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  1. #1
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    Predefinito Contro il museo garibaldesco

    Volantinaggio 19 agosto contro il museo garibaldesco di Melito Porto Salvo (RC)




    __________________________________________________ ______


    Abbiamo ben poco da festeggiare, nel centocinquantesimo dello sbarco di Garibaldi in Calabria; e dovremmo piuttosto lamentarci e pentirci, e riflettere sulle nostre condizioni attuali di ultima regione d'Europa per tutto tranne che disoccupazione e mafia. Ecco tante buone motivazioni per fare del 19 luglio una giornata di studio della spiacevole verità regionale e meridionale, piuttosto che il pretesto per passerelle dipolitici e intellettuali organici, eccetera:

    1. Giuseppe Garibaldi fu un avventuriero dalle opinioni fragili e azioni contraddittorie. Senza ricordare i suoi precedenti pirateschi e donneschi per mare e nelle Americhe, egli, mazziniano e con velleità socialiste, si pose al servizio dei Savoia e dei loro sostenitori borghesi; promise libertà e distribuzione delle terre, e illuse molti, per poi reprimere nel sangue, come a Bronte, le insurrezioni popolari; favorì la borghesia rampante, e soprattutto i suoi amici, e tra questi Dumas e quel Fazzari che portò poi al fallimento Mongiana in cambio di un palazzo a Catanzaro;

    2. La spedizione garibaldesca contro i Borbone fu resa possibile dall'appoggio inglese e dall'incoerenza francese; ma militarono con Garibaldi in Sicilia i "picciotti" della mafia e nella capitale lo attendevano i camorristi: il che spiega molte cose anche del 2010! Questa è in buona parte la genesi delle assai sospette vittorie di Calatafimi, Palermo e della falsa battaglia di Soveria Mannelli, e di molti altri episodi del genere fino al Volturno;

    3. Repubblicano a parole, Garibaldi consegnò il bottino a Vittorio Emanuele II di Savoia, il cui governo nel 1861 occupò militarmente il Meridione, considerato "annesso", con una durissima guerra civile durata un decennio e ingiuriata come brigantaggio; eseguito il compito, l'eroe venne relegato a Caprera. Tardi si accorse del raggiro e del suo errore, e tentò un secondo sbarco, nell'estate del 1862: ma i militari piemontesi, ben più spicci e duri di quelli borbonici, gli spararono addosso e lo arrestarono;

    4. Le ricche casse delle Due Sicilie pagarono i debiti del Piemonte e del nuovo Stato unitario;

    5. La Calabria, regione industriale del Regno delle Due Sicilie, divenne entro una generazione la terra della più desolata emigrazione e dell'abbandono della stessa agricoltura; e, in questo secondo dopoguerra, il paradiso avvelenato del più vile assistenzialismo corruttore;

    6. Ciò si deve a quella stessa classe intellettuale e politica che nel 1860 accolse Garibaldi come aveva accolto e accoglierà ogni straniero sedicente "liberatore", e nei decenni seguenti fornì al parlamento regio, e poi a quello attuale, scaldasedie senza dignità e idee, scelti tra la più pigra disoccupazione laureata e con il criterio di peggio è meglio è per gli interessi di altri;

    7. L'unificazione forzata ha tolto al Meridione e alla Calabria la coscienza di sé e la stessa memoria storica, divenuta libresca e "ufficiale", e senza autonoma capacità critica.

    Nulla da festeggiare, dunque, in questo anniversario di sbarco straniero, ma solo l'occasione per riflettere sulla nostra storia, e anche sui nostri errori. La facilità con cui don Peppino sbarcò sotto gli occhi di una delle più potenti e numerose flotte da guerra del mondo, quella borbonica, e attraversò il Regno con altrettanta facilità, el'evidenza che molti ufficiali borbonici erano stati "lavorati" dalla massoneria o esplicitamente comprati dai servizi segreti piemontesi deve farci meditare su certe nostre incapacità caratteriali di meridionali sempre troppo inclini a pensare, e troppo poco ad agire!

    E l'occasione per interrogarci sul nostro infelice presente e sull'incerto avvenire, e iniziare a riprendere coscienza della nostra dignità di popolo meridionale e calabrese, non per sterilevanagloria, ma per precisi e realizzabili progetti politici ed economici,elaborati tra noi e per noi, senza attendere ancora spedizioni di mille oqualsiasi altro ingannevole aiuto forestiero.

    Rifiutiamo dunque le feste provincialotte e più o meno interessate, e invitiamo le menti pensanti e consapevoli alla coraggiosa riflessione.

    Ulderico Nisticò

    __________________________________________________ _
    Ultima modifica di x_alfo_x; 13-08-10 alle 15:09

  2. #2
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    Predefinito Rif: Contro il museo garibaldesco

    In fiamme.

  3. #3
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    importantissima iniziativa

  4. #4
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    Cari compatrioti il 19 agosto 2010 a Melito Porto Salvo abbiamo scritto una bellissima pagina duosiciliana!!!,

    I C. D. S. delle Calabrie, si sono recati a dissentire i festeggiamenti Garibaldeschi, appena arrivati con il Compatriota Domenico Ceravolo siamo andati a dialogare con la relatrice del convegno spiegando la nostra volontà di fare un pò di volantinaggio, spiegandoi danni causati dai Garibaldeschi alle nostre contrade, dicendogli che il popolo meridionale aveva poco da celebrare e da festeggiare.
    Ci ha cortesemente invitati a non distribuire i volantini almeno all'interno dell'auditorium, promettendoci che nel corso del convegno ci avrebbe dato la parola per spiegare le nostre ragioni sulla nostra presenza a Melito P S, intanto la nostra presenza e i nostri volantini in bella mostra incuriosivano i presenti e quel dibattito che si stava sonnolentamente trascinando, la nostra presenza in sala, ha incuriosito gli stanchi ed annoiati presenti stufi di ascoltare le falsità storiche propinate... così sono venuti da noi a chiederci i volantini leggendoli con avidità e rinnovato entusiasmo..
    Abbiamo trascinato con le nostre verità incontestabili, lo stanco convegno, i professori presenti, e uno in particolare che ha rivestito in tempi passati, anche la carica di sottosegretario alla pubblica istruzione... chiedevano altri volantini da portare all'ateneo d'appartenza oltre lo stretto, dandoci anche il suo numero di tel. per le altre iniziative che andremo a proporre.
    Mi dispiace per gli assenti, ma la gioia di quella giornata sarà sempre presente nella mia mente edegli altri presenti, giornata che ci sarà senz'altro da sprone a rinnovare l'energie per le nuove manifestazioni che andremmo a proporre.
    VENTO DI CALABRIA

    La giornata di Melito tratta dal sito ufficiale dei Comitati tracciata del Presidente Nazionale Fiore Marro






    Melito Porto Salvo: Guastatori Comitati Due Sicilie in azione contro Garibaldi

    di Fiore Marro
    Caserta 21 agosto 2010



    Da qualche tempo è iniziata la girandola delle celebrazioni garibaldesche e savoiarde, finalizzate ad esaltare il centocinquantesimo anno unitario.

    Da qualche tempo, alla pletora di amministratori assonnati e annoiati, relatori da libri Cuore, filantropi della menzogna risorgimentale ci siamo uniti anche noialtri.

    Naturalmente per ricordare a chi non sa o fa finta di non sapere, che le cose non sono come le vogliono far credere.

    Così è accaduto giovedì scorso a Melito di Porto Salvo.

    Siccome eravamo ospiti e non promotori della manifestazione, abbiamo ritenuto di non disturbare l'evento: il nostro unico intento era distribuire un volantino sul quale erano sintetizzate tutte le CALAMITA' SUBITE DOPO L'ARRIVO DEL BANDITO Garibaldi e soprattutto dopo l'avvenuta unità coatta.

    I responsabili del convegno avevano anche promesso di concedere un nostro intervento, a termine dei lavori.

    La sorpresa, la meraviglia di tutta la giornata è stata la gente presente alla conferenza.

    Gli amici CDS Calabria erano seduti sparpagliati per la sala, con il volantino in bella mostra, sono stati quasi assaliti, in senso buono! Non c'è stata la necessità di attendere la fine della conferenza per distribuire i volantini: le persone presenti, avvicinandosi a noi di propria iniziativa, ce li chiedevano e poi, dopo averne letto il contenuto, ne riprendevano altri per consegnarli spontaneamente agli astanti, con evidenti accenni di approvazione continua, da parte di chi leggeva il testo di Ulderico Nisticò.

    All'uscita della sala, le persone erano lì ad attenderci a chiedere ancora notizie, ad esortarci a non mollare, una TV locale ci ha inseguiti e poi intervistati, una signora napoletana che era convenuta all'evento, aveva lasciato la auditorium solo dopo pochi minuti, ma ritrovatasi il volantino tra le mani, ha deciso di ritornare ed affiancarci.

    La sensazione della giornata è stata chiara, le persone della nostra terra sono stanche di retorica, sono consapevoli di avere subito un inganno, un grande imbroglio.

    Ma noi, dobbiamo essere presenti, sempre, perché così facendo diamo forza e coraggio al resto della nostra gente .

    Un grande abbraccio ai “guastatori” CDS Calabria Saro Messina, Giuseppe Corapi, Franco Palmeri e Giuseppe Cristiano.

    Con noi, a dar man forte Domenico Ceravolo responsabile calabrese del movimento politico Insorgenza Civile.

    Lungo la strada del ritorno, io e Luigi Costantino mio compagno di viaggio in Calabria e socio fondatore dei CDS, abbiamo fatto tappa a Siderno, a casa del professore Nicola Zitara, incontro privato che rimarrà un avvenimento indelebile per il sottoscritto ed anche per il caro Costantino.

    Che dire? Usando un termine calcistico per i fatti di Melito possiamo dire: Due Sicilie 2 - Garibaldesi 0.

    Prossima tappa, Sant'Angelo di Fasanella, provincia di Salerno, il 27 agosto volantinaggio contro Garibaldi e la retorica unitarista, sarà presente la pronipote del nizzardo.

    Forza e onore

    Fiore Marro

  5. #5
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    non capisco tutto questo odio e astio nei confronti di una figura cosi mirabile e sublime come quella del condottiero Garibaldi.:gratgrat:

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Despota Illuminato Visualizza Messaggio
    non capisco tutto questo odio e astio nei confronti di una figura cosi mirabile e sublime come quella del condottiero Garibaldi.:gratgrat:
    Ma forse per te e tutto il Nord, che dovrebbe ringraziarlo, ma il sud cosa ha da festeggiare, era un mercenario e pirata, che ha solo portato fame, mafia e fucilazioni. Si sono fottuti tutto, arredi e opere sono state trovate al Nord
    Ultima modifica di x_alfo_x; 25-08-10 alle 15:06

  7. #7
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    Predefinito Rif: Contro il museo garibaldesco

    VOGLIO FAR LEGGERE AL CARO AMICO ILLUMINATO???? Una pagina ritrovata in occasione dello sbarco dei Garibardeschi sulle spiagge di Melito e quanto il nostro destino era già scritto dall'Inghilterra e della massoneria. ma cortesemente una precisazione, la tua provenienza me la potresti dare?? E poi hai ragione su Garibardi, noi gente del sud cosa mai abbiamo mai da rimproverare a questo""Illuminato" condottiero ladro di cavalli e puttaniere, che alla testa di quei mille ladri, delinquenti ed avanzi di galera, che nella loro sete di libertà verso i fratelli del sud, soggiogati da un re straniero, e tiranno!! che con la consapevolezza e nello spirito di fratellanza, (verso le casse del banco di Napoli), vennero a liberarci dal giogo duosiciliano!!!! ma cos'è un film tratto dal libro CUORE??? Caro Illuminato guarda quanto è stato vicino il prode che con i suoi accoliti è stato letteralmente riggettato sulle coste Calabre!!!



    Quello scritto del soldato borbonico è interessantissimo. Io sono di Melito, sullo sbarco a Melito ho trovato anche un'interessante ricerca di Gilberto Oneto nel libro Garibaldi l'iperitaliano. In poche parole le navi borboniche girarono al largo e Bixio non riuscì nemmeno a sbarcare perbene facendo arenare il Torino. Garibaldi prima scappò mettendosi una bandiera americana, poi vedendo che le navi napoletane al largo non gli fecero nulla capì che PERSANO era "già passato a oleare gli ingranaggi" e tornò indietro e sbarcarono tutti in Calabria. Solo quando ormai erano lontani tornarono le 2 navi napoletane, tra le quali il fulminante, e per rimanere nella storia tirarono 2 cannonate al Torino ( che come descritto era una barchetta che per rimetterla in mare, prima dello sbarco a Melito, già in Sicilia, dovettero ripararla usando cacca di mucca). Ad Annà di melito esiste anche un palazzone ultimamente adibito a ristorante "la Casina dei Mille" in cui si dice che Garibaldi si affacciò e le navi borboniche spararono 2 cannonate ed ancora una palla è in bella vista sul palazzo. Ma quando avrò tempo cercherò la VERA verità anche su questa leggenda.

    Vento di Calabria

 

 

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