Pdl, i coordinatori convocano i finiani
Fli: "Procedura poliziesca, non aiuta"
La Russa, Verdini e Bondi dovranno giudicare la "compatibilità" dei membri di Fli con gli incarichi nel partito. Dura la reazione dei uomini del presidente della Camera: "Il problema è politico. Così si aggrava il clima". Berlusconi: "Estate di teatrino e chiacchiere, andiamo avanti con i 5 punti"
ROMA - A meno di ventiquattr'ore dal vertice di Villa Campari 1 e dall'impegno del governo ad andare avanti, il clima nella maggioranza resta teso. I coordinatori del Pdl hanno annunciato la convocazione dei finiani che hanno incarichi nel partito, per verificarne l'eventuale incompatibilità. Una scelta che ha provocato la dura reazione degli esponenti di "Futuro e Libertà": questo non aiuta il riavvicinamento.
Insomma sembra già incrinarsi la fragile tregua all'interno della maggioranza. Nonostante proprio questa mattina in un messaggio ai Promotori della Libertà, Berlusconi abbia liquidato come un "teatrino" la crisi delle ultime settimane: un'estate di "vecchia politica" e "chiacchiere". Alla quale contrapporre l'impegno di "tutti i rappresentanti eletti con il Pdl sui cinque punti programmatici", per portare a termine la legislatura.
La convocazione dei coordinatori. "La settimana prossima" - ha spiegato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa - Verdini, Bondi ed io convocheremo i deputati che hanno aderito al gruppo di Fli e che, contemporaneamente, hanno incarichi operativi nel Pdl''. La Russa ha citato l'esempio di Enzo Raisi, passato nel gruppo dei finiani, ma tuttora coordinatore provinciale del Pdl a Bologna. Nel caso di Raisi, spiega il coordinatore nazionale del Pdl, ''l'incompatibilità, per noi è evidente, perché non si può avere incarichi operativi in un partito e aderire ad un altro, ma per correttezza vogliamo convocarli e chiedere loro come intendano comportarsi''. Diverso il discorso per quanto attiene all'appartenenza al Pdl: ''Di questo - spiega infatti il ministro - ne parleremo con calma a settembre''.
La reazione dei finiani. La notizia non rasserena gli animi. Come dimostrano le reazioni degli uomini vicini al presidente della Camera. ''Il problema - commenta il capogruppo di Fli Italo Bocchino - è politico, e riguarda principalmente ed esclusivamente il documento di incompatibilità di Fini con il Pdl. Bisogna dunque ripartire da quel documento e non procedere all'interrogatorio dei singoli, che è una procedura per noi senza senso. Si torni a discutere del nodo politico vero, che è l'espulsione del confondatore del Pdl, Gianfranco Fini, dal partito che ha contribuito a costruire''.
Sulla stessa linea il viceministro Adolfo Urso. Si tratta di "una procedura poliziesca e intimidatoria che aggrava il clima politico". Il viceministro nei giorni scorsi si era speso per una "ricomposizione", appellandosi al Pdl perché annullasse la riunione dei probiviri. "Consiglierei ai convocati - ha detto ancora Urso - di non presentarsi agli interrogatori".
"E' un teatrino giudiziario - ha continuato il viceministro - che è peggio della vecchia politica, perché nega la politica e anche la ragione. Si convochi la Direzione nazionale per discutere alla luce del sole delle questioni politiche che hanno portato alla creazione dei gruppi di Futuro e libertà e quindi anche della illiberale e illegittima espulsione di Fini dal partito che ha creato".
Nel Pdl c'è chi "invece di fare il pompiere, anche ad agosto continua a fare il piromane". E' Il commento di Carmelo Briguglio. "Noi - aggiunge a proposito del deferimento ai probiviri - andremo se saremo convocati. Ad oggi, però, non abbiamo ricevuto alcun avviso di garanzia". Mentre il coordinatore dei gruppi di Fli, Silvano Moffa, fa notare che "a questo punto sarebbe interessante anche affrontare il tema della incompatibilità dei doppi incarichi".
Il messaggio di Berlusconi. Questa estate 2010 passerà alla storia per il ritorno alla vecchia politica del "teatrino" e delle "chiacchere". E' l'opinione espressa del presidente del Consiglio in un messaggio ai Promotori della Libertà. "I colloqui telefonici si infittiscono", dice il premier, "tra una spiaggia e una montagna, le chiacchiere prevalgono sui fatti". Ecco perché il premier lancia un nuovo appello a rispettare i cinque punti programmatici contenuti nel documento approvato la settimana scorsa dai vertici del Pdl.
"Su quei punti e per quei punti sono stati eletti tutti i rappresentanti del Pdl", ammonisce Berlusconi, "che su quei punti e per quei punti saranno chiamati a impegnarsi per portare a termine una legislatura fruttuosa e feconda di risultati positivi. Sono sicuro che questo debba avvenire e avverrà. Tutto il resto sono soltanto chiacchiere, chiacchiere e basta".