Se la situazione si facesse di vera emergenza, prosegue il docente italiano, e nessun Paese accettasse le imbarcazioni, allora l’Olanda verrebbe chiamata in causa perchè sulla prua di quelle navi, sventola il vessillo dei Paesi Bassi: “Le Seefuchs e Lifeline (e anche la più grande Sea-Watch 3) sono soggette alla giurisdizione olandese e qualunque violazione del diritto a bordo di queste navi sarebbe sottoposto alla giurisdizione delle sue corti”
In questo caso, se la questione non si potesse risolvere per vie diplomatiche, allora l’Olanda si troverebbe responsabile nel gestire la crisi umanitaria creata dalla chiusura dei porti italiani e potrebbe essere costretta ad accettare lo sbarco dei migranti salvati sul proprio “territorio”.
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