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Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: Il vitello d'oro.

  1. #1
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    Predefinito Il vitello d'oro.

    Buonasera a tutti i cattolici.

    Dopo aver visionato il film "I DIECI COMANDAMENTI" (gran filmone) mi sono sorte alcune domande alle quali gradirei una risposta da parte di chi ne sa più di me.

    1° Gli ebrei erano realmente schiavi in Egitto?

    2° Durante l'esodo a seguito della loro liberazione da parte di Mosè gli ebrei portarono con loro bestiame e masserizie di loro proprietà?

    3° Durante l'ascesa di Mosè al monte Sinai gli ebrei fusero un vitello d'oro da adorare?

    Oppure sono tutte leggende o invenzioni cinematografiche?
    "I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
    Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"

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  2. #2
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    Predefinito Re: Il vitello d'oro.

    Citazione Originariamente Scritto da fiume sand creek Visualizza Messaggio
    Buonasera a tutti i cattolici.

    Dopo aver visionato il film "I DIECI COMANDAMENTI" (gran filmone) mi sono sorte alcune domande alle quali gradirei una risposta da parte di chi ne sa più di me.

    1° Gli ebrei erano realmente schiavi in Egitto?

    2° Durante l'esodo a seguito della loro liberazione da parte di Mosè gli ebrei portarono con loro bestiame e masserizie di loro proprietà?

    3° Durante l'ascesa di Mosè al monte Sinai gli ebrei fusero un vitello d'oro da adorare?

    Oppure sono tutte leggende o invenzioni cinematografiche?
    lo dice la bibbia,,,, solo che in egitto ne altrove si trova traccia del loro passaggio... e nessuno riesce a spiegare come abbiano fatto a costruirsi un vitello d'oro se erano schiavi e non possedevano nulla e sono fuggiti di tutta fretta,,,, salvo che prima di fuggire non abbiano depredato l'oro dei padroni, come dice la bibbia dei mormoni e dei testimoni di geova.. ,
    se l'europa non cambia sistema conviene andarsene...altrimenti ci ridurrà come e peggio della grecia.

  3. #3
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    Predefinito Re: Il vitello d'oro.

    Se non sbaglio lavoravano inizialmente come mercenari per il Faraone.

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  4. #4
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    Predefinito Re: Il vitello d'oro.

    Il “Catechismo Maggiore di San Pio X” (sunto della dottrina cristiano-cattolica) nella sua prima parte sintetizza tutta la storia dell’Antico Testamento, inclusa quella della Schiavitù degli Ebrei in Egitto e dell’adorazione - da parte di coloro tra questo popolo che in grande numero erano ricaduti nell’idolatria - del vitello d’oro…




    Catechismo Maggiore-2 - Museo San Pio X
    “Il Catechismo Maggiore di San Pio X
    PARTE PRIMA
    SUNTO DI STORIA DELL'ANTICO TESTAMENTO.

    (…) Il popolo di Dio.
    30. Dopo il diluvio gli uomini non si conservarono per molto tempo fedeli a Dio, ma ricaddero ben presto nelle iniquità di prima, anzi giunsero al punto di perdere la cognizione del vero Dio, e di darsi all'idolatria, vale a dire, di riconoscere e adorare come divinità le cose create.
    31. Laonde Iddio per conservare la vera religione sopra la terra, si elesse un popolo e prese a governarlo con speciale provvidenza, preservandolo dalla generale corruzione.
    Esordi del popolo di Dio.
    Si rinnova con Abramo l'antico patto.
    32. A padre e stipite del suo popolo Iddio elesse un uomo della Caldea, chiamato Abramo, discendente dagli antichi Patriarchi per la linea di Eber. Il popolo, che da lui ebbe origine, fu chiamato Popolo Ebreo.
    Abramo erasi conservato giusto in mezzo alla sua gente, datasi al culto degli idoli ed acciò perseverasse nella giustizia, Iddio gli ordinò di uscire dal suo paese e di trasferirsi nel paese di Canaan, detto pure Palestina, promettendogli che l'avrebbe fatto capo di un grande popolo, e che il Messia sarebbe nato dalla sua progenie.
    In conferma della parola di Dio, Abramo ebbe da Sara sua moglie, sebbene già avanzata in età, un figlio, che chiamò Isacco.
    33. Per provare la fedeltà ed obbedienza del suo servo, Iddio gli ordinò di sacrificargli questo suo unico figlio, che egli tanto amava, e sul quale riposavano le divine promesse. Abramo però, sicuro di queste promesse, non vacillò nella fede, e, come sta scritto nella S. Scrittura, sperò contro la stessa speranza; dispose tutto l'occorrente pel sacrificio, e l'avrebbe compito. Ma un angelo gli trattenne la mano; Iddio poi in premio della sua fedeltà lo benedisse, e gli annunziò che da quel figlio sarebbe venuto il Redentore del mondo.
    34. Isacco giunto all'età di quarant'anni, sposò Rebecca, sua cugina, madre poi ad un tempo di due figli, Esaù e Giacobbe.
    Ad Esaù, come primogenito sarebbe toccata la benedizione paterna; ma il Signore dispose che, per sollecitudine di Rebecca, Isacco benedicesse Giacobbe, al quale, per troppo meschino compenso, Esaù già aveva ceduto il diritto di primogenitura.
    35. Giacobbe allora, per sottrarsi all'ira di Esaù, dovette fuggire in Aran da suo zio Labano, che gli diede in ispose due sue figliuole - Lia e Rachele; - e dopo venti anni tornò a casa ricchissimo, e con numerosa famiglia.
    Nel ritorno per via, prima che si riconciliasse col fratello, in una visione, che egli ebbe, fugli cambiato il nome di Giacobbe in quello d'Israele.
    36. Giacobbe fu padre di dodici figliuoli; i due ultimi dei quali, Giuseppe e Beniamino, erano figli di Rachele.
    Tra i figli di Giacobbe il più savio e costumato era Giuseppe, sopra tutti carissimo al padre. Per questo motivo i fratelli presero ad odiarlo, e l'odio li portò a meditarne prima la morte, e poscia a venderlo a certi mercatanti ismaeliti, che lo condussero in Egitto e lo rivendettero a Putifarre, ministro di Faraone.
    Giacobbe ed i suoi figli in Egitto.
    37. Giuseppe in Egitto colla sua virtù si guadagnò subito la stima e l'affezione del suo signore; ma poi, calunniato dalla padrona, venne cacciato in prigione. Ivi stette due anni, cioè fino a tanto che, per aver interpretato al Faraone, ossia re d'Egitto, due sogni e profetizzato che sette anni di abbondanza sarebbero seguiti da sette anni di carestia, fu liberato e creato vicere d'Egitto.
    Nel tempo dell'abbondanza Giuseppe fece grandi provvisioni, sicché quando la fame cominciò a desolare la terra, l'Egitto rigurgitava di viveri.
    38. Da tutte le parti si dovette accorrere colà per comprarvi del grano; Giacobbe fu pure costretto a mandarvi i suoi figliuoli, i quali a prima giunta non riconobbero Giuseppe; riconosciuti però da lui, e dopo che egli loro si manifestò, ebbero l'incarico di condurre in Egitto il padre con tutta la sua famiglia.
    Giacobbe desideroso di abbracciare il figlio diletto, vi andò, e dal re gli fu assegnata per dimora sua e dei suoi la terra di Gessen.
    39. Dopo 17 anni di dimora in Egitto, Giacobbe vicino a morte, radunò intorno a sè i suoi dodici figli, in un coi due figli di Giuseppe, per nome Efraim e Manasse; raccomandò loro di ritornarsene nella terra di Canaan senza però dimenticare le sue ossa in Egitto, lì benedisse tutti in particolare, predicendo a Giuda che lo scettro, ossia la sovrana potestà, non sarebbe uscito dalla sua discendenza fino alla venuta del Messia.
    Schiavitù degli Ebrei in Egitto.
    40. I discendenti di Giacobbe chiamati ebrei o israeliti, per alcun tempo furono rispettati e tollerati dagli Egiziani. Ma, essendo poi essi cresciuti in grandissimo numero, tanto da formare un gran popolo, da un altro Faraone, che regnò più tardi, vennero oppressi sotto il giogo della più dura schiavitù, e condannati persino a gettare nel fiume Nilo tutti i figli maschi appena nati.
    Liberazione degli ebrei per mezzo di Mosè.
    41. Sotto l'orrenda schiavitù d'Egitto, il popolo ebreo sarebbe perito tutto intero, né avrebbe riveduta la terra di Canaan, se Iddio non veniva a strappano prodigiosamente dalle mani dei barbari oppressori.
    42. Un bambino ebreo di nome Mosè era stato provvidenzialmente salvato dalle acque del Nilo dalla stessa figlia di Faraone, e da lei fatto istruire ed educare nella reggia di suo padre.
    Di lui si servì Iddio per liberare il suo popolo, e adempiere in esso le promesse fatte ad Abramo.
    43. A Mosè adunque, fatto adulto, comandò Iddio che, in compagnia di suo fratello Aronne, andasse da Fa. raone, e gli ordinasse di lasciare partire gli ebrei dall'Egitto. Faraone si rifiutò. - Allora Mosè, per vincere il cuore indurito di lui, armato di una verga, percosse l'Egitto con dieci prodigiosi e terribili castighi, detti poi le Piaghe d'Egitto, ultimo dei quali fu che un Angelo in sulla mezzanotte, incominciando dal figlio del re, uccise tutti i primogeniti egiziani, si degli uomini che degli animali.
    44. La notte in cui avvenne quell'eccidio, gli ebrei per comando di Dio, celebrarono la prima volta la festa di Pasqua, che vuoi dire passaggio del Signore. - Questo fu il rito prescritto da Dio: che ogni famiglia uccidesse un agnello senza macchia, e segnasse col sangue di esso la porta di casa, la quale resterebbe così salva nel passaggio dell'Angelo; che ne arrostisse le carni, e poscia le mangiasse in veste da viaggio e col bastone in mano, come gente preparata per la partenza.
    Quell'agnello era figura dell'Agnello immacolato Gesù, il quale col suo sangue avrebbe salvato dalla morte eterna tutti gli uomini.
    45. Faraone e tutti gli egiziani, alla vista dei loro figli morti, senza più, scongiurarono gli ebrei a mettersi in cammino, e loro diedero tutto l'oro e l'argento ed ogni cosa che domandarono.
    Gli ebrei partirono, e dopo tre giorni si trovarono alle sponde del mar Rosso.
    Passaggio del mar Rosso.
    46. Ben presto Faraone si penti di aver lasciato andare gli ebrei; si pose tosto ad inseguirli col suo esercito, e li raggiunse presso al mare.
    Mosè, confortato il popolo, che era intimorito alla vista degli egiziani, stese la sua verga sul mare, e le acque si divisero da riva a riva fino al fondo, lasciando una lunga via agli ebrei, che passarono a piede asciutto.
    47. Faraone ostinato nella perversità, si cacciò anche esso per quella via; ma, appena fu dentro, giù caddero le acque, e quanti erano, uomini e cavalli, perirono annegati.
    Gli ebrei nel deserto.
    48. Passato il mar Rosso, gli ebrei entrarono nel deserto, ed in brevissimo tempo avrebbero potuto giungere alla terra promessa, la Palestina, se fossero stati obbedienti alla divina legge ed ai comandi di Mosè loro condottiero; ma, avendo prevaricato ed essendosi ribellati più volte, Iddio li trattenne nel deserto 40 anni, lasciandovi perire tutti quelli che erano usciti dall'Egitto, eccettuati due soli: Caleb e Giosuè.
    In tutto questo tempo Iddio provvide al loro nutrimento con una specie di brina in bianchi e minuti granellini, chiamata manna, che ogni notte ricopriva la terra e veniva raccolta al mattino. Però nella notte precedente al sabato, il qual giorno era festivo per gli ebrei, la manna non cadeva: perciò se ne raccoglieva il doppio la mattina del venerdì. - Alla bevanda Iddio provvedeva coll'acqua, la quale sovente scaturì miracolosamente dalle rupi, percosse dalla verga di Mosè.
    Una gran nuvola poi, che di giorno li difendeva dai raggi del sole, e di notte, cambiandosi in colonna di fuoco, li illuminava e loro mostrava la via, li accompagnò per tutto quel viaggio.
    I dieci comandamenti della legge di Dio.
    49. Il terzo mese, dopo l'uscita dall' Egitto gli ebrei pervennero alle falde del monte Sinai. Fu là che, tra le folgori e i tuoni, Iddio parlò, e promulgò la sua legge in dieci comandamenti, scritti su due tavole di pietra, che consegnò a Mosè, sulla vetta del monte.
    50. Ma quando ne discese, dopo 40 giorni di colloquI col Signore, Mosè trovò il popolo, che, caduto nell'idolatria, adorava un vitello d' oro. Compreso di santo zelo per tanta ingratitudine e tanta empietà, spezzò le tavole della legge, ridusse in polvere il vitello, e punì di morte i principali istigatori del grave peccato.
    Risalito poscia sul monte, implorò il perdono dal Signore, ricevette altre tavole della legge, e quando discese,. fu meravigliato il popolo di vedere com'egli avesse due raggi di luce in fronte, che rendevano la sua faccia splendente e gloriosa.
    Il Tabernacolo e l'Arca.
    51. Quivi appiè del Sinai Mosè, per comando di Dio e secondo le di lui prescrizioni, fabbricò il Tabernacolo e l'Arca.
    Il Tabernacolo era una gran tenda a guisa di tempio, che s'innalzava in mezzo agli accampamenti, quando gli Ebrei si fermavano.
    L'Arca. era poi una cassa di legno preziosissimo, coperto entro e fuori di purissimo oro, in cui furono poscia collocate le tavole della legge, un vaso della manna del deserto e la verga fiorita di Aronne.
    52. Molte volte gli ebrei nel deserto, mormorando contro Mosè e contro il Signore, si attirarono gravi castighi. Fra questi è da notarsi quello dei serpenti velenosi, dai quali morsicati, molti perirono; molti poi, pentiti, si salvarono rimirando un serpente di bronzo, che, innalzato da Mosè sopra un'asta, dava imagine di croce. La virtù di questo emblema era simbolo delle virtù che avrebbe avuto la santa Croce di guarire le piaghe del peccato.
    Giosuè e l'entrata nella terra promessa.
    53. Dopo averli trattenuti per 40 anni nel deserto, Iddio introdusse gli ebrei nella terra promessa.
    Mosè la vide da lungi, ma non vi entrò: Giosuè gli succedette nel governo del popolo.
    54. Preceduti dall'Arca, passarono il fiume Giordano le cui acque si erano fermate per lasciare libero il passo nel letto del fiume: presero la città di Gerico, soggiogarono nella terra di Canaan i popoli che l'abitavano, e la divisero in dodici parti, quante erano le loro tribù. Così Iddio per mezzo del suo popolo castigò i gravissimi delitti di quelle genti.
    Queste tribù pigliarono il nome da Ruben, Simeone, Levi, Giuda, Isacar, Zabulon, Dan, Neftali, Gad, Aser, Beniamino, figli di Giacobbe, e da Efraim e Manasse, figli di Giuseppe. La tribù di Levi però non ebbe territorio; Iddio la chiamò all'uffizio sacerdotale, e volle tenerle luogo Egli stesso di porzione e di eredità. Dalla tribù di Giuda, secondo aveva profetizzato Giacobbe morente, nacque poi il Redentore del mondo. (…)”




    Questo è ciò che un cristiano-cattolico crede perché è verità rivelata e lo insegna infallibilmente il Magistero della Chiesa e dei Papi…
    I “colossal” statunitensi – “I dieci comandamenti” (“The Ten Commandments”) quanto tanti altri, che pur grandiosi trovo eccessivamente lunghi e noiosi e non ho mai visto integralmente – sono filmoni di propaganda hollywoodiana che puntano molto sulla spettacolarità e poco sulla veridicità per cui spesso ricostruiscono la storia (biblica e no) a modo loro…
    “Orio Nardi” – pseudonimo del padre gesuita Vittorio De Bernardi probabilmente – tra l’altro ha scritto un documentatissimo libro, una lettura fondamentale, intitolato appunto “Il Vitello d’Oro”…



    ORIO NARDI, Il Vitello d’Oro - L'altra faccia della storia: ovvero la verità sull'ebraismo, sulla massoneria e sul comunismo, 3° ediz. riveduta e curata da Salvatore Panzica, Salpan Editore, Matino (LE) 2014.

    http://www.salpan.org/Immagini/vitello_3gr.jpg

    http://www.salpan.org/Immagini/Vitello_grande.jpg





    Orio Nardi - Il Vitello d'Oro - L'altra faccia della storia
    http://www.unavox.it/NuoveImmagini/C...ello_d-oro.jpg






    https://forum.termometropolitico.it/...llo-d-oro.html
    https://forum.termometropolitico.it/...rio-nardi.html




    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 

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