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Discussione: Il paragone tra Hitler e Stalin è propaganda atlantista

  1. #1
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    Predefinito Il paragone tra Hitler e Stalin è propaganda atlantista

    Il paragone tra Hitler e Stalin è propaganda atlantista

    Chi afferma che Stalin uccise tre (cinque? sei? ventotto!?) volte più persone di Hitler non va oltre la mera propaganda da Guerra Fredda. Conosciamo il numero esatto di persone vittima delle cosiddette repressioni di Stalin, con tutte le dinamiche già smontate dai ricercatori, mese dopo mese. L’NKVD documentò tutto ciò che fece per uso interno, e tutti gli archivi sono stati studiati approfonditamente dalla fine degli anni ’80 e negli anni ’90 (da quando furono aperti a storici e statistici negli anni della Perestrojka), in particolare la ricerca internazionale del gruppo guidato da Zemskov. Quindi, sappiamo che la popolazione del GULag raggiunse il massimo storico nel dopoguerra, nel 1950 (2561351 persone). La percentuale di “politicamente repressi” sul totale di detenuti raggiunse il massimo del 59% nel 1945-1946 (molti furono accusati di collaborazionismo nazista, spesso giustamente, dopo che i territori occupati furono liberati). A proposito, molti non sembrano rendersene conto oggi, ma i GULag erano campi di lavoro correttivi, dove i detenuti lavoravano (a volte venivano persino pagati), col risultato del lavoro utilizzato da governo/società. Anche se, nella maggior parte dei casi, le condizioni di lavoro erano difficili, i GULaq non erano “campi di sterminio” (a meno che non si creda alla finzione scritta da Solzhenitsyn), e qualsiasi paragone coi campi di concentramento nazisti (molti dei quali costruiti appositamente per eliminare in massa le persone) dovrebbero essere viste come nient’altro che sciocchezze. Su coloro condannati a morte per azioni “controrivoluzionarie” (spesso crimini gravi contro lo stato, ad esempio rapine a mano armata durante o subito dopo la guerra civile, appropriazione indebita di fondi su larga scala, e così via), tra il 1921 e il 1953 circa 800mila furono condannati a morte, oltre ai circa 600mila morti in carcere/GULagq per malattie e condizioni difficili. Pertanto, il numero totale di persone morte per la repressione politica durante il dominio di Stalin fu di circa 1,4 milioni (in quasi 33 anni). Ovviamente, ci fu chi morì durante la guerra civile tra la fine degli anni ’10 e gli anni ’20, così come le vittime delle carestie nei primi anni ’30 (e, no, tali carestie non furono progettate), ma attribuendole a Stalin (come Marxismo/Socialismo/Comunismo/ ecc.) sarebbero fallaci, poiché entrambe le parti nella guerra civile furono ugualmente brutali. Inoltre, le guerre civili e le carestie non sono esclusiva della storia della Russia sovietica (o addirittura della storia della Russia in generale). La popolazione sovietica aumentò di circa 50 milioni durante l’era di Stalin, nonostante la Seconda guerra mondiale…
    Quindi, guardando i dati empirici e verificabili, si vede che 2,5 milioni di persone finirono nei GULag nei periodi peggiori. Come nota a margine del confronto, c’erano 2220300 adulti nelle prigioni federali e statali degli Stati Uniti nel 2013, secondo le statistiche dell’Ufficio della giustizia degli Stati Uniti, e senza includere le persone in libertà vigilata e condizionale. Diversamente dall’Unione Sovietica di Stalin, negli Stati Uniti moderni non c’è stata alcuna rivoluzione o cambiamento di regime, guerra civile o invasione in oltre 150 anni. Come paragonare Stalin con Hitler? Bene, le stime generali danno una cifra di circa 6 milioni di ebrei (solo ebrei!) sterminati dai nazisti durante l’Olocausto. E questo senza contare i morti per l’aggressione militare nazista contro altri Stati. L’Unione Sovietica, ad esempio, perse fino a 27 milioni di vite a causa dell’invasione nazista. Lo stalinismo non è affatto vicino all’hitlerismo/nazismo per cifre delle vittime. C’è anche un punto cruciale che molti non capiscono della storia, sia deliberatamente che a causa del fatto che nessuno si è preso la briga di spiegarlo. Diversamente dall’Unione Sovietica di Stalin, il regime di Hitler sterminava milioni di persone per l’etnia. Sì, Stalin era un dittatore spietato responsabile della morte di molti innocenti, anche se alcuni sostengono che, date le tragiche complessità di quei tempi, lo stalinismo salvò la Russia da tragedie ben peggiori che sarebbero accadute se il Paese non si fosse stabilizzato e industrializzato in tempo. Stalin non uccideva per il gusto di farlo, di nuovo, repressioni ed esecuzioni di massa ebbero luogo durante e dopo ogni grande guerra civile nella storia dell’umanità, ma Hitler era a un livello completamente diverso di pura malvagità. Il genocidio era una funzione ideologica deliberata del nazismo. Guardate le opere di Himmler, le idee espresse da Goebbels, o persino il Mein Kampf di Hitler. Chi governò la Germania allora era piuttosto esplicite riguardo alle proprie idee che rese politica ufficiale attuando uno dei peggiori genocidi della storia moderna. Di nuovo, chi morì sotto Stalin lo fu a causa della tragedia storica, come chi morì durante e dopo la Rivoluzione Francese, quando le autorità introdussero la ghigliottina per decapitare più velocemente, o durante le riforme agrarie in Inghilterra, o durante la Guerra civile americana. Ma chi morì sotto Hitler, morì durante l’Olocausto vittima del genocidio diretto e deliberato delle persone per l’appartenenza etnica.
    Non vederne la differenza è una particolare tipo di disonestà intellettuale e sottosviluppo morale. Quindi, Stalin fu responsabile di più morti di Hitler? No, né la ricerca empirica né l’analisi inferenziale (ad esempio, esaminando i dati demografici e le loro dinamiche negli anni) supportano tale affermazione. E paragonare in modo causale le vittime dello stalinismo con quelle del nazismo è come paragonare un incidente stradale su una strada trafficata a un deliberato e freddo omicidio. Inoltre, c’è solo un passo logico tra il dire che Stalin era peggio di Hitler e affermare che Hitler era meglio di Stalin. Non sorprendentemente, la maggior parte delle sciocchezze sul “bilancio delle vittime del comunismo” è in realtà solo la vecchia propaganda di Goebbels riconfezionata dai pensatoi da Guerra Fredda per diffamare l’Unione Sovietica. Tristemente, troppi credono ancora a tale balordaggine.


    Traduzione di Alessandro Lattanzio

    https://aurorasig.wordpress.com/2018...da-atlantista/
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  2. #2
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    Predefinito Re: Il paragone tra Hitler e Stalin è propaganda atlantista

    Da aggiungere che poi chi fa questo paragone è poi quello che hai riutilizzato dove possibile tutto il personale nazista, fatto patti con governi fascisti (Salazar e Franco), ne ha stabiliti suoi di sua diretta obbedienza (Colonelli in Grecia), ammazza e stermina popoli col bombardamento umanitario e riprende e sostiene la propaganda nazista e fascista.
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  3. #3
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    Predefinito Re: Il paragone tra Hitler e Stalin è propaganda atlantista

    E' una delle più classiche e abusate menzogne della propaganda liberalcapitalista, liberalcapitalismo che, a voler ragionare coi suoi stessi criteri, ha fatto più morti e danni di Hitler e Stalin messi insieme. Basterebbe leggersi "Il libro nero del capitalismo".
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  4. #4
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    Predefinito Re: Il paragone tra Hitler e Stalin è propaganda atlantista

    Perché l’occidente odia Stalin?

    Il 23 agosto l’Europa ha imposto la cosiddetta “Giornata europea della commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo“, in coincidenza con la data della firma del patto Molotov-Ribbentrop; scopo di tale “giorno della memoria” è equiparare Stalin a Hitler, l’URSS alla Germania nazista, dice a Sputnik il Professor Grover Carr Furr. Attaccando e stigmatizzando l’Unione Sovietica, Stati Uniti ed alleati della NATO puntano alla Russia di oggi e alla sua leadership, che non è disposta ad inchinarsi all’occidente; in ogni caso, l’Unione Sovietica non ha mai fatto nulla di lontanamente paragonabile a ciò che i principali Paesi occidentali hanno fatto nel secolo scorso, Stati Uniti e NATO furono di gran lunga le potenze più aggressive e criminali nel mondo dalla Seconda Guerra Mondiale, dice lo storico statunitense Professor Grover Carr Furr della Montclair State University. Illogica per quanto può sembrare, nonostante l’Unione Sovietica sia crollata decenni fa, la macchina della propaganda occidentale continua a diffamare la Russia sovietica; prima lo storico anglo-statunitense Robert Conquest e poi lo studioso statunitense Timothy Snyder hanno contribuito molto alla propaganda antisovietica e antirussa. “Perché c’è tanto odio verso Stalin e il comunismo? L’anticomunismo, perché il comunismo è l’antitesi del capitalismo. E l’antistalinismo perché il periodo di Stalin dell’URSS fu il periodo in cui il movimento comunista mondiale agì molto bene. Inoltre, vi sono antistalinismo e anticomunismo per via delle atrocità del capitalismo e dell’imperialismo nel 20° secolo, che continuano ancor oggi“, osservava il Professor Furr.

    Guerra fredda: gli storici occidentali dell’intelligence service

    Il professore sottolineava che lo storico Robert Conquest (autore de “Il Grande Terrore: le purghe di Stalin negli anni ’30”, e deceduto il 3 agosto 2015) aveva lavorato per l’Information Research Department (IRD) inglese, fin dalla creazione nel 1956. L’IRD, originariamente chiamato Communist Information Bureau, fu fondato nel 1947, quando la guerra fredda iniziò. “Il compito principale era combattere l’influenza comunista nel mondo diffondendo storie tramite politici, giornalisti e altri in grado d’influenzare l’opinione pubblica”, spiegava il Professor Furr. Il lavoro di Conquest era contribuire alla cosiddetta “leggenda nera” dell’Unione Sovietica, osservava, “in altre parole, diffondere storie false tra i giornalisti e altri in grado d’influenzare l’opinione pubblica“. “Il suo libro ‘Il Grande Terrore’, testo anticomunista sul tema della lotta di potere in Unione Sovietica nel 1937, in realtà lo compilò quando lavorava per i servizi segreti. Il libro fu pubblicato con l’aiuto dell’IRD. La terza edizione fu opera della Praeger Press che pubblicava testi della CIA“, sottolineava il Professor Furr, che osservava che oggi Conquest rimane una delle più importanti fonti sull’Unione Sovietica degli storici anticomunisti e russofobi. La propaganda contro l’URSS era mascherata da borsa di studio e coordinata dai servizi segreti anglostatunitensi. Furr nota che Conquest riceveva periodicamente pesanti critiche da eminenti studiosi occidentali che l’accusavano di “falsificazioni consapevoli” sull’Unione Sovietica. Infatti Conquest usò qualsiasi fonte ostile a Stalin e all’URSS, chiudendo un occhio sul fatto se fosse affidabile o meno. Inutile dire che lo storico anglo-statunitense Robert Conquest ha molti “seguaci”, soprattutto oggi, quando le relazioni russo-occidentali sono peggiorate enormemente. La palese falsificazione della storia è uno strumento tradizionale della guerra fredda che viene rivitalizzato. “Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato“, come George Orwell scrisse nel suo famoso libro “1984”. Non sorprende, però, che il discorso storico occidentale sia attualmente invaso da miti politicizzati su URSS e Josif Stalin. Uno di coloro che infangano la Russia sovietica è Timothy Snyder, professore di Storia di Yale e autore di Bloodlands. Come Conquest è un celebre autore occidentale lodato da liberali e destra statunitensi. Attaccando Stalin, Snyder cerca di convincere i lettori che Hitler non fosse peggiore, ma in un certo senso “migliore” del leader sovietico. Snyder si spinge a suggerire che “per assassinare degli ebrei (Olocausto),… Adolf Hitler dipendesse da Stalin (e dai suoi metodi)“, come il Professor David A. Bell osservava nella sua recente critica di “Terra Nera” di Snyder per The National Interest. Sorprendentemente, Snyder segue le orme di Conquest, il suo racconto si basa su fonti controverse, voci, semi-verità sempre ostili all’URSS, come il professor Furr denunciava nel suo libro “Bugie sanguinose: la prova che ogni accusa contro Josif Stalin e l’Unione Sovietica su Bloodlands di Timothy Snyder è falsa“.

    Patto Molotov-Ribbentrop: verità e bugie

    La storia del patto Molotov-Ribbentrop del 1939 narrata da Snyder e altri storici anticomunisti è anche piena di presupposti errati. “Dicono che nel trattato Unione Sovietica e Germania nazista decisero di dividersi l’Europa. Questo è falso. Il trattato, in una clausola segreta, assegnava la Polonia orientale alla ‘sfera d’influenza sovietica’. Questo significava che quando l’esercito tedesco sconfisse l’esercito polacco: a) l’esercito tedesco avrebbe dovuto ritirarsi dalla Polonia orientale, rimanendo a centinaia di miglia dal confine sovietico pre-1939; b) la Polonia sarebbe rimasta e si sperava disposta ad allearsi con l’Unione Sovietica contro Hitler“, osservava il Professor Furr, secondo cui l’URSS aveva tentato con decisione che Polonia, Regno Unito e Francia accettassero la “sicurezza collettiva” obbligando ogni Paese a dichiarare guerra alla Germania se Hitler attaccava la Polonia. Ahimè, Varsavia e Londra rifiutarono di siglare il trattato. “Gli accordi di Monaco” dell’ottobre 1938, in cui Regno Unito e Francia consegnarono a Hitler gran parte della Cecoslovacchia (più tardi gli diedero tutte le riserve auree cecoslovacche) dimostrarono che i capitalisti volevano che Hitler attaccasse l’Unione Sovietica. Il governo anticomunista e antisemita polacco ebbe anche un pezzo della Cecoslovacchia, in quel momento“, sottolineava Grover Furr. Nel settembre 1939, l’esercito tedesco occupò la Polonia e il governo polacco lasciò il Paese per la Romania. Quando non c’è governo, non c’è Stato. “Gli uomini di Hitler dissero ai sovietici che erano pronti a permettere uno Stato ucraino filonazista e anticomunista nell’ex-Polonia orientale. Così i sovietici non ebbero scelta se non occupare la Polonia orientale. La ‘Polonia orientale’ non era polacca comunque. Fu tolta con la forza alla Russia sovietica dagli imperialisti, nel 1921. La maggior parte della popolazione era ucraina, bielorussa ed ebraica“, osservava il professore. Il Professor Furr notava che l’importanza del Patto Molotov-Ribbentrop è enorme: contribuì a salvare l’Unione Sovietica, e di conseguenza tutta l’Europa, dal dominio di Hitler: “Se l’esercito tedesco avesse attaccato 300 miglia più vicino (al confine sovietico) le orde naziste avrebbero preso Mosca. Se Hitler avesse conquistato l’URSS avrebbe usato le immense risorse materiali e umane del gigantesco Paese contro il Regno Unito. Hitler aveva già conquistato quasi tutta l’Europa“, sottolineava. Allora perché Snyder e soci si rifiutano di ammetterlo?

    L’occidente attacca l’URSS per colpire la Russia di oggi

    Il Professor Furr indicava che gli “esperti” tradizionali occidentali non sono interessati alla verità. “Conquest era, e Snyder è, un propagandista. Il loro lavoro “è propaganda delle note”. Note e apparati sono necessari ad ingannare i media e quegli intellettuali che contribuiranno a diffondere menzogne contro Stalin ed anticomuniste“, affermava. “L’obiettivo di Snyder, e non solo suo, ce ne sono molti altri, è equiparare Stalin a Hitler, l’URSS alla Germania nazista, il comunismo al nazismo. Questo è anche lo scopo del “Giorno del ricordo” del 23 agosto, e della posizione assunta dai governi di estrema destra polacco, ucraino, ungherese ed altri”, sottolineava Furr. “L’indico alla fine di “Bugie sanguinose: la prova che ogni accusa contro Josif Stalin e l’Unione Sovietica su Bloodlands di Timothy Snyder è falsa”, con l’aiuto del Prof. Domenico Losurdo che giustamente confronta Hitler a Churchill, Daladier o Chamberlain, ma non a Stalin. L’URSS era diversa dal nazismo, mentre Hitler e i nazisti erano abbastanza popolari tra i politici occidentali”, aggiungeva.

    Ma perché Washington è così russofoba?

    Il professore spiegava che a differenza di Gorbaciov o Eltsin, Putin non s’inchina a Washington e NATO, aggiungendo che la concorrenza capitalista degli Stati Uniti porterà inevitabilmente a concorrenza imperialista e guerra. “Nella mia esperienza, limitata l’ammetto, c’è molta ingenuità sulla politica estera degli USA. Gli Stati Uniti sono di gran lunga la potenza più aggressiva e criminale al mondo dalla Seconda guerra mondiale, continuando ad avere basi militari in oltre 100 Paesi e la più grande macchina militare del mondo. Non dobbiamo ingannarci. Alcun Paese costruisce un tale esercito senza l’intenzione di usarlo. Così si preparano per la prossima guerra“, affermava il Professor Furr. “Il mio punto è questo: URSS e movimento comunista mondiale non hanno mai fatto nulla di lontanamente paragonabile a quello che capitalisti e imperialisti fecero nel secolo scorso e questo è inaccettabile (per i capitalisti). Devono dimostrare che il comunismo e Stalin furono peggiori e non migliori dei capitalisti e degli imperialisti. La menzogna è la sola strada“, concludeva il Professor Grover Furr.

    Traduzione di Alessandro Lattanzio

    Perché l?occidente odia Stalin? ? Aurora
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  5. #5
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    Predefinito Re: Il paragone tra Hitler e Stalin è propaganda atlantista

    Certo che se persino Sputnik ospita Grover Furr mentre in Occidente gode della scomunica di tutta la sinistra occidentale siamo messi veramente male.
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