
Originariamente Scritto da
Jaredd
spero che nessuno in questo forum sia così ignorante di storia e politica da credere alle idiozie dei cialtroni neoborbonici e di pseudo-giornalisti privi di conoscenze e competenze da storico come Pino Aprile, personaggi rivoltanti che sono stati ridicolizzati dalle più importanti associazioni di storiografia del Sud a cominciare dalla Società di Storia Patria Napoletana fino all'Archivio Storico di Palermo.
Sulla stupidità, meschinità e disonestà di questi personaggi ci sarebbero da scrivere libri.
Basta pensare alle farneticazioni come quelle di un genocidio dei meridionali (fortunatamente smentito dallo storico meridionale Giancristiano Desiderio) fino al mai esistito campo di concentramento di Fenestrelle (anche questo smentito in un libro dello storico Alessandro Barbero)
Basta pensare che perfino Lorenzo Terzi, l'archivista che lavorava per conto di Aprile, ne ha preso le distanze quando ha capito che il suo lavoro stava venendo usato per teorizzare avvenimenti mai accaduti e inventarsi fatti storici di sana pianta.
In tutto questo la costante che mai cambia è l'amnesia dei deficienti neoborbonici: amnesia di realtà e fatti come la repubblica napoletana, i mosti costituenti nel Cilento, le numerosissime insurrezzioni popolari contro i reali borbonici, la rivoluzione calabrese e quella siciliana con l'atroce bombardamento di Messina e ancora i moti mazziniani, gli intellettuali repubblicani torturati e uccisi e quelle fuggiti al Nord e accolti tra e file dei risorgimentalisti, gli articoli dei giornali dell'epoca sulla perfidia e cruenza dei briganti (noti i casi di stupri e sgozzamenti di ragazzi innocenti incontrati per caso in campagna) e ancora i vari trattati dell'epoca stampati sotto l'impero borbonico che analizzano la situazione economica e ne ritraggano un quadro disastroso dove i lavoratori di Campania, Puglia e Calabria sono considerati "più poveri e con meno diritti degli schiavi da catena dell'impero romano", gli sperperi di Maria Carolina D'Asburgo per le forze armate, la chiusura di scuole, biblioteche e l'interruzzione della costruzione di strade e ferrovia volute dal Re per evitare il diffondersi di idee repubblicane per non parlare di come all'expo di Parigi il Regno fu un noto assente, contrariamente a regni come quello delle Hawaii o del Guatemala che malgrado distanza e popolazione mandarono dozzine di espositore contro gli zero mandati dal Regno...
E naturalmente è falsissimo che il Piemonte abbia mai imposto un'Unità non voluta dai meridionali trattando il meridione come una colonia e depredandolo. Anzi, i meridionali hanno fatto tutto da soli, repubblicani convinti e sempre più in rivolta contro i Borbone, gli unici rimasti fedeli alla monarchia erano rimasti i militari e i briganti pagati dal Re. Per il resto come dimostrato dalle varie associazione repubblicane meridionali e la fuga di cervelli meridionali al Nord per sfuggire ai rastrellamenti borbonici, al meridione si desiderava l'Unità tanto quanto nel resto d'Italia.
Non dimentichiamo che l'Italia era sta unità per secoli, che di Italia si parlava ancora prima dell'impero romano, che Neopolis e Mediolanum sono state Italia e i suoi abitanti Italiani per lunghissimo tempo e che la dittatura borbonica era illegittima quanto ogni altro territorio di quell'Italia unità conquistato e diviso da forze esterne, quasi sempre straniere. E questo i meridionali lo sapevano bene e complice anche la rivoluzione francese erano forti sostenitori della democrazia, della repubblica, dell'italianità e contro la monarchia. Basta pensare che ad oggi in meridione esistono canti, preparazioni culinarie, parchi, strade intitolate alla repubblica e ai Savoia ma niente intitolato ai Borbone.
Comunque una volta che i meridionali hanno messo in fuga il Re e hanno festeggiato come non mai per le strade "e ci sono i giornali dell'epoca a dirlo" non c'è stata alcuna confisca di beni o prese di posizioni politiche da parte del Piemonte. Da quel momento il Sud e le sue casse sono state amministrate da meridionali votati regolarmente dai meridionali, senza intromissioni di sorta del Nord. Da lì in poi il destino del Sud è stato in mano alla sua classe dirigente e purtroppo alle sue clientele e ai suoi disonesti personaggi.