quinto della sua popolazione alla legge marziale, basata sulle draconiane normative di emergenza mandatorie inglesi, che privavano i Palestinesi dei diritti fondamentali, umani e civili.



    I governatori militari locali erano dei monarchi assoluti che dominavano l’esistenza di questi cittadini: potevano instaurare leggi speciali solo per loro, distruggere le loro case, i loro mezzi di sostentamento e incarcerarli a loro piacimento».

    Altro esempio è la politica territoriale imposta a danno del popolo arabo e palestinese: «Oggi, più del 90% del territorio è di proprietà del Jewish National Fund (JNF). Ai proprietari terrieri è vietato impegnarsi in transazioni commerciali con cittadini non-ebrei e sul suolo pubblico hanno la priorità i progetti di interesse nazionale, il che significa che vengono costruiti nuovi insediamenti per gli Ebrei, mentre, in pratica, non ne esistono di recenti per i Palestinesi. Perciò, la più grande città palestinese, Nazaret, nonostante che dal 1948 abbia triplicato la sua popolazione, non si è espansa neanche di un chilometro quadrato, mentre la città di sviluppo costruita più in alto, Nazaret Superiore, ha triplicato le sue dimensioni, grazie ai territori espropriati ai proprietari terrieri palestinesi.



    Altri esempi di questa politica si possono trovare nei villaggi palestinesi dell’intera Galilea, e tutti raccontano la stessa storia: di come siano stati ridimensionati del 40%, e talvolta anche del 60%, dal 1948 in poi e di come i nuovi insediamento ebraici siano stati edificati sui terreni espropriati.



    Altrove, tutto questo ha dato inizio a tentativi di “ebraizzazione” totale. Dopo il 1967, il governo israeliano si era reso conto della scarsità di Ebrei a nord e a sud della nazione e così aveva cercato un modo per incrementare la popolazione in queste aree. Per una modifica demografica del genere, e la successiva edificazione di insediamenti ebraici, era indispensabile la confisca del territorio palestinese».



    Senza dimenticare le incarcerazioni senza processo. Si calcola che un palestinese su cinque nella West Bank e nella Striscia di Gaza abbia subito questa esperienza.



    1,8 milioni di cittadini israeliani non sono ebrei ma arabo-israeliani. Questi si trovano in una condizione di non rappresentanza. Il ‘popolo invisibile’ lo ha definito lo scrittore David Grossman.



    Non hanno mai avuto, e mai avranno rappresentanza governativa. Pur se la loro coalizione, la Union List, nelle elezioni del 2015 è riuscita a conquistare ben 14 seggi divenendo la terza forza politica in Israele, l’identità ebraica risulta essere un requisito fondamentale per accedere al governo in quel di Tel Aviv.



    Vi sono alcune cifre reperibili in una relazione dell’Adva Centre di Tel Aviv risalente al 1998 che raccontano bene la condizione in cui sono costretti a vivere questi cittadini evidentemente di serie B, gli arabo-israeliani: il loro reddito medio è quello più basso tra tutti i gruppi etnici che popolano il paese;



    il 42% di essi abbandona precocemente gli studi;



    il tasso di mortalità infantile è doppio rispetto ai cittadini ebraici.



    Dopo vent’anni dalla redazione di questo illuminante rapporto la situazione dei cittadini arabo-palestinesi è notevolmente peggiorata.



    Con la legge che istituzionalizza l’apartheid la definizione formale di democrazia per lo Stato di Israele viene definitivamente a cadere. E con essa la residua credibilità dei difensori d’ufficio dei crimini sionisti.


    Notizia del: 19/07/2018

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...ente/82_24775/
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  2. #72
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    Predefinito re: Osservatorio Palestina e Israele

    Ma loro sono laici (le risate!), anti-razzisti (qui mi sbellico!) e hanno i kibbutz. Meglio Israele dei terroristi di Hezbollah , che un sedicente comunista di TP ha accostato ad Hamas, e certamente meglio la più grande democrazia mediorientale che non quel "fascista", wow, di Assad.
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  3. #73
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    Citazione Originariamente Scritto da LupoSciolto° Visualizza Messaggio
    Ma loro sono laici (le risate!), anti-razzisti (qui mi sbellico!) e hanno i kibbutz. Meglio Israele dei terroristi di Hezbollah , che un sedicente comunista di TP ha accostato ad Hamas, e certamente meglio la più grande democrazia mediorientale che non quel "fascista", wow, di Assad.
    Le risate che faccio quando i radicalcoglioni parlano di Israele come patria della libertà e dei diritti: vadano a verificare quanto è facile sposare una ragazza ebrea.
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  4. #74
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    Citazione Originariamente Scritto da RibelleInEsilio Visualizza Messaggio
    vadano a verificare quanto è facile sposare una ragazza ebrea.
    Sono finocchi. Preferiscono qualche "bel" riservista israeliano.
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  5. #75
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    Gli ebrei parlano sempre male del razzismo, ma come dice il proverbio chi disprezza compra.
    Hitler or Hell.
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  6. #76
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    Predefinito re: Osservatorio Palestina e Israele

    Citazione Originariamente Scritto da Sparviero Visualizza Messaggio
    Gli ebrei parlano sempre male del razzismo, ma come dice il proverbio chi disprezza compra.
    I Neturei Karta? Sai se sono influenzati dal Talmud?
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  7. #77
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    Predefinito re: Osservatorio Palestina e Israele

    Non posso escluderlo ma neanche darti una risposta certa, li conosco poco.
    Hitler or Hell.
    #FreeBreivik

  8. #78
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    Predefinito re: Osservatorio Palestina e Israele

    Nuova escalation a Gaza



    di Paola Di Lullo

    "In questo momento, aerei da guerra dell'esercito stanno attaccando obiettivi di Hamas in tutta la Striscia di Gaza. È iniziato un attacco massiccio, dovuto al deterioramento della situazione della sicurezza e ed Hamas pagherà le conseguenze delle proprie azioni. Gli eventi di oggi hanno superato ogni limite, è il giorno più difficile dalla fine di Protective Edge nel 2014." Gen. Ronen Manelis, portavoce dell'IDF.


    Ma cosa è accaduto oggi?


    Come al solito, come ogni venerdì, i palestinesi di Gaza si sono riuniti nei cinque punti di raccolta per prendere parte alla Great Return March.


    I campi, situati a 500/700 metri dal border che separa la Striscia di Gaza dai territori del '48 sono:


    An-Nadha, est di Rafah, sud della Striscia;
    Al-Najar, esti di Khuza'a, Khan Younis, sud della Striscia;
    Al Bureij, centro della Striscia;
    Malaka, est di Gaza City;
    Abu Safiya, Jabaliya, nord della Striscia.


    Come ogni venerdì, le marce, nate da un'istanza popolare, che ha raccolto persone di tutte le fazioni, sono state guidate dal Coordinating Committee of the March of Return (Comitato di Coordinamento della Marcia di Ritorno). Come al solito, i gazawi rivendicavano il diritto, sancito dalla risoluzione ONU 194, di tornare nelle loro case.


    Come al solito erano disarmati ed hanno incendiato dei copertoni, al solo scopo di offuscare la mira precisissima dei cecchini israeliani.


    Intorno alle 18,00, ora di Gaza, arriva notizia dei primi due martiri, e poco dopo del terzo.


    Sono Hamad Farhan, 27 anni, e Sha'ban Abu Khater, 28 anni, uccisi a Khan Younis, e Mahmoud Khalil Kashta,28 anni, ucciso a Rafah, tutti membri delle Brigate Qassam, braccio armato di Hamas.


    Sono stati colpiti mentre, disarmati, si trovavano su dei siti di osservazione di Hamas.

    Per proseguire nella lettura:
    https://www.lantidiplomatico.it/dett...a/13944_24800/
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  9. #79
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    Predefinito re: Osservatorio Palestina e Israele

    39 gruppi ebraici si uniscono alla campagna per boicottare Israele



    39 gruppi ebraici di tutto il mondo si uniscono al movimento pro-palestinese per il boicottaggio di Israele e sottolineano che questo regime "criminale" non rappresenta gli ebrei

    "Israele non ci rappresenta e non può parlare per noi quando commette crimini contro i palestinesi e ha negato loro diritti nell'ambito delle Nazioni Unite (ONU)", dicono i gruppi in una lettera aperta pubblicata la scorsa settimana.

    Associazioni appartenenti a paesi come la Svezia, Sud Africa, Regno Unito, Germania o in Canada, difendono la campagna internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), in cui si afferma che "non dovrebbe essere definita come antisemita", ma è " critica legittima della politica israeliana e del sistema ingiusto" di Israele.

    Pertanto, respingono le accuse delle lobby pro-Israele rifiutano che "deliberatamente equiparano all'antisemitismo la critica e la difesa dei diritti dei palestinesi in Israele" e denunciano questa equazione come un mezzo per sopprimere ogni critica al regime di Tel Aviv.

    Tale confronto, notano, "mina sia la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza e la lotta globale contro l'antisemitismo", oltre a servire per impedire che Israele sia ritenuto responsabile sulla base degli standard universali in materia di diritti umani e diritto internazionale.

    Successivamente, sollecitano i loro governi, comuni, università e altre istituzioni a prendere misure efficaci per "porre fine alla complicità nelle violazioni dei diritti umani da parte di Israele".

    In una dichiarazione che segue la pubblicazione della lettera, l'organizzazione ebraica US Voice for Peace denuncia crescenti sforzi negli Stati Uniti nel "criminalizzare il boicottaggio degli insediamenti illegali israeliani e reprimere la difesa dei diritti umani palestinesi definendo questi atti come antisemiti", in riferimento a due progetti discussi nel Congresso degli Stati Uniti.

    La campagna BDS è un movimento globale che continua ad acquisire sempre più sostenitori, con l'obiettivo di aumentare la pressione economica e politica su Israele per porre fine all'occupazione e alla colonizzazione delle terre palestinesi.

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...aele/82_24806/
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  10. #80
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    Predefinito re: Osservatorio Palestina e Israele

    Dal 30 marzo sono stati uccisi dalle forze israeliane 155 palestinesi durante le Marce per il ritorno

    Il numero di vittime palestinesi delle Marce per il ritorno a Gaza che si susseguono dallo scorso 30 marzo è salito a 155, dopo che un adolescente è morto per le ferite subite.


    L'ultima vittima è Momen Fathi al-Hams, un'adolescente della Gaza che ha perso la vita oggi a causa delle ferite provocate dai colpi di arma da fuoco da parte dei soldati israeliani durante le proteste di ieri nella Striscia di Gaza, riportando le fonti sanitarie citate dal Agenzia di stampa palestinese WAFA.

    La morte di Al-Hams porta a 155 il numero totale di palestinesi uccisi nelle proteste del venerdì.

    La brutale repressione israeliana dal 30 marzo - quando le suddette marce hanno iniziato a chiedere il diritto dei rifugiati palestinesi a tornare nelle loro terre - ha anche provocato più di 17.000 feriti.

    Le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per la "scioccante" uccisione di palestinesi nella Striscia di Gaza da parte delle forze di guerra israeliane.

    Fonte: WAFANotizia del: 28/07/2018

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...orno/82_24882/
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