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  1. #1
    Avamposto
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    Predefinito I "British Israelites" - Storia di una potente setta anglo-americana -

    "THE BRITISH ISRAELITES"

    STORIA DI UNA POTENTE SETTA ANGLO-AMERICANA



    INGHILTERRA, STATI UNITI E ISRAELE, UNITI

    PER CREARE IL REGNO DI DIO SULLA TERRA.



    (a cura di Claudio Prandini)









    "Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che fanno produrre gli avvenimenti; un gruppo un po’ più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, e infine una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto" (Nicholas Murray Butler, membro del Council on Foreign Relations (CFR) e capo del British Israel).
    Voglio ricordare che potere magico e potere politico in certi ambienti sembrano collegarsi più spesso di quanto si creda; manifestazioni di un connubio, lontano dai canoni intesi dalla gente comune, che pare derivare dalla linfa di remoti esoterismi. Ci si potrebbe chiedere: qual è il ruolo delle società segrete nei vari Governi? Vi sono esoterismi che delineano gli scenari del mondo? Col "Nuovo Ordine Mondiale", definizione coniata dall’ex presidente americano George Bush padre, si vuole realizzare un occulto disegno?










    INTRODUZIONE


    Mi sono sempre chiesto che cosa leghi così saldamente due paesi come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna (ma potremmo aggiungere anche Israele...) su gran parte delle questioni strategiche contemporanee? Lo stesso primo Ministro Brown, nei giorni stessi in cui il Papa era in America, è andato da Bush (vedere qui) per riaffermare che i rapporti tra i due paesi sono inossidabili e convergenti praticamente su tutti i problemi all'ordine del giorno: Iraq, Iran, economia, Palestina, ecc... È come se un filo rosso nascosto tenesse legati misteriosamente questi due paesi allo stesso destino. E il filo rosso c'è e non da adesso... Si tratta di una setta esoterica paramassonica chiamata "The British Israelites" che detta le grandi linee globaliste della politica estera dei due paesi. Insomma, quando sentite parlare di globalizzazione o anche di Nuovo Ordine Mondiale sappiate che dietro ci sono anche i "British Israelites", cioè coloro che vedono nell'etnia anglosassone protestante (con annesso il giudaismo mondialista) il nuovo Israele. A loro Dio avrebbe infatti dato il compito di creare il regno di Dio sulla terra. I popoli anglosassoni, secondo i "British Israelites", sono come il vasaio con la creta: ad essi è stato dato il potere di manipolare la storia contemporanea per poterla plasmare (nel bene e nel male) a loro piacimento, poiché a loro appartiene l'Imperium Mundi.



    «Questo movimento nacque ufficialmente a Londra nel 1919, ma certamente, sotto altre forme, ha operato anche in epoca anteriore: si doveva probabilmente ad esso la riconciliazione tra il Palladismo americano ed il Rosacrucismo inglese; di questa riconciliazione ed alleanza il BRITISH ISRAEL era segno e programma. Gli elementi costitutivi del programma erano il biblismo protestante permeato di temporalismo giudaico per l'aspetto religioso, l'imperialismo anglosassone per l'aspetto politico ed il fabianismo per l'aspetto economico. Il BRITISH ISRAEL vedeva (e vede tuttora) il vero popolo di Dio nei popoli Anglosassoni, ai quali apparterrebbe di diritto l'Imperium Mundi. La Gran Bretagna, i dominions, gli Stati Uniti, e i Giudei costituirebbero tutta la razza di Israele a cui spetta di instaurare un governo mondiale chiamato, nelle Sacre Scritture, il regno di Dio. La dinastia ed il trono d'Inghilterra sarebbero la discendenza ed il trono del re DAVID.



    Il BRITISH ISRAEL è quindi, innanzitutto, un movimento razzista, che ripone ambizioni e mezzi nella potenza politica Anglosassone. Il popolo protestante degli Stati Uniti discenderebbe dalla tribù di MANASSE, quello protestante inglese da EFRAIM; nel regno di Dio da essi instaurato gli altri popoli, razze inferiori, potrebbero essere soltanto chiamati a partecipare al regno, perché unicamente alla pura razza ariana anglosassone spetta il dominio del mondo. Nei rapporti col cattolicesimo il BRITISH ISRAEL rivela la sua assoluta mancanza di scrupoli: secondo esso le nazioni cattoliche romane (Francia, Spagna, Italia, Germania, ecc.) saranno vittime della collera divina (proprio come diceva JAN AMOS KOMINSKY, alias COMENIO) che le spazzerà via per sempre. Ciò non potrebbe avvenire se non attraverso una rivoluzione atea sul continente: il suo mezzo, il comunismo MURRAY BUTLER, uno dei principali profeti del gruppo affermava nel 1937: «Il comunismo è lo strumento col quale si getteranno a terra i governi nazionali, a favore di un governo mondiale, di una polizia mondiale, di una moneta mondiale». Il BRITISH ISRAEL è stato fin dalla nascita collegato con una società segreta, il cui apparato esterno è rappresentato dalla TAVOLA ROTONDA. Questa organizzazione, di cui fecero parte Lord MILNER e Lord ROTHSCHILD, era finanziata dalle banche LAZARD BROTHERS e MORGAN.


    Nello stesso 1919, che vedeva nascere ufficialmente il BRITISH ISRAEL, uomini legati a questa organizzazione ed alla Tavola Rotonda, decidevano a Parigi la creazione del ROYAL INSTITUTE of INTERNATIONAL AFFAIRS (R.I.I.A.). La sezione americana di questo istituto prese il nome di COUNCIL on FOREIGN RELATIONS (C.F.R.); entrambi dirigono attualmente la politica estera inglese ed americana» (vedere qui).



    Rivoluzione atea, stato di degrado morale e civile, confusione, spossatezza e lotta al cattolicesimo, questo il programma di questa setta occulta che ha avuto, non possiamo negarlo, un notevole successo in Europa negli ultimi 50 anni. Tanto che «In Europa, la distruzione dei residui di sovranità nazionale per instaurare quello che l'ex premier britannico Tony Blair saluta entusiasticamente come il nuovo ordine “post-Westfalia”, passa attualmente per il Trattato di Lisbona che prevede l'instaurazione di un governo unico a Bruxelles, di una dittatura che nessun europeo ha votato. Il progetto di un super-stato europeo, dominato da interessi privati oligarchici, fu l'essenza dei movimenti fascisti nell'Europa del XX secolo, che aveva all'origine il piano della sinarchia mondiale concepito da Saint-Yves d'Alveydre e che è passato attraverso i vari disegni di Hitler, di Mussolini, dell'Unione Paneuropea di Coudenhove-Kalergi e della “Europe a Nation” di sir Oswald Mosley» (vedere qui).



    In questo modo, quando le masse saranno spossate e stanche, dovrebbero reagire cercando un protettore o un benefattore al quale sottomettersi liberamente. Ed allora sarà Il Nuovo Ordine Mondiale (e il Trattato di Lisbona sembra essere una tappa importante verso questo fine), il Regno di Dio sulla terra, magari dopo un nuovo olocausto di popoli, perché c'è già qualcuno che dice (Al Gore) che la terra non può sfamare tutti... (*)



    E così il dollaro cola a picco, il petrolio va alle stelle, milioni di ettari di terre coltivabili vengono sottratte al ciclo alimentare per creare biocarburanti, la speculazione sulle materie prime e sui generi alimentari di base impazza, milioni di persone sono ormai alla fame e alla miseria più nera. Chi crede che tutto questo avvenga solo per puro caso o per un infausto destino congiunturale è un ingenuo che crede ancora alle favole che gli raccontano i giornali, le TV e i governi.



    Purtroppo la Chiesa su queste questioni non parla molto... Ma dovrà forse farlo più presto di quanto si possa pensare perchè nel cuore del Nuovo Ordine Mondiale, a cui stanno lavorando le oligarchie mondiali ed europee, si sta preparando il suo più acerrimo nemico previsto dalle S. Scritture, cioè l'Anticristo.



    -----------------------------

    (*) Un maestro per Al Gore è sicuramente T. Malthus. Nel suo "Saggio sul principio della popolazione" del 1798 [...] T. Malthus descrisse la "necessità" del genocidio sistematico. Si noti come la tendenza genocida resta la caratteristica invariante dell'empirismo britannico di allora e di oggi:

    “Tutti i bambini nati in eccesso rispetto a ciò che sarebbe necessario al mantenimento della popolazione a questo livello debbono necessariamente perire, a meno che per loro non sia fatto posto dalla morte di persone adulte. Per questo occorre facilitare e non prodigarsi inutilmente e stupidamente a ostacolare quelle operazioni della natura che producono quella mortalità; e se temiamo le troppo spesso ricorrenti visite delle forme orrende della fame, noi dobbiamo assiduamente incoraggiare le altre forme di distruzione che noi costringiamo la natura ad usare. Invece di raccomandare l'igiene ai poveri, dobbiamo incoraggiarli ad abitudini opposte. Nelle nostre città dobbiamo costruire le strade più strette, sovraffollare le case con più persone e sollecitare così il ritorno della peste. In campagna dobbiamo costruire nei pressi delle acque ristagnanti ed incoraggiare particolarmente gli insediamenti in zone palustri ed insalubri. Ma soprattutto dobbiamo deprecare i rimedi specifici contro l'esplodere delle malattie e quelle persone bene intenzionate, ma che errano grandemente, che credono di rendere un servizio all'umanità ideando dei sistemi per eradicare completamente i particolari disordini."[...]





    "THE BRITISH ISRAELITES", STORIA DI UNA SETTA...

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  2. #2
    Avamposto
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    Predefinito Rif: I "British Israelites" - Storia di una potente setta anglo-americana -







    Ultima modifica di Avamposto; 26-08-10 alle 01:58

  3. #3
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: I "British Israelites" - Storia di una potente setta anglo-americana -

    L’Israele Britannico

    Fonte web - Giuseppe Cosco

    Nel 1587, in una lettera datata 27 aprile e indirizzata a John Foxe, Sir Francis Drake scrive: <<Che Dio sia glorificato, la sua Chiesa e la sua Regina preservate, i nemici della verità vinti e che possiamo avere ininterrotta pace in Israele>>. Che significato può avere tutto ciò? La questione si riallaccia alla bizzarra credenza dell’anglo-israelismo in relazione alle tribù perdute di Israele. Morto Salomone, narra la Bibbia, le dodici tribù di Israele si divisero in un regno del Nord (di Israele), che riuniva dieci tribù, e in un regno del Sud (di Giuda) - con capitale a Gerusalemme – che riuniva le tribù di Giuda e di Beniamino. Nell’VIII° secolo gli Assiri occuparono il regno di Israele e deportano le dieci tribù del Nord. Che ne fu delle dieci tribù del Nord? Gli storici, quasi unanimamente, sono convinti che esse si siano disperse, verosimilmente assimilate dai popoli presso cui erano state deportate.

    Questo svolgimento dei fatti non è stato accettato da tutti ed ecco sorgere le teorie più strane, in particolare dal Seicento in poi. La più importante di queste afferma che gli anglosassoni, in particolare modo gli inglesi, sono i discendenti diretti delle "tribù scomparse". Da queste ed altre astruse credenze e interpretazioni si origina una dottrina segreta, che non è affatto da sottovalutare e, più avanti, ne vedremo il perché. La setta impregnata di questa ideologia occulta esprime chiaramente il convincimento che l’Inghilterra fosse stata la nazione prediletta da Dio e cova una forte ostilità verso la Chiesa cattolica. Nel 1594 John Napier, insigne matematico (inventò i logaritmi), pubblicò il libro "Chiara rivelazione dell’intera apocalisse di San Giovanni", nel quale, rivolgendosi ad Edoardo VI, annunciava: <<Il gran giorno, nel quale piacerà a Dio chiamare la vostra Maestà, o i vostri eredi o gli altri principi riformati, a quella grande universale riforma e distruzione di quella città e di quel trono anticristiano, Roma>> (C. Hill, L’Anticristo nel Seicento inglese, Milano 1990, pag. 25). Lo scienziato Isaac Newton era ugualmente certo che il papa fosse l’Anticristo.

    Cromwell, all’inaugurazione del nuovo parlamento inglese, il 4 luglio 1653, nel suo discorso inaugurale, pronunciò con enfasi queste parole: <<In verità voi siete chiamati da Dio a governare con Lui e per Lui... Confesso che mai avevo sperato di vedere un giorno come questo, in cui Dio ci desse tale testimonianza... la vostra è una chiamata dall’alto... possa essere, questa, una porta aperta alle opere che Dio ha promesso e profetizzato... Noi conosciamo coloro che saranno gli alleati dell’Agnello nella guerra contro i suoi nemici. Essi devono essere un popolo chiamato, eletto e fedele... Io sono sicuro che qualcosa ci attende, che ci troviamo su di una soglia... e qualcuno di noi ha pensato che fosse nostro dovere porci su questa strada e non considerare invano quelle profezie di Daniele e dell’Apocalisse, e il regno non verrà affidato ad un’altra nazione>> (G. Vola, Il millennarismo nella rivoluzione inglese: i quintomonarchisti, <<Annali della Fondazione Einaudi>>, Torino 1973, pag. 92).

    Esaltazioni incredibili portarono altri a credersi nientemeno che il Messia: "William Franklin, Arise Evans, che aveva detto al Deputy Recorder di Londra di essere il Signore Dio suo, Theaureaujohn, Re degli Ebrei; Mary Gadbury era la sposa di Cristo, Joan Robins e Mary Adams credevano di essere sul punto di dare alla luce Gesù Cristo" (C. Hill, op. cit., pag. 238). La tesi dell’"Israele britannico" fu esposta, nel secolo scorso, dal medico inglese John Wilson, che nel 1840 diede alle stampe un curioso volume dal titolo "Our Israelitish Origin" (La nostra origine israelita) e da George Moore (1861) nel libro "The Ten Tribes" (Le dieci tribù). Paradossalmente Wilson asseriva che gli inglesi discendono in linea diretta dalla tribù di Efraim. Nel suo secondo libro "The Millennium", pubblicato due anni dopo, arriva alla conclusione dell’imminenza del ritorno di Cristo sulla Terra. Fin qui si potrebbe obiettare che sono solo fantasticherie di menti esaltate. I nostri scrittori inglesi, invece, ebbero dei seguaci che seguirono le loro orme.

    Il reverendo Glover, nel 1861, scrisse, tra l’altro, di aver trovato connessioni tra il leone inglese e quello della tribù di Giuda. Edward Hein di Manchester, nel 1870, diede alle stampe un altro capolavoro di assurdità che intitolò "The English Nation Identified with the Lost House of Israel by Twenty-seven Identifications" (La nazione inglese identificata con la tribù persa d’Israele tramite ventisette elementi d’identificazione). In quest’opera assicurava: <<E’ del tutto impossibile che l’Inghilterra venga mai sconfitta…>> (vol. II, pag. 71). In una successiva edizione del 1874, che vendette fino al 1910 ben 405.000 copie, vennero inseriti altri nuovi venti dati identificativi. Egli sosteneva, similmente a Wilson, un ritorno di Gesù imminente. Hein si disse convinto che: <<Armageddon si profila in distanza. Sarà il tempo quando quasi l’intero mondo si radunerà in battaglia contro di noi, e dobbiamo essere pronti>> (E. Hein, Our Israelitish Origin, pag. 97). Con ciò si affermava la superiorità della casta inglese che, appunto perché, come essi credevano, "vero Israele", acquistava un ruolo di supremazia sul mondo.

    Queste idee si rinforzarono nel contesto dell’età vittoriana; l’impero britannico era al vertice della sua grandezza. Quando questo periodo d’oro ebbe termine, un seguace della strana dottrina affermò che tutto ciò era finito perché l’Inghilterra si era inimicata Dio e spiegò: <<La misura della nostra disgrazia e della nostra abiezione è la misura della nostra lontananza da Dio Onnipotente>>. Hein, tuttavia, trovò presto una alternativa; se era vero che l’Inghilterra si era inimicata Dio, non si poteva dire ugualmente dell’America e, ribadendo che l’America aveva avuto origine da anglosassoni bianchi e protestanti, concluse che, perciò, era questa nazione che discendeva dalla tribù di Manasse.

    E’ utile sottolineare che <<Lo storico dell’arte fabiano John Ruskin, alla fine dell’800, entusiasmava la gioventù aristocratica predicando la superiorità anche razziale della casta signorile britannica, a cui come ‘vero Israele’ era offerto il dominio del mondo: una missione morale, poiché il mondo andava incivilito estendendo ad esso, volente o nolente, i benefici del superiore umanesimo britannico>> M. Blondet, Complotti - I fili invisibili del mondo - 1. Stati Uniti, Gran Bretagna,Milano 1995, pag. 49).

    A proposito del termine "vero Israele", Arnold Toynbee nel suo libro del 1934: "A Study of History", scrive: <<Fra i protestanti di lingua inglese si trovano ancora alcuni fondamentalisti che si reputano "il popolo eletto" nel senso letterale del termine, quale viene usato dal Vecchio Testamento. Questo ‘Israele Britannico’ fa fiduciosamente risalire il suo ceppo fisico alle scomparse Dieci Tribù>> (A. Toynbee, Panorami della storia, Milano 1954, vol. II, pag. 53). Il convincimento che la monarchia inglese fosse l’erede del regno di Israele concedeva ratificazione biblica all’imperialismo britannico. Toynbee parrebbe l’unico storico a sapere dei British-Israelites; a questo punto potrebbe essere interessante il fatto che egli collaborò con l’Intelligence Service e ciò potrebbe spiegare la sua conoscenza approfondita della questione.

    Sono vitali ancora oggi queste dottrine occulte? Maurizio Blondet ci informa: <<nel 1991, mentre ero a Washington (infuriava la Guerra del Golfo), mi capitò... di constatare che i British Israelites esistono tuttora. Conservo un loro curioso libretto che pubblicarono allora, The Prophetic Expositor, che è una summa delle loro credenze>>. Blondet si dilunga sulle loro convinzioni: <<Presto tornerà il Messia e instaurerà il Regno di Dio, che sarà ‘un regno concreto e materiale, con territorio, leggi, popolo e trono’. Sarà ovviamente la Casa Reale Britannica, ‘discendente da Davide’, a occupare quel trono>> (M. Blondet, op. cit., pagg. 87, 90).

    Anche il primo ministro britannico Tony Blair ha parlato agli inglesi con uno strano linguaggio, che è sembrato simbolico e, per certi versi, settario. Ecco come il "Corriere della Sera" (1 ottobre 1997), ha dato la notizia: <<Toni messianici al congresso nel discorso del premier acclamato come il più popolare del secolo. Blair: "Torneremo i migliori" - l’inviato del Corriere prosegue - Tony Blair ha tenuto a Brighton il più millenaristico discorso a un congresso di partito che i veterani della politica britannica ricordino. (...). Aveva visto giusto ieri il Daily Telegraph a prevedere dal premier laburista "un misto di rivoluzione culturale maoista e di predicazione da tele-evangelista">>.

    Vi sono fondati motivi per credere che <<l’ideologia che l’opuscolo The Prophetic Expositor esprime in modo così ridicolmente estremo, sia una sorta di dottrina segreta coltivata nella cerchia interna dei fedelissimi alla Corona, e intimamente legata alla religione di Stato britannica, l’Anglicanesimo. ...in tempi a noi vicinissimi (nel 1952) Sir Oliver Locker-Sampson, alto esponente conservatore... intervistato sui motivi della costante politica inglese a favore del Sionismo e dello Stato d’Israele... rispose: "Winston (Churchill), Lloyd George, Balfour e io siamo stati allevati come protestanti integrali, credenti nell’avvento di un nuovo Salvatore quando la Palestina ritornerà agli ebrei". Di fatto, non è facile spiegare razionalmente, in termini di Realpolitik, l’ostinazione della politica britannica a favore del Sionismo>> (M. Blondet, op. cit., pag. 92).

    Abbiamo visto che il ruolo "divino" era stato perso dall’Inghilterra a causa del suo comportamento e che ben presto fu rimpiazzata da un Israele americano. Non è assurdo credere, a questo punto, che <<Benjamin Franklin obbediva alle stesse suggestioni quando, come membro del ‘Triumvirato’ incaricato di disegnare il sigillo degli USA, proponeva nel 1776 di raffigurarvi ‘Mosé che divide il Mar Rosso mentre il Faraone e i suoi armati sono sommersi dalle acque>> (Ibidem, pag. 96).

    Stupirà ancora di più sapere che il simbolo dell’aquila poi adottato come suggello dell’America, secondo David Austin, derivava proprio dall’Apocalisse: <<che ne è divenuto dell’aquila sulle cui ali la donna perseguitata (Ap., 12,14) fu portata nella wilderness americana, non si potrebbe rispondere che essa si è posata sul sigillo civile degli Stati Uniti?>> (S. Bercovitch, America puritana, Roma 1992, pag. 175).

    Scrive lo storico Romolo Gobbi: <<Dello stesso parere fu Samuel Sherwood che, invocando lo stesso passo dell’Apocalisse, lo collegò ad altri brani del Vecchio Testamento: "Voi avete visto cosa ho fatto agli egiziani, e come vi ho portati su ali d’aquila (...). Per questo adesso (...) voi sarete per me una nazione santa" (Es., 19, 4-6) e "con le ali salirete in alto come le aquile" (Is., 40, 31). (...). Il fatto stesso di aver raggiunto l’indipendenza nazionale rilanciò il mito del popolo eletto, della <<Nazione Redentrice>>: così, ad esempio, si espresse il colonnello David Humphreys, aiuto e protetto del generale Washington, nella premessa al suo Poema sulla Futura Gloria degli Stati Uniti d’America: "L’America, dopo essere stata nascosta per molti anni dal resto del mondo, fu probabilmente scoperta, nella maturità del tempo, per diventare il teatro in cui rivelare i più illustri disegni della Provvidenza, nei suoi doni alla razza umana">> (R. Gobbi, Figli dell’Apocalisse, Milano 1993, pagg. 220-221).

    Queste sono le assurde premesse sulle quali si fonda il fondamentalismo americano che vede ogni sua guerra come una sorta di crociata. L’ex presidente USA, Ronald Reagan, abbracciò questa dottrina segreta e pronunciò discorsi dai toni messianici infuocati: <<Tutte le altre profezie che si dovevano realizzare prima di Armageddon sono avvenute. Nel trentesimo capitolo del profeta Ezechiele si dice che Dio raccoglierà i figli di Israele dalle lande pagane dove sono stati dispersi per riunirli di nuovo nella terra promessa. Dopo 2000 anni, questo momento è finalmente giunto. Per la prima volta nei tempi, ogni cosa è pronta per la battaglia di Armageddon e il secondo avvento di Cristo>>. E, ancora, rivolgendosi ai soldati americani, l’ex presidente Ronald Reagan tuonò: <<Voi oggi state respingendo le forze del male che vorrebbero estinguere la luce che noi abbiamo custodito per 2000 anni>> (Le due frasi di Ronald Reagan sono citate da Majid Valcarenghi e Ida Porta, in "Operazione Socrate", Firenze 1995, pagg. 101-102).

    Il giornalista Ronnie Dugger in un lungo articolo, pubblicato nel 1984, sul "The Guardian", si chiese: <<Gli americani potrebbero giustamente chiedersi se il loro presidente... sia personalmente predisposto dalla teologia fondamentalista ad attendersi un qualche Armageddon che inizi con una guerra nucleare in Medio Oriente. (...). Se in Medio Oriente insorgesse una crisi e minacciasse di trasformarsi in un confronto nucleare, il presidente Reagan potrebbe essere incline a credere di assistere all’arrivo dell’Armageddon deciso dalla volontà di Dio?>> ("The Guardian", 21 aprile 1984. L’articolo fu pure pubblicato sul "Washington Post").

    La strana religione è più diffusa di quanto si possa immaginare. Sul "Sunday Times" (5 dicembre 1982) Simon Winchester racconta quanto ebbe a dirgli il segretario di un importante politico americano: <<Decine di giovani uomini e donne in Campidoglio, nel Pentagono, nei diversi ministeri, sostengono che noi siamo la generazione che avrà la grande fortuna di vedere il ritorno di Cristo>>. Lo stesso Clinton ha ribadito il ruolo preminente dell’America e dunque le scelte del presidente USA <<vanno tutte nella direzione di valorizzare il ruolo guida degli Stati Uniti nel mondo>> ("Avvenimenti", 18 dicembre 1996) e ha sottolineato, come riportava S.S. Rosenfeld sull’I. H. Tribune (28/10/96), che gli Stati Uniti sono un Paese: <<indispensabile per il mondo>>.

    E’ evidente la sopravvivenza di tendenze apocalittico-millenaristiche nella cultura contemporanea degli USA. Tendenze piuttosto evidenti anche nella politica estera americana. Scrive ancora Gobbi che l’America ha combattuto: <<Soltanto in questo secolo... "battaglie finali" contro il fascismo, il comunismo e, più recentemente, contro il fondamentalismo islamico; e soprattutto sono ancora fondamentalmente convinti di essere un "popolo eletto", una "Nazione Redentrice">> (R. Gobbi, op. cit., pag. 223).




    "THE BRITISH ISRAELITES", STORIA DI UNA SETTA...

  4. #4
    Avamposto
    Ospite

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  5. #5
    Avamposto
    Ospite

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    Chi tira i fili della storia?



    Ricercare certe dinamiche è cosa ardua specie quando riguarda la sfera politica e ciò che sembra del tutto casuale, in molti casi, è stato attentamente preparato. Franklin Delano Roosvelt, presidente americano e 33° del Rito Scozzese, nonché appartenente alla Pilgrim Society e al C.F.R., il governo-ombra americano, affermò: "In politica nulla accade a caso. Ogni qualvolta sopravviene un avvenimento si può star certi che esso era stato previsto per svolgersi in quel modo". Quindi una oscura oligarchia, tira le fila di fantocci, solo apparentemente, alla ribalta della scena politica. Aveva ragione Benjiamin Disraeli, statista inglese del secolo scorso, quando disse: "Il mondo è governato da personaggi ben diversi da quelli creduti da coloro i quali non sanno guardare dietro le quinte". Neppure i partiti contano poi molto. Essi stessi sono a loro volta manovrati, usati, in relazione a degli scopi precisi.

    Allora chi tira ora i fili della attuale crisi economica e alimentare che attanaglia sempre più i paesi poveri?

    Scrive Blondet: "Michel Albert è un grand commis della politica sovrannazionale... oggi presidente delle Assurances Générales de France, una delle grandi entità finanziarie che hanno promosso il Mercato Unico Europeo. Nel 1989, Albert ha pubblicato un saggio, subito tradotto in Italia dall’editrice il Mulino con il titolo: Crisi, Disastro, Miracolo. Il libro contiene una prognosi sulla fine degli Stati nazionali che rivela un’analisi sicuramente elaborata negli uffici-studi della Trilaterale, e un progetto di ingegneria sociale. …"L’Europa ‘92 lancia il Mercato Unico all’assalto degli Stati nazionali. Li smantellerà". Come? Con "l’anarchia che risulterà" da "un mercato libero e senza frontiere in una società plurinazionale che non riesce a prendere decisioni comuni". A questo "disastro" pianificato, l’oligarchia spera seguirà il "miracolo": gli Stati nazionali devastati invocheranno "una moneta comune, una Banca centrale europea e un bilancio comunitario" (vedere qui).

    Quello che è accaduto per l'Europa sta ora capitando a livello globale? Stanno portando alla crisi economica e alla fame il mondo e forse alla anche guerra per poterlo poi plasmare a loro piacimento e per instaurare il Nuovo Ordine Mondiale?

    Secondo Weishaupt (massone vissuto nella seconda metà del 700), mettendo in pratica le sue raccomandazioni si doveva arrivare a creare un tale stato di degrado, di confusione e quindi di spossatezza, che le masse avrebbero dovuto reagire cercando un protettore o un benefattore al quale sottomettersi liberamente. Da qui il bisogno di costituire degli Organi Sovranazionali pronti a sfruttare questo stato di cose, fingendosi i salvatori della patria, per istituire un Unico Governo Mondiale . Nel 1871 il piano di Weishaupt viene ulteriormente completato da un suo seguace Americano Albert Pike che elabora un documento per l’istituzione di un Nuovo Ordine Mondiale attraverso tre Guerre Mondiali. Il suo pensiero era che questo programma di guerre avrebbe generato nelle masse un tale bisogno di pace, che sarebbe diventato naturale arrivare alla costituzione di un Unico Governo Mondiale. Non a caso dopo la Seconda Guerra Mondiale venne fatto il primo passo in questa direzione con la formazione dell’ONU, che possiamo definire la polizia del mondo degli Illuminati. Tornando al pensiero di Pike, la Prima Guerra Mondiale doveva portare gli Illuminati, che già avevano il controllo di alcuni Stati Europei e stavano conquistando attraverso le loro trame gli Stati Uniti di America, ad avere anche la guida della Russia. Quest’ultima avrebbe poi dovuto interpretare un ruolo che doveva portare alla divisione del mondo in due blocchi. La Seconda Guerra Mondiale sarebbe dovuta partire dalla Germania, manipolando le diverse opinioni tra i nazionalisti tedeschi e i sionisti politicamente impegnati. Inoltre avrebbe portato la Russia ad estendere la sua zona di influenza e reso possibile la costituzione dello Stato di Israele in Palestina. La Terza Guerra Mondiale sarà basata sulle divergenze di opinioni che gli Illuminati avranno creato tra i Sionisti e gli Arabi, programmando l’estensione del conflitto a livello mondiale (vedere qui).

    Non c'è che dire, tutto sembra svolgersi secondo i piani...

    Ma gli empi non hanno fatto i conti con DIO:

    Lo stolto pensa: «Non c'è Dio».

    Sono corrotti, fanno cose abominevoli:

    nessuno più agisce bene.

    Il Signore dal cielo si china sugli uomini

    per vedere se esista un saggio:

    se c'è uno che cerchi Dio.

    Tutti hanno traviato, sono tutti corrotti;

    più nessuno fa il bene, neppure uno.

    Non comprendono nulla tutti i malvagi,

    che divorano il mio popolo come il pane?

    Non invocano Dio: tremeranno di spavento,

    perché Dio è con la stirpe del giusto.

    Volete confondere le speranze del misero,

    ma il Signore è il suo rifugio.

    Venga da Sion la salvezza d'Israele!

    Quando il Signore ricondurrà il suo popolo,

    esulterà Giacobbe e gioirà Israele.(Sal. 13,17)



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  6. #6
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: I "British Israelites" - Storia di una potente setta anglo-americana -








  7. #7
    Avamposto
    Ospite

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    Nuovo Ordine Mondiale: i Signori del Mondo
    di Giorgio Bongiovanni

    Durante alcuni dei miei viaggi a Londra ho potuto conoscere un personaggio che ha lavorato per anni nel settore del Marketing. Tutto ciò che leggerete di seguito è frutto di indagini che lui ha condotto personalmente; coinvolgendo, in varie parti del mondo, figure di spicco legate alle grandi famiglie economiche. Ho deciso di pubblicare integralmente la ricerca così come lui l’ha scritta, ma penso sia giusto per etica professionale che tutto debba essere formulato sotto forma di ipotesi. A mio parere la maggior parte delle informazioni sono vere, faccio questa dichiarazione in relazione anche agli eventi che si stanno manifestando nel mondo.

    Chi controlla il mondo oggi

    La conferma alla mia ricerca è partita da un trafiletto, pubblicato il 7 giugno 1999 dal Corriere della Sera, dove si parlava di un gruppo di persone fino allora a me sconosciute i “Bilderbergers”. Così sono chiamati i membri del Gruppo Bilderberg. L’articolo si riferiva alla loro riunione ufficiale annuale del 1999, che si era appena conclusa in Portogallo in un Resort di un paese chiamato Sintra. In questa riunione si era discusso, tra i vari temi, anche sul dopo guerra in Kosovo. Il Gruppo Bilderberg, diceva l’articolo, è nato nel 1954 e riunisce i personaggi più illustri dei vari campi a livello internazionale. Tra i personaggi presenti alla riunione venivano citati: U. Agnelli, H. Kissinger, Mario Monti ed altri ancora. Leggendo queste informazioni sono rimasto insospettito dal fatto che una riunione di questa importanza (per argomento e personaggi) non avesse ricevuto maggior pubblicità dagli organi di informazione. Incuriosito, ho sentito la necessità di conoscere, e capire più a fondo la natura di questa organizzazione. Sono così venuto a conoscenza di quelle che possono essere definite le forze negative che oggi detengono il potere materiale nel mondo, dei loro pensieri e dei loro programmi. Se pensiamo alla situazione del nostro pianeta possiamo fare finta di niente ed essere felici e sereni oppure possiamo interrogarci su che mondo stiamo preparando per le prossime generazioni e soprattutto sul perché siamo in questa situazione: guerre civili e religiose in ogni continente, violenza e corruzione ovunque anche negli stati che si definiscono più evoluti, uso di droghe in aumento (persino legalizzate), la condizione di povertà in continua espansione in tutto il mondo, un senso di ingiustizia diffuso, scandali che coinvolgono tutti i personaggi che occupano posizioni di potere etc …….. Purtroppo, il trend, della nostra società è drammaticamente negativo e ai nostri giorni il degrado è il vero protagonista.
    La domanda che vale la pena porsi è: ma c’è qualcuno che alimenta queste cose, esiste un comune denominatore dietro tutto questo, qualcuno che ne trae beneficio? Solo la verità ci può rendere veramente liberi, liberi di capire e quindi di rispondere. Allora la domanda che ci dobbiamo porre è conosciamo la verità? Conosciamo veramente cosa si nasconde dietro il maturare di tutti questi fenomeni? Certo i mass media, i politici, i sociologi ci “martellano” con le loro interpretazioni, ma ci possiamo fidare?
    Come provocazione guardate la Tavola 1, questa è secondo David Icke (dal libro “And the truth shall set you free”) la “Catena dei Comandi” del nostro pianeta ai nostri giorni. Lo so è un po’ diversa da quella che siamo soliti pensare e soprattutto ci sono tanti nomi, là in cima, con i quali non siamo familiari e di cui nessuno parla. C’è anche il Gruppo Bilderberg ma non è il vertice della gerarchia, quindi prima di parlare di loro vediamo di scoprire chi sono quelli che sembrano comandarli.

    Gli Illuminati e la Nobiltà Nera

    Come dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi. La loro caratteristica è quella di essere nascosti agli occhi del pubblico. Il loro albero genealogico va indietro migliaia di anni e sono molto attenti a mantenere il loro legame di sangue di generazione in generazione senza interromperla.
    Il loro potere risiede nell’occulto e nell’economia, uno dei loro motti è: “il denaro crea potere”. Possiedono tutte le Banche Internazionali, il settore petrolifero e tutti i più potenti settori industriali e commerciali; ma soprattutto sono infiltrati nella politica e comandano la maggior parte dei governi e degli organi Sovranazionali primi fra tutti l’ONU ed il Fondo Monetario Internazionale. Un esempio del loro modo di operare è l’elezione del Presidente degli Stati Uniti, chi tra i candidati ha più Sponsor sotto forma di soldi, vince le elezioni perché con questi soldi ha il potere di “distruggere” l’altro candidato. E chi è che sponsorizza il candidato vincente? Ovviamente gli Illuminati attraverso le loro molte organizzazioni di facciata, fanno in modo di finanziare entrambi i candidati, per mantenere il “gioco” vivo anche se loro hanno già deciso chi sarà il vincitore e a questo assicurano più soldi. I loro piani sono sempre lungimiranti, sembra che Bill Clinton sia stato preparato alla missione di Presidente dall’entourage degli Illuminati fin da quando era giovane. Qual è l’obiettivo degli Illuminati? Creare un Unico Governo Mondiale ed un Nuovo Ordine Mondiale, con a capo loro stessi per sottomettere il mondo a una nuova schiavitù, non fisica, ma “spirituale” ed affermare il loro credo: l’ideologia Luciferica. Questo obiettivo non può essere conseguito nel periodo di una vita, le sue origini sono antiche e risalgono già al 1700 quando il complotto venne formalizzato, con l’elaborazione di veri e propri documenti programmatici. Nella prima metà del 1700 l’incontro tra il Gruppo dei Savi di Sion e Mayer Amschel Rothschild, l’abile fondatore della famosa dinastia che ancora oggi controlla il Sistema Bancario Internazionale, porta alla redazione di un manifesto: “I Protocolli dei Savi di Sion”. In 24 paragrafi, viene descritto come soggiogare e dominare il mondo con l’aiuto di un sistema economico. Sempre Mayer Amschel Rothschild aiuta e finanzia l’ebreo Adam Weishaupt, un ex prete gesuita, che a Francoforte crea un Gruppo Segreto dal nome “Gli Illuminati di Baviera”. Weishaupt prendendo spunto dai “ Protocolli dei Savi di Sion” elabora all’incirca verso il 1770 “Il Nuovo Testamento di Satana” un piano che dovrà portare, non più gli Ebrei ma un gruppo ristretto di persone (gli Illuminati o Banchieri Internazionali) ad avere il controllo ultimo del mondo intero. La strategia di Weishaupt era basata su principi molto fini e spietati. Bisognava arrivare alla soppressione dei Governi Nazionali e alla concentrazione del potere in Governi ed Organi Sovranazionali ovviamente gestiti dagli Illuminati. Ecco alcuni esempi operativi sulle cose da fare:
    Creare la divisione delle masse in campi opposti attraverso la politica, l’economia, gli aspetti sociali, la religione, l’etnia etc … Se necessario armarli e provocare incidenti in modo che si combattano e si indeboliscano.
    Corrompere (con denaro e sesso) e quindi rendere ricattabili i politici o chi ha una posizione di potere all’interno di uno stato.
    Scegliere il futuro capo di stato tra quelli che sono servili e sottomessi incondizionatamente.
    Avere il controllo delle scuole (licei ed Università) per fare in modo che i giovani talenti di buona famiglia siano indirizzati ad una cultura internazionale e diventino inconsciamente agenti del complotto.
    Assicurare che le decisioni più importanti in uno stato siano coerenti nel lungo termine all’obiettivo di un Nuovo Ordine Mondiale.
    Controllare la stampa, per poter manipolare le masse attraverso l’informazione.
    Abituare le masse a vivere sulle apparenze e a soddisfare solo il loro piacere, perché in una società depravata gli uomini perdono la fede in Dio.
    Secondo Weishaupt, mettendo in pratica le sue raccomandazioni si doveva arrivare a creare un tale stato di degrado, di confusione e quindi di spossatezza, che le masse avrebbero dovuto reagire cercando un protettore o un benefattore al quale sottomettersi liberamente. Da qui il bisogno di costituire degli Organi Sovranazionali pronti a sfruttare questo stato di cose, fingendosi i salvatori della patria, per istituire un Unico Governo Mondiale . Nel 1871 il piano di Weishaupt viene ulteriormente completato da un suo seguace Americano Albert Pike che elabora un documento per l’istituzione di un Nuovo Ordine Mondiale attraverso tre Guerre Mondiali. Il suo pensiero era che questo programma di guerre avrebbe generato nelle masse un tale bisogno di pace, che sarebbe diventato naturale arrivare alla costituzione di un Unico Governo Mondiale. Non a caso dopo la Seconda Guerra Mondiale venne fatto il primo passo in questa direzione con la formazione dell’ONU, che possiamo definire la polizia del mondo degli Illuminati. Tornando al pensiero di Pike, la Prima Guerra Mondiale doveva portare gli Illuminati, che già avevano il controllo di alcuni Stati Europei e stavano conquistando attraverso le loro trame gli Stati Uniti di America, ad avere anche la guida della Russia. Quest’ultima avrebbe poi dovuto interpretare un ruolo che doveva portare alla divisione del mondo in due blocchi. La Seconda Guerra Mondiale sarebbe dovuta partire dalla Germania, manipolando le diverse opinioni tra i nazionalisti tedeschi e i sionisti politicamente impegnati. Inoltre avrebbe portato la Russia ad estendere la sua zona di influenza e reso possibile la costituzione dello Stato di Israele in Palestina. La Terza Guerra Mondiale sarà basata sulle divergenze di opinioni che gli Illuminati avranno creato tra i Sionisti e gli Arabi, programmando l’estensione del conflitto a livello mondiale.
    Col passare degli anni il Quartiere Generale di questo complotto passa dalla Germania (Francoforte), alla Svizzera, poi all’Inghilterra (Londra) ed infine agli Stati Uniti d’America (New York). E’ quindi dal 1700 che le famiglie degli Illuminati, generazione dopo generazione, influenzano la storia per raggiungere i propri traguardi. Ecco un elenco dei fatti principali che negli ultimi 3 secoli sono stati architettati, fomentati o finanziati dagli Illuminati: la Rivoluzione Francese, le Guerre Napoleoniche, la nascita dell’ideologia Comunista, la I Guerra Mondiale, la Rivoluzione Bolscevica, la nascita dell’ideologia Nazista, la II Guerra Mondiale, la fondazione dell’ONU, la nascita dello Stato di Israele, la Guerra del Golfo, la nascita dell’Europa Unita…
    Nella Tavola 3 e Tavola4 è rappresentata la rete di potere che gli Illuminati si sono costruiti in quasi 300 anni. Ovviamente non potevano pensare di conseguire i loro obiettivi da soli, avevano ed hanno bisogno di una “struttura operativa”, composta da organizzazioni o persone che esercitando del potere operino più o meno consapevolmente nella stessa direzione. Come potete constatare gli Illuminati controllano o hanno i loro uomini ovunque, possiamo tranquillamente dire che sono i signori del mondo. La loro strategia ha fatto leva su 2 capisaldi: a) la forza del denaro, hanno costituito e controllano il Sistema Bancario Internazionale; b) la disponibilità di persone fidate, ottenuta attraverso il controllo delle Società o Associazioni Segrete (logge massoniche). Queste ultime con i loro diversi gradi di iniziazione hanno garantito e garantiscono tutt’ora quell’alone di discretezza necessario al piano degli Illuminati. Gli Illuminati, e chi con loro controlla queste Società, sono Satanisti e praticano la magia nera. Il loro Dio è Lucifero e attraverso pratiche e riti occulti manipolano e influenzano le masse. E pensare che la cultura dominante ci dice che la magia non esiste anzi, considera ridicolo chi ci crede. E’ anche da questa scienza di tipo occulto, che gli Illuminati hanno sviluppato la teoria sul controllo mentale delle masse. Per chiarire ecco un esempio: a quanto sembra anche Hollywood, le maggiori Case Cinematografiche e Discografiche internazionali, fanno parte della rete degli Illuminati. Molte volte i loro prodotti sono usati come strumenti di indottrinamento e agiscono in modo “invisibile” sulla psiche. Penso che nessuno possa negare che oggi esistono certi tipi di musica, privi di qualsiasi qualità, il cui unico effetto voluto è quello di provocare nei giovani apatia, robotismo, violenza ed essere uno stimolo all’uso di droghe.
    Dicevamo prima, che gli uomini che controllano gli Illuminati fanno parte di tredici delle famiglie più ricche del mondo. I loro nomi sono rimasti segreti negli anni e la leadership famigliare è stata passata da uomo a uomo generazione dopo generazione. Comunque nessun segreto può essere tenuto per sempre e anche in questo caso recentemente sono stati resi noti i loro nomi, grazie a qualcuno che, abbandonando l’ordine, ha deciso di cambiare vita e rivelare le informazioni più importanti. Ecco quindi le tredici famiglie che sembrano avere il compito di gestire il pianeta da dietro le quinte per condurlo al Nuovo Ordine Mondiale:
    ASTOR
    BUNDY
    COLLINS
    DUPONT
    FREEMAN
    KENNEDY
    LI
    ONASSIS
    ROCKFELLER
    ROTHSCHILD
    RUSSELL
    VAN DUYN
    MEROVINGI
    (famiglie Reali Europee)
    Sono dunque loro il vero governo del mondo o meglio il governo segreto?

    Il Gruppo Bilderberg

    Il Gruppo Bilderberg, rappresenta uno dei più potenti Gruppi di facciata degli Illuminati. Nasce informalmente nel 1952, ma prende questo nome solo nel 1954 quando il 29 maggio viene indetto il primo incontro presso l’Hotel Bilderberg di Oosterbeek in Olanda. Da allora le riunioni sono state ripetute 1 o 2 volte all’anno. All’inizio solo in Paesi Europei, ma dagli inizi degli anni ‘60 anche in Nord America. Tra i promotori del Gruppo bisogna menzionare almeno due personaggi: Sua Maestà il Principe Bernardo de Lippe di Olanda (ex Ufficiale delle SS), che ne è rimasto il presidente fino a quando nel 1976 ha dovuto dare le dimissioni per lo scandalo “Lockheed” e Joseph Retinger un “faccendiere” Polacco che si era costruito una fitta rete di relazioni tra personaggi della Politica e dell’Esercito a livello Mondiale. Retinger viene descritto come l’istigatore del gruppo, la sua visione era costruire un’ Europa unita per arrivare ad un Mondo unito in pace, dove potenti Organizzazioni Sovranazionali avrebbero garantito con l’applicazione delle loro ideologie, più stabilità dei singoli governi nazionali.
    Fin dalla prima riunione furono invitati banchieri, politici, universitari, funzionari internazionali degli Stati Uniti e dei paesi dell’Europa Occidentale per un totale all’incirca di un centinaio di personaggi, tra questi, sembra anche Alcide De Gasperi.
    Ai tempi della costituzione l’obiettivo dichiarato ufficialmente, era quello di creare l’unità Occidentale per contrastare l’espansione Sovietica.
    In realtà malgrado le apparenti buone intenzioni, il vero obiettivo era quello di formare un’altra organizzazione di facciata che potesse attivamente contribuire ai disegni degli Illuminati: la costituzione di un Nuovo Ordine Mondiale e di un Governo Mondiale entro il 2012.

    La Strategia

    William Cooper un anziano Sotto Ufficiale dei Servizi Segreti della Marina Statunitense, include nel suo libro “Behold a pale horse” (Light Technology 1991) del materiale top secret nel quale è illustrato il pensiero e la strategia adottati dal comitato politico del Gruppo Bilderberg. Questo documento programmatico ha un titolo quanto mai significativo “Armi Silenziose per delle guerre tranquille”. Il documento riporta la data del maggio 1979, ma fu ritrovato solo nel 1986. Cooper spiega “ Ho letto dei documenti top secret che spiegano che “Armi Silenziose per delle guerre silenziose” è una dottrina adottata dal comitato politico del Gruppo Bilderberg durante il suo primo meeting nel 1954. Una copia trovata nel 1969 era in possesso dei Servizi di Informazione della Marina Statunitense”.
    L’assunto principale del documento è che chiunque voglia assumere una posizione di potere all’interno di una comunità è come se “simbolicamente” dichiarasse guerra alle persone che la compongono. La guerra che però deve essere intrapresa non è su un piano fisico/materiale e le armi utilizzate sono silenziose munizioni invisibili.
    Il documento spiega la filosofia, le origini operative (che sembrano essere legate ai famosi documenti scritti tra il 1700 ed il 1800 e finanziati da Mayer Amschel Rothschild), i principi raffinati, le linee guida e gli strumenti di questa dottrina dalle “armi silenziose”. Un vero manuale per l’uso, per professare una scienza che attraverso il controllo dell’economia vuole soggiogare il mondo intero. Vista l’importanza e la complessità del documento sarebbe necessario dedicargli un approfondimento specifico. In questa sede è sufficiente accennare alle principali aree in cui si articola questo programma:
    Perché serve un sistema economico per controllare le masse.
    Come controllare l’economia mondiale attraverso l’istituzione di un modello economico che sia manipolabile e prevedibile.
    Come addormentare le masse che subiscono l’attacco.
    Grazie alla segretezza con cui si muovono, ma soprattutto grazie al potere che esercitano sugli organi di informazione i Bilderbergers sono riusciti a controllare la pubblicità sulle loro riunioni e sui temi discussi. Negli anni però qualche notizia è riuscita a trapelare sui principali temi trattati durante le loro delibere segrete:
    i problemi finanziari internazionali;
    la libertà di emigrazione e immigrazione;
    la libera circolazione dei prodotti senza dogane;
    l’unione economica internazionale;
    la costituzione di una forza internazionale con la soppressione degli eserciti nazionali;
    la creazione di un parlamento internazionale;
    la limitazione della sovranità degli stati delegati all’ONU o a tutti gli altri governi sovranazionali.
    Temi che fanno capire il potere che questo Gruppo è in grado di esercitare. Sembra che tutte le decisioni più importanti a livello politico, sociale, economico/finanziario per il mondo occidentale vengano in qualche modo ratificate dai Bilderbergers. D’altronde scorrendo i loro biglietti da visita una cosa è certa: hanno le “leve” per fare qualsiasi cosa.
    Accennavamo prima alla segretezza, questo è sicuramente un aspetto centrale per la strategia del Gruppo. Le riunioni sono tenute in forma non pubblica e solo i giornalisti ufficialmente invitati possono essere ammessi. Al termine delle conferenze annuali (normalmente durano un paio di giorni) viene redatto un semplice comunicato stampa di un paio di pagine; ovviamente non viene tenuta nessuna conferenza stampa. I vari partecipanti interrogati al riguardo di queste riunioni sono sempre molto evasivi e se possono non rispondono. Gli organi di informazione di massa non danno nessuna notizia su queste conferenze o se lo fanno, lo fanno con un peso assolutamente insignificante non adeguato all’evento. Chi osserva e conosce i Bilderbergers da parecchi anni afferma che anche la preparazione delle riunioni segue un rituale “curioso” mirato a tutelare questo ambito di segretezza. L’Hotel selezionato viene occupato con qualche giorno di anticipo. Parte del normale personale viene sostituito con personale di fiducia.
    La domanda da porsi è perché tutto questo? Perché personaggi pubblici che discutono temi di interesse pubblico non vogliono rendere note le loro decisioni? Questa è forse la prova più grossa sulla natura e sulle vere finalità di questa organizzazione.

    L’Organizzazione

    Il Gruppo dei Bilderberg recluta Politici, Ministri, Finanzieri, Presidenti di multinazionali, magnati dell’informazione, Reali, Professori Universitari, uomini di vari campi che con le loro decisioni possono influenzare il mondo. Tutti i membri aderiscono alle idee precedenti, ma non tutti sono al corrente della profonda verità ideologica di alcuni dei membri principali, i quali sono i veri istigatori e fanno parte anche di altre organizzazioni degli Illuminati dal nome: Trilaterale (riunisce industriali e businessman dei tre blocchi continentali USA, Europa, Giappone/Asia) e Commission of Foreign Relationship (3D CFR che ormai dal 1921 riunisce tutti i personaggi che gestiscono gli USA ). Questi membri particolari sono i più potenti e fanno parte di quello che viene definito il “cerchio interiore”. Il “cerchio esteriore” è invece l’insieme degli uomini della finanza, della politica ed altro, che sono sedotti dalle idee di instaurare un governo mondiale che regolerà tutto a livello politico ed economico. Il “cerchio esteriore” è composto da quelli che vengono definiti “le marionette” che sono utilizzati dal “cerchio interiore” perché i loro membri sanno che non possono cambiare il mondo da soli ed hanno bisogno di collaboratori motivati. Quindi il “cerchio interiore” ed il “cerchio esteriore” agiscono di concerto ma non con le stesse motivazioni. “Le marionette” dei vari “cerchi esteriori” sono spinte dal desiderio di arricchirsi, di avere potere o/e sono convinti che un governo unico mondiale sia la soluzione di tutti i problemi e che apporterà più pace e coesione di una moltitudine di piccoli paesi. Dal canto loro le persone del “cerchio interiore” sono già ricche e potenti, la loro consapevolezza è ad un gradino superiore, le loro motivazioni sono solo ideologiche, per intenderci dovrebbero essere quelle espresse nel piano degli Illuminati.
    Il primo cerchio esteriore è composto da chi solo partecipa alle conferenze annuali senza essere affiliato al Gruppo. Possono essere personaggi di cui si vuole valutare il reclutamento oppure invitati per discutere specifici argomenti. Gli affiliati del gruppo possono anche non essere presenti alle conferenze annuali, i contatti vengono tenuti attraverso altri canali. Il primo Cerchio interiore è composto solo da Bilderbergers, membri del Gruppo e rappresenta il Comitato di Direzione (Steering Committee). Vi risiedono europei ed americani (tutti parte del CFR). Alcuni di questi membri fanno parte di un secondo cerchio interiore ancora più chiuso e formano il Comitato Consultativo (Advisory Committee) del Gruppo. L”Advisory Committee” dovrebbe essere composto da 9 persone tra i quali spiccano i nomi di Giovanni Agnelli e David Rockfeller. Nello Steering Committee, composto da circa una trentina di persone, sono citati come rappresentati nazionali per l’Italia: Mario Monti (attualmente ex Commissario della Comunità Europea) e Renato Ruggiero (ex Direttore Generale del WTO World Trade Organization, attualmente Presidente dell’ENI).

    Gli Italiani del gruppo

    L’Italia sembra giocare il suo ruolo nell’organizzazione, se non altro perché Giovanni Agnelli è uno dei membri dell’Advisory Committee e perché come Francia, Germania ed Inghilterra ha 2 nomi nello Steering Committee. In Italia sono state tenute 3 delle conferenze fatte nel periodo 1954-1999: nel 1957 a Fiuggi, nel 1965 e nel 1987 a Villa d’Este.
    Ecco i nomi degli Italiani che sembrano aver partecipato alle ultime riunioni annuali:
    > 1995 Giovanni ed Umberto Agnelli, Mario Draghi, Renato Ruggiero
    > 1996 Giovanni Agnelli, Franco Bernabè, Mario Monti, Renato Ruggiero, Walter Veltroni
    > 1997 Giovanni ed Umberto Agnelli, Carlo Rossella, Stefano Silvestri
    > 1998 Giovanni Agnelli, Franco Bernabè, Emma Bonino, Luigi Cavalchini, Rainer Masera, Tommaso Padoa-Schioppa, Domenico Siniscalco
    > 1999 Umberto Agnelli, Franco Bernabè, Paolo Fresco, Francesco Giavazzi, Mario Monti, Tommaso Padoa-Schioppa, Alessandro Profumo.
    La presenza della Bonino alla riunione del 1998, serve a spiegare il perché dei suoi exploit del 1999, oppure è solo una coincidenza? Ha forse trovato qualche gruppo di potere pronto a finanziarla? In cambio di che cosa? Non lo sapremo mai, però il dubbio rimane.

    L’ultimo incontro

    L’ultimo incontro del Gruppo si è tenuto in Portogallo dal 3 al 6 giugno. Un settimanale Portoghese dal nome “The News” (tutti gli articoli scritti al riguardo sono ancora disponibili sul sito
    (HYPERLINK Portugal News Network) è stato il primo ad annunciare la notizia della riunione annuale con l’edizione del primo maggio e da allora ha seguito l’escalation della preparazione dell’incontro fino ad arrivare a pubblicare la lista dei partecipanti. Sembra che il Governo portoghese abbia ricevuto migliaia di dollari dai Bilderbergers per organizzare un servizio militare compreso di elicotteri che si occupasse di garantire la loro privacy e sicurezza. Nella tavola 2 trovate i nomi di chi ha partecipato all’incontro. Le informazioni che sono trapelate, hanno permesso la stesura di una possibile agenda dei temi trattati:
    1) Governo Globale: stato di avanzamento della formazione di un blocco Asiatico sotto la leadership del Giappone. Libero mercato, moneta unica e unione politica sono gli obiettivi da raggiungere nella regione. Il modello Europeo è anche il punto di riferimento per la costituzione dell’Unione Americana tra USA e Canada.
    2) Guerra in Kosovo: formazione di un Grande Stato d’Albania a seguito della dichiarazione d’indipendenza del Kosovo. Ridisegno dei confini della regione con il continuo smembramento della Yugoslavia attraverso il ritorno all’Ungheria della provincia del nord composta da 350.000 persone di etnia ungherese. Proseguimento dello stato di instabilità e di conflitto della regione. Pianificazione della ricostruzione delle infrastrutture della regione a spesa dei contribuenti occidentali.
    3) Esercito dell’Europa Unita: attuare al più presto la sostituzione delle Forze Armate della NATO con l’istituzione di Forze Militari dell’Europa Unita. L’immagine negativa che la NATO si è costruita durante il conflitto mette a rischio le sue operazioni. L’idea è che nella fase di avviamento l’Esercito Statunitense sia da supporto a quello Europeo.
    4) Anno 00: i Bilderbergers sono preoccupati dall’impatto del Millenium Bug, secondo le loro previsioni sarà molto peggiore di quanto ci si possa aspettare. Un possibile progetto da intraprendere potrebbe essere quello di nominare un personaggio di fama internazionale per aiutare l’opera di sensibilizzazione necessaria.
    5) Medio Oriente: preparazione di un accordo di pace nella regione, con la dichiarazione dello Stato di Palestina. Apparentemente le condizioni di pace non saranno così gradite da Israele e quindi potrebbero rappresentare il pretesto per futuri conflitti e tensione nella regione.
    6) Tassazione Globale a supporto dell’ONU: l’obiettivo è finanziare il centro operativo del Governo Mondiale, con l’introduzione di una tassa sul commercio via Internet. Questa tassa sarà sostituita in futuro da una tassa diretta individuale che sarà raccolta in nome dell’ONU, direttamente da ogni singolo stato.
    I fatti degli ultimi tre mesi, sembrano dimostrare che la maggior parte dei punti di questa agenda sono in fase di attuazione.


    Conclusioni

    Le informazioni presentate sono il risultato di una vasta ricerca. Anche se ciò può sembrare molto strano o lontano dalle nostre certezze, il tutto è partito da una realtà concreta dei nostri giorni, di cui è apparso un articolo sul Corriere della Sera: i Bilderbergers. Per riuscire a “digerire” e a sintetizzare tutto quello che ho scoperto, ho dovuto mantenere il mio spirito aperto e soprattutto, in molte occasioni, sono dovuto andare oltre il mio normale modo di pensare. Il mio obiettivo non vuole essere quello di affermare una verità ma quello di offrire uno spunto per la riflessione e per una propria ricerca.
    Solo con un forte spirito critico possiamo conoscere la verità, essere liberi, diventare cittadini emancipati e quindi contribuire a un mondo migliore.

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    Tratto dal sito NWO - New World Order - Nuovo Ordine Mondiale




    "THE BRITISH ISRAELITES", STORIA DI UNA SETTA...

  8. #8
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: I "British Israelites" - Storia di una potente setta anglo-americana -

    Capitolo nove del libro Complotti 1 -British Israelites -




    LA DOTTRINA OCCULTA

    Dei British-Israelites parla fuggevolmente Arnold Toynbee, nel secondo
    volume del suo A Study of History (1934). "Fra i protestanti di lingua
    inglese si trovano ancora alcuni fondamentalisti che si reputano "il popolo
    eletto" nel senso letterale del termine, quale viene usato dal Vecchio
    Testamento. Questo "Israele Britannico" fa fiduciosamente risalire il suo
    ceppo fisico alle scomparse Dieci Tribù (nota 50).
    Nel 1991, mentre ero a Washington (infuriava la Guerra del Golfo), mi
    capitò- in circostanze che tralascio - di constatare che i British
    Israelites esistono tuttora. Conservo un loro curioso libretto che
    pubblicarono allora, The Prophetic Expositor, che è una summa delle loro
    credenze. Nel clima apocalittico creato in America dall'Operazione Desert
    Storm, l'opuscolo rievocava l'entrata in Gerusalemme del generale britannico
    Allenby nel 1917,e il primo insediamento dello Stato sionista, reso
    possibile dall'occupazione britannica e dalla "Dichiarazione Balfour" (nota
    51).
    L'evento era interpretato così: "L'undicesimo giorno di dicembre 1917
    l'armata del generale Allenby marciò sulla Città e la liberò. La Union Jack,
    la bandiera che simboleggia l'unione di Giacobbe, si levò su Gerusalemme.
    Era l'inizio dei Tempi Ultimi". Union jack è detto popolarmente il vessillo
    britannico, con le tre Croci di Sant'Andrea bianco-rosso-blu sovrapposte:
    con una falsa etimologia, gli estensori del libretto riconducevano jack a
    jacob, l'antico biblico Israele.
    Nel 1917, il corpo di spedizione britannico aveva costruito attraverso il
    Sinai, partendo dal Canale di Suez, 200 chilometri di ferrovia. Secondo The
    Prophetic Expositor, questo evento avverava la profezia di Isaia (19,23) che
    dice: "In quel tempo vi sarà una strada tra l'Egitto e l'Assiria; l'Assiro
    andrà in Egitto e l'Egizio in Assiria; gli Egiziani serviranno il Signore
    insieme con gli Assiri". Piú in generale, il 1917, con la nascita dello
    Stato ebraico, veniva interpretato dall'opuscolo come il compimento di tutte
    le profezie del Nuovo e Vecchio Testamento. Il 1917 sarebbe stato "il
    compimento dell'epoca dei pagani" (Luca, 21,24) e la fine del "tempo della
    punizione" inflitto agli ebrei (Levitico,26,24).
    Dal risvolto di copertina si apprende che lo strano opuscolo è stato
    stampato in Canada (313 Sherbourne Street, Toronto) da un'associazione che
    si denomina British-Israele World Federation. Nella prefazione, il gruppo -
    o la setta - si dichiara fedele "a Gesú Cristo, il Redentore d'Israele",
    alla Bibbia, "l'Eterna Scrittura", ma soprattutto "al Trono di Davide, che
    regna sul Commonwealth britannico delle Nazioni".

    Gli scopi della "Federazione Mondiale" sono scanditi in cinque punti. Al
    punto 2, si dichiara di voler "proclamare la verità sulle origini del Popolo
    anglosassone celtico (... ) e provare la sua identità con le cosiddette
    Tribú Perdute d'Israele". Al punto 3, gli Israeliti-britannici proclamano "
    che Dio ha assegnato al popolo suddetto l'irrevocabile responsabilità di
    servire come strumento per preparare la via all'istituzione del Regno di Dio
    sulla Terra".

    Una ricerca inevitabilmente frettolosa alla Libreria del Congresso mi
    consentí di appurare l'esistenza di altra copiosa letteratura prodotta dalla
    setta. In essa, pullulano le false etimologie, di cui questa mi sembra la
    piú curiosa: il termine Saxon sarebbe una contrazione di Isaac Son, e
    starebbe a provare che i Sassoni sono "Figli d'Isacco": discendenti
    legittimi d'Israele, a pari grado degli ebrei attuali, "Figli di Giuda". Si
    citano numerosi passi scritturali per dimostrare che il vero popolo ebraico,
    l'autentico destinatario della promessa di Jehova, "sarà nominato da Isacco
    e non da Israele". Fra questi soprattutto la Genesi (21,12): "Attraverso
    Isacco da te prenderà nome una stirpe", ma anche il passo della Lettera ai
    Romani (9,7) in cui San Paolo dice: "Né per il fatto d'essere discendenza di
    Abramo sono tutti suoi figli".

    Er, figlio di Giuda, discendente di Isacco (Genesi, 38,6) viene identificato
    con l'eroe originario del popolo che si stabilí in Irlanda, anticamente
    chiamata Eir o Eireland.

    I Biitish-Israelites leggono nella Scrittura innumerevoli "profezie" che
    additano nell'Impero Britannico lo "Stato della Promessa", e negli inglesi
    il popolo eletto dal Patto divino. Nel passo di Isaia (4, 1) che comincia:
    "Isole, ascoltatemi in silenzio!", vedono la prova che "il vero Israele sarà
    una nazione isolana". Secondo loro, Isaia attesterebbe anche che l'isola
    originaria sede del popolo eletto "è troppo piccola per esso". Dunque Dio
    darà alla piccola nazione il privilegio di conquistare "immense colonie". L'
    lmpero Biitannico ossia il "vero Israele" è, secondo i loro calcoli, il
    quinto impero universale apparso nel mondo dopo la caduta dei quattro
    anteriori (egizio, assiro, greco e romano). E ai britannici si rivolge la
    promessa di Daniele (2,44): "Dio farà sorgere un regno che non sarà
    distrutto in eterno".

    Astruse corrispondenze cronologiche vengono escogitate per collegare la
    storia dell'impero britannico alla storia sacra" che ha per centro
    Gerusalemme. I British Israelites assumono un periodo di 2.520 anni, che
    fanno corrispondere ai "sette tempi di espiazione" inflitti a Israele. Cosí,
    dicono, se nel 721-704 a. C. avvenne l'assedio e la deportazione dei giudei
    in Assiria, esattamente 2.520 anni dopo (nel 1800-1817) la vittoria inglese
    pose fine all' "assedio di Napoleone", e nacque l'impero Britannico. La
    deportazione degli israeliti fu completata nel 677 a.C.: nel 1844, ossia
    2.520 anni dopo, l'istituzione del Gold Standard segna "la restaurazione del
    potere materiale d'Israele" (sic). Nel 604 a.C. Gerusalemme cadde sotto
    l'urto di Babilonia; 25 secoli piú tardi, nel 1917, l'esercito britannico
    "libera Gerusalemme". Il popolo ebraico fu totalmente disperso nel 580 a.C.;
    il 1941 dopo Cristo "ha visto ricostituirsi l'alleanza del popolo
    d'Israele": cosí viene interpretata l'alleanza di Stati Uniti e Gran
    Bretagna contro il terzo Reich.

    E' imminente l'avverarsi di ogni altra profezia. Presto tornerà il Messia e
    instaurerà il Regno di Dio, che sarà "un regno concreto e materiale, con
    territorio, leggi, popolo e trono". Sarà ovviamente la Casa Reale
    Britannica, "discendente da Davide", a occupare quel trono. Pagine e pagine,
    nella letteratura della setta, sono dedicate a superare le difficoltà che le
    parole di Cristo nei Vangeli pongono alla credenza in un Regno di Dio
    "concreto e materiale". L' affermazione di Gesú, "il mio Regno non è di
    questo mondo" (Giovanni, 18,36) viene tradotta ad esempio con "non è di
    questa epoca".

    Piú laboriosi sforzi vengono impiegati per stravolgere San Paolo, che
    afferma: "Il Regno di Dio non è questione di cibo e bevanda" (Romani, 14,17)
    e "la carne e il sangue non possono ereditare il Regno" (Corinzi, 15,50). Il
    Regno è dunque una realtà spirituale, come credono gli odiati cattolici? La
    setta protesta: "In antico, gli uomini credettero che il regno sarebbe
    apparso sulla Terra letteralmente e materialmente .Ora censurano impazienti
    chi cerca il suo ritorno". La lettura del vangelo fatta dalla setta è in
    questo veramente "ebraica", in sorprendente consonanza con il letteralismo
    dei farisei (e oggi dei rabbini) che proprio Cristo per primo censurò:
    dopotutto, i farisei rifiutarono di riconoscere in Gesù il Messia, perché
    credevano che il Messia sarebbe stato "un re di questo mondo".

    Questa ideologia balzana non è un innocuo fanatismo minoritario. E la punta
    piú caricaturale dell'ideologia occulta che sostenne l'Impero Britannico.
    Ridiamo la parola a Toynbee:

    "Vi sono altri protestanti di lingua inglese che sostengono la dottrina dei
    British-Israelites in senso figurato e metaforico. Senza pretendere che i
    popoli bianchi-angiosassoni discendano carnalmente dai figli d'Israele,
    questi British-Israelites trascendentali affermano di essere i successori
    degli Israeliti nel ruolo di Popolo Eletto in senso spirituale. Comunque
    possa essere avvenuto, i popoli di lingua inglese sono divenuti, secondo
    questa veduta, gli eredi del Regno (... ) "Vasi d'elezione" per mezzo dei
    quali l'umanità è destinata a raggiungere la meta dei suoi travagli." E
    conclude: "Questa dottrina è enunciata in modo raziocinante da Rudyard
    Kipling nel suo Recessional".

    Il tono lievemente ironico di Toynbee, britannico liberal non induca a
    sottovalutare l'ultima nota: è risaputa la funzione di Kipling nel forgiare
    l'ideologia imperialista britannica. E sappiamo anche da quali fonti la
    traesse. Sparsi accenni al "Grande Architetto dell'Universo", negli opuscoli
    dei British-Israelites che ho consultato, fanno indovinare che la stessa
    fonte ispira ancora le stesse idee: intendiamo parlare della Massoneria
    Azzurra, o "Rito Scozzese Antico e Accettato", con la sua simbologia
    monarchica dell'Arca Reale, con i suoi "Eletti Cohen" e i suoi "Cavalieri
    Kadosh" (nota52). Il Gran Maestro dell'Ordine Scozzese, cristallinamente
    leale alla Corona britannica, è per tradizione ininterrotta il Duca di Kent,
    ossia il fratello del sovrano del Regno Unito.


    E vi sono altri motivi di credere che l'ideologia che l'opuscolo The
    Prophetic Expositor esprime in modo cosí ridicolmente estremo, sia una sorta
    di dottrina segreta coltivata nella cerchia interna dei fedelissimi alla
    Corona, e intimamente legata alla religione di Stato britannica,
    l'Anglicanesimo.

    In una lettera che Sir Francis Drake scrisse il 27 aprile 1587 a John Foxe,
    autore di un celebre Libro dei Martiri protestanti, il famoso corsaro
    identifica l'Inghìlterra con Israele usando un linguaggio che pare
    convenuto, simbolico e settario: "Che Dio sia glorificato, la sua Chiesa e
    la sua Regina preservate, i nemici della verità vinti; e che possiamo avere
    ininterrotta pace in Israele". Un simile linguaggio cifrato usò in tempi a
    noi vicinissimi (nel 1952) Sir Oliver Locker-Sampson, alto esponente
    conservatore nel Parlamento di Londra. Intervistato sui motivi della
    costante politica inglese a favore del Sionismo e dello Stato d'Israele,
    egli rispose: "Winston (Churchill), Lloyd George, Balfour e io siamo stati
    al****** come protestanti integrali, credenti nell'avvento di un nuovo
    Salvatore quando la Palestina ritornerà agli ebrei" (nota53).

    Di fatto, non è facile spiegare razionalmente in termini di Realpolitik,
    l'ostinazione della politica britannica a favore del Sionismo. Nel 1917-18,
    per strappare la Palestina all'impero ottomano e consegnarla ai sionisti, il
    Regno Unito - benché impegnato nello sforzo bellico in Europa spostò su quel
    teatro di guerra insignificante oltre un milione di uomini (per l'esattezza,
    1.192.511). Erano forze sottratte ai fronti europei proprio nei mesi in cui
    le forze del Kaiser, disimpegnate ad Est dall'implosione della Russia,
    venivano concentrate contro la Francia. Difatti il corpo di spedizione
    inglese in Palestina dovette poi essere precipitosamente ritirato e spedito
    sulle linee francesi, a tappare le falle che vi aveva prodotto il
    formidabile urto tedesco.

    Le ambasciate alleate conoscevano la undercurrent pseudo-religiosa che
    motivava tali atti. Durante la Conferenza di Pace nel 1919, un diplomatico
    francese pose a Lord Balfour una domanda ironica: si rendeva conto che il
    ritorno degli ebrei in Palestina, per cui tanto il ministro britannico si
    batteva, avrebbe significato il compimento della profezia biblica per cui
    quel "ritorno" preludeva alla prossima "fine dei tempi"? Serissimo, Balfour
    rispose: "E' proprio questo a rendere la cosa tanto interessante".

    Sir Arthur Balfour, spiritista e teosofo, era stato tra i fondatori della
    Loggia Quatuor Coronati, che ancor oggi funziona come il centro e l'archivio
    storico della Massoneria "regolare". E' possibile che riscaldassero la sua
    fredda anima occulte speranze messianiche, e l'attesa dell ' "eone futuro"
    in cui la fine della storia coinciderà con il trionfo senza tramonti
    dell'Impero Britannico?

    La risposta non può che essere complessa. René Guénon ha espresso la
    convinzione che certe "profezie" siano fatte circolare ad arte, in periodi
    storici di crisi, per far accettare dalla Psicologia collettiva l'avverarsi
    di un progetto politico già deciso (nota54). Negli Stati Uniti, al tempo
    della Guerra del Golfo, l'opuscolo diffuso dai British-Israelites era solo
    una delle voci "profetiche" che contribuivano a creare nel popolo americano
    il parossismo di "crociata" contro Saddam Hussein.

    In quelle settimane di guerra televisiva, i piú celebri tele-predicatoti
    degli Stati Uniti contribuirono potentemente a quel clima. Il famoso Pat
    Robertson si distinse nell'invocare la guerra, che egli intendeva come una
    battaglia apocalittica del Bene contro il Male (nota55). Proprio in quei
    giorni usciva il suo ultimo libro, The New Millennium, in cui un capitolo
    frettolosamente aggiunto interpretava l'imminente Guerra del Golfo come
    l'inizio dei "tempi ultimi". Billy Graham, un altro predicatore televisivo
    di altissima audience, fu la sola personalità religiosa a trascorrere alla
    Casa Bianca la notte del primo bombardamento su Baghdad, sostenendo Bush col
    suo appoggio morale. Graham, spiegarono i giornali, pregò col Presidente e
    parlò con lui di "profezie". Paige Patterson, portavoce della First Baptist
    Church di Dallas, grossa congregazione della "destra religiosa"
    statunitense, dichiarò che "intende male le cose degli ultimi tempi" chi,
    come molti americani, identificava Saddam con l'Anticristo (il quale,
    secondo la Bibbia, sorgerà da Babilonia). Ma aggiungeva: "Questa non è
    probabilmente la fine, ma il Medio Oriente vedrà questo caos fino all'arrivo
    del Messia. Fino ad allora non ci sarà pace".

    Nella coscienza collettiva americana, è profondamente organizzata l'idea che
    nel conflitto arabo-israeliano, raddoppiato dal conflitto Usa-Urss (l'impero
    del Male) si celi un significato escatologico. Al principio degli anni '80
    Hilton Sutton, presidente della Mission to Ametica (un'altra congregazione
    fondamentalista) produsse un film di successo, Ezekiel File ("Dossier
    Ezechiele") in cui l'espansione dell'influenza sovietica nel mondo veniva
    presentata, con abbondanti citazioni bibliche, come l'invasione di Gog e
    Magog. A ciò sarebbe seguito lo Scontro Finale: la biblica battaglia di
    Armageddon, evocata da Ronald Reagan in un suo celebre discorso. Nei giorni
    in cui l'America attaccava Baghdad-Babilonia, un attivista protestante di
    nome Hal Lindsay riassumeva tutte queste idee in un modo grottescamente
    esplicito in un'intervista radiofonica. Per lui, Bush era "l'uomo scelto da
    Dio" per schierare l'America nella guerra contro le Tenebre: "Si, siamo al
    crinale dell'Armageddon, stiamo entrando nella piuma battaglia della guerra
    finale contro le forze dell'Anticristo"(nota56).


    In quei giorni, i fondamentalisti evangelici diedero sfogo al loro
    anti-cattolicesimo. Nella coscienza popolare statunitense, l'Europa è del
    resto il "Paese di corruzione", " l' Egitto" da cui i Padri Fondatori, come
    gli ebrei dell'Esodo, sono scampati. E' ancora il fermento
    British-Israelite, ma trasferito al Nuovo Mondo, ad agire. Difatti, "i primi
    coloni credevano che l'Inghilterra, a causa del suo agire tirannico e della
    sua negazione delle libertà donate da Dio, avesse perduto il suo ruolo come
    strumento divino, e fosse stata rimpiazzata da un Israele americano; una
    nuova nazione eletta per compiere la Sua antica volontà". Cosí scrive
    Winthrop S. Hudson, docente di religioni all'Università del North Carolina
    (Riverside) in un suo saggio sulla storia della civil religion americana
    (nota 57).

    Toynbee, a proposito dei Padri Fondatori americani e del loro sentimento di
    superiorità mistico-razziale, parla di "genesi protestante di (questo)
    sentimento razziale", attribuendolo all'abitudine del "libero esame" della
    Bibbia.

    "Il cristiano biblico, stabilitosi oltremare tra popoli di razza
    non-europea, ha finito inevitabilmente per identificarsi con Israele che
    compie l'opera del Signore irnpadronendosi della Terra Promessa, mentre ha
    identificato i noneuropei con i canaaniti che il Signore ha messo in mano al
    suo Popolo perché li distrugga. Sotto questa suggestione, i coloni
    protestanti di lingua inglese sterminarono gli indiani americani al pari dei
    bisonti , laddove i cattolici spagnoli risparmiarono i vinti per governarli,
    convertendosi e mescolandosi ai convertiti" (nota58).

    Il già citato Winthrop S. Hudson illumina in certo modo l'ulteriore sviluppo
    di questo razzismo biblico americano, rivelandone le radici come le stesse
    della civic religion. Tra i vari esempi, menziona un sermone scritto per il
    Giorno del Ringraziamento del 1799 dal pastore Bruce Abbott - uno dei tanti
    predicatori erranti che percorrevano la Frontiera del West brandendo la
    Bibbia e proclamando sermoni millenaristici - che è conservato nella
    American Bibliography di Charles Evans. Il sermone s'intitola: "Tratti di
    somiglianzafra il popolo degli Stati Uniti d'America e l'antico Israele".

    Benjamin Franklin obbediva alle stesse suggestioni quando, come membro del
    "Triumvirato" incaricato di disegnare il sigillo degli USA, proponeva nel
    1766 di raffigurarvi "Mosé che divide il Mar Rosso mentre il Faraone e i
    suoi armati sono sommersi dalle acque". Thomas Jefferson, membro del
    medesimo triumvirato, proponeva invece di raffigurarvi "i Figli d'Israele
    guidati nel deserto da una nube di giorno e da una colonna di fuoco la
    notte".

    I Padri Fondatori definivano invariabilmente le colonie americane con uno
    stereotipo liturgico: This Most Favoured Nation. "Ciò che l'espressione
    propriamente richiamava", scrive Hudson, "era l'idea di una nazione
    preservata, sostenuta e protetta dalla Provvidenza per la realizzazione dei
    Suoi disegni. Questo era il tema ricorrente delle orazioni per il 4 Luglio e
    per il Giorno del Ringraziamento. Erano ebraici gli archetipi piú familiari
    che allora venivano evocati: 'esodo', 'popolo eletto', 'terra promessa'. Il
    tema ricorrente era quello di un popolo che ha stretto un patto con Dio
    fuggendo alla cattività (... ), guidato a creare in America un ordine
    politico a Dio gradito, un paradiso di libertà per tutte le nazioni,
    strumento di Dio per l'emancipazione dei popoli in ogni luogo". Il cerchio,
    dunque, è chiuso: il culto dell' "Israele britannico", dottrina segreta
    dell'oligarchia inglese e legittimazione mitica del suo Impero, cova dentro
    l'ideologia di massa della democratica America, ed è il fondamento della sua
    "religione civica".



    (continua)


    I British-israelites e le affinità tra anglosassoni e ebrei

  9. #9
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: I "British Israelites" - Storia di una potente setta anglo-americana -

    50 A Toynbee, Panorami della Storia (trad.it. Mondadori, 1954, vol.II,.53).
    Per quanto ne sappiamo, Toynbee è il solo storico che dia segno di conoscere
    i British-Israelites: una conoscenza che può aver captato nell'Intelligence
    Service, per il quale collaborò,grazie alla sua conoscenza dell'arabo,
    durante le due guerre mondiali. Quanto al mito delle "tribù perdute
    d'Israele" si tratta delle dieci tribù "scomparse" dopo la prima cattività
    babilonese, probabilmente perchè hanno pacificamente mescolato il loro
    sangue (l'eletto sangue di Abramo) con quello dei popoli vicini. In questo
    senso sono "perdute" per l'ebraismo, nel senso che,non avendo preservato la
    loro purezza razziale, non avranno parte della "promessa" che Jehova stipulò
    col sangue di Abramo. Gli ebrei attuali si ritengono eredi delle due sole
    tribù "non perdute", quelle di Giuda e di Levi

    51 La "Dichiarazione Balfour" è la lettera - datata 2 novembre 1917 - in cui
    il ministro degli Esteri britannico, lord Balfour, rendeva noto alla
    Federazione Sionista che "Sua Maestà vede con favore l'istituzione di una
    sede Nazionale in Palestina per il popolo ebraico e farà del suo meglio
    perché tale fine possa essere raggiunto". La lettera fu indirizzata a Sir
    Lionel Rotschild, ed è considerata l'atto di fondazione dello stato
    d'Israele.

    52 Sono gradi iniziatici della Massoneia Azzurra. "Cohen" significa in
    ebraico "incoronato", e "Kadosh", cavaliere.
    53 Citato da Douglas Reed, The Controversy of zion, Noontide Press (Usa),
    1985, p. 189.


    54 Quello sionista del resto è il caso piú cospicuo di un progetto politico
    indotto dalla credenza nelle "profezie", e precisamente dalle predizioni
    bibhche sul finale "ritorno" del popolo eletto in Israele. Ma altri casi si
    potrebbero citare. Le quartine "profetiche" di Nostradamus sono state
    largamente usate (e debitamente manipolate) negli ultimi due secoli, per
    esempio pro o contro Napoleone, e anche per dimostrare l'inevitabilità della
    sconfitta di Hitler.


    55 Washington Post, Attack Saddam, Robertson urges, 18 febbraio 1991.

    56 Intervista alla Radio federale tedesca DLP, 18 febbraio 1991.

    57 "L' American Civil Religion s'è affermata come culto dello Stato, ii cui
    dogma centrale è il destino superiore della nazione" (John E. Smyle,
    National Ethos and the Church, in Theology Today, 20 ottobre 1963). Già
    Tocqueville notava che lo zelo religioso "si scalda continuamente in America
    al fuoco dei patriottismo".

    58 Toynbee, op, cit., p.47.


    tratto da : Home page



    L'Israele Britannico



    Nel 1587, in una lettera datata 27 aprile e indirizzata a John Foxe, Sir
    Francis Drake scrive: <<Che Dio sia glorificato, la sua Chiesa e la sua
    Regina preservate, i nemici della verità vinti e che possiamo avere
    ininterrotta pace in Israele>>. Che significato può avere tutto ciò? La
    questione si riallaccia alla bizzarra credenza dell'anglo-israelismo in
    relazione alle tribù perdute di Israele. Morto Salomone, narra la Bibbia, le
    dodici tribù di Israele si divisero in un regno del Nord (di Israele), che
    riuniva dieci tribù, e in un regno del Sud (di Giuda) - con capitale a
    Gerusalemme - che riuniva le tribù di Giuda e di Beniamino. Nell'VIII°
    secolo gli Assiri occuparono il regno di Israele e deportano le dieci tribù
    del Nord. Che ne fu delle dieci tribù del Nord? Gli storici, quasi
    unanimamente, sono convinti che esse si siano disperse, verosimilmente
    assimilate dai popoli presso cui erano state deportate.

    Questo svolgimento dei fatti non è stato accettato da tutti ed ecco sorgere
    le teorie più strane, in particolare dal Seicento in poi. La più importante
    di queste afferma che gli anglosassoni, in particolare modo gli inglesi,
    sono i discendenti diretti delle "tribù scomparse". Da queste ed altre
    astruse credenze e interpretazioni si origina una dottrina segreta, che non
    è affatto da sottovalutare e, più avanti, ne vedremo il perché. La setta
    impregnata di questa ideologia occulta esprime chiaramente il convincimento
    che l'Inghilterra fosse stata la nazione prediletta da Dio e cova una forte
    ostilità verso la Chiesa cattolica. Nel 1594 John Napier, insigne matematico
    (inventò i logaritmi), pubblicò il libro "Chiara rivelazione dell'intera
    apocalisse di San Giovanni", nel quale, rivolgendosi ad Edoardo VI,
    annunciava: <<Il gran giorno, nel quale piacerà a Dio chiamare la vostra
    Maestà, o i vostri eredi o gli altri principi riformati, a quella grande
    universale riforma e distruzione di quella città e di quel trono
    anticristiano, Roma>> (C. Hill, L'Anticristo nel Seicento inglese, Milano
    1990, pag. 25). Lo scienziato Isaac Newton era ugualmente certo che il papa
    fosse l'Anticristo.

    Cromwell, all'inaugurazione del nuovo parlamento inglese, il 4 luglio 1653,
    nel suo discorso inaugurale, pronunciò con enfasi queste parole: <<In verità
    voi siete chiamati da Dio a governare con Lui e per Lui... Confesso che mai
    avevo sperato di vedere un giorno come questo, in cui Dio ci desse tale
    testimonianza... la vostra è una chiamata dall'alto... possa essere, questa,
    una porta aperta alle opere che Dio ha promesso e profetizzato... Noi
    conosciamo coloro che saranno gli alleati dell'Agnello nella guerra contro i
    suoi nemici. Essi devono essere un popolo chiamato, eletto e fedele... Io
    sono sicuro che qualcosa ci attende, che ci troviamo su di una soglia... e
    qualcuno di noi ha pensato che fosse nostro dovere porci su questa strada e
    non considerare invano quelle profezie di Daniele e dell'Apocalisse, e il
    regno non verrà affidato ad un'altra nazione>> (G. Vola, Il millennarismo
    nella rivoluzione inglese: i quintomonarchisti, <<Annali della Fondazione
    Einaudi>>, Torino 1973, pag. 92).

    Esaltazioni incredibili portarono altri a credersi nientemeno che il Messia:
    "William Franklin, Arise Evans, che aveva detto al Deputy Recorder di Londra
    di essere il Signore Dio suo, Theaureaujohn, Re degli Ebrei; Mary Gadbury
    era la sposa di Cristo, Joan Robins e Mary Adams credevano di essere sul
    punto di dare alla luce Gesù Cristo" (C. Hill, op. cit., pag. 238). La tesi
    dell'"Israele britannico" fu esposta, nel secolo scorso, dal medico inglese
    John Wilson, che nel 1840 diede alle stampe un curioso volume dal titolo
    "Our Israelitish Origin" (La nostra origine israelita) e da George Moore
    (1861) nel libro "The Ten Tribes" (Le dieci tribù). Paradossalmente Wilson
    asseriva che gli inglesi discendono in linea diretta dalla tribù di Efraim.
    Nel suo secondo libro "The Millennium", pubblicato due anni dopo, arriva
    alla conclusione dell'imminenza del ritorno di Cristo sulla Terra. Fin qui
    si potrebbe obiettare che sono solo fantasticherie di menti esaltate. I
    nostri scrittori inglesi, invece, ebbero dei seguaci che seguirono le loro
    orme.

    Il reverendo Glover, nel 1861, scrisse, tra l'altro, di aver trovato
    connessioni tra il leone inglese e quello della tribù di Giuda. Edward Hein
    di Manchester, nel 1870, diede alle stampe un altro capolavoro di assurdità
    che intitolò "The English Nation Identified with the Lost House of Israel by
    Twenty-seven Identifications" (La nazione inglese identificata con la tribù
    persa d'Israele tramite ventisette elementi d'identificazione). In quest'
    opera assicurava: <<E' del tutto impossibile che l'Inghilterra venga mai
    sconfitta.>> (vol. II, pag. 71). In una successiva edizione del 1874, che
    vendette fino al 1910 ben 405.000 copie, vennero inseriti altri nuovi venti
    dati identificativi. Egli sosteneva, similmente a Wilson, un ritorno di Gesù
    imminente. Hein si disse convinto che: <<Armageddon si profila in distanza.
    Sarà il tempo quando quasi l'intero mondo si radunerà in battaglia contro di
    noi, e dobbiamo essere pronti>> (E. Hein, Our Israelitish Origin, pag. 97).
    Con ciò si affermava la superiorità della casta inglese che, appunto perché,
    come essi credevano, "vero Israele", acquistava un ruolo di supremazia sul
    mondo.

    Queste idee si rinforzarono nel contesto dell'età vittoriana; l'impero
    britannico era al vertice della sua grandezza. Quando questo periodo d'oro
    ebbe termine, un seguace della strana dottrina affermò che tutto ciò era
    finito perché l'Inghilterra si era inimicata Dio e spiegò: <<La misura della
    nostra disgrazia e della nostra abiezione è la misura della nostra
    lontananza da Dio Onnipotente>>. Hein, tuttavia, trovò presto una
    alternativa; se era vero che l'Inghilterra si era inimicata Dio, non si
    poteva dire ugualmente dell'America e, ribadendo che l'America aveva avuto
    origine da anglosassoni bianchi e protestanti, concluse che, perciò, era
    questa nazione che discendeva dalla tribù di Manasse.

    E' utile sottolineare che <<Lo storico dell'arte fabiano John Ruskin, alla
    fine dell'800, entusiasmava la gioventù aristocratica predicando la
    superiorità anche razziale della casta signorile britannica, a cui come
    'vero Israele' era offerto il dominio del mondo: una missione morale, poiché
    il mondo andava incivilito estendendo ad esso, volente o nolente, i benefici
    del superiore umanesimo britannico>> M. Blondet, Complotti - I fili
    invisibili del mondo - 1. Stati Uniti, Gran Bretagna,Milano 1995, pag. 49).

    A proposito del termine "vero Israele", Arnold Toynbee nel suo libro del
    1934: "A Study of History", scrive: <<Fra i protestanti di lingua inglese si
    trovano ancora alcuni fondamentalisti che si reputano "il popolo eletto" nel
    senso letterale del termine, quale viene usato dal Vecchio Testamento.
    Questo 'Israele Britannico' fa fiduciosamente risalire il suo ceppo fisico
    alle scomparse Dieci Tribù>> (A. Toynbee, Panorami della storia, Milano
    1954, vol. II, pag. 53). Il convincimento che la monarchia inglese fosse l'
    erede del regno di Israele concedeva ratificazione biblica all'imperialismo
    britannico. Toynbee parrebbe l'unico storico a sapere dei
    British-Israelites; a questo punto potrebbe essere interessante il fatto che
    egli collaborò con l'Intelligence Service e ciò potrebbe spiegare la sua
    conoscenza approfondita della questione.

    Sono vitali ancora oggi queste dottrine occulte? Maurizio Blondet ci
    informa: <<nel 1991, mentre ero a Washington (infuriava la Guerra del
    Golfo), mi capitò... di constatare che i British Israelites esistono
    tuttora. Conservo un loro curioso libretto che pubblicarono allora, The
    Prophetic Expositor, che è una summa delle loro credenze>>. Blondet si
    dilunga sulle loro convinzioni: <<Presto tornerà il Messia e instaurerà il
    Regno di Dio, che sarà 'un regno concreto e materiale, con territorio,
    leggi, popolo e trono'. Sarà ovviamente la Casa Reale Britannica,
    'discendente da Davide', a occupare quel trono>> (M. Blondet, op. cit.,
    pagg. 87, 90).

    Anche il primo ministro britannico Tony Blair ha parlato agli inglesi con
    uno strano linguaggio, che è sembrato simbolico e, per certi versi,
    settario. Ecco come il "Corriere della Sera" (1 ottobre 1997), ha dato la
    notizia: <<Toni messianici al congresso nel discorso del premier acclamato
    come il più popolare del secolo. Blair: "Torneremo i migliori" - l'inviato
    del Corriere prosegue - Tony Blair ha tenuto a Brighton il più
    millenaristico discorso a un congresso di partito che i veterani della
    politica britannica ricordino. (...). Aveva visto giusto ieri il Daily
    Telegraph a prevedere dal premier laburista "un misto di rivoluzione
    culturale maoista e di predicazione da tele-evangelista">>.

    Vi sono fondati motivi per credere che <<l'ideologia che l'opuscolo The
    Prophetic Expositor esprime in modo così ridicolmente estremo, sia una sorta
    di dottrina segreta coltivata nella cerchia interna dei fedelissimi alla
    Corona, e intimamente legata alla religione di Stato britannica, l'
    Anglicanesimo. ...in tempi a noi vicinissimi (nel 1952) Sir Oliver
    Locker-Sampson, alto esponente conservatore... intervistato sui motivi della
    costante politica inglese a favore del Sionismo e dello Stato d'Israele...
    rispose: "Winston (Churchill), Lloyd George, Balfour e io siamo stati
    al****** come protestanti integrali, credenti nell'avvento di un nuovo
    Salvatore quando la Palestina ritornerà agli ebrei". Di fatto, non è facile
    spiegare razionalmente, in termini di Realpolitik, l'ostinazione della
    politica britannica a favore del Sionismo>> (M. Blondet, op. cit., pag. 92).

    Abbiamo visto che il ruolo "divino" era stato perso dall'Inghilterra a causa
    del suo comportamento e che ben presto fu rimpiazzata da un Israele
    americano. Non è assurdo credere, a questo punto, che <<Benjamin Franklin
    obbediva alle stesse suggestioni quando, come membro del 'Triumvirato'
    incaricato di disegnare il sigillo degli USA, proponeva nel 1776 di
    raffigurarvi 'Mosé che divide il Mar Rosso mentre il Faraone e i suoi armati
    sono sommersi dalle acque>> (Ibidem, pag. 96).

    Stupirà ancora di più sapere che il simbolo dell'aquila poi adottato come
    suggello dell'America, secondo David Austin, derivava proprio dall'
    Apocalisse: <<che ne è divenuto dell'aquila sulle cui ali la donna
    perseguitata (Ap., 12,14) fu portata nella wilderness americana, non si
    potrebbe rispondere che essa si è posata sul sigillo civile degli Stati
    Uniti?>> (S. Bercovitch, America puritana, Roma 1992, pag. 175).

    Scrive lo storico Romolo Gobbi: <<Dello stesso parere fu Samuel Sherwood
    che, invocando lo stesso passo dell'Apocalisse, lo collegò ad altri brani
    del Vecchio Testamento: "Voi avete visto cosa ho fatto agli egiziani, e come
    vi ho portati su ali d'aquila (...). Per questo adesso (...) voi sarete per
    me una nazione santa" (Es., 19, 4-6) e "con le ali salirete in alto come le
    aquile" (Is., 40, 31). (...). Il fatto stesso di aver raggiunto l'
    indipendenza nazionale rilanciò il mito del popolo eletto, della <<Nazione
    Redentrice>>: così, ad esempio, si espresse il colonnello David Humphreys,
    aiuto e protetto del generale Washington, nella premessa al suo Poema sulla
    Futura Gloria degli Stati Uniti d'America: "L'America, dopo essere stata
    nascosta per molti anni dal resto del mondo, fu probabilmente scoperta,
    nella maturità del tempo, per diventare il teatro in cui rivelare i più
    illustri disegni della Provvidenza, nei suoi doni alla razza umana">> (R.
    Gobbi, Figli dell'Apocalisse, Milano 1993, pagg. 220-221).

    Queste sono le assurde premesse sulle quali si fonda il fondamentalismo
    americano che vede ogni sua guerra come una sorta di crociata. L'ex
    presidente USA, Ronald Reagan, abbracciò questa dottrina segreta e pronunciò
    discorsi dai toni messianici infuocati: <<Tutte le altre profezie che si
    dovevano realizzare prima di Armageddon sono avvenute. Nel trentesimo
    capitolo del profeta Ezechiele si dice che Dio raccoglierà i figli di
    Israele dalle lande pagane dove sono stati dispersi per riunirli di nuovo
    nella terra promessa. Dopo 2000 anni, questo momento è finalmente giunto.
    Per la prima volta nei tempi, ogni cosa è pronta per la battaglia di
    Armageddon e il secondo avvento di Cristo>>. E, ancora, rivolgendosi ai
    soldati americani, l'ex presidente Ronald Reagan tuonò: <<Voi oggi state
    respingendo le forze del male che vorrebbero estinguere la luce che noi
    abbiamo custodito per 2000 anni>> (Le due frasi di Ronald Reagan sono citate
    da Majid Valcarenghi e Ida Porta, in "Operazione Socrate", Firenze 1995,
    pagg. 101-102).

    Il giornalista Ronnie Dugger in un lungo articolo, pubblicato nel 1984, sul
    "The Guardian", si chiese: <<Gli americani potrebbero giustamente chiedersi
    se il loro presidente... sia personalmente predisposto dalla teologia
    fondamentalista ad attendersi un qualche Armageddon che inizi con una guerra
    nucleare in Medio Oriente. (...). Se in Medio Oriente insorgesse una crisi e
    minacciasse di trasformarsi in un confronto nucleare, il presidente Reagan
    potrebbe essere incline a credere di assistere all'arrivo dell'Armageddon
    deciso dalla volontà di Dio?>> ("The Guardian", 21 aprile 1984. L'articolo
    fu pure pubblicato sul "Washington Post").

    La strana religione è più diffusa di quanto si possa immaginare. Sul "Sunday
    Times" (5 dicembre 1982) Simon Winchester racconta quanto ebbe a dirgli il
    segretario di un importante politico americano: <<Decine di giovani uomini e
    donne in Campidoglio, nel Pentagono, nei diversi ministeri, sostengono che
    noi siamo la generazione che avrà la grande fortuna di vedere il ritorno di
    Cristo>>. Lo stesso Clinton ha ribadito il ruolo preminente dell'America e
    dunque le scelte del presidente USA <<vanno tutte nella direzione di
    valorizzare il ruolo guida degli Stati Uniti nel mondo>> ("Avvenimenti", 18
    dicembre 1996) e ha sottolineato, come riportava S.S. Rosenfeld sull'I. H.
    Tribune (28/10/96), che gli Stati Uniti sono un Paese: <<indispensabile per
    il mondo>>.

    E' evidente la sopravvivenza di tendenze apocalittico-millenaristiche nella
    cultura contemporanea degli USA. Tendenze piuttosto evidenti anche nella
    politica estera americana. Scrive ancora Gobbi che l'America ha combattuto:
    <<Soltanto in questo secolo... "battaglie finali" contro il fascismo, il
    comunismo e, più recentemente, contro il fondamentalismo islamico; e
    soprattutto sono ancora fondamentalmente convinti di essere un "popolo
    eletto", una "Nazione Redentrice">> (R. Gobbi, op. cit., pag. 223).





    Giuseppe Cosco


    I British-israelites e le affinità tra anglosassoni e ebrei

  10. #10
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: I "British Israelites" - Storia di una potente setta anglo-americana -







 

 
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