Durante la scorsa legislatura è stato eletto un piccolo esercito di sconosciuti. Eravamo tutti curiosissimi di conoscerli e di farci un'idea di chi fossero. Durante i primi mesi le nostre speranze di riuscire a conoscerli sono state disattese. Nessuna intervista, nessuna ospitata televisiva, un codice di comportamento rigidissimo. Di fatto c'erano questi spaesatissimi sconosciuti miracolati dalla politica che venivano teleguidati dal duo Grillo/Casaleggio. Ci avevano raccontato che uno valeva uno, non erano senatori e deputati ma cittadini portavoce... E questi semplici cittadini come noi, col tempo sarebbero diventati meri esecutori della volontà popolare, avrebbero portato in parlamento la democrazia diretta. Ma serviva tempo, bisognava capire come fare. Col passare degli anni (e con risultati sotto le attese alle europee e alle amministrative) sono stati fatti tanti cambiamenti. Sono caduti tanti paletti che in passato avevano portato ad espulsioni sommarie e si è persa ogni traccia della democrazia diretta, tanto sbandierata durante i primi tempi. L'uno vale uno è morto ancor prima di nascere. Di fatto già nel corso della passata legislatura, abbiamo visto lasciarsi alle spalle l'idea originaria e iniziare a guardare verso strade già battute da ogni partito tradizionale. Si è individuata e costruita dal nulla una classe dirigente. Gli ultimi anni della scorsa legislatura, sono serviti ad "addestrare" la classe dirigente grillina. Gli ex sconosciuti grillini sono cresciuti e hanno iniziato a camminare da soli. La scorsa legislatura la linea politica veniva dettata da un blog, ora c'è un leader politico che tratta direttamente con Salvini e indirittamente con Berlusconi. Nella scorsa legislatura era impensabile che il M5S potesse votare uno degli avvocati di Berlusconi alla Presidenza della Camera. In questa legislatura si è comportato come qualunque altri partito e per garantirsi la Presidenza della Camera non ha esitato a consegnare la Presidenza del Senato al braccio destro di Ghedini. Il m5s si è definitivamente trasformato in partito.
Ma che direzione può prendere? Sappiamo che al suo interno ha gente di ogni ideologia. Sarà sostenibile/digeribile un governo assieme a Salvini? O l'alleanza più naturale è assieme al PD (impossibile in questa legislatura, ma non nella prossima)? E un m5s che funziona talmente bene a livello nazionale, può continuare a esimersi dal curare la politica locale? E sulle grandi questioni politiche su cui il m5s non si è ancora espresso in maniera netta e precisa, quando saranno costretti per forza di cose a decidere, che direzione prenderanno?
Una cosa è certa, ora che sono diventati un partito, non sono un fuoco di paglia destinato a spegnersi a breve.




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