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Discussione: Lotte proletarie e sindacali, iniziative, comunicati...

  1. #1
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    Predefinito Lotte proletarie e sindacali, iniziative, comunicati...

    Per non aprire mille nuove discussioni metto qui varie notizie, comunicati e cose così.
    Lotta di classe e(') autoorganizzazione di classe.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Lotte proletarie e sindacali, iniziative, comunicati...

    Sciopero nei magazzini Zara

    https://www.sicobas.org/news/2914-za...gio-nei-negozi


    Oggi, i lavoratori e le lavoratrici di Zara (magazzini e negozi) autorganizzati con il S.I. Cobas stanno facendo sciopero!

    Lo sciopero nasce dalla necessità di rispondere allo sfruttamento bestiale attuato nel gruppo, specialmente nella sua logistica spesso appaltata a terzi: soprattutto cooperative che impongono agli operai orari di lavoro estenuanti, chiamandoli a lavorare senza preavviso, non dando loro malattie, ferie, tredicesima e Tfr.

    Sullo sfruttamento loro e degli altri lavoratori nel mondo del gruppo "di moda" spagnolo, il proprietario di Zara Amarcio Ortega ha costruito una fortuna immensa: nel 2017 la sua multinazionale ha fatturato 17 miliardi di dollari e il profitto che ha accumulato negli anni l'ha fatto diventare uno degli uomini più ricchi sulla Terra, con un patrimonio personale di 85 miliardi di dollari!

    Invitiamo inoltre tutte e tutti a non acquistare prodotti nei punti vendita Zara, dando forza "reale" al boicottaggio, fino a quando il padrone non cesserà di sfruttare "indegnamente" chi è costretto, per vivere, a vendere la propria forza lavoro e la vita stessa dunque!

    Basta: del capitalismo non ne possiamo più... solo miseria e schiavitù!

    Il proletariato non ha nazione! internazionalismo e rivoluzione!

    Sciopero!
    Lotta di classe e(') autoorganizzazione di classe.

  3. #3
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    Predefinito Re: Lotte proletarie e sindacali, iniziative, comunicati...

    Considerazioni sul primo maggio

    https://www.sicobas.org/news/2916-pr...ista-e-operaia

    Primo maggio: all'appello del S.I. COBAS per fare della "giornata internazionale del lavoro" né una festa, né una "lotta a parole" ma una manifestazione di lotta internazionalista e operaia, hanno risposto migliaia di lavoratori e lavoratrici in tutta Italia, innanzitutto gli operai della logistica.




    A Milano, circa 1000-1200 operai facchini e autisti hanno partecipato al corteo del primo maggio: insieme ai piú giunti nel capoluogo meneghino dalla provincia e dalla Lombardia, si sono uniti moltissimi compagni e compagne di altre zone del Nord e oltre.

    Per l'occasione, era stata indetta la manifestazione nazionale del sindacalismo di base: da soli, gli operai S.I. COBAS hanno totalizzato quasi la metà dei presenti.

    Nonostante tale dato numerico indiscutibile e, soprattutto, considerata la vitalità degli operai intervenuti - i quali hanno incessantemente intonato i cori e le parole d'ordine delle lotte della logistica - questa pur compatta avanguardia della classe lavoratrice é stata relegata dietro le prime file, per "decisione unilaterale" e discutibile circa la collocazione dei gruppi nel corteo, aperto da frange di lavoratori e lavoratrici per quanto colorate ben meno agguerrite e vincenti.

    Comunque, i tantissimi operai arrivati e l'energia da loro promanata durante la manifestazione hanno ancora una volta dimostrato quale organizzazione sia oggi espressione coerente della lotta di classe in Italia, grazie alla pratica vincente dello sciopero con duri blocchi dei cancelli: gli slogan "sciopero oggi, sciopero domani!" e "lotta dura, senza paura!" hanno infatti incessantemente riempito le strade e le piazze di Milano.

    A Bologna, oltre 600 operai del S.I. COBAS hanno portato fin nel centro città la forza e la voce delle lotte della logistica e dei suoi protagonisti, quei facchini e quegli autisti che da anni nell'area bolognese, modenese e soprattutto piacentina tanti problemi stanno creando ai padroni: negli anonimi magazzini e immensi poli logistici della "grassa" Bologna e di ormai tutta la val Padana, infatti, continua ad intensificarsi ed estendersi l'azione degli operai che han saputo unirsi ed autorganizzarsi per lottare, conquistandosi salario e dignità.

    Sorattutto, questi operai, con coraggio e sacrificio, son riusciti ad attaccare quel sistema di sfruttamento e repressione nato dalla commistione tra i proprietari di cooperative e industrie, le burocrazie sindacali opportuniste e le autorità delle istituzioni "democratiche", le forze dell'ordine "a comando" e la magistratura "dei teoremi": un "capitalismo di provincia" rapace, nei decenni arricchito di a scapito dei territori e delle comunità, sfruttando e opprimendo una classe lavoratrice fino incapace e indifesa fino all'anno scorso del S.I. COBAS e ai primi scioperi vincenti.

    A Napoli, oltre duecento operai, lavoratori, disoccupati e studenti hanno manifestato al corteo indetto da S.I. COBAS di Napoli e Caserta, Coordinamento Operai Autorganizzati Fiat-Fca e Movimento di Lotta Disoccupati 7 Novembre, cui sono aggiuntisi i compagni e le compagne di Roma e Messina.

    La giornata di lotta partenopea è iniziata con l'occupazione simbolica di alcuni minuti della Stazione Centrale con un corteo interno da parte di lavoratori SI Cobas, disoccupati e solidali.

    L'iniziativa ha inteso manifestare sia l'opposizione a ogni missione militare imperialista, sia la solidarietà con le lotte dei ferrovieri francesi, denunciando altresí l'attacco al diritto di sciopero in atto proprio in questi giorni nel settore dei trasporti attraverso un ulteriore inasprimento della legge 146/90, e invitando lavoratori e utenti del trasporto pubblico a sostenere lo sciopero di 24 ore del prossimo 8 giugno indetto dal sindacalismo di base.

    A Torino, almeno cento operai facchini e autisti sono partiti in corteo dalla Barriera di Milano, quartiere proletario e internazionale nel quale il movimento operaio torinese, italiano e europeo ha vissuto alcuni dei momenti più alti della sua storia, dai primi scioperi e cortei proclamati ad inizio '900 fino alla stagione dei consigli e delle occupazioni di fabbrica culminata con il "biennio rosso".

    Attraversando le vie e le piazze di questo quartiere operaio e di Aurora e Porta Palazzo, i lavoratori e le lavoratrici autorganizzate insieme a disoccupati e solidali hanno dimostrato la necessità di partire dalle periferie per reagire alla crisi, là dove c'è l'energia per lottare: ovvero, le persone e i loro bisogni.

    Dopo circa due ore, il corteo arrivato nel centro della città ha raggiunto piazza San Carlo, congiungendosi al corteo tradizionale ritualmente diviso tra le "alternative" dello spezzone "ufficiale" e spezzone "sociale", per portare la sua esperienza concreta di solidarietà ed autorganizzazione, a iniziare dalla lotta nei luoghi di lavoro, mettendo al centro gli operai ed il conflitto capitale/lavoro.

    Un'esperienza di lotta spesso vittoriosa, che gli operai della logistica del torinese e del Piemonte, insieme ai compagni e alle compagne di Genova, hanno spiegato con comizi e volantinaggi, per lanciare un messaggio di speranza e determinazione alle persone abitanti i quartieri attraversati, rivolti soprattutto alla classe lavoratrice cittàdina ed i particolare agli operai della Embraco, della Fiat-Fca e di Italiaonline, rilanciando l'appuntamento del prossimo primo di giugno a Balocco (VC) per manifestare tutti insieme contro l'ennesimo piano di licenziamenti e chiusure annunciato dagli Agnelli-Elkann e dei Marchionne.

    Una grande giornata di lotta, quella organizzata dal S.I. COBAS a Milano, Bologna, Napoli e Torino: di lotta internazionalista ed operaia.

    Lotta internazionalista, perché in ogni corteo si é denunciata la natura del capitalismo quale sietema di sfruttamento, oppressione e represisone su scala planetaria, che mette l'una contro l'altra le classi lavoratrici dei Paesi del mondo, scatendando guerre per accapparrarsi le risorse naturali e compiendo rapine per dividersi i mercati in cui riversare le proprie merci.

    Merci che gli operai del S.I. COBAS hanno imparato a bloccare, per far male al padronato cosí attaccandone il sistema, vincendo - con scioperi duri e prolungati - i padroni e i loro sgherri grazie alla necessità e alla fratellanza di una classe operaia in piena, tumultuosa ricomposizione anche in conseguenza dell'emigrazione proletaria e di massa proveniente proprio da quei Paesi maggiormente schiacciati dall'imperialismo dei capitalisti.

    Lotta operaia, poiché gli scioperi dei lavoratori e delle lavoratrici S.I. COBAS hanno dimostrato al movimento di classe come soltanto dai luoghi di lavoro, con l'autorganizzazione e il protagonismo degli operai é possibile affrontare e battere i capitalisti, sconfiggere il loro sistema.

    Quest'avanguardia di lotta ha partercipanto attivamente alle manifestazioni del primo maggio affinché da mero, tradizionale appuntamento "di spettacolo" si trasformi nuovamente in una giornata davvero internazionalista ed operaia.

    Gli operai del S.I. COBAS hanno quindi mandato un messaggio chiaro e potente agli altri lavoratori e alle altre lavoratrici d'Italia: uniti si vince, solo la lotta paga!

    Proletari di tutto il mondo, unitevi!
    Lotta di classe e(') autoorganizzazione di classe.

  4. #4
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    Predefinito Re: Lotte proletarie e sindacali, iniziative, comunicati...

    Lotte a Modena

    https://www.infoaut.org/conflitti-gl...perai-in-lotta

    Questa mattina si è svolto davanti i cancelli del comparto ceramica di Opera srl di Camposanto, nella provincia di Modena, un picchetto combattivo sgomberato dalla celere con un utilizzo indiscriminato di lacrimogeni.

    Questa è l'ottava giornata di sciopero organizzato dai lavoratori autorganizzati del SI Cobas da quando lo dicembre scorso l'azienda ha licenziato il delegato sindacale (dipendente dell'azienda da più di un decennio) attraverso una serie di richiami e accuse fasulle, come dimostrato dalle carte presentate dall'avvocato e dal sindacato che confermano la natura politica del licenziamento.

    In seguito all'ultimo sciopero avvenuto lo scorso venerdì dalle prime ore di questa mattina il picchetto ha continuato a ingrossarsi con la solidarietà dei lavoratori in solidarietà dalla provincia di Modena, Parma e Bologna.

    Proseguita la chiusura totale rispetto a qualsivoglia tavolo per l'ottenimento di un reintegro portata avanti da padroni e sostenuta di fatto dalla prefettura che ha negato ogni irregolarità, intorno alle 13 la questura ha richiesto l'intervento della celere che ha sgomberato il picchetto con un fitto lancio di lacrimogeni.

    Un dato che rende evidente come gli organi di gestione del territorio insieme a Confindustria cerchino in tutti i modi di ostacolare qualsiasi forma combattiva di vertenza all'interno dei posti di lavoro. Come già visto nella logistica e nel settore carni, cercando di bloccare qualsiasi agibilità nei posti di lavoro.

    Ai tentativi di repressione i lavoratori hanno risposto rilanciando i prossimi scioperi e mobilitazioni nella città.
    Lotta di classe e(') autoorganizzazione di classe.

  5. #5
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    Predefinito Re: Lotte proletarie e sindacali, iniziative, comunicati...

    Repressione per lotte sindacali a Brescia (solidarietà alle compagne e ai compagni):

    https://sicobas.org/news/2922-bresci...on-lo-sciopero
    Questa Mattina a Brescia si apre il processo contro Ale, Laura e Abbas: 2 coordinatori e un delegato della Gls di Brescia.

    'Colpevoli' - secondo la questura - di avere scioperato per ottenere diritti e aumenti salariali.

    Con questo ennesimo procedimento contro le lotte del S.I. Cobas, si vuole attaccare il diritto di sciopero e la possibilità che i lavoratori si organizzino contro lo sfruttamento.

    A questo nuovo attacco da parte dello Stato alle lotte, i lavoratori del S.I. Cobas hanno risposto con lo sciopero.

    Da questa mattina e in tutto l'arco della giornata i magazzini di Brescia e provincia si fermeranno in maniera compatta contro la repressione!

    Lo sciopero non si tocca!

    Giù le mani dai nostri compagni/e!

    Avanti fino alla vittoria!
    Lotta di classe e(') autoorganizzazione di classe.

  6. #6
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    Predefinito Re: Lotte proletarie e sindacali, iniziative, comunicati...

    Sviluppi lotte Zara:

    https://sicobas.org/news/2930-zara-v...nno-scioperato

    Lo sciopero aveva interessato la cooperativa Modaitalia Malang Logistic che opera nel sito della multinazionale spagnola a Reggello, nel fiorentino, dove su servizio di Dhl si scaricano e caricano le merci dei negozi Zara di Firenze e Bologna grazie al lavoro di circa 50 operai, tutti stranieri e in molti richiedenti asilo.

    L'accordo prevede:

    - applicazione del contratto nazionale della logistica, trasporti e merci.

    - nuovo inquadramento con aumenti di livello.

    - un risarcimento economico.

    Quanto all’osservanza dell’accordo dalle parti coinvolte, i lavoratori e le lavoratrici S.I. COBAS assicurano, come riportato dal loro avvocato: “terremo alto il controllo”.

    All'origine di questo importante accordo migliorativo delle condizioni di lavoro e di vita di tutti i lavoratori del sito, c'é la lotta degli operai che hanno realizzato lo sciopero e il boicottaggio: lotta nata dalla necessità di autorganizzarsi, per reagire allo sfruttamento e all'oppressione nel magazzino.

    In pochi anni, infatti, nel sito di Reggello si sono alternate 17 cooperative che imponevano orari di lavoro estenuanti, chiamando a lavorare senza preavviso, non dando malattie, ferie, tredicesima e Tfr.

    Inoltre, dai racconti di più lavoratori é emersa l'esistenza di una "strana" pratica: "restituire" in denaro liquido parte delle somme ricevute in buste paga!

    La storia dello sfruttamento della cinquantina degli operai di Reggello che, come tanti altri nel mondo, lavorano le merci del gruppo "di moda" spagnolo, getta nuova luce sulla fortuna immensa del proprietario di Zara Amarcio Ortega: nel 2017 la sua multinazionale ha fatturato circa 17 miliardi di dollari e il profitto che ha via via accumulato l'ha fatto diventare uno degli uomini più ricchi sulla Terra, con un patrimonio personale di almeno 85 miliardi di dollari!

    Solo la lotta paga, uniti si vince!
    Lotta di classe e(') autoorganizzazione di classe.

  7. #7
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    Predefinito Re: Lotte proletarie e sindacali, iniziative, comunicati...

    In questi comunicati rivolti ai lavoratori parlate anche dell'alternativa al capitalismo (Socialismo) qualche volta?
    http://socialismo-mondiale.blogspot.com/
    Invece della parola d'ordine conservatrice Un equo salario per un'equa giornata di lavoro, i lavoratori devono scrivere sulla loro bandiera il motto rivoluzionario Soppressione del sist. del lavoro salariato

  8. #8
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    Predefinito Re: Lotte proletarie e sindacali, iniziative, comunicati...

    Citazione Originariamente Scritto da Gian_Maria Visualizza Messaggio
    In questi comunicati rivolti ai lavoratori parlate anche dell'alternativa al capitalismo (Socialismo) qualche volta?
    Beh sì, se ne parla. Nei comunicati non si può fare troppo lavoro teorico perché sono sintetici e servono più che altro a fare il punto della situazione sulle singole lotte o quelle generali a venire. Però non mancano mai critiche al sistema capitalista e l'invito all'internazionalismo proletario e alla lotta. Hai letto per esempio il comunicato sul primo maggio (il secondo che ho postato nel thread sul comunicato per il primo maggio)? Però hai ragione a sottolineare certe cose perché è il limite del sindacato e della sua comunicazione: da un lato deve aggiornare sulle singole lotte e dall'altro costruire una rete e cercare di essere sempre "sul pezzo". Non è facile. Poi per quanto tutti si facciano un mazzo così non puoi aspettarti che da sola una sigla (pur determinata e combattiva) possa far scoppiare la rivoluzione proletaria. Si fa quel che si può, anche in relazione al momento storico. Tornando alla comunicazione... hai visto anche quello postato qui sopra? Per esempio: "Una grande giornata di lotta, quella organizzata dal S.I. COBAS a Milano, Bologna, Napoli e Torino: di lotta internazionalista ed operaia.
    Lotta internazionalista, perché in ogni corteo si é denunciata la natura del capitalismo quale sistema di sfruttamento, oppressione e repressione su scala planetaria, che mette l'una contro l'altra le classi lavoratrici dei Paesi del mondo, scatendando guerre per accapparrarsi le risorse naturali e compiendo rapine per dividersi i mercati in cui riversare le proprie merci. Merci che gli operai del S.I. COBAS hanno imparato a bloccare, per far male al padronato cosí attaccandone il sistema, vincendo - con scioperi duri e prolungati - i padroni e i loro sgherri grazie alla necessità e alla fratellanza di una classe operaia in piena, tumultuosa ricomposizione anche in conseguenza dell'emigrazione proletaria e di massa proveniente proprio da quei Paesi maggiormente schiacciati dall'imperialismo dei capitalisti.
    Lotta operaia, poiché gli scioperi dei lavoratori e delle lavoratrici S.I. COBAS hanno dimostrato al movimento di classe come soltanto dai luoghi di lavoro, con l'autorganizzazione e il protagonismo degli operai é possibile affrontare e battere i capitalisti, sconfiggere il loro sistema
    ". Con tutti i difetti e i limiti del mondo (sono crtica pure io su molte cose teoriche, anche se ho sempre il massimo rispetto per i compagni che lottano quotidianamente nel sindacato) dove trovi contenuti così socialisti in una comunicazione sindacale?
    Lotta di classe e(') autoorganizzazione di classe.

  9. #9
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    Predefinito Re: Lotte proletarie e sindacali, iniziative, comunicati...

    Ah ieri mi sono dimenticata di risponderti nell'altra discussione. Credo che sia io che Attilio (sempre divisi su tutto ma uniti in questo errore ) abbiamo frainteso quel "democratico". Magari ne riparleremo lì.
    Gian_Maria likes this.
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  10. #10
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    Predefinito Re: Lotte proletarie e sindacali, iniziative, comunicati...

    Citazione Originariamente Scritto da Marilena Larouge Visualizza Messaggio
    Beh sì, se ne parla. Nei comunicati non si può fare troppo lavoro teorico perché sono sintetici e servono più che altro a fare il punto della situazione sulle singole lotte o quelle generali a venire. Però non mancano mai critiche al sistema capitalista e l'invito all'internazionalismo proletario e alla lotta. Hai letto per esempio il comunicato sul primo maggio (il secondo che ho postato nel thread sul comunicato per il primo maggio)? Però hai ragione a sottolineare certe cose perché è il limite del sindacato e della sua comunicazione: da un lato deve aggiornare sulle singole lotte e dall'altro costruire una rete e cercare di essere sempre "sul pezzo". Non è facile. Poi per quanto tutti si facciano un mazzo così non puoi aspettarti che da sola una sigla (pur determinata e combattiva) possa far scoppiare la rivoluzione proletaria. Si fa quel che si può, anche in relazione al momento storico. Tornando alla comunicazione... hai visto anche quello postato qui sopra? Per esempio: "Una grande giornata di lotta, quella organizzata dal S.I. COBAS a Milano, Bologna, Napoli e Torino: di lotta internazionalista ed operaia.
    Lotta internazionalista, perché in ogni corteo si é denunciata la natura del capitalismo quale sistema di sfruttamento, oppressione e repressione su scala planetaria, che mette l'una contro l'altra le classi lavoratrici dei Paesi del mondo, scatendando guerre per accapparrarsi le risorse naturali e compiendo rapine per dividersi i mercati in cui riversare le proprie merci. Merci che gli operai del S.I. COBAS hanno imparato a bloccare, per far male al padronato cosí attaccandone il sistema, vincendo - con scioperi duri e prolungati - i padroni e i loro sgherri grazie alla necessità e alla fratellanza di una classe operaia in piena, tumultuosa ricomposizione anche in conseguenza dell'emigrazione proletaria e di massa proveniente proprio da quei Paesi maggiormente schiacciati dall'imperialismo dei capitalisti.
    Lotta operaia, poiché gli scioperi dei lavoratori e delle lavoratrici S.I. COBAS hanno dimostrato al movimento di classe come soltanto dai luoghi di lavoro, con l'autorganizzazione e il protagonismo degli operai é possibile affrontare e battere i capitalisti, sconfiggere il loro sistema
    ". Con tutti i difetti e i limiti del mondo (sono crtica pure io su molte cose teoriche, anche se ho sempre il massimo rispetto per i compagni che lottano quotidianamente nel sindacato) dove trovi contenuti così socialisti in una comunicazione sindacale?
    Sconfiggere il loro sistema, dicono. OK, ma poi che si fa? Che sistema si mette in piedi? Sembra quasi che non sia compito dei lavoratori pensarci.
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