Salve a tutti. Come da oggetto, mi piacerebbe conoscere quali sono le vostre opinioni, ma forse è meglio chiamarle previsioni, sulla natura del nuovo esecutivo pronto a nascere nei prossimi mesi. Un governo Lega-M5S, si sa, non era facile da prevedere né prima né dopo le elezioni del 4 marzo scorso, tuttavia, quando si è andata formandosi questa possibilità, gli analisti si sono divisi in tre correnti di pensiero alternative. Schematizziamole qui di seguito per semplicità, così sarà facile dar forma alla nostra discussione.
1. Facce della stessa medaglia C'è chi vede Salvini e Di Maio come due interlocutori naturali, esponenti delle forze anti-sistema che parlano la stessa lingua, e dunque destinati a instaurare un dialogo duraturo. Se sono pronti per un governo di 5 anni? Forse sì.
2. Convivenza breve ed indolore Altri invece non credono alla reale contiguità ideologica tra leghisti e grillini che solo per necessità si sono trovati a dar vita ad una legislatura, destinata a durare poco. La convergenza solo su alcuni temi renderà l'azione di governo accidentata e circoscritta a decreti che non rischieranno di deludere i rispettivi elettori. E non deludere elettorati così diversi ti costringe a far poco, sopratutto in materia fiscale (vedi compatibilità abbassamento delle tasse/reddito di cittadinanza). Probabilità di ritorno anticipato alle urne? Alta.
3. Resa dei conti Tra questi opinionisti vi è un pensiero in qualche modo simile al secondo punto, tuttavia si aggiunge una sfaccettatura da sottolineare. Il governo M5s-Lega va sì fatto per dar seguito alla grande richiesta di discontinuità emersa dall'ultimo esito elettorale. In questo risiede la bontà del progetto. Alla lunga però sorgeranno delle incompatibilità di visione tra le due forze politiche che muteranno lo scenario politico del futuro prossimo. Si spaccheranno su temi concreti e tale spaccatura dirà molto su Salvini, ma anche sulla natura del Movimento 5 Stelle che, a differenza della Lega, ha una identità meno definita di quanto si possa pensare. Definirsi post-ideologico quando si è all'opposizione è meno problematico, ma quando Di Maio sarà ai ferri corti con il leader del centrodestra non sarà così facile star al di sopra di una collocazione politica tradizionale (diciamolo pure, o di destra o di sinistra).
Io sono per la terza visione, ma sono curioso di leggere altre osservazioni e, soprattutto, argomentazioni. (Ovviamente se c'è una riflessione che non è espressa da questi tre punti, scrivetene per favore).




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Grazie delle vostre osservazioni.
