Nel 1981 su pressioni del Partito Radicale, all' epoca sotto la guida del massone Pannella. partirono i referendum contro il nucleare e gli Italiani, assai ben manipolati dai media e dalla sinistra in genere, votarono compatti rinunciando alle centrali ma del tutto inconsapevoli del fatto che buona parte della energia , sempre prodotta da centrali nucleari, sarebbe stata importata da paesi confinanti mentre qui avremmo dovuto continuare per decenni ad importare gas e petrolio. Quanti miliardi di dollari sono dunque confluiti nelle capaci tasche della compagnie petrolifere grazie a Pannella? Francamente non riesco a trovare dati attendibili e recenti ma riporto per pronto riferimento una analisi abbastanza corretta del lontano 2012 e riferentesi al fabbisogno energetico italiano previsto fino al 2030, in buona sostanza grazie all' opera instancabile dei radicali e della sinistra gli Italiani si sono visti sottrare un gran numero di miliardi di euro, e così sarà per il futuro. Francamente mi resta assai difficile convincermi del fatto che i promotori di queste iniziative non avessero calcolato per bene quale sarebbe stata la spesa ed egualmente mi resta assai difficile credere che le compagnie petrolifere non siano state adeguatamente riconoscenti verso chi tanto bene ha fatto loro ...
Una breve analisi sulla domanda energetica italiana
quoto solo un passaggio:
Dei 332,3 Twh consumati nel 2011 circa il 65,4% è stato prodotto mediante centrali termoelettriche (gas naturale, petrolio, carbone,…). Il mix energetico italiano per il 2011 è ben rappresentato dalla figura 3: l'energia prodotta mediante centrali termoelettriche lo scorso anno è stata 217,4 TWh, pari al 65,4% del totale; la componente derivante dall'idroelettrico ha contato per 47,7 TWh, il 14,3%; le importazioni hanno toccato i 47,7 TWh, un altro 14,3% sul totale; mentre le fonti come fotovoltaico, geotermia e eolico hanno generato 24,1 TWh, ovvero il 7,3% dei consumi totali. Nel 2011 la più grande compagnia energetica italiana, parzialmente posseduta dallo Stato con il 31,2% delle quote azionarie, ha speso circa 8 miliardi di euro per l'acquisto di combustibili necessari per la produzione di energia elettrica Lo scenario energetico tracciato dall'ENEA per l'Italia prevede un incremento costante della domanda di energia, per giungere a circa 418 TWh nel 2030 (all'incirca un +23% rispetto ai livelli di consumo pre-crisi del 2005). Di questo fabbisogno energetico meno del 9% verrà coperto dalle rinnovabili come fotovoltaico ed eolico con una produzione annuale stimata attorno ai 35 Twh[6]. Come conseguenza delle caratteristiche intrinseche del suolo italiano e della particolare morfologia del territorio nazionale, le fonti energetiche come idroelettrico e geotermico non hanno possibilità di crescita significativa (come si evince anche dalle serie storiche nazionali), per cui l'energia necessaria da qui al 2030 dovrà necessariamente essere prodotta mediante centrali termoelettriche (combustione) nella misura di circa 292 TWh, ovvero +32% rispetto alla quota termoelettrica nel 2010. Questo ha come semplice e diretta conseguenza maggiori costi di importazione dei combustibili fossili e maggiore quota di elettricità importata direttamente. Il tutto a detrimento ancora della bilancia commerciale nazionale e…della qualità dell'aria!




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