Re: Se Conte avesse avuto le palle ...
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Immanuel
Fosse quello il problema, con i 200 miliardi che si sono fumati in una settimana, si fanno elezioni fino alla fine dell'umanità.
Ma guarda che l'aumento dello spread mica lo paghi su tutti i titoli di stato che hai venduto? Lo stato mica li vende con tasso variabile? Non ci siamo fumati nemmeno un euro al momento. Al limite potranno aumentare i tassi sulla prossima vendita, e dovrebbero essere 6 miliardi di titoli. Quindi se va male parliamo di 100 milioni.
Re: Se Conte avesse avuto le palle ...
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medisco
Ma guarda che l'aumento dello spread mica lo paghi su tutti i titoli di stato che hai venduto? Lo stato mica li vende con tasso variabile? Non ci siamo fumati nemmeno un euro al momento. Al limite potranno aumentare i tassi sulla prossima vendita, e dovrebbero essere 6 miliardi di titoli. Quindi se va male parliamo di 100 milioni.
200 miliardi tra 9 sedute negative consecutive in borsa ed il differenziale tra i rendimenti in queste 2 settimane.
https://www.corriere.it/esteri/18_ma...82752781.shtml
Re: Se Conte avesse avuto le palle ...
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Immanuel
Per 200 miliardi bruciati in borsa ce ne saranno domani 200 guadagnati. Sono i titoli che ti portano perdenze che non recuperi...
Re: Se Conte avesse avuto le palle ...
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medisco
Ma guarda che l'aumento dello spread mica lo paghi su tutti i titoli di stato che hai venduto? Lo stato mica li vende con tasso variabile? Non ci siamo fumati nemmeno un euro al momento. Al limite potranno aumentare i tassi sulla prossima vendita, e dovrebbero essere 6 miliardi di titoli. Quindi se va male parliamo di 100 milioni.
La prossima e le successive.
Re: Se Conte avesse avuto le palle ...
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Jaredd
Conte non avrebbe mai pensato che il PDR si permettesse di uscire dal suo ruolo e rifiutare un nome incensurato per mera opinione personale sulle sue idee politiche in ogni caso innocuo perché senza rappresentazione nel programma. Il PDR ha fatto una cosa allucinante impensabile andando ben oltre il suo ruolo, non rispettando quella parte della costituzione che dice che l'approvazione della lista dei ministri è "un atto dovuto" e che il compito del PDR è di tutelare legge e costituzione, non di presupporre strane cose su spread ed Europa quando nei fatti quello che ha scritto o detto un ministro "non conta niente!" conta solo il programma e quel programma già l'aveva approvato.
Nessuno avrebbe mai creduto il PDR capace di una simile deriva.
In quale articolo sta scritto che l'approvazione della lista è un atto dovuto?
Re: Se Conte avesse avuto le palle ...
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bimbogigi
e renzi telecomandato da chi ? :D
Dalla Merkel, dai poteri forti, da Bruxelles, da Soros, dai francesi. Alla fine era telecomandato da tanta gente che non ci capiva più niente nemmeno lui.
Re: Se Conte avesse avuto le palle ...
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Caere
... tu pensa quanto ha dimostrato di non avere le palle... è appena uscito quasi dal nulla... domattina poteva andare a piazzare il culo sullo scranno più alto di palazzo chigi... eppure ha preferito liquidare sua maestà del mattarello dicendogli: se lo faccia lei il monti bis...
Cioè, ha scelto liberamente di fare il piccione viaggiatore di Salvini. Ci penso si a quanto ha avuto le palle, se non altro ci siamo risparmiati un'inutile marionetta.
Re: Se Conte avesse avuto le palle ...
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standing bull
Dalla Merkel, dai poteri forti, da Bruxelles, da Soros, dai francesi. Alla fine era telecomandato da tanta gente che non ci capiva più niente nemmeno lui.
infatti e' anziano si deve dimettere a andari a fare il paio con napolitano
Re: Se Conte avesse avuto le palle ...
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elnick
Cioè, ha scelto liberamente di fare il piccione viaggiatore di Salvini. Ci penso si a quanto ha avuto le palle, se non altro ci siamo risparmiati un'inutile marionetta.
vedrai adesso che ridere ... :D
Re: Se Conte avesse avuto le palle ...
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medisco
per cui i motivi dell'impeachment ci sono
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https://associazioneeuropalibera.wordpress.com/44
Ma quali sono i suoi poteri e quali limiti incontrano?
Per capirlo dobbiamo fare riferimento a due articoli fondamentali della Carta: l’art. 54 e l’art. 97. L’art. Da questi articoli si evince qual è il ruolo del PdR nell’esercizio delle prerogative di cui all’art. 92 Cost.: innanzitutto egli deve valutare la correttezza e l’onorabilità del candidato Ministro, esaminando il suo passato; evidentemente chi ha subito condanne per reati che possono influ 54 recita «Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore…», l’art. 97 afferma «I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione…».ire sul corretto esercizio delle funzioni, come la corruzione o reati finanziari non può essere accettato; così come chi ha dimostrato idee o comportamenti contrari ai principi Costituzionali o che dimostrano pericolosità sociale. Altro criterio è la fedeltà alla repubblica: chi ha compiuto o avallato atti terroristici o si è prodigato per interessi stranieri contro l’interesse nazionale non può essere nominato ed il PdR ha il dovere di opporsi.
Passato questo esame il candidato Ministro dovrà essere vagliato dal Presidente riguardo alla sua effettiva capacità di svolgere l’incarico, ovvero di assicurare il buon andamento del Ministero; per questo il PdR potrà opporsi a candidati palesemente inadatti al ruolo. Altro aspetto importante è la capacità nel suo complesso dell’esecutivo e l’eccessiva concentrazione di poteri nelle mani di un singolo, sia esso il PdC se ritiene a sé qualche funzione ministeriale o un Ministro che accentri troppe competenze e funzioni, con l’accorpamento di Ministeri prima divisi.
Citazione:
Ciò che non può ritenersi ammissibile è il veto a priori di un certo nominativo, senza che vi siano le ragioni sopra illustrate, poiché andrebbe ad incrinare quel delicato equilibrio fra la funzione politica del PdC incaricato e quella di indirizzo generale e controllo del PdR. Un Presidente della Repubblica che valutasse politicamente la scelta si arrogherebbe un diritto di mera scelta che esula dai suoi poteri e provocherebbe di fatto uno slittamento verso una Repubblica presidenziale, espressamente esclusa dai nostri Padri.
In quest’ottica il “caso” Savona appare superare questo limite e provoca un attrito con il Premier incaricato e con la maggioranza che lo sostiene che è antitetico a quel rapporto di collaborazione che deve sussistere fra capo dell’Esecutivo e garante della Repubblica, collaborazione che deve sussistere anche durante la vita della legislatura. L’inizio della “terza Repubblica”, come definita da Di Maio sembra essere già in salita.