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  1. #1
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    Predefinito Gli Stati Uniti in crisi? Alla fine del loro impero economico e politico?

    Qual'è la reale situazione economica americana? Il famoso editorialista John Plender pubblica la sua tesi sul Financial Times.

    nvertire la tendenza all'indebitamento è non solo molto difficile, ma contrasta direttamente con i rapporti economici dominanti sia all'interno degli Usa sia tra gli Usa ed il resto del mondo.

    Se i lavoratori americani si indebitano non è per capriccio ma perché non vi sono altri modi per conservare i loro standard di consumo, che sono condizione necessaria agli alti tassi di profitto delle imprese Usa.

    Secondo l'Hedrich Center for Workforce Development della Rutger University negli ultimi venticinque anni il salario reale dei lavoratori Usa (la cosiddetta classe media) è crollato.

    Gli standard di consumo delle famiglie sono stati mantenuti solo grazie all'ingresso delle donne nel mercato del lavoro e all'aumento delle ore di lavoro (negli anni 90, 50 e 60 ore lavorative sono divenute la norma per molti lavoratori). Ma tutto ciò non è bastato e i lavoratori sono stati costretti a indebitarsi con le banche, a loro volta incitate a prestare oltre ogni logica dal governo e dalla Federal Bank mediante un bassissimo costo del denaro.

    La conseguenza è che il tasso di risparmio delle famiglie è crollato e che in venticinque anni i fallimenti individuali sono cresciuti del 400%. Ciò prima della crisi attuale, dopo il crollo dei mutui nel 2007 la situazione è ancora peggiorata.

    Contemporaneamente, negli Usa i profitti hanno raggiunto la quota più alta sul reddito nazionale degli ultimi 75 anni. Quale è la ragione di questa apparente contraddizione?

    La radice delle questione risiede nella tendenza alla caduta del saggio di profitto che si presenta più forte proprio al centro del sistema economico capitalistico, che oggi è negli Usa: quando si raggiunge un alto livello di accumulazione di capitale, l'ulteriore aumento del capitale investito e della produttività non determina una adeguata e proporzionale crescita del profitto.

    Dal momento che questo, per il modo di produzione capitalistico, è inconcepibile, sul piano interno ne consegue una tendenza alla diminuzione dei salari e alla produzione di profitto senza produzione di merci, cioè mediante una sempre più spasmodica speculazione. Sul piano esterno, si determina una tendenza a sfruttare i surplus di risparmio dei Paesi subalterni e a sostituire il dominio economico con quello militare con l'effetto però di peggiorare la situazione non solo della bilancia commerciale estera ma anche di quella dello Stato.

    Ma se la massa dei cittadini-lavoratori diventa più povera e lo Stato più indebitato, c'è una minoranza che si arricchisce in virtù di questa situazione, il capitale finanziario che impiega gli enormi flussi di liquidità che arrivano dall'estero, le multinazionali che impiegano lavoratori a salari più bassi in patri e all'estero, le imprese monopoliste e le burocrazie che come parassiti crescono all'ombra dell'indebitamento dello Stato.

    Pur con enormi differenze, sia la Spagna che la Gran Bretagna hanno attraversato queste fasi, abbandonando la produzione domestica per appoggiarsi sull'impero. La Spagna visse dei prestiti dei ricchi stati italiani garantiti dall'argento che fluiva dalle colonie americane, lasciando deperire la sua base produttiva in Castiglia, e dissanguandosi nelle guerre delle Fiandre nel tentativo di mantenere la propria egemonia.

    La Gran Bretagna compensava i propri deficit commerciali (anche allora con la Cina!), mediante gli enormi surplus commerciali dell'India, sua colonia, e successivamente anche grazie al dominio della finanza mondiale mediante l'egemonia della sterlina.

    La causa della decadenza degli imperi moderni, quindi, non sta nell'eccessivo allargamento, ma nel parassitismo, che a lungo andare rinsecchisce le radici vitali e produttive del centro imperiale.

    A questo fenomeno, dato che la produzione capitalistica mondiale è caratterizzata da uno "sviluppo diseguale", si accompagna l'emergere di nuove potenze economiche che crescono più rapidamente.

    Quando, dopo la Prima guerra mondiale, gli Usa divennero la prima economia mondiale, passando da debitori a creditori dell'Europa, si capì che l'egemonia inglese e della sterlina dovessero essere sostituite da quelle degli Usa e del dollaro.

    Cosa che avvenne solo dopo una seconda conflagrazione mondiale con la sconfitta degli altri pretendenti in rapida ascesa industriale, la Germania e il Giappone.

    Oggi la storia si ripete e Plender prende un granchio citando come esempio di forza il fatto che la spesa militare Usa sia la metà di quella mondiale e molto superiore a quella cinese, specialmente considerando i pessimi risultati della macchina bellica Usa in Iraq e soprattutto in Afghanistan, che si stanno rivelando le Fiandre statunitensi.

    Gli Usa non possono "imparare" a risparmiare di più né possono semplicemente "deciderlo" i politici.

    Gli Stati Uniti in crisi? Alla fine del loro impero economico e politico? Secondo alcuni esperti non è assolutamente così. - BusinessOnLine.it

    che ne pensate?
    Dannato Barone Rosso.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Gli Stati Uniti in crisi? Alla fine del loro impero economico e politico?

    è ovvio che non risparmiano gli americani visto che il tasso di interesse è ben più basso del tasso di inflazione..
    il consumismo è indotto dall'inflazione monetaria di cui gli usa si stanno ubriacando da troppi decenni..
    La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.

    L. von Mises

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  3. #3
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    Predefinito Rif: Gli Stati Uniti in crisi? Alla fine del loro impero economico e politico?

    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    il consumismo è indotto dall'inflazione monetaria di cui gli usa si stanno ubriacando da troppi decenni..
    non c'entra nulla con la motivazione dell'articolo.
    Questo periodo è il nocciolo della questione:

    La radice delle questione risiede nella tendenza alla caduta del saggio di profitto che si presenta più forte proprio al centro del sistema economico capitalistico, che oggi è negli Usa: quando si raggiunge un alto livello di accumulazione di capitale, l'ulteriore aumento del capitale investito e della produttività non determina una adeguata e proporzionale crescita del profitto.


    Si è individuato il punto debole del sistema capitalistico.

    Il capitale produce profitto in maniera direttamente proporzionale ogni anno.
    Più il capitale si accumula e più è in grado di produrre profitto, fino ad un certo limite. Superato questo limite, ne produce meno.

    Questo si intende per "caduta del saggio sul profitto"

    Questa minor remunerazione del capitale, provoca una maggiore speculazione (delocalizzazione, diminuzione dei salari, ecc)

    In pratica i capitalisti per continuare a mantenere il loro "tenore" di profitto, costringono il resto della nazione a diminuire il proprio "tenore" di reddito.

    Ecco spiegato perchè il profitto è altissimo rispetto al reddito nazionale.
    Ultima modifica di stefaboy; 26-08-10 alle 02:52
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Gli Stati Uniti in crisi? Alla fine del loro impero economico e politico?

    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    è ovvio che non risparmiano gli americani visto che il tasso di interesse è ben più basso del tasso di inflazione..
    il consumismo è indotto dall'inflazione monetaria di cui gli usa si stanno ubriacando da troppi decenni..
    In effetti lì il tasso di inflazione è stato abnorme, anche se le statistiche ufficiali della Fed hanno nascosto il tutto in modo criminoso. Negli anni '80 avere risparmi per 150-200.000 dollari voleva dirsi benestanti al riparo, oggi chi ha meno di 2 o 3 milioni può dirsi con un piede nella povertà al minimo problema.

    Fino a vent'anni fà un affitto era in media attorno ai 5-600 dollari, ora supera i 2.000 in pressoché ogni città. Per una economia malata come quella italiana sarebbe una cosa "normale", niente di cui stupirsi, ma per una economia presunta sana come quella americana è una cosa scontercante.

    Tassi di interesse al di sotto del 6-7% negli USA vuol dire perdere capitale investito, è anche per questo che lì pure i vecchietti giocano in Borsa.

    Un tempo c'era il detto che un dollaro vale per un dollaro, ora si può dire che un dollaro vale meno del costo di stampa. L'inflazione è la cosa più illiberale e antidemocratica, la Fed è contro la Costituzione statunitense.
    Ultima modifica di Cesare; 26-08-10 alle 02:58
    .

  5. #5
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    Predefinito Rif: Gli Stati Uniti in crisi? Alla fine del loro impero economico e politico?

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy
    ...
    la "caduta tendenziale del saggio di profitto" è una vaccata colossale.
    Ultima modifica di Feliks; 26-08-10 alle 03:00

  6. #6
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    Predefinito Rif: Gli Stati Uniti in crisi? Alla fine del loro impero economico e politico?

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    non c'entra nulla con la motivazione dell'articolo.
    Questo periodo è il nocciolo della questione:

    La radice delle questione risiede nella tendenza alla caduta del saggio di profitto che si presenta più forte proprio al centro del sistema economico capitalistico, che oggi è negli Usa: quando si raggiunge un alto livello di accumulazione di capitale, l'ulteriore aumento del capitale investito e della produttività non determina una adeguata e proporzionale crescita del profitto.


    Si è individuato il punto debole del sistema capitalistico.

    Il capitale produce profitto in maniera direttamente proporzionale ogni anno.
    Più il capitale si accumula e più è in grado di produrre profitto, fino ad un certo limite. Superato questo limite, ne produce meno.

    Questo si intende per "caduta del saggio sul profitto"

    Questa minor remunerazione del capitale, provoca una maggiore speculazione (delocalizzazione, diminuzione dei salari, ecc)

    In pratica i capitalisti per continuare a mantenere il loro "tenore" di profitto, costringono il resto della nazione a diminuire il proprio "tenore" di reddito.

    Ecco spiegato perchè il profitto è altissimo rispetto al reddito nazionale.
    queste sono fandonie marxiste
    La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.

    L. von Mises

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  7. #7
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    Predefinito Rif: Gli Stati Uniti in crisi? Alla fine del loro impero economico e politico?

    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    queste sono fandonie marxiste
    questo è quello che è scritto nell'articolo.
    La discussione è sull'articolo.
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  8. #8
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    Predefinito Rif: Gli Stati Uniti in crisi? Alla fine del loro impero economico e politico?

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    questo è quello che è scritto nell'articolo.
    La discussione è sull'articolo.
    e perciò l'articolo è un simpatico esercizio di nonsense

  9. #9
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    Predefinito Rif: Gli Stati Uniti in crisi? Alla fine del loro impero economico e politico?

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    questo è quello che è scritto nell'articolo.
    La discussione è sull'articolo.
    e ti ho detto cosa ne penso di quel pezzo di articolo
    La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.

    L. von Mises

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  10. #10
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    Predefinito Rif: Gli Stati Uniti in crisi? Alla fine del loro impero economico e politico?

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    la "caduta tendenziale del saggio di profitto" è una vaccata colossale.
    perchè onf:
    Dannato Barone Rosso.

 

 
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