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Discussione: Il cosmopolitismo e la caduta dell'URSS

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    Predefinito Il cosmopolitismo e la caduta dell'URSS

    KIM IL SUNG RACCONTA LA CADUTA DELL’URSS

    Il declino dell’Unione Sovietica è cominciato con l’ascesa al potere dei revisionisti moderni. Costoro hanno abbandonato il principio dell’edificazione del partito e ne hanno sistematicamente indebolito la forza. Alla fine i dirigenti del Partito comunista dell’Unione Sovietica hanno ceduto al cosmopolitismo propugnato dagli imperialisti, sdoganando un «nuovo modo di pensare». Il cosmopolitismo significa globalizzazione. Gli imperialisti americani se ne sono serviti da molto tempo come strumento ideologico per realizzare i loro piani di egemonia mondiale. Mentre Stalin era ancora in vita, il Partito comunista dell’Unione Sovietica l’aveva combattuto con vigore. Non appena gli imperialisti americani avanzarono quell’idea, mi sembra, Stalin aveva già capito che era finalizzata a portare avanti la loro strategia di «transizione pacifica» per dominare il mondo. Quando nel campo della letteratura e delle arti sovietiche sono emerse delle tendenze cosmopolite dopo la seconda guerra mondiale, Ždanov, uno dei discepoli di Stalin, si è rivolto agli scrittori, agli artisti, alla popolazione, per insistere sulla necessità di combattere energicamente quelle tendenze.
    Il «nuovo modo di pensare» sbandierato dai dirigenti del vecchio Partito comunista dell’Unione Sovietica era una mentalità capitolarda. L’essenza di questo concetto era la collaborazione e la convivenza con gli imperialisti invece della lotta contro di essi. In ultima analisi ciò significa arrendersi al nemico. La natura dell’imperialismo non cambierà mai. L’imperialismo è il capitalismo monopolistico. È una tesi di Lenin. L’imperialismo fondato sul capitale monopolistico s’incammina sempre sulla strada dell’aggressione e del saccheggio degli altri paesi se non viene arginato. Tuttavia, nutrendo illusioni sul conto degli imperialisti, i dirigenti del Partito comunista dell’Unione Sovietica hanno predicato la collaborazione con loro e compromesso il proprio paese, incapace di reggere l’offensiva antisocialista degli imperialisti. Assistere al crollo improvviso di un paese che edificava il socialismo da più di settant’anni, nel giro di un giorno, fu un’esperienza scioccante. I traditori del socialismo responsabili della disfatta dell’Unione Sovietica non hanno nessuna coscienza nazionale, per non parlare dell’onore dei comunisti. Se avessero avuto anche solo un briciolo di patriottismo, l’URSS non sarebbe ridotta in quello stato. Hanno sciolto l’Unione Sovietica, e adesso si fanno comandare a bacchetta dagli americani.
    L’Unione Sovietica è crollata perché corrosa dal revisionismo dopo la morte di Stalin. Era un grande paese: il suo territorio rappresentava un sesto della superficie terrestre del pianeta ed era popolato da 290 milioni di abitanti. Contava 18 milioni di membri del partito e portava avanti l’edificazione del socialismo da più di settant’anni. Ma d’un tratto ogni cosa è andata perduta. Pur con oltre settant’anni di storia dell’edificazione del socialismo alle spalle, il partito dell’Unione Sovietica è stato afflitto dalla burocrazia e ha trascurato il lavoro sugli uomini, parte essenziale del lavoro di partito. In mancanza di educazione ideologica, il popolo ha preso gusto al denaro, preoccupandosi solo di guadagnarlo, invece di conformarsi al leninismo. A furia di lasciare che la gente pensasse solo al denaro, all’automobile privata e alla dacia, senza inculcarle l’ideologia socialista e comunista, alla fine il paese è andato in rovina.
    La caduta dell’Unione Sovietica e dei paesi socialisti dell’Europa orientale è imputabile anche alla negligenza nella formazione ideologica del popolo. In Unione Sovietica i moderni revisionisti hanno abbandonato la formazione ideologica del popolo da quando sono saliti al potere a metà degli anni ‘50. Anziché fare propaganda a favore del socialismo e del comunismo, essi hanno parlato a gran voce di denaro, di vetture private e di ville. Trent’anni di mancata educazione ideologica hanno portato con sé il degrado spirituale del popolo e infine la distruzione del paese.

    — «Il Presidente Kim Il Sung, grande leader, e le idee del Juché», antologia a cura dell’Associazione dei sociologi coreani, 2017, pp. 153-156.

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    Predefinito Re: Il cosmopolitismo e la caduta dell'URSS

    Analisi lucida. Il destino del socialismo nell'Unione Sovietica era ormai segnato con l'abbraccio mortale del revisionismo kruscioviano. Lo stesso Che nel suo viaggio storico nell'Urss, negli anni 60, si sarebbe reso conto del clima da progressiva restaurazione capitalista che aveva colpito il paese.
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    Predefinito Re: Il cosmopolitismo e la caduta dell'URSS

    In Italia direi che i pochi baluardi rimasti contro il revisionismo sono Rizzo e Marx21 (ex Ernesto) e varia altre siglette pur con tutti i loro difetti. Mentre Rifondazione & Co. sono a capo dei revisionisti (uno della FGC mi ha detto che Potere al Popolo è una creatura della Forenza).

  4. #4
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    Predefinito Re: Il cosmopolitismo e la caduta dell'URSS

    I revisionisti sono gli stalinisti che cercano di riscrivere la storia. Detto questo, il fatto che sia Rizzo sia l'Ernesto siano rimasti incollati a Rifondazione per anni la dice lunga sia su quei soggetti sia sul partito in cui militavano. Vi lascio alla discussione perché sarebbe un inutile scazzo di tremila post senza una via di uscita.
    Certo che Kim che parla di Stalin è come quei film horror in cui fanno incontrare due personaggi di due serie diverse...
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    Predefinito Re: Il cosmopolitismo e la caduta dell'URSS

    Citazione Originariamente Scritto da Marilena Larouge Visualizza Messaggio
    I revisionisti sono gli stalinisti che cercano di riscrivere la storia. Detto questo, il fatto che sia Rizzo sia l'Ernesto siano rimasti incollati a Rifondazione per anni la dice lunga sia su quei soggetti sia sul partito in cui militavano. Vi lascio alla discussione perché sarebbe un inutile scazzo di tremila post senza una via di uscita.
    Certo che Kim che parla di Stalin è come quei film horror in cui fanno incontrare due personaggi di due serie diverse...
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  6. #6
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    Predefinito Re: Il cosmopolitismo e la caduta dell'URSS

    Citazione Originariamente Scritto da Lord Attilio Visualizza Messaggio
    Finché non si vince ma si perde sempre, non ci si sbaglia mai
    Oppure si può pensare di aver vinto quando invece si perde da cent'anni e in più si è mandato in vacca idee e movimenti in modo quasi irrimediabile senza ottenere niente se non l'inseguire l'idea borghese e formale di potere (che senza le trasformazioni reali non conta una cippa...a meno che uno non voglia solo mettere le bandierine come in Risiko...)
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    Predefinito Re: Il cosmopolitismo e la caduta dell'URSS

    Citazione Originariamente Scritto da Marilena Larouge Visualizza Messaggio
    Oppure si può pensare di aver vinto quando invece si perde da cent'anni e in più si è mandato in vacca idee e movimenti in modo quasi irrimediabile senza ottenere niente se non l'inseguire l'idea borghese e formale di potere (che senza le trasformazioni reali non conta una cippa...a meno che uno non voglia solo mettere le bandierine come in Risiko...)
    Se istituzionalizzi un movimento perdi un po' di carica eversiva ma quello è normale, non si può fare la rivoluzione permanente come voleva Mao. Però in compenso prendi paesi che crepano di fame e porti scuole, ospedali e un tenore di vita più elevato.

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  8. #8
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    Predefinito Re: Il cosmopolitismo e la caduta dell'URSS

    Non è la carica eversiva...lì hai perso proprio tutto. Per la seconda parte del ragionamento: quindi lo scopo è far avanzare "capitalisticamente" il paese e intanto spaccare le vertebre a lavoratori e a chiunque critichi perdendo completamente di vista gli obiettivi? Mah...
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  9. #9
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    Predefinito Re: Il cosmopolitismo e la caduta dell'URSS

    La rivoluzione è "permamente" (altro che Mao)...non nel senso che bisogna sparare ogni sei mesi o mandare gente in campagna così per il gusto di farlo ma nel senso di una cntinua tensione al superamento delle contraddizioni fino a risultati veri. Altrimenti ci si accontenta, coe ho detto prima, del potere formale (al limite della badierina) e buona notte. Si può anche solo definire lontanamente socialismo 'sta roba?
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  10. #10
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    Predefinito Re: Il cosmopolitismo e la caduta dell'URSS

    Citazione Originariamente Scritto da Marilena Larouge Visualizza Messaggio
    Non è la carica eversiva...lì hai perso proprio tutto. Per la seconda parte del ragionamento: quindi lo scopo è far avanzare "capitalisticamente" il paese e intanto spaccare le vertebre a lavoratori e a chiunque critichi perdendo completamente di vista gli obiettivi? Mah...
    Il socialismo si crea a partire dal capitalismo, utilizzandolo e drenando le forze produttive a favore dei lavoratori. Se tutti i paesi fanno questo hai già eliminato la contraddizione principale tra paesi poveri e paesi ricchi e tolto ai padroni la possibilità di ricattare i lavoratori delocalizzando o di corromperli con la divisione dei profitti coloniali.

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