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Discussione: Partito Comunista Italiano (2016)

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    Il Re del Nord
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    Predefinito Re: Partito Comunista Italiano (2016)

    [...]

    Infine, il 24 dicembre del 1979, l’URSS invia il proprio esercito in Afghanistan. Breznev era giunto a pensare che se l’Afghanistan fosse stato conquistato dai mujaheddin al servizio del fronte imperialista, pachistano e arabo, non solo la Rivoluzione afghana sarebbe stata sconfitta, con gravi ripercussione sull’intero fronte mondiale antimperialista e anticolonialista, non solo le basi militari USA e NATO, in piena Guerra Fredda, avrebbero portato le loro bocche di fuoco in prossimità dei confini sovietici, ma anche che l’islamismo al potere a Kabul potesse divenire destabilizzante per le grandi aree sovietiche tagiche e uzbeche, culturalmente prossime all’Islam. Il primo atto dell’Armata Rossa a Kabul fu quello di deporre da capo del governo Amin (che sarà, come abbiamo visto, ucciso) in ragione di una visione strategica più ampia e razionale ( secondo l’URSS) di quella del gruppo dirigente del PDPA e di sostituirlo con Babrak Karmal. Il 4 maggio del 1986 Karmal, sotto i colpi della controrivoluzione, si dimette da segretario nazionale del PDPA e viene sostituito da Najibullah, che nel 1987 viene eletto presidente della Repubblica. Quello che sarà l’ultimo presidente comunista emana una nuova Costituzione – segno della sconfitta vicina e delle nuove politiche conciliatrici gorbacioviane – che prevede il multipartitismo, questione che per nulla affascina i mujaheddin ma che si suppone possa essere giudicato positivo dagli USA e dal fronte occidentale. Difronte al crescere dell’onda controrivoluzionaria Najibullah tenta di venire a patti con i leader dei fondamentalisti islamici e sempre sospinto da Gorbaciov cambia anche il nome dello Stato, che da Repubblica Democratica dell’Afghanistan si avvilisce nel più innocuo Repubblica dell’Afghanistan. Secondo la linea gorbacioviana offre seggi e ministri ai ribelli in armi. Ma ormai tutto è inutile: i mujaheddin, sospinti dalle poderose forze straniere in campo, sentono vicina la vittoria e puntano solo alla presa totale del potere. Quando Yeltsin, primo presidente della Federazione russa, nel 1992, dopo la resa di Gorbaciov e dopo lo scioglimento dell’URSS, taglia i fondi al governo di Kabul e dopo che le truppe sovietiche avevano già lasciato il Paese, Najibullah è costretto a dimettersi e rifugiarsi presso l’ambasciata dell’ONU, da dove lancia un grido d’aiuto ai governi di tutto il mondo, naturalmente inascoltato. Najibullah sarà poi impiccato ad un lampione dai talebani, nei giorni del loro ingresso a Kabul.

    L’Armata Rossa resterà in Afghanistan circa dieci anni e si ritirerà – sconfitta dal grande fronte imperialista in campo, dalle ingenti forze portate da Osam bin-Laden, dal Pakistan, dall’Arabia Saudita, dal mondo arabo e dai mujahiddin che sapevano/potevano trovare un rapporto con l’islamismo popolare controrivoluzionario – il 15 febbraio 1989, dopo gli accordi di Ginevra tra il governo afghano e i mujahiddin. Ma soprattutto a due anni (dicembre 1991) dal proprio autoscioglimento, il che la dice lunga sulle enormi contraddizioni interne con le quali Mosca ed il PCUS affrontarono la guerra in Afghanistan, contraddizioni, titubanze e opacamento del senso strategico che certo Gorbaciov, alfiere e cavallo di Troia della caduta dell’URSS, non era in grado di superare.

    Il governo Rivoluzionario cadrà nell’aprile del 1992, sostituito da quello sostenuto dagli USA, dalla NATO e dalle altre forze internazionali intervenute in Afghanistan. Abbiamo già visto precedentemente come i talebani scalzeranno i mujahiddin e come, contro il loro governo, di nuovo interverranno, dopo le Torri Gemelle, nel 2001, l’esercito USA e la NATO per ripristinare, sino ad oggi, l’ordine imperialista.

    La storia densissima di questi ultimi trent’anni in Afghanistan ci dice davvero molto sulla stessa fase internazionale in cui i fatti sono avvenuti e molto anche sull’attuale fase internazionale, come molto ci dice anche sull’attuale imperialismo, sull’Unione Sovietica di allora e sul movimento comunista e sui suoi, attuali, compiti rivoluzionari ed internazionalisti. Affermiamo ciò in virtù del fatto che la Rivoluzione comunista afghana è stata troppo presto cancellata dalla memoria storica di una parte del movimento comunista e con troppa facilità e fretta si è condannato senza analisi e discussioni l’intervento sovietico in difesa della Rivoluzione, anche da parte di alcuni partiti ed aree comuniste mondiali. La Rivoluzione comunista afghana è stata sconfitta, ma non per questo merita l’oblio: tante altre esperienze rivoluzionarie, a partire da quella francese del 1789, segnata anch’essa non solo dal ritorno della reazione ma anche da profonde e sanguinose contraddizioni interne (Robespierre-Danton, ad esempio) non hanno, nell’immediato, consolidato la vittoria, ma non per questo sono state cancellate dalla memoria storica rivoluzionaria complessiva. Esse fanno parte dell’esperienza rivoluzionaria mondiale, da esse, dai loro errori, il proletariato mondiale può trarre insegnamenti, come dalla Rivoluzione comunista afghana.

    Nella Direzione Nazionale del PCI del 1980, che condannò l’intervento sovietico in Afghanistan, solo Giorgio Amendola si sottrasse al voto di condanna, votando contro la risoluzione del PCI. E nel suo intervento affermò tra l’altro: “Sono in dissenso aperto sulla relazione di Bufalini. L’attacco del documento (intervento sovietico nell’Afghanistan) indica la posizione dell’URSS come il primo atto che mette in pericolo la coesistenza. Vi è una storia dell’ultimo anno in cui gli USA hanno risposto picche alle proposte di Breznev di approvare il Salt 2. A questo si è accompagnata la questione dei missili in Europa. Cossiga si è lamentato, assieme agli altri europei che sono solo più cauti ma rispondono agli USA (tranne la Francia). E come non ricordare la reale occupazione americana dell’Iran, attraverso lo Scià, tutto per collocare le basi missilistiche americane ai confini con l’URSS? Difronte alla detenzione degli ostaggi a Teheran vi è stata una dichiarata minaccia di intervento militare con la flotta USA (…mi auguro che vi sia anche la flotta sovietica da quelle parti…). L’invasione dell’Afghanistan è la risposta ad una vigilia di guerra mondiale in cui l’URSS è accerchiata. Gli USA sono il nemico numero uno dell’Italia: qui pone basi missilistiche, frastorna la nostra economia, gli USA ci espongono a mille pericoli. Senza gli aiuti cubani gli Stati socialisti dell’Africa sarebbero divenuti colonie di Stati reazionari. Abbiamo forse criticato l’URSS perché è intervenuta in Spagna, dopo il 1935 -1936? Ed ora perché lo facciamo? Alla vigilia di una terza guerra mondiale, come oggi siamo, le mosse dell’URSS servono a prendere un vantaggio contro gli eventuali aggressori. Ieri, in una tavola rotonda dell’Avanti su Nenni, Ingrao ha introdotto condannando l’invasione militare sovietica dell’Afghanistan ed io ho risposto collocando l’intervento in questo quadro più generale. Se vi è una disciplina di partito sulle questioni economiche e sociali, su questo terreno internazionale è possibile applicarla? In primo piano non deve esserci la critica all’URSS, ma quella agli USA, veri aggressori imperialisti che utilizzano l’Italia, che è casa nostra, come base di missili”.

    L’intervento di Amendola, del 1980, può risentire, qua e la, del tempo passato. Ma quando il grande dirigente del PCI chiede se l’URSS dovesse essere condannata anche per il suo intervento in Spagna, contro i fascisti di Franco e in difesa dei Repubblicani, pone un problema di assoluta contemporaneità, ponendo di fatto la questione dell’internazionalismo.

    https://www.ilpartitocomunistaitalia...ngo-conflitto/
    Venezuela e Zimbabwe nei nostri cuori!

    •   Alt 

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  2. #32
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    Predefinito Re: Partito Comunista Italiano (2016)

    Tra 10 giorni, il prossimo 15 gennaio, ricorre lo storico centenario dell'inizio del XVII Congresso del Partito Socialista Italiano, presso il Teatro Carlo Goldoni di Livorno, dove si verificò l'epocale scissione della componente comunista, il 21 gennaio di 100 anni fa.

  3. #33
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    Predefinito Re: Partito Comunista Italiano (2016)

    Citazione Originariamente Scritto da Angela Castorelli Visualizza Messaggio
    Tra 10 giorni, il prossimo 15 gennaio, ricorre lo storico centenario dell'inizio del XVII Congresso del Partito Socialista Italiano, presso il Teatro Carlo Goldoni di Livorno, dove si verificò l'epocale scissione della componente comunista, il 21 gennaio di 100 anni fa.
    https://forum.termometropolitico.it/...l#post18416957
    Bisogna urgentemente dichiarare le risorse naturali e artificiali del pianeta l’eredità comune di tutta l’Umanità per poterle impiegare democraticamente nell’interesse di tutti.
    http://socialismo-mondiale.blogspot.com/

 

 
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