Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 33
  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    20 Apr 2009
    Messaggi
    2,908
     Likes dati
    41
     Like avuti
    155
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Garibaldi e l’appalto per la rete ferroviaria nel Sud




    Un interessante articolo apparso sul quotidiano La Sicilia (pag. 20) a firma di Uccio Barone, preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania, che svela dei retroscena che difficilmente troveranno posto nei libri di storia.


    Garibaldi e l’appalto per la rete ferroviaria nel Sud, lo scandalo che investì la spedizione dei Mille
    UCCIO BARONE

    Affari e politica è un tema di grande attualità nelle democrazie contemporanee. Anche il Risorgimento italiano ha una sua storia segreta di interessi economici, di pressioni lobbistiche e talvolta di tangenti che hanno caratterizzato le vicende dell’unificazione nazionale. Pochi sanno che in Sicilia, durante la fase cruciale della spedizione dei Mille, si è svolta una guerra sotto traccia tra potenti gruppi finanziari internazionali attorno al ghiotto appalto delle ferrovie del Mezzogiorno. Le ferrovie sono il grande affare del secolo XIX, simbolo del progresso tecnologico e del capitalismo industriale, snodo cruciale di forti investimenti e di speculazioni finanziarie, di scontri ed accordi tra imprese multinazionali che hanno finito per condizionare le scelte politiche degli Stati e dei governi, favorendo l’intreccio tra banche, industrie e classe politica. I Borboni avevano inaugurato nel 1839 la prima ferrovia della penisola, la Napoli-Portici di 7 Km, ma quella linea voluta da Ferdinando II per portare al mare la famiglia reale era anche rimasta l’unica del Regno delle Due Sicilie, mentre il Piemonte di Cavour e la stessa Lombardia austriaca si riempivano in quegli anni di una fitta maglia di collegamenti ferroviari, marittimi e stradali. Non a caso, uno dei principali motivi di opposizione politica ai Borboni in Sicilia dopo il 1848 fu legato all’assenza di qualsiasi progetto di sviluppo delle infrastrutture. La rivoluzione commerciale e l’ampliamento dei mercati nei decenni centrali dell’Ottocento avevano favorito il decollo di nuovi settori produttivi legati all’esportazione - lo zolfo, il vino, gli agrumi – che però richiedevano nell’isola un più moderno sistema di comunicazioni. Solo in extremis, nel tardivo proposito di riguadagnare il consenso perduto, la monarchia borbonica decide di correre ai ripari e nell’agosto del 1860 (mentre Garibaldi sta varcando lo stretto di Messina per risalire il continente fino a Napoli) Francesco II sottoscrive la concessione di tutte le linee ferroviarie da costruire nel Regno all’ingegnere Paolino Talabot, uomo di fiducia dei Rothschild, alla guida di una vasta cordata mprenditoriale (Blunt, Brancy, Parent, Galliera, ecc.) che rappresentava il Gotha della finanza europea. La decisione del timido ed irresoluto Francesco II arriva però troppo tardi, perché Garibaldi appena entrato a Palermo ha già messo le mani sul più grosso affare economico della spedizione dei Mille. Nel mese di giugno infatti, erano sbarcati nell’isola i banchieri toscani Pietro Adami ed Adriano Lemmi, che in cambio dei finanziamenti sottobanco erogati per l’esercito garibaldino chiedevano ora in esclusiva la costruzione della rete ferroviaria siciliana. Le pretese dei due uomini d’affari aumentano dopo l’ingresso trionfale di Garibaldi a Napoli, che il 25 settembre nella reggia di Caserta firma il decreto di concessione dell’intera rete ferroviaria del Mezzogiorno; in cambio i due "banchieri rossi" offrono ai dirigenti politici del Partito d’Azione (in quel momento insediati nei governi dittatoriali provvisori di Palermo e Napoli) piena libertà nell’assunzione del personale tecnico e della manodopera. Un affare davvero colossale, un appalto da centinaia di milioni di lire (al valore attuale 5/6 miliardi di euro) assegnato per semplice decreto, senza un voto del Parlamento, in virtù dei poteri dittatoriali di Garibaldi. Una mega-commessa, da fare impallidire oggi la Protezione Civile di Bertolaso. Ma chi erano gli uomini a cui viene affidata la costruzione delle ferrovie del’ex-Regno? Pietro Adami era un esponente del Partito d’Azione, già ministro dei Lavori pubblici nel governo provvisorio toscano del 1848. Adriano Lemmi, democratico e massone, era intimo amico di Mazzini che lo descrive come "devoto alla Causa, impulsivo, liberale ed egoista a turno. Può darsi che talvolta i suoi atti siano perversi, ma lui non lo è". Entrambi gestiscono in società una florida casa bancaria a Livorno, e nel 1860 con l’annessione dell’ex-Granducato al Piemonte hanno ottenuto la costruzione e l’esercizio di alcune ferrovie tosco-emiliane e nelle Marche. Mediatore discreto ma influente tra i due e Garibaldi è un altro toscano, Antonino Mordini, nominato nel frattempo Prodittatore in Sicilia; l’accordo è comunque condiviso da tutto il gruppo dirigente del Partito d’Azione, da Crispi a Bixio, da Bertani a Cattaneo, con l’obiettivo di coniugare democrazia, laicismo e sviluppo economico. In quell’infuocata estate del 1860, dunque, la Sinistra militare e mazziniana si trova al centro di grandi interessi economici e con le sue scelte tendeva ad emarginare la presenza dell’alta finanza europea legata ai Rothschild. L’affare era però troppo grosso perché tutto filasse liscio. Nel mese di ottobre si scatena così l’offensiva politico-giornalistica dei liberali cavouriani, e da Napoli e Torino parte il fuoco incrociato contro il decreto garibaldino del 25 settembre. Ruggero Bonghi muove accuse pesanti contro la convenzione, sfacciatamente favorevole agli esercenti che avrebbero intascato profitti da capogiro, mentre Carlo Poerio sostiene che nessuna Camera avrebbe mai potuto ratificare una convenzione così scandalosa. Invano Carlo Cattaneo sul "Politecnico" tenta di sostenere le ragioni della concessione al gruppo Adami-Lemmi, dal momento che la polemica esplode nei giorni in cui si celebra il plebiscito per l’annessione dell’ex- Regno borbonico e lo stesso Cavour soffia sul fuoco per stringere in angolo l’opposizione di sinistra. La Destra storica non esita perciò a sollevare la questione morale. Sul giornale torinese "L’Espero" Agostino Bertani (braccio operativo di Garibaldi nella raccolta dei fondi e delle sottoscrizioni per i Mille) viene indicato come destinatario di una tangente di 4 milioni di lire (60 milioni di euro, oggi) per l’"affaire" delle ferrovie meridionali. Scoppia il putiferio, scattano querele e controquerele, il direttore del giornale viene condannato, ma nuove accuse sulla stampa provano che Adami e Lemmi hanno impiegato "fondi neri" per finanziare diecine di giornali a Palermo e a Napoli nell’estate- autunno del 1860. Lo scandalo dilaga, il Partito d’Azione rischia di perdere consenso e legittimazione politica alla vigilia delle prime elezioni del Parlamento nazionale (gennaio 1861). Occorre perciò correre ai ripari, bloccare subito lo stillicidio quotidiano di rivelazioni e propalazioni (come oggi?). Si cerca e si trova un compromesso politico, anche perché Cavour ha intanto riallacciato i rapporti con i Rothschild per "ripescare" il programma ferroviario dei Borboni. Del resto l’alta finanza internazionale non si fa scrupoli di sorta, gli affari si possono negoziare con Francesco II o con Vittorio Emanuele II, purchè vadano in porto. A differenza della Sinistra mazziniana e garibaldina, che in questo caso sembra difendere gli interessi della massoneria e del nascente capitalismo italiano, i liberalmoderati cavouriani esprimono piena continuità con i gruppi finanziari già sostenuti dai Borboni. Nell’archivio riservato di Carlo Cattaneo si conservano i documenti che ratificano l’accordo finale tra i gruppi rivali. Adami e Lemmi cedono così alla cordata Talabot le linee pugliesi e calabresi in cambio dell’impegno politico del governo di Torino a far votare in Parlamento la convenzione. Tutto fila ora liscio, e un mese dopo la proclamazione ufficiale del Regno d’Italia (marzo 1861) il grande "affaire" delle ferrovie del Mezzogiorno viene sanzionato per legge. L’anno dopo la società Adami-Lemmi si scioglie per confluire nella nuova compagnia "Vittorio Emanuele" di Charles Lafitte che rileverà l’intero progetto originario ed avvierà la costruzione delle prime linee ferroviarie dell’Italia meridionale. L’ingegnere Talabot è l’immancabile socio di Lafitte, e dunque sono ancora i Rothschild i veri vincitori della partita, mentre Garibaldi si è ritirato a Caprera e medita di riprendere la via militare per la liberazione di Roma. I manuali di storia, tuttavia, tacciono su queste vicende preferendo una più patinata e asettica celebrazione di un Risorgimento senza interessi e senza economia: un vuoto mito romantico che non serve a comprendere la formazione dello Stato unitario. A qualche accademico illustre piace difendere questa versione edulcorata di Garibaldi, nell’estatica contemplazione del mito. Noi preferiamo battere altre strade, quelle della ricerca e dell’interpretazione critica e senza ipocrisie della nostra "vera" storia nazionale.


    UCCIO BARONE.
    Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania

    Scoop di Jonionotizie
    Ultima modifica di x_alfo_x; 10-08-10 alle 14:10

  2. #2
    Socialcapitalista
    Data Registrazione
    01 Sep 2002
    Località
    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
    Messaggi
    89,492
     Likes dati
    7,261
     Like avuti
    6,458
    Mentioned
    341 Post(s)
    Tagged
    30 Thread(s)

    Predefinito Rif: Garibaldi e l’appalto per la rete ferroviaria nel Sud

    Interesting, ma comunque il ruolo di Garibaldi appare marginale.

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    2,411
     Likes dati
    19
     Like avuti
    28
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Garibaldi e l’appalto per la rete ferroviaria nel Sud

    corsi e ricorsi storici...
    altro che ruolo marginale di garibardo...
    legittimista si ma critico
    "il futuro d'italia è tutto nel mezzogiorno" G. Fortunato 1879

  4. #4
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    7,258
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Garibaldi e l’appalto per la rete ferroviaria nel Sud

    Citazione Originariamente Scritto da x_alfo_x Visualizza Messaggio
    . I Borboni avevano inaugurato nel 1839 la prima ferrovia della penisola, la Napoli-Portici di 7 Km, ma quella linea voluta da Ferdinando II per portare al mare la famiglia reale era anche rimasta l’unica del Regno delle Due Sicilie, mentre il Piemonte di Cavour e la stessa Lombardia austriaca si riempivano in quegli anni di una fitta maglia di collegamenti ferroviari, marittimi e stradali. Non a caso, uno dei principali motivi di opposizione politica ai Borboni in Sicilia dopo il 1848 fu legato all’assenza di qualsiasi progetto di sviluppo delle infrastrutture. La rivoluzione commerciale e l’ampliamento dei mercati nei decenni centrali dell’Ottocento avevano favorito il decollo di nuovi settori produttivi legati all’esportazione - lo zolfo, il vino, gli agrumi – che però richiedevano nell’isola un più moderno sistema di comunicazioni. Solo in extremis, nel tardivo proposito di riguadagnare il consenso perduto, la monarchia borbonica decide di correre ai ripari e nell’agosto del 1860 (mentre Garibaldi sta varcando lo stretto di Messina per risalire il continente fino a Napoli) Francesco II sottoscrive la concessione di tutte le linee ferroviarie da costruire nel Regno all’ingegnere Paolino Talabot, uomo di fiducia dei Rothschild, alla guida di una vasta cordata mprenditoriale (Blunt, Brancy, Parent, Galliera, ecc.) che rappresentava il Gotha della finanza europea.
    Ma il potentissimo e avanguardistico regno delle due sicilie?

    Comunque onore a Garibaldi nemico dei Rothschild :gluglu::gluglu::gluglu:.

  5. #5
    Anti-terronismo militante
    Data Registrazione
    17 Nov 2009
    Messaggi
    2,046
     Likes dati
    1
     Like avuti
    6
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Garibaldi e l’appalto per la rete ferroviaria nel Sud

    A qualche accademico illustre piace difendere questa versione edulcorata di Garibaldi, nell’estatica contemplazione del mito. Noi preferiamo battere altre strade, quelle della ricerca e dell’interpretazione critica e senza ipocrisie della nostra "vera" storia nazionale.


    iaociao:

  6. #6
    Moderatore
    Data Registrazione
    06 Aug 2010
    Messaggi
    16,917
     Likes dati
    2,908
     Like avuti
    3,343
    Mentioned
    9 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Garibaldi e l’appalto per la rete ferroviaria nel Sud

    E pensare che prima del 1860 le più grandi officine meccaniche nella penisola erano "Le reali officine di Pietrarsa " Costruivano oltre alle caldaie per piroscafi anche locomotive ferroviarie. Dopo il 1860 ,per mancanza di commesse sono state ridotte ad officine di riparazione........alla faccia dell unità .

  7. #7
    Forumista senior
    Data Registrazione
    20 Apr 2009
    Messaggi
    2,908
     Likes dati
    41
     Like avuti
    155
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Garibaldi e l’appalto per la rete ferroviaria nel Sud

    Citazione Originariamente Scritto da Druso Visualizza Messaggio
    Ma il potentissimo e avanguardistico regno delle due sicilie?

    Comunque onore a Garibaldi nemico dei Rothschild :gluglu::gluglu::gluglu:.
    ONORE al pirata al servizio degli Inglesi! Il Britannia ancora vive! :gluglu:

  8. #8
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    7,258
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Garibaldi e l’appalto per la rete ferroviaria nel Sud

    Citazione Originariamente Scritto da x_alfo_x Visualizza Messaggio
    ONORE al pirata al servizio degli Inglesi! Il Britannia ancora vive! :gluglu:
    Garibaldi fu unicamente al servizio dell'Italia, si servì dei suoi agganci inglesi, come di quelli di prussiani (che chissà come mai non vengono mai menzionati), unicamente per raggiungere i suoi scopi; che poi abbia fatto degli errori è fuori discussione, ma da qua a dipingerlo come causa di tutti i mali d'Italia (Cavour sta diventando il nuovo eroe dei leghisti....)ce ne passa.
    La maggior parte delle diffamazioni su Garibaldi (Garibaldi schiavista, Garibaldi senza orecchio, Garibaldi massone-satanista, Garibaldi pedofilo, Garibaldi rettiliano eccetera eccetera) sono frutto della propaganda filopapale.

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    07 Aug 2010
    Messaggi
    56
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Garibaldi e l’appalto per la rete ferroviaria nel Sud

    Un pò come scoprire qualche interesse dell'invasione di Bush in Iraq: il velo di maya che copre la verità è la democrazia, mentre all'epoca di Garibaldi fu l'unità d'italia. In ogni caso ferdinando fece di tutto pur di inimicarsi i liberali e la sicilia. Lo stato di polizia voluto dal re negli anni 1849-1859, fu un'arma a doppio taglio che aiutò l'invasione.

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    07 Aug 2010
    Messaggi
    56
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Garibaldi e l’appalto per la rete ferroviaria nel Sud

    Citazione Originariamente Scritto da Druso Visualizza Messaggio
    Garibaldi fu unicamente al servizio dell'Italia, si servì dei suoi agganci inglesi, come di quelli di prussiani (che chissà come mai non vengono mai menzionati), unicamente per raggiungere i suoi scopi; che poi abbia fatto degli errori è fuori discussione, ma da qua a dipingerlo come causa di tutti i mali d'Italia (Cavour sta diventando il nuovo eroe dei leghisti....)ce ne passa.
    La maggior parte delle diffamazioni su Garibaldi (Garibaldi schiavista, Garibaldi senza orecchio, Garibaldi massone-satanista, Garibaldi pedofilo, Garibaldi rettiliano eccetera eccetera) sono frutto della propaganda filopapale.
    Il papa un personaggio italiano che ha sicuramente più legittimata storica per poter parlare rispetto ai massoni e agli stanieri inglesi

 

 
Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Addio alla stazione ferroviaria
    Di MaIn nel forum Campania
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 02-11-12, 23:10
  2. Risposte: 35
    Ultimo Messaggio: 17-07-08, 12:38
  3. IBL: Trasporto merci, serve una liberalizzazione ferroviaria
    Di Abbott (POL) nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 16-05-08, 11:18
  4. All'aeroporto di Cagliari-Elmas la stazione ferroviaria
    Di Zarco nel forum Aviazione Civile
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 04-02-08, 15:09
  5. OT : sulla TO-NO nuovo record di velocità ferroviaria
    Di landingFCO nel forum Aviazione Civile
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 07-10-05, 14:05

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito