L?Isis attacca l?esercito, battaglia nel Nord del Sinai - La Stampa
L’Isis ha lanciato la più violenta offensiva contro l’esercito egiziano in Sinai degli ultimi tre anni. Decine di jihadisti, con fuoristrada kamikaze, lanciarazzi e armi automatiche, hanno attaccato i check-point dei militari nel Nord della Penisola, vicino alla cittadina di Al-Barth, a pochi chilometri da Rafah.
Caduto anche il comandante
Dopo aver sfondato le linee di difesa con i veicoli esplosivi, i terroristi sono riusciti a penetrare in una base e hanno fatto strage di soldati: almeno 26 sono stati uccisi, 33 feriti. L’esercito ha poi reagito con blindati e tank, ha distrutto “sei veicoli” e ucciso “almeno 40 terroristi”. Ma la battaglia è durata per tutta la mattina e nei combattimenti è rimasto ucciso anche il comandante del 103esimo battaglione, il colonnello Ahmed Mansa.
Vendetta contro i beduini
I jihadisti avrebbe ucciso anche decine di miliziani beduini che recentemente si sono alleati con il governo del Cairo, dopo che l’Isis ha proibito il contrabbando di sigarette, uno dei traffici più lucrosi per le tribù che vivono lungo il confine con Israele e hanno strette relazioni con i beduini della vicina Giordania.
Salto di qualità militare
L’azione dimostra che il gruppo Ansar al-Bayt al-Maqdis, che ha giurato fedeltà allo Stato islamico nel 2014, è ancora cresciuto a livello di organizzazione ed è in grado di condurre complesse operazioni militari. I jihadisti hanno compiuto anche numerosi attacchi contro i cristiani copti in Sinai, nel Delta del Nilo e al Cairo, come le stragi durante la Domenica delle Palme subito prima della visita in Egitto di Papa Francesco.




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