Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    79,499
     Likes dati
    7
     Like avuti
    23,349
    Mentioned
    1413 Post(s)
    Tagged
    12 Thread(s)

    Predefinito Spending review, l’eredità di Padoan: la spesa per la sanità è quasi ferma, le uscite

    Spending review, l’eredità di Padoan: la spesa per la sanità è quasi ferma, le uscite correnti sono salite di 34 miliardi

    Nel 2017 i costi della pubblica amministrazione, al netto degli interessi sul debito, hanno toccato i 708,2 miliardi contro i 674,36 del 2013. Pesano pensioni e prestazioni sociali ma anche, per 10 miliardi, i consumi intermedi su cui avrebbero dovuto concentrarsi i tagli agli sprechi. Intanto l'incidenza della spesa sanitaria sul pil è scesa dal 6,8% al 6,6%, contro una media Ue del 7,2

    Quattro anni di spending review e non sentirli. “Pronti a risparmiare su tutto, i tagli sono necessari”, dichiarava Pier Carlo Padoan in un’intervista al Sole 24 Ore nell’agosto 2014, sei mesi dopo essersi insediato al ministero del Tesoro e quattro mesi dopo aver firmato il suo primo Documento di economia e finanza. Che attestava come nel 2013 le spese correnti dello Stato al netto degli interessi avessero toccato quota 674,36 miliardi. Il Def “a politiche invariate” varato giovedì dal Consiglio dei ministri racconta però che nel 2017 la pubblica amministrazione di miliardi ne ha spesi 708,2: un aumento di 33,9 miliardi. Se si va a guardare la composizione della spesa, poi, si scopre che all’impennata delle uscite – oltre all’aumento di pensioni e altre prestazioni sociali – hanno contribuito per 10 miliardi i consumi intermedi su cui in teoria avrebbero dovuto concentrarsi gli interventi di spending. Se quelli restano inchiodati a un livello superiore all’8% del pil, per la sanità i cordoni si sono invece fatti più stretti: lo scorso anno lo Stato ha dedicato a questo capitolo 113,6 miliardi, solo 2 più rispetto al 2014, peraltro quasi totalmente spesi per nuovi farmaci molto costosi come quelli per curare l’epatite C. L’incidenza della spesa sanitaria sul pil è scesa dal 6,8% del 2013 al 6,6%, contro una media Ue del 7,2 per cento.
    ADVERTISEMENT



    I piani di Cottarelli e il gioco delle tre carte sulle uscite – Il commissario Carlo Cottarelli, prima di essere defenestrato, aveva lasciato al governo Renzi una serie di rapporti su come ridurre le uscite della macchina pubblica di circa 34 miliardi. E nel 2017 il suo successore Yoram Gutgeld (non ricandidato dal Pd alle elezioni del 4 marzo) sosteneva che l’obiettivo era vicino: “Sono stati tagliati quasi 30 miliardi di capitoli di spesa”, garantiva presentando una tabella che però classificava tra i risparmi pure il bonus di 80 euro. L’ultimo Def di Padoan, rimasto in sella dopo l’avvicendamento a Palazzo Chigi tra Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, racconta però un’altra storia. Quella che Cottarelli – ora alla guida del nuovo Osservatorio sui conti pubblici dell’università Cattolica – ha spiegato più volte: gli ultimi esecutivi hanno sì tagliato alcuni sprechi, ma solo per utilizzare i risparmi altrove. Risultato: spesa, nella migliore delle ipotesi, invariata. Ma quella per i “consumi intermedi”, che vanno dalle risme di carta alle apparecchiature informatiche passando per medicinali, consulenze e utenze, è tutt’altro che rimasta invariata. Nonostante lo sfoltimento delle centrali di acquisto periferiche e le condizioni vantaggiose che quella centrale, la Consip, rivendica di aver ottenuto su un’ampia gamma di forniture.

    Consumi intermedi saliti di 10 miliardi in 4 anni – La spesa per beni e servizi, che nel 2013 si era attestata a 130 miliardi, nel 2017 ha superato infatti quota 140 miliardi. Pari all’8,2% del pil, contro l’8,3% del 2013. “I consumi intermedi sono superiori di 3.368 milioni rispetto alle attese, per effetto sia della revisione della base 2016, sia delle maggiori spese registrate dal Bilancio dello Stato anche in relazione all’assistenza dei migranti“, si limita ad annotare il Tesoro nella sezione Analisi e tendenze della finanza pubblica. Tra le principali voci di spesa dello Stato, a rimanere stabili negli ultimi quattro anni sono stati del resto solo gli stipendi degli statali, congelati fino al rinnovo contrattuale siglato di recente. I “redditi da lavoro dipendente” nel 2017 sono costati infatti 164 miliardi, cifra identica a quella del 2013 stando al consuntivo riportato nel Def 2014.

    Al contrario sono notevolmente cresciuti – come inevitabile visto l’invecchiamento della popolazione e visto che nessuno per evidenti motivi elettorali ha voluto affrontare il tema del ricalcolo delle pensioni retributive – i costi della previdenza e dell’assistenza sociale: dai 319,5 miliardi del 2013, di cui 254,5 per le sole pensioni, si passa a 342 miliardi, 264 dei quali per trattamenti pensionistici e il resto per altre prestazioni. Numeri che chiariscono quanto peserebbe una eventuale marcia indietro rispetto alla riforma Fornero, che peraltro in un sistema a ripartizione come quello italiano imporrebbe per forza di cose di ridurre gli assegni.
    Sanità Cenerentola: spesa giù al 6,6% del pil. E la parte del leone la fanno i farmaci – Il vero tasto dolente, se il punto di vista è quello dei diritti e della dignità, arriva quando si guarda la voce “spesa sanitaria”. Non a caso il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri Filippo Anelli e il coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato Tdm-Cittadinanzattiva Tonino Aceti si sono detti “preoccupati e rattristati” dai contenuti del Def perché “la previsione del rapporto tra spesa sanitaria e pil presenta un profilo crescente soltanto a partire dal 2022 e questo dato è una chiara rappresentazione dell’incapacità della politica di aumentare le risorse da investire nella sanità e nella salute dei cittadini”. Va detto che la parte programmatica del Documento è stata lasciata nelle mani del prossimo governo, che dovrà dunque decidere se aumentare gli investimenti nel comparto.

    Dalla parte tendenziale, che fotografa quanto avvenuto negli ultimi anni, emerge comunque che la spesa sanitaria è passata dai 109,2 miliardi del 2013 a 113,5 miliardi, ma l’incidenza sul pil è progressivamente calata fino a toccare il 6,6%, 0,6 punti in meno della media europea e 0,2 in meno rispetto al 2013. In più gran parte dell’aumento è stato assorbito dalla spesa per consumi intermedi, passata da 29,2 a 32,8 miliardi per effetto sia degli acquisti di prodotti farmaceutici sia di tutti gli altri consumi del Servizio sanitario nazionale. “La dinamica della spesa registrata nei consumi intermedi al netto della componente farmaceutica risulterebbe non aver beneficiato pienamente delle vigenti misure di contenimento della spesa per acquisto di beni e servizi”, ammette il ministero nel capitolo dedicato al comparto. Da cui emerge che, al contrario, la spesa per l’assistenza medica generica si è fermata a 6,69 miliardi, quasi invariata rispetto ai 6,67 miliardi del 2013. Per le “altre prestazioni sociali in natura”, cioè quelle ospedaliere, specialistiche, riabilitative, integrative eccetera, lo Stato ha messo sul piatto 25,2 miliardi contro i 23,9 del 2013. Cifre insufficienti, secondo i rappresentanti dei medici e dei malati: per il presidente nazionale del sindacato Cimo, Guido Quici, il Def “certifica la mancanza di volontà politica di dare alla salute dei cittadini un adeguamento di risorse, neanche quelle in ragione del puro allineamento con le previsioni di crescita del pil”. Non è un caso se la spesa sanitaria privata continua a crescere, come il numero di italiani che riferiscono di rinunciare alle cure per motivi economici.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/201...ferma/4321861/

    e vengono a galla , come i nodi al pettine, la marea di porcate e menzogne renziane di sgoverno piddino.

  2. #2
    Forumista storico
    Data Registrazione
    31 Mar 2010
    Messaggi
    32,280
     Likes dati
    1,539
     Like avuti
    2,867
    Mentioned
    140 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: Spending review, l’eredità di Padoan: la spesa per la sanità è quasi ferma, le us

    Nella spesa pubblica sono compresi gli 11 miliardi di bonus fiscali per 11 milioni di lavoratori a reddito medio basso. Nonostante ciō la spesa ē calata rispetto al pil.
    Dal 2001 al 2006 la spesa ē aumentata di 2 punti oltre il pil.
    L'aumento della spesa pensionistica ē quello che incide di piů nonostante la Fornero.
    Aspettiamo la riforma Fornero dei 5 stelle e Salvino per trarre le conclusioni.

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Sep 2013
    Messaggi
    91,560
     Likes dati
    8,032
     Like avuti
    12,838
    Mentioned
    1799 Post(s)
    Tagged
    20 Thread(s)

    Predefinito Re: Spending review, l’eredità di Padoan: la spesa per la sanità è quasi ferma, le us

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Nella spesa pubblica sono compresi gli 11 miliardi di bonus fiscali per 11 milioni di lavoratori a reddito medio basso. Nonostante ciō la spesa ē calata rispetto al pil.
    Dal 2001 al 2006 la spesa ē aumentata di 2 punti oltre il pil.
    L'aumento della spesa pensionistica ē quello che incide di piů nonostante la Fornero.
    Aspettiamo la riforma Fornero dei 5 stelle e Salvino per trarre le conclusioni.
    ... per quello sarebbe sufficiente voltarsi indietro e vedere cosa fecero tutti i precedenti governi sostenuti da Svicolone ... ma tu stai tentando di discutere con l'articolista sotto contratto della Casaleggio o con Svicolone?

    Sappi che, in entrambi i casi ...
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  4. #4
    Forumista storico
    Data Registrazione
    08 Jan 2013
    Messaggi
    33,097
     Likes dati
    2,933
     Like avuti
    9,760
    Mentioned
    355 Post(s)
    Tagged
    6 Thread(s)

    Predefinito Re: Spending review, l’eredità di Padoan: la spesa per la sanità è quasi ferma, le us

    Un elettorato diviso 60 e 40 su due diverse concezioni del mondo potra' provocare effetti deflagranti una volta che il M5S si sara' alleato.
    Doppia scorta di popcorn.
    Legenda: NCUC: non c'entra un cazzo, NRAC: non rispondo ai cazzari
    4 Dicembre 2016: Lutto Nazionale

 

 

Discussioni Simili

  1. Tasse e spending review, Padoan frena Renzi
    Di POL nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 28-08-15, 14:40
  2. Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 27-08-15, 00:53
  3. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 08-08-14, 15:24
  4. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 30-04-12, 22:20
  5. Spending review: BENE che vada, spesa immutata!
    Di Devolution nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 97
    Ultimo Messaggio: 22-04-12, 14:55

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito