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  1. #1
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    Predefinito Non saremo mai alternativa credibile ai 5 Stelle se ironizziamo sui titoli

    https://m.huffingtonpost.it/nicola-z...ef=it-homepage

    Le ultime ricerche sulla distribuzione della ricchezza globale confermano ancora una volta la crescita delle diseguaglianze in atto da alcuni decenni. Secondo il "World inequality report" appena pubblicato in Europa il 37% del reddito totale prodotto nel 2016 è stato destinato a appena il 10% dei cittadini.

    Sono dati che non sorprendono, perché frutto di una tendenza di lungo periodo che trova origine nei mutamenti degli assetti sociali e produttivi determinatisi a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso. Solo per citare i numeri più significativi, negli Stati Uniti la quota di reddito del primo 10% della popolazione è passata dal 35% del 1980 al 47%, in Europa dal 33% al 37%. Tra 1980 e 2016 l'1% più ricco della popolazione ha avuto il 27% del totale della crescita del reddito reale, il 50% più povero solo il 12%.

    L'Italia è pienamente dentro questo processo. Secondo Eurostat, nel 2016 il nostro paese presenta una concentrazione del reddito (indice Gini) superiore a Francia e Germania. Aumenta la fascia di popolazione a rischio di povertà, mentre si conferma molto scarsa la capacità del nostro sistema di welfare di riequilibrare le diseguaglianze. Certo, la crisi del 2008 ha contribuito a accentuare le disparità; tuttavia anche qui si tratta di un fenomeno consolidato e di lungo periodo.

    È progressivamente venuto meno in Italia un modello di sviluppo in grado di coniugare crescita economica e inclusione sociale. Siamo lentamente diventati un paese meno competitivo, più diseguale e, dato non meno rilevante, con un sostanziale blocco della mobilità sociale. Lo dimostrano i dati sulla condizione giovanile, che è oggi una vera, grande, questione democratica.

    Una società frammentata e divisa tra chi, faticando, riesce a stare "dentro" la nuova competitività e chi invece arranca e si sente più solo e più debole. La stessa ripresa economica in corso, pure fondamentale, non appare in grado di contenere il senso di insicurezza diffuso perché non in grado di raggiungere l'insieme della società e non sufficiente a contenere differenze sedimentatesi negli anni. La recentissima "debacle" elettorale della sinistra nel Mezzogiorno rappresenta drammaticamente questa divisione, con una contrapposizione tra nord e sud senza precedenti nella storia più recente.

    La crescita delle diseguaglianze non è solo un dato statistico, ma è un cambio radicale della condizione umana. Non è determinata solo dal reddito, ma da un insieme di fattori socio culturali che fanno arretrare l'individuo nella sua condizione di vita, e per questo uccide in molti la speranza e fa crescere la rabbia.

    Gli effetti del fenomeno sono i più diversi: difficoltà di accesso alle cure mediche, crescita dell'obesità per le popolazioni in condizioni di maggiore disagio come segno addirittura di una difficoltà d'accesso all'alimentazione, subordinazione nei rapporti di lavoro come non si conosceva da tempo, esclusione permanente nel rapporto con la formazione e con la conoscenza. Questa condizione determina un vero e proprio "stallo" o arretramento della propria vita. Il "riscatto" della propria condizione torna a essere chiaramente un'utopia.

    Da qui, credo si debba ripartire, dalla comprensione di quanto sia profondo ciò che è accaduto. Per questo motivo è urgente tornare a guardare dentro le diseguaglianze. Sapendo che errori di analisi sono stati fatti e il "buon governo" da solo non basta. È necessario una nuova visione, ricercare nuove idee, in grado di coniugare, con forme diverse dal passato, sviluppo e coesione, riconoscendo nella riduzione delle diseguaglianze un fattore di giustizia e di rafforzamento delle basi della stessa crescita economica.

    Gli spazi e i rischi ci sono: la nuova rivoluzione digitale sta già cambiando il nostro modo di vivere e lavorare, offrendo opportunità prima inimmaginabili. Occasioni che dobbiamo cogliere riuscendo però a contrastarne i rischi di accentuazione delle diseguaglianze. Per restituire dignità e una prospettiva di futuro a chi oggi è rimasto indietro.

    Non è un compito facile, perché dietro a un'idea di sviluppo c'è un'idea di società, e su questo un pensiero democratico maturo e innovativo è chiamato a confrontarsi. Ma è un compito al quale non possiamo scegliere di abdicare, pena l'irrilevanza o peggio, l'abbandono del paese a un'ulteriore crescita delle disparità.

    Qui sta la sfida per i prossimi anni, al di là delle alchimie o delle formule contingenti. Tornare a rileggere i nostri valori fondativi per riuscire a coniugarli con le esigenze del futuro. Punto di partenza e lancio della costruzione di una nuova Europa che acquisti sempre più sovranità stavolta fondata sul voto diretto dei cittadini. Gli stati nazionali non possono più manovrare per mantenere il compromesso sociale dei decenni successivi alla guerra.

    Aprire questa ricerca collettiva e aperta, ben oltre i confini del "partito" ci consegnerebbe strumenti utili anche a una critica più efficace nei confronti delle moderne "retoriche" che sono risultate vincenti alle ultime elezioni. Ad esempio quella di rappresentare i "cittadini".

    Non saremo mai un'alternativa credibile ai 5 Stelle se si continua a ironizzare sul non lavoro e i titoli di studio dei loro leader, che alla fine producono addirittura un'empatia per loro. La critica piuttosto dovrebbe concentrarsi nella pericolosità e la velleità di una retorica che individua indistintamente nei "cittadini" i soggetti da rappresentare e di cui chiedere il riscatto.

    Nei "cittadini" convivono le differenze di condizione sociale, culturale, di ricchezza. C'è chi sta bene perché protetto e chi sta male perché solo. Questa distanza tra loro non si definisce nell'ambito delle vecchie categorie che vedevano classi omogenee contrapporsi.

    Oggi i conflitti si nascondono nelle pieghe di una società atomizzata, dove tutti potenzialmente sono contro tutti. Noi da tempo non riusciamo più a indagare questi mutamenti, perché abbiamo una forma di partito burocratica, di potere appesa alle istituzioni. Non dissodiamo più il terreno reale della società. Quindi alla fine non ci capiamo nulla.

    Il progresso della società deve basarsi su un'ipotesi di riscatto che punta non a eliminare ma almeno a ridurre le insopportabili diseguaglianze tra essi.

    Rappresentare "tutti" non significa rimuovere una missione politica di creare tra "tutti" maggiore "giustizia". Se perdiamo questo parametro abbiamo perso la nostra anima.

    Sono temi complessi, ma sono anche uno dei tanti motivi che rendono chiaro perché avremo bisogno di un congresso vero delle idee e delle passioni, aperto e partecipato e non solo l'ennesima conta, che sfibra e ci isola come ci ha isolato la nostra vita interna in questi anni.


    Nicola Zingaretti
    Ultima modifica di Gdem88; 18-04-18 alle 21:02
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  2. #2
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    Predefinito Re: Non saremo mai alternativa credibile ai 5 Stelle se ironizziamo sui titoli

    Io mi sarei anche rotto le palle di 'sto finto buonismo in base al quale, se fai presente che passare dal vendere bibite allo stadio ad essere Vicepresidente della Camera significa che la scelta della classe dirigente e politica di questo paese è la più ridicola d'Occidente, diventi classista e snob.

    Ormai siamo in una bolla in cui qualsiasi cosa scritta o detta contro il M5S diventa inaccettabile. Non si è mai visto un partito con una simile massa di tappeti rossi in Italia e forse non solo. Citatemi un solo partito i cui vertici abbiano avuto la possibilità di passare SEI ANNI senza fare un contraddittorio e partecipando a interviste dove le domande le decidevano loro. E senza che nessuno potesse dire nulla.

    Buona fortuna a tutti, ne servirà molta.

  3. #3
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    Predefinito Re: Non saremo mai alternativa credibile ai 5 Stelle se ironizziamo sui titoli

    E comunque, Zingaretti faccia poco il furbo, che si capisce perfettamente dove vogliono andare a parare queste leccate di culo improvvise.

  4. #4
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    Predefinito Re: Non saremo mai alternativa credibile ai 5 Stelle se ironizziamo sui titoli

    Si prepara di fare da scendiletto ai grillini.

    Sono d'accordo con Desmond. Non si deve abbandonare la battaglia per una classe dirigente degna di questo nome.
    Dobbiamo ribadirlo con forza che è uno schifo affidarsi a uno steward senza preparazione, e non perchè steward, ma perchè non ha mai potuto o voluto formarsi una competenza, e dobbiamo preoccuparcene.
    Quale autorevolezza può avere la decisione di costui? Una volta era pacifico che la maggioranza non molto istruita si affidava a chi aveva studiato, mio padre che ha 77 anni non pretende che a decidere sia uno con la terza media come lui, ma qualcuno che ne sa più di lui.
    Oggi ci ritroviamo nella situazione in cui mentre siamo ai massimi dell'istruzione, laureati, ricercatori, gente competente, deve subire decisioni da parte di incompetenti totali.
    No, non è snob protestare contro questo, è doveroso. Togliatti, Berlingue, Natta, ecc, erano molto più istruiti dei propri elettori, che non si sarebbero affidati a persone con i loro stessi livelli di istruzione, mai!

    Tra l'altro Zingaretti ignora che l'Europa è il posto più equo che esiste al mondo e non pensa che quella che conta è la povertà assoluta, che l'importante è non avere poveri, non vedere quanto il ricco abbia più soldi di te.
    In un Paese ricco il povero sta meglio di un non povero di un Paese a basso reddito.
    Quindi serve la crescita come il pane, ma su questo zero, come pensano di produrre tutti i soldi che vogliono spendere?
    Against all odds

  5. #5
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    Predefinito Re: Non saremo mai alternativa credibile ai 5 Stelle se ironizziamo sui titoli

    Citazione Originariamente Scritto da Desmond Visualizza Messaggio
    E comunque, Zingaretti faccia poco il furbo, che si capisce perfettamente dove vogliono andare a parare queste leccate di culo improvvise.
    Improvvise mica troppo.
    Hitler or Hell.

  6. #6
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    Predefinito Re: Non saremo mai alternativa credibile ai 5 Stelle se ironizziamo sui titoli

    Forse se i cosiddetti esperti bocconiani, prodiani, da FMI e simili non si fossero rivelati così scarsi sarebbe più facile difendere le posizioni elitiste: se mi dici che mi fai una cura da cavallo per ridurre il debito e poi me lo porti al 130% forse hai sbagliato ricetta. È solo un esempio, non pensate che la gente è stupida, ed è pieno di laureati che votano M5S e terze medie (anziani anagraficamente, guarda caso) che votano PD
    The reason that the invisible hand often seems invisible is that it is often not there - Joseph Stiglitz

  7. #7
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    Predefinito Re: Non saremo mai alternativa credibile ai 5 Stelle se ironizziamo sui titoli

    Citazione Originariamente Scritto da Alepk Visualizza Messaggio
    Forse se i cosiddetti esperti bocconiani, prodiani, da FMI e simili non si fossero rivelati così scarsi sarebbe più facile difendere le posizioni elitiste: se mi dici che mi fai una cura da cavallo per ridurre il debito e poi me lo porti al 130% forse hai sbagliato ricetta. È solo un esempio, non pensate che la gente è stupida, ed è pieno di laureati che votano M5S e terze medie (anziani anagraficamente, guarda caso) che votano PD
    Infatti la cura da cavallo per tentare di ridurre il debito pil è stata fata dal Pd quando a guidare il partito erano i Bersani ed i Zingaretti con il governo Monti ed il governo Letta.
    Ed abbiamo anche visto poi dove è andata a finire la crescita, l'occupazione ed il debito pil.


    Mi sarei anche stufato di quelli che fanno i radicali di sinistra quando sono all'opposizione nel partito e contro il governo, e poi fanno i liberisti austeriani al 100% quando sono al governo ed al comando del partito.

  8. #8
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    Predefinito Re: Non saremo mai alternativa credibile ai 5 Stelle se ironizziamo sui titoli

    Citazione Originariamente Scritto da Desmond Visualizza Messaggio
    E comunque, Zingaretti faccia poco il furbo, che si capisce perfettamente dove vogliono andare a parare queste leccate di culo improvvise.
    Ci lavorano dai tempi della scissione.

    Come diceva Gdem l'opposizione alla linea politica ed economica che ha espresso Renzi va fatta una parte dentro ed una parte fuori dal partito.

  9. #9
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    Predefinito Re: Non saremo mai alternativa credibile ai 5 Stelle se ironizziamo sui titoli

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio

    Come diceva Gdem l'opposizione alla linea politica ed economica che ha espresso Renzi va fatta una parte dentro ed una parte fuori dal partito.
    Eh????

  10. #10
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    Predefinito Re: Non saremo mai alternativa credibile ai 5 Stelle se ironizziamo sui titoli

    Citazione Originariamente Scritto da Desmond Visualizza Messaggio
    Io mi sarei anche rotto le palle di 'sto finto buonismo in base al quale, se fai presente che passare dal vendere bibite allo stadio ad essere Vicepresidente della Camera significa che la scelta della classe dirigente e politica di questo paese è la più ridicola d'Occidente, diventi classista e snob.
    C'era la Pivetti. Era appena entrata in parlamento. Discorsi da suora, anni dopo gira come sadomaso. Lavorava solo perché parente di ed è per questo che l'hanno mandata in politica. E infatti come Presidente della Camera valeva più che nei precedenti lavori, è riuscita ad essere abbastanza professionale finché era in carica, ricordo qualche discorso ridicolo ma poche strumentalizzazioni e ghigliottine.
    Comunque la politica non è diversa da qualsiasi altro contesto: l'esperienza ha valore molto limitato, basta guardare una poltrona per due!

 

 
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