Dopo 20 anni di eurismo selvaggio ben venga che si torni a discutere di sovranità (per fortuna anche i comunisti hanno cominciato a parlarne, vedi Rizzo, Eurostop ecc.). Ma c'è un ma. Il problema della discussione sulla sovranità è che è egemonizzata dai cosiddetti "sovranisti" (e dagli euristi che la negano). I sovranisti solitamente non pongono giustamente il problema della sovranità, anche perché non hanno ben compreso la portata dello scontro in atto. Infatti non si oppongono alla globalizzazione, cosa che sarebbe assolutamente sacrosanta, ma al "mondialismo", un concetto in cui sono messi indifferentemente dentro il globalismo del capitalismo finanziario (Soros, Trilateral, Bilderberg ecc.) ma anche il processo di internazionalizzazione degli scambi e dei rapporti umani, cosa di cui alcuni stati hanno approfittato per opporre un'alternativa allo sviluppo eurocentrato (il Brasile di Lula, la Cina, i paesi dell'Indocina ecc.) oppure qualsiasi forma di internazionalismo e solidarietà verso i popoli oppressi dall'imperialismo. Perché questo? Perché quelli che adesso si dichiarano sovranisti fino a ieri erano accesi sostenitori della globalizzazione e iniziano a discuterne gli effetti solo quando vanno contro i loro interessi. Ieri non erano contrari al fatto che il plusvalore estorto ai paesi del Terzo Mondo finanziasse il loro stile di vita, e non lo sono neanche oggi che questo stile di vita è messo in discussione per il processo di proletarizzazione insito nello stesso processo di globalizzazione del Capitale. Semmai la loro critica si è estesa ad altri soggetti (la finanza internazionale, a cui poi aggiungono i comunisti e gli immigrati giusto per non contraddirsi). Come però si vede dal loro sostegno a Trump questi non mettono in discussione l'imperialismo e il capitalismo, ma vogliono solo che l'Occidente liberale da una parte blocchi la massa proletarizzata attraverso una politica securitaria e la costruzione di muri (il che non vuol dire che le "frontiere aperte" proposte da certa sinistra siano la giusta soluzione) e dall'altra che sia implementato il protezionismo proprio perché gli esclusi cominciano ad avvantaggiarsi della mondializzazione per impedire l'estorsione di plusvalore in favore dell'Occidente (la Cina è l'esempio migliore).
In sintesi, gli attuali sovranisti sono utili nel momento in cui riportano al centro il problema della sovranità ma sono inutili e dannosi nel momento in cui lo usano per dividere i proletari occidentali dai proletari del Terzo Mondo e soprattutto usandolo in senso protezionista e particolarista contro possibili alleanze internazionali che metterebbero anche in discussione l'appartenenza dell'Italia al blocco occidentale e atlantico e la porterebbero verso il terzomondismo (cosa che tra l'altro facevano già la DC e Craxi!). Vedasi in questo la loro demonizzazione della Cina e del Venezuela, anche se stranamente hanno capito il ruolo positivo della Russia di Putin. Che ne pensate?




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