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Discussione: Un Italia Borbonica?

  1. #1
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    Predefinito Un Italia Borbonica?

    Se i Borboni(casa di origine francese che riconquistò il regno di Napoli proprio cacciando gli austriaci) si fossero messi nel 48 contro l'Austria per ridare a Venzia e Milano la loro indipendenza...magari con l'appoggio di Spagna e Francia...

    Se avessero concesso parlamento e costituzione

    Se avessero in seguito appoggiato una confederazione degli stati italiani mantenedo la loro sovranità...

    Adesso forse sarebbero ancora sul trono, e l'Italia forse sarebbe migliore

    Però non l'hanno fatto, perchè?
    Addio Tomàs
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  2. #2
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    Predefinito Rif: Un Italia Borbonica?

    Citazione Originariamente Scritto da Libertas Visualizza Messaggio
    Se i Borboni(casa di origine francese che riconquistò il regno di Napoli proprio cacciando gli austriaci) si fossero messi nel 48 contro l'Austria per ridare a Venzia e Milano la loro indipendenza...magari con l'appoggio di Spagna e Francia...

    Se avessero concesso parlamento e costituzione

    Se avessero in seguito appoggiato una confederazione degli stati italiani mantenedo la loro sovranità...

    Adesso forse sarebbero ancora sul trono, e l'Italia forse sarebbe migliore

    Però non l'hanno fatto, perchè?

    Perchè non l'aveva fatto? :sofico:

  3. #3
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    Predefinito Rif: Un Italia Borbonica?

    Citazione Originariamente Scritto da x_alfo_x Visualizza Messaggio
    Perchè non l'aveva fatto? :sofico:
    Senza poi revocarli dico hefico:
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Un Italia Borbonica?

    In realtà a ferdinando II fu chiestopiù di una volta di mettersi a capo di una confederazione di Stati Italiani. Chgi si è sempre opposto è stato il regno sabaudo che invece mirava ad espandere il suo territorio altrimenti avrebbe rischiato di saltare in aria con tutti i sui debiti. I Borbone erano per una confederazione ed hanno sempre rifiutato l'idea di ledere gli altri stati confinanti (erano per la pace e non per la guerra) come invece hanno fatto i savoia, colonizzando il resto d'Italia. Ed oggi ne paghiamo ancora le conseguenze.
    Per quanto riguarda la costituzione, Ferdinando II fu il primo sovrano italiano a concedere la Costituzione, che venne promulgata il 10 febbraio 1848. Il re intendeva in tal modo togliere motivazioni agli indipendentisti siciliani, in rivolta dal 1847, e corrispondere alle pressanti istanze dei liberali napoletani (sempre nel 1847 Luigi Settembrini aveva scritto la "Protesta del popolo delle Due Sicilie"). Sull'esempio di Ferdinando II, anche gli altri regnanti italiani intrapresero la via costituzionale (Carlo Alberto in un primo tempo dichiarò che "mica sono come quel Borbone che ha accettato il diktat degli insorti, facendo la cosa più deleteria che si possa immaginare. Con la costituzione, il "suddito" acquisiva sia la dignità di "cittadinanza civile" (libertà personale, di stampa, di associazione, di proprietà), sia quella di "cittadinanza politica" (al Re si affiancava il Parlamento composto da due Camere, una di 164 deputati eletti dal popolo, l'altra di 50 "Pari" nominati dal sovrano). Le elezioni si svolsero il 18 aprile, ma il 15 maggio 1848, in coincidenza con l'apertura dei lavori parlamentari, una parte di deputati attuarono un tentativo di rovesciare la monarchia. Questo costrinse Ferdinando a ritirare la costituzione.
    Le Città del Sud

  5. #5
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    Predefinito Rif: Un Italia Borbonica?

    Citazione Originariamente Scritto da Le Città del Sud Visualizza Messaggio
    In realtà a ferdinando II fu chiestopiù di una volta di mettersi a capo di una confederazione di Stati Italiani. Chgi si è sempre opposto è stato il regno sabaudo che invece mirava ad espandere il suo territorio altrimenti avrebbe rischiato di saltare in aria con tutti i sui debiti. I Borbone erano per una confederazione ed hanno sempre rifiutato l'idea di ledere gli altri stati confinanti (erano per la pace e non per la guerra) come invece hanno fatto i savoia, colonizzando il resto d'Italia. Ed oggi ne paghiamo ancora le conseguenze.
    Presupposto per la confederazione era cacciare gli austriaci, e certo il borbone non si impegnò molto in questa direzione, derto meno di Carlo Alberto che si giocò il trono e VOLONTARIAMENTE,
    questo, oltre al mantenimento della costituzione, diede ai Savoia una legittimazione che i borbone buttarono via.


    Per quanto riguarda la costituzione, Ferdinando II fu il primo sovrano italiano a concedere la Costituzione, che venne promulgata il 10 febbraio 1848. Il re intendeva in tal modo togliere motivazioni agli indipendentisti siciliani, in rivolta dal 1847, e corrispondere alle pressanti istanze dei liberali napoletani (sempre nel 1847 Luigi Settembrini aveva scritto la "Protesta del popolo delle Due Sicilie"). Sull'esempio di Ferdinando II, anche gli altri regnanti italiani intrapresero la via costituzionale (Carlo Alberto in un primo tempo dichiarò che "mica sono come quel Borbone che ha accettato il diktat degli insorti, facendo la cosa più deleteria che si possa immaginare. Con la costituzione, il "suddito" acquisiva sia la dignità di "cittadinanza civile" (libertà personale, di stampa, di associazione, di proprietà), sia quella di "cittadinanza politica" (al Re si affiancava il Parlamento composto da due Camere, una di 164 deputati eletti dal popolo, l'altra di 50 "Pari" nominati dal sovrano). Le elezioni si svolsero il 18 aprile, ma il 15 maggio 1848, in coincidenza con l'apertura dei lavori parlamentari, una parte di deputati attuarono un tentativo di rovesciare la monarchia. Questo costrinse Ferdinando a ritirare la costituzione.
    Nessuno costrinse il re a revocare la costituzione, poteva benissimo mantenerla,
    ma, ancora più importante, doveva continuare la guerra contro l'Austria, invece di ritirare le truppe, regalando così in pratica la Lombardia ai Savoia.
    Ritirarono tutto, e poi si ritirarono anche loro.
    Ultima modifica di agaragar; 25-08-10 alle 09:16
    Addio Tomàs
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    Predefinito Rif: Un Italia Borbonica?

    QUELLO CHE RACCONTI E' LA VERSIONE DELLA STORIOGRAFIA UFFICIALE, IN RELTA':
    Il 7 aprile Ferdinando II dichiarò guerra all’Austria e stabilì di inviare al nord un contingente di ben 16mila uomini (di cui 3 mila volontari) 96 al comando del generale Guglielmo Pepe; il 20 aprile, col richiamo dei rispettivi ambasciatori, la rottura tra Due Sicilie e Austria era completa. Nell’occasione Ferdinando II emanò un proclama: “Noi consideriamo com’esistente di fatto la Lega Italiana, dacché l’universale consenso dè Prìncipi e dè popoli della Penisola ce la fa riguardare come già conchiusa, essendo prossimo a riunirsi in Roma il Congresso che Noi fummo i primi a proporre; e siamo per essere i primi a mandarvi i rappresentanti di questa parte della gran famiglia italiana [il 4 aprile erano stati già designati e l’11 si stabilì che essi aderissero comunque al progetto di lega doganale] … le sorti della comune patria vanno a decidersi sui piani di Lombardia ...unione, abnegazione, fermezza e l’indipendenza della nostra bellissima Italia sarà conseguita. Tacciano davanti a tanto scopo le meno nobili passioni e 24 milioni di italiani avranno una patria potente, un comune ricchissimo patrimonio di gloria, e una nazionalità rispettata che peserà in Europa”.
    I delegati piemontesi non arrivarono mai a Roma, il loro re aveva gettato la maschera, il progetto monarchico-federale doveva essere sepolto perchè egli aveva ambizioni diverse, voleva diventare l’unico Re d’Italia fedele emulo di quello che aveva affermato il suo antenato Emanuele Filiberto:“L’Italia? È un carciofo di cui i Savoia mangeranno una foglia alla volta”.
    Le Città del Sud

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Le Città del Sud Visualizza Messaggio
    QUELLO CHE RACCONTI E' LA VERSIONE DELLA STORIOGRAFIA UFFICIALE, IN RELTA':
    Il 7 aprile Ferdinando II dichiarò guerra all’Austria e stabilì di inviare al nord un contingente di ben 16mila uomini (di cui 3 mila volontari) 96 al comando del generale Guglielmo Pepe; il 20 aprile, col richiamo dei rispettivi ambasciatori, la rottura tra Due Sicilie e Austria era completa. Nell’occasione Ferdinando II emanò un proclama: “Noi consideriamo com’esistente di fatto la Lega Italiana, dacché l’universale consenso dè Prìncipi e dè popoli della Penisola ce la fa riguardare come già conchiusa, essendo prossimo a riunirsi in Roma il Congresso che Noi fummo i primi a proporre; e siamo per essere i primi a mandarvi i rappresentanti di questa parte della gran famiglia italiana [il 4 aprile erano stati già designati e l’11 si stabilì che essi aderissero comunque al progetto di lega doganale] … le sorti della comune patria vanno a decidersi sui piani di Lombardia ...unione, abnegazione, fermezza e l’indipendenza della nostra bellissima Italia sarà conseguita. Tacciano davanti a tanto scopo le meno nobili passioni e 24 milioni di italiani avranno una patria potente, un comune ricchissimo patrimonio di gloria, e una nazionalità rispettata che peserà in Europa”.
    I delegati piemontesi non arrivarono mai a Roma, il loro re aveva gettato la maschera, il progetto monarchico-federale doveva essere sepolto perchè egli aveva ambizioni diverse, voleva diventare l’unico Re d’Italia fedele emulo di quello che aveva affermato il suo antenato Emanuele Filiberto:“L’Italia? È un carciofo di cui i Savoia mangeranno una foglia alla volta”.
    Ma le truppe furono sempre ritirate....solo il conseguimento dell'indipendenza di lombardia e Veneto avrebbe fermato l'espansionismo dei Savoia,
    questo i borboni non lo vollero capire,
    coi delegati di quelle regioni più modena e altri, i delegati piemontesi sarebbero stati obbligati a partecipare.
    Addio Tomàs
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Un Italia Borbonica?

    Certo, comunque alla fine fu un errore ritirasi perchè si fece solo il gioco dei Piemontesi, molto più astuti nel tendere le trappole. Però non si dica che Ferdinando non volesse la "lega" di stati, in realtà fu il contrario (almeno su questo credo si possa essere d'accordo). E comunque i Piemontesi erano sicuramente i meno indicati a fare l'italia (parlavano oltretutto francese) e i fatti lo dimostrano: la nostra nazione è stato fatta nel peggiore dei modi, consegnandola nelle mani della massoneria e delle mafie e facendo precipitare il meridione in uno stato di crisi economica e sociale. In pochi mesi si cancellò quello che di buono i borbone avevano costruito in un secolo di indipendenza. Le parole di Frencesco II furono profetiche: "non vi resteranno nemmeno gli occhi per piangere".
    Le Città del Sud

  9. #9
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    Predefinito Rif: Un Italia Borbonica?

    Citazione Originariamente Scritto da Libertas Visualizza Messaggio
    Nessuno costrinse il re a revocare la costituzione, poteva benissimo mantenerla
    Perchè l'avevano accettata la Costituzione come avevano fatto con lo Statuto Albertino? E poi come se il Parlamento rappresentasse le istanze del popolo intero, oggi non lo rappresenta con il suffraggio universale, figurarsi allora.
    Per cortesia non crediamo alle favolette delle libertà e delle democrazie esportate
    Ultima modifica di x_alfo_x; 25-08-10 alle 14:42

  10. #10
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    Predefinito Rif: Un Italia Borbonica?

    Citazione Originariamente Scritto da Le Città del Sud Visualizza Messaggio
    In realtà a ferdinando II fu chiestopiù di una volta di mettersi a capo di una confederazione di Stati Italiani. Chgi si è sempre opposto è stato il regno sabaudo che invece mirava ad espandere il suo territorio altrimenti avrebbe rischiato di saltare in aria con tutti i sui debiti. I Borbone erano per una confederazione ed hanno sempre rifiutato l'idea di ledere gli altri stati confinanti (erano per la pace e non per la guerra) come invece hanno fatto i savoia, colonizzando il resto d'Italia. Ed oggi ne paghiamo ancora le conseguenze.
    Per quanto riguarda la costituzione, Ferdinando II fu il primo sovrano italiano a concedere la Costituzione, che venne promulgata il 10 febbraio 1848. Il re intendeva in tal modo togliere motivazioni agli indipendentisti siciliani, in rivolta dal 1847, e corrispondere alle pressanti istanze dei liberali napoletani (sempre nel 1847 Luigi Settembrini aveva scritto la "Protesta del popolo delle Due Sicilie"). Sull'esempio di Ferdinando II, anche gli altri regnanti italiani intrapresero la via costituzionale (Carlo Alberto in un primo tempo dichiarò che "mica sono come quel Borbone che ha accettato il diktat degli insorti, facendo la cosa più deleteria che si possa immaginare. Con la costituzione, il "suddito" acquisiva sia la dignità di "cittadinanza civile" (libertà personale, di stampa, di associazione, di proprietà), sia quella di "cittadinanza politica" (al Re si affiancava il Parlamento composto da due Camere, una di 164 deputati eletti dal popolo, l'altra di 50 "Pari" nominati dal sovrano). Le elezioni si svolsero il 18 aprile, ma il 15 maggio 1848, in coincidenza con l'apertura dei lavori parlamentari, una parte di deputati attuarono un tentativo di rovesciare la monarchia. Questo costrinse Ferdinando a ritirare la costituzione.

    Tu a parole tue niente?

 

 
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