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  1. #1
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    Predefinito Straccio parla male di Cencio

    ''Bossi trafficante in banche e quote latte''. Si fa duro lo scontro tra Lega e Udc

    Roma - (Adnkronos/Ign) - Sale la tensione tra i due partiti dopo il veto del Senatur e il ''trafficone'' all'indirizzo di Casini. I centristi intervengono con una nota: ''Gli insulti fanno capire agli italiani chi ostacola davvero i suoi progetti di occupazione del potere". Casini: ''Non corriamo il rischio di trovarci insieme''. Berlusconi: ''Prepariamoci al voto''

    Roma, 23 ago. (Adnkronos/Ign) - Si fa duro lo scontro tra Carroccio e centristi dopo che Bossi ha posto il veto a un'alleanza con l'Udc usando toni molto duri. Casini "spera di trafficare, è un trafficone - ha accusato ieri il leader della Lega a margine di una festa della Lega Nord in Piemonte - Se entra Casini è peggio che avere Fini".

    La reazione non si è fatta attendere. "Che Bossi, noto trafficante in banche e quote latte, insulti l'Udc lo riteniamo molto utile per far capire agli italiani chi ostacola davvero i suoi progetti di occupazione del potere" si legge in una nota diffusa oggi dalla segreteria nazionale dell'Udc. "Si svegli - prosegue la nota - chi ha votato questa legge sul federalismo, che è solo uno spot per la Lega, e chi nel governo viene messo sempre più ai margini dal Carroccio".

    ''Gli insulti non li commento, io cerco di parlare di politica - replica all'Adnkronos Roberto Castelli, viceministro leghista alle Infrastrutture - L'Udc al Nord non l'ascolta nessuno, come dimostra il Piemonte. Questa nota lascia il tempo che trovano, non sposterà un voto...''.

    ''Bossi trafficante in banche e quote latte''. Si fa duro lo scontro tra Lega e Udc - Adnkronos Politica

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Straccio parla male di Cencio

    Citazione Originariamente Scritto da Furlan Visualizza Messaggio
    ''Bossi trafficante in banche e quote latte''. Si fa duro lo scontro tra Lega e Udc

    Roma - (Adnkronos/Ign) - Sale la tensione tra i due partiti dopo il veto del Senatur e il ''trafficone'' all'indirizzo di Casini. I centristi intervengono con una nota: ''Gli insulti fanno capire agli italiani chi ostacola davvero i suoi progetti di occupazione del potere". Casini: ''Non corriamo il rischio di trovarci insieme''. Berlusconi: ''Prepariamoci al voto''

    Roma, 23 ago. (Adnkronos/Ign) - Si fa duro lo scontro tra Carroccio e centristi dopo che Bossi ha posto il veto a un'alleanza con l'Udc usando toni molto duri. Casini "spera di trafficare, è un trafficone - ha accusato ieri il leader della Lega a margine di una festa della Lega Nord in Piemonte - Se entra Casini è peggio che avere Fini".

    La reazione non si è fatta attendere. "Che Bossi, noto trafficante in banche e quote latte, insulti l'Udc lo riteniamo molto utile per far capire agli italiani chi ostacola davvero i suoi progetti di occupazione del potere" si legge in una nota diffusa oggi dalla segreteria nazionale dell'Udc. "Si svegli - prosegue la nota - chi ha votato questa legge sul federalismo, che è solo uno spot per la Lega, e chi nel governo viene messo sempre più ai margini dal Carroccio".

    ''Gli insulti non li commento, io cerco di parlare di politica - replica all'Adnkronos Roberto Castelli, viceministro leghista alle Infrastrutture - L'Udc al Nord non l'ascolta nessuno, come dimostra il Piemonte. Questa nota lascia il tempo che trovano, non sposterà un voto...''.

    ''Bossi trafficante in banche e quote latte''. Si fa duro lo scontro tra Lega e Udc - Adnkronos Politica
    Quel grandissimo coglione del traditur, dopo avere cercato per 10 anni di fare il federalismo tra zio Paperone e la banda bassotti, ora passa agli insulti. Il risultato è che come volevasi dimostrare torneremo allo stesso fronte di prima (l'unico possibile) ma saremo dieci anni più vecchi e con una mano davanti e l'altra dietro. Maledetto, maledetto stupido idiota.
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Straccio parla male di Cencio

    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    Quel grandissimo coglione del traditur, dopo avere cercato per 10 anni di fare il federalismo tra zio Paperone e la banda bassotti, ora passa agli insulti. Il risultato è che come volevasi dimostrare torneremo allo stesso fronte di prima (l'unico possibile) ma saremo dieci anni più vecchi e con una mano davanti e l'altra dietro. Maledetto, maledetto stupido idiota.
    vero james

    come dicevamo ieri: oltre 20 anni buttati via per colpa di una congrega di levantini assetati di potere ... l'avessero detto prima, avremmo intrapreso ben altre strade e magari la via per una landa sicuramente migliore di questo "paese" di imbroglioni, mafiosi e raccomandati

    p.s. consoliamoci con la musica va, che l'è mej
    Ultima modifica di sciadurel; 23-08-10 alle 17:00

  4. #4
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    Predefinito Rif: Straccio parla male di Cencio

    Qualche parola a sostegno dell’evasione fiscale
    di Pierre Lemieux

    Quando i giorni della finanziaria si avvicinano, i politici di tutti i colori ci mettono in guardia contro la crescente evasione fiscale da parte dei Canadesi. Prima di parlare dell’aumento della pressione fiscale, il Ministro delle finanze Paul Martin ha affermato che “centinaia di migliaia di persone altrimenti oneste (…) hanno negato il proprio consenso a essere governate”, rifugiandosi nell’economia sommersa.

    Il problema è che, a quanto pare, i politici non riescono a dedurre le giuste conclusioni. Bisognoso di liquidi – in realtà, prossimo alla bancarotta – il governo federale, come del resto i governi di alcune province, ha deciso di debellare il nero. Il Ministro del tesoro David Anderson ha dichiarato guerra agli evasori fiscali.

    Dopo che i commercianti di Saint-Eustache (nel Québec) si sono opposti alla legge vendendo apertamente sigarette di contrabbando, il leader del Bloc Québécois Lucien Bouchard ha attaccato quella che vede come una nuova cultura dell’imbroglio ai danni dello stato. Evidentemente egli pensa che i cittadini dovrebbero sempre obbedire a chi detta le regole. In effetti, la classe politica mostra una rara unanimità di intenti quando si tratta di ricondurre i canadesi sotto la mazza ferrata del governo.

    Tre domande sorgono spontanee.

    Primo, come si è sviluppata l’evasione fiscale in un popolo così mansueto come quello canadese? La risposta, naturalmente, va cercata nella pressione fiscale che esso deve sopportare. Il tabacco, sul quale le tasse federali sono cresciute del 150% negli ultimi cinque anni, è solo la punta dell’iceberg. Il prelievo fiscale complessivo da parte di tutti i livelli di governo oggi raggiunge il 40% del prodotto interno lordo del Canada. Se consideriamo anche i debiti, che in fondo rappresentano semplicemente delle tasse future, il governo si prende circa la metà di quanto la gente produce e guadagna in questo paese. In due parole, l’evasione fiscale è una risposta all’invasione del fisco.

    E’ possibile trovare un interessante elemento di paragone nel lavoro di William Fogel, Premio Nobel per l’economia nel 1994. Inventore della cliometria, Fogel ha calcolato (nel suo libro del 1974, Time on the Cross) che i proprietari di schiavi del XIX secolo dovevano spendere circa l’88% del prodotto dei loro schiavi per il mantenimento di loro stessi e delle loro famiglie. In altre parole, gli schiavi erano soggetti a un esproprio effettivo del 12% del frutto del proprio lavoro. Ne è passata di acqua sotto i ponti, ragazzi.

    La crescita esponenziale della leggi è un altro fattore. Alcune di esse arrivano di pari passo con le tasse: i piccoli imprenditori devono ora dedicare molto tempo alla compilazione di moduli per tasse sulle vendite, e preparare complicati rapporti trimestrali. Non so se la nostra è mai stata una nazione di commercianti, ma di certo stiamo diventando un paese di esattori e ragionieri. Altre forme di regolamentazione – la legislazione sul lavoro, per esempio – rendono il mercato nero assai più semplice ed economico, tanto per i consumatori quanto per gli imprenditori.

    La seconda domanda è: come possiamo sopportare una tale pressione fiscale? Cento o duecento anni fa, i grandi pensatori occidentali a cui dobbiamo quella libertà che stiamo abbandonando non avrebbero mai immaginato che questo potesse accadere in un paese libero.

    Nella sua famosa Wealth of Nations (1776), Adam Smith scrisse, riferendosi all’Inghilterra: “E’ sottinteso che le tasse sui negozi devono essere identiche per tutti i tipi di negozio. Non potrebbe essere altrimenti. Sarebbe impossibile immaginare un criterio di proporzionalità sufficientemente equo tra la tollerabilità di una tassa e il volume di affari di un negozio, senza contestualmente mettere in atto una forma di inquisizione che sarebbe essa stessa inaccettabile in un paese libero”. Sulla possibilità dell’imposta sul reddito, egli scrisse: “un’indagine nelle faccende private di ogni uomo, e un’indagine che, allo scopo di determinare il giusto livello di tassazione, si impicciasse di ogni cambiamento del vento, sarebbe fonte di continue e infinite vessazioni, tali e tante che nessuna persona potrebbe argomentare a loro favore”.

    Quando, recentemente, ho mostrato queste citazioni ai miei studenti, aspiranti funzionari pubblici, all’Ecole Nationale d’Aministration Publicque, uno di loro ha commentato che Adam Smith oggi farebbe scoppiare una rivoluzione. Nonostante il tipico e onesto Canadese faccia fatica distinguere un tiranno da una sedia a dondolo, l’economia sommersa è una forma di pacifica rivolta fiscale.

    Nelle sue Lectures on Jurisprudence, Smith aggiungeva: “Non c’è dubbio che la crescita delle tasse a livelli esorbitanti, in pace come in guerra, del 50 o del 500%, in quanto massiccio abuso di potere, sarebbe una giustificazione sufficiente per la resistenza da parte del popolo”.

    La terza domanda è relativa alla reazione dello Stato. I politici fanno notare che gli individui che non contribuiscono per “quanto è giusto” concorrono ad aumentare la pressione fiscale a carico degli altri cittadini. La principale critica ai prossimi bilanci federali e provinciali può ben essere di accrescere la pressione fiscale effettiva sotto la copertura del “contributo equo”.

    Questo è un ritornello semplicistico, che presuppone che i processi politici e burocratici conducano naturalmente alla determinazione della pressione fiscale ottimale necessaria a finanziare alcuni servizi pubblici richiesti unanimemente. Quello che in realtà accade (almeno se si condivide l’approccio all’economia della Public Choice) è che il governo prenderà tutto quello che potrà, e spenderà quello che il traffico permetterà. I governi rendono soddisfazione ad alcuni gruppi di pressione minori e comprano i voti con le proprie spese. Se i Canadesi che oggi lavorano sul mercato nero cominciassero a pagare le loro “giuste” tasse, semplicemente gli introiti e le spese del governo aumenterebbero della differenza. In quest’ottica, l’economia sommersa è una utile limitazione per il Leviatano, e un beneficio per tutti i contribuenti.

    Il Canada ha subito rapidi cambiamenti nel corso degli ultimi decenni. Fateci caso: dopo la Seconda Guerra Mondiale, il governo federale ha notevolmente aumentato le tasse sul tabacco. Naturalmente, il contrabbando crebbe a un livello non molto diverso dall’attuale. Léon Balcer, allora membro del Parlamento federale per Trois-Rivières, nel Québec, dichiarò che sette su dieci dei suoi colleghi fumavano sigarette americane di contrabbando – una prova del fatto che l’individualismo era vivo e vegeto alla Camera a quei tempi. Il governo federale fece saggiamente retromarcia: nel 1952 e nuovamente nel 1953 le tasse sul tabacco furono drasticamente ridotte.

    Oggi si parla di ripercorrere la medesima strada, anche se è ancora tutto da vedere se la riduzione delle imposte sarà sostanziale o piuttosto servirà solo come scusa per reprimere il contrabbando. Posti di fronte alla resistenza fiscale, i governi contemporanei cercano principalmente di ottenere nuovi poteri per distruggerla. Questo, penso, è un tradimento della tradizione canadese. I veri Canadesi sono quelle persone che si oppongono pacificamente alla tirannia rifugiandosi nell’economia sommersa. Essi soli mettono in pratica il motto di The Globe and Mail, preso in prestito da Junius: “il suddito che è davvero leale nei confronti del Giudice Supremo non suggerirà né accetterà mai provvedimenti arbitrari”.

    Recentemente ho scritto al Ministro federale del tesoro, citando Adam Smith, e gli ho suggerito che il Governatore generale dia una medaglia ai Canadesi colpevoli di essersi ritirati nell’economia sommersa. Non mi ha ancora risposto.

    Qualche parola a sostegno dell’evasione fiscale, di Pierre Lemieux (The Globe and Mail)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Straccio parla male di Cencio

    Non se ne può più di questo costosissimo inutile cialtrone

    Bossi dà credito a Fini: "Si comporterà bene"

    Manovre sul simbolo del Carroccio. Calderoli: "Usano persino l’Alberto da Giussano per far saltare l’alleanza con Berlusconi". Il Senatùr ritorna sui ministeri al Nord: "Sarà il nostro prossimo obiettivo"



    Roma - «Il governo tiene fin quando ha i voti». È lapalissiano ma ottimista Umberto Bossi nel bagno di folla della festa novarese della Lega Nord a Cameri, il giorno dopo il successo di Villa Campari, dove mercoledì ha incassato da Berlusconi lo stop all’alleanza con l’Udc in cambio di una frenata sul voto. Il ministro per le Riforme è intervenuto nella tarda serata di ieri nella località piemontese e i giornalisti gli hanno chiesto una previsione su come si comporterà Fini in questo delicato passaggio della coalizione di governo. «Bene», ha risposto lapidario il leader del Carroccio, accompagnato dal presidente della regione Piemonte Roberto Cota e dal segretario della Lega Giancarlo Giorgetti. Ribadendo poi un progetto che da tempo sta a cuore alla Lega: «Abbiamo portato a casa il federalismo che abbiamo inseguito per tanti anni- ha detto il Senatùr-, ora lavoreremo per il decentramento che vuol dire portare al Nord un pò di ministeri e migliaia di posti di lavoro».

    E intanto nel Carroccio scoppia il caso del simbolo «rubato». Almeno è quello che ha scritto ieri Il Riformista secondo la cui ricostruzione ci sarebbe stato un presunto acquisto nel 2005 da parte di Silvio Berlusconi dell’effigie della Lega Nord, quella con l’immagine di Alberto da Giussano. Una falsità secondo il ministro Roberto Calderoli. «Il simbolo della Lega Nord con l’Alberto da Giussano - ricorda Calderoli - nasce il 4 dicembre 1989, con l’atto fondativo del nostro movimento, inoltre tale simbolo già in precedenza apparteneva alla Lega Lombarda, movimento fondato dallo stesso Umberto Bossi, e da allora fino ad oggi è appartenuto e appartiene al nostro movimento e al suo Segretario federale, Umberto Bossi. I simboli elettorali non sono marchi commerciali e pertanto non possono essere venduti, ma nascono con un movimento politico venendo poi confermati nei suoi vari congressi, come è appunto accaduto nella Lega Nord e come testimoniato dal fatto che, a norma di legge, a depositare tale simbolo presso il ministero degli Interni, a ogni tornata di elezioni, incluse quelle successive al 2005, è stato lo stesso Umberto Bossi o un suo delegato, cosa che confuta per tabulas l’articolo del Riformista». «Ancora una volta - conclude Calderoli - assistiamo ad un attacco nei confronti della Lega e a un tentativo di incrinare l’alleanza tra Bossi e Berlusconi, arrivando al paradosso di ipotizzare presunti ricatti da parte dello stesso Berlusconi per condizionare la nostra strategia politica».

    E torniamo all’accordo «tagliafuori» dell’Udc. A tenere banco è anche la possibilità di applicarlo anche a livello locale. Ieri c’è stata alta tensione in Lombardia, dove il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, si dice quanto meno possibilista: «In autunno andranno definite alleanze e candidati e potrebbe essere un’occasione positiva» anche se «nulla è scontato». Per Formigoni sul piano nazionale, il dialogo con l’Udc «è una cosa naturale e benvenuta» data l’appartenenza alla «stessa famiglia politica del Ppe». Per Formigoni è infatti possibile «collaborare anche senza far parte dello stesso governo». Di diverso avviso il presidente del consiglio regionale, il leghista Davide Boni, la decisione di Silvio Berlusconi e di Umberto Bossi di chiudere alla possibile alleanza con l’Udc a livello nazionale, deve essere applicata anche a livello locale. Una presa di posizione che smentisce «Se a livello nazionale - dice Boni - è stato deciso che per il momento si va avanti senza Udc, non vedo perché si continui a insistere per tirare in casa a livello lombardo e milanese una forza politica che rappresenta quanto di più lontano ci possa essere dalla volontà di rinnovare in senso federalista questo Paese». «Non vorrei - aggiunge Boni - che la nostalgia della vecchia Dc faccia dimenticare a qualcuno quali sono le riforme di cui necessita il nostro territorio e che il movimento che rappresento si è impegnato a portare avanti, forte della fiducia degli elettori. Impossibile quindi allearsi con chi non ha a cuore il cambiamento e disprezza chi da anni lavora per questo. Non abbiamo infatti bisogno di restare ancorati a vecchi sistemi quanto di crearne di nuovi». Pilatesca il sindaco Letizia Moratti, che si è limitata a ricordare che l’Udc è in giunta a Milano, mentre per il futuro si vedrà.

    Bossi dà credito a Fini: "Si comporterà bene" - Interni - ilGiornale.it del 27-08-2010

    Umberto, umberto, usque tantum abutere patientia nostra? Quante giravolte ancora?
    Ultima modifica di Furlan; 27-08-10 alle 10:45

  6. #6
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    Predefinito Rif: Straccio parla male di Cencio

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    vero james

    come dicevamo ieri: oltre 20 anni buttati via per colpa di una congrega di levantini assetati di potere ... l'avessero detto prima, avremmo intrapreso ben altre strade e magari la via per una landa sicuramente migliore di questo "paese" di imbroglioni, mafiosi e raccomandati

    p.s. consoliamoci con la musica va, che l'è mej
    Pensa chi ha votato comunista che di anni ne ha buttati via 60...


    i socialisti anche.
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  7. #7
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    Predefinito Rif: Straccio parla male di Cencio

    Citazione Originariamente Scritto da Furlan Visualizza Messaggio
    Qualche parola a sostegno dell’evasione fiscale
    di Pierre Lemieux

    Quando i giorni della finanziaria si avvicinano, i politici di tutti i colori ci mettono in guardia contro la crescente evasione fiscale da parte dei Canadesi...
    Bè buon per lui che non è nato in italia.
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

 

 

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