dati tragici dell’economia Usa fanno pensare al rischio concreto che il mondo vada incontro a un rigurgito di recessione. L’Italia sta messa sempre peggio e oggi è fanalino di coda della crescita in Europa. La crisi istituzionale è sotto gli occhi di tutti. In questo casino, solo i più sadici riescono a ballare mentre il Titanic affonda. E infatti Umberto Bossi sta brigando per ottenere la presidenza della Camera.
Con la classe che gli è solita, il Senatùr strilla da un paio di giorni che se Fini non si dimette si va alle elezioni, brandendo l’arma delle urne come spauracchio contro il manipolo di finiani che bivacca a Montecitorio. Fa sapere, l’Umberto, che la priorità italiana è che Gianfranco molli l’osso della presidenza, e, sotto traccia, che sarebbe il caso che da quelle parti si infilasse uno fidato, capace, che non ha alcuna intenzione di tradire la maggioranza.
Insomma, il solito mercato delle vacche. Quello a cui la Lega Nord ci ha abituati da anni, e che ha reiterato persino ultimamente decidendo di regalare qualche soldo a un gruppetto di allevatori per le quote latte mettendo i loro sforamenti a carico della collettività. Il tutto mentre, come dicono quelli bravi, il paese affonda che è un piacere. Ma a lui che gliene cale? Meglio approfittare della situazione per rimediare una poltrona in più. Padano? Celtico? La verità è che Bossi è semplicemente un arci-italiano. Il più arci-italiano di tutti, a ben vedere.
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) usando il solito " programma " " berlusconi ci dara' il federalismo " ( quando ? ..
