Agostini-Conti, ancora 48 ore
per decidere il loro futuro
Domani sarà il giorno della verità per Agostini e Conti. Alla ripresa degli allenamenti si saprà se i due esclusi faranno ancora parte del Cagliari.
Domani sarà il giorno della verità per Agostini e Conti. Alla ripresa degli allenamenti, programmata per il pomeriggio, dopo due giorni di riposo seguiti alla gara di Verona con il Chievo (quarto 0-0 per i rossoblù),
si saprà se i due grandi esclusi faranno ancora parte del progetto Cagliari o se dovranno fare le valigie e trasferirsi altrove. Uno scenario clamoroso ma allo stesso tempo probabile. Nonostante il possibilismo, espresso domenica pomeriggio a Verona, dal direttore generale, Francesco Marroccu,
non sembra che ci sia aria di riavvicinamento.
IL FATTO Non c'è ancora chiarezza su che cosa sia esattamente accaduto tra i giocatori e Bisoli, presumibilmente tra giovedì e venerdì. Fatto sta che sabato mattina i due non hanno partecipato alla seduta di rifinitura e che subito dopo non sono stati inseriti dall'allenatore nella lista dei convocati. «Una decisione», avrebbe poi spiegato Marroccu, «per ragioni di opportunità, presa di comune accordo tra società, allenatore e giocatori». Una dichiarazione che fa riflettere: essa, infatti,
fa intendere che Agostini e Conti abbiano espresso in qualche maniera il desiderio di non partire per Verona. Interrogato a tale proposito, Marroccu si è chiuso a riccio: «In ogni famiglia c'è qualche piccolo segreto che non va mai svelato».
IL SILENZIO Il solitamente loquace Cellino, in questo caso ha centellinato le parole.
«Bisoli ha ampio margine di manovra, le sue decisioni sono condivise dalla società», ha detto a caldo il massimo dirigente rossoblù. Poi, più nulla. Ieri, però, è trapelato un particolare:
venerdì sera Agostini e Conti si sono recati in sede chiedendo di vedere il presidente che, però, non li ha ricevuti. Una scelta di campo netta,
un chiaro segnale che la società stava dalla parte di Bisoli.
LA SITUAZIONE Ieri è stata una giornata interlocutoria e altrettanto sarà quella di oggi. Il giorno decisivo è domani, quando la squadra riprenderà ad allenarsi, in vista dell'impegno di campionato del 17 ottobre, quando al Sant'Elia, nell'insolito orario delle 12.30, sarà di scena l'Inter. Cellino si è lasciato sfuggire una frase significativa: «È una situazione complicata, non possiamo far finta che non sia successo nulla». Non è in vista una soluzione automatica, dunque, ma saranno necessari diversi passaggi. Quali? Difficile fare ipotesi sensate.
SCENARIO NUMERO 1 Conti e Agostini si rendono conto di aver tirato troppo la corda, si cospargono il capo di cenere e chiedono scusa (ammesso che ce ne sia il motivo) all'allenatore e a tutta la squadra, nonché al presidente, che dei due è stato il più sincero sostenitore.
SCENARIO NUMERO 2 Bisoli, di sua iniziativa, richiama in servizio i due giocatori, archiviando l'episodio, qualunque sia, che ha originato il caso. È un'ipotesi poco praticabile, conoscendo la fermezza dell'allenatore rossoblù, deciso nel mettere sullo stesso piano tutti, come ha ripetutamente detto sin dai primi giorni della sua avventura in rossoblù.
SCENARIO NUMERO 3 La rottura è insanabile, i giocatori vengono messi ai margini della squadra (come Marchetti) e a gennaio finiscono nelle liste di trasferimento. In questo caso, la squadra per almeno tre mesi dovrà fare a meno di due titolari. Il danno tecnico sarebbe gravissimo, inutile nasconderlo. D'accordo l'esplosione di Nainggolan, la conferma che Ariaudo non sfigura nel ruolo di terzino sinistro, le buone qualità di Laner e Perico. Ma lo spessore tecnico di Agostini e Conti non è in discussione. Questo va detto a prescindere dalle responsabilità dell'accaduto che non è possibile ascrivere a nessuna delle due parti, dal momento che gli elementi a disposizione non sono sufficienti.
AMAREZZA È altrettanto indiscutibile il dispiacere per le due bandiere rossoblù così poco gloriosamente ammainate. Daniele Conti è il capitano della squadra, fascia che si è guadagnato (dopo l'addio forzato di Lopez, altro elemento di tensione tra alcuni del gruppo storico, Cellino e Bisoli) dopo molti anni di fischi e sofferenza. Inoltre, Conti è uno dei centrocampisti centrali più importanti del campionato italiano.
Alessandro Agostini è il vice capitano e la scorsa stagione ha conquistato il record di presenze, avendo giocato tutte le partite dal primo all'ultimo secondo. Inoltre, in sette anni di Cagliari, più tre fra Empoli e Fiorentina, ha collezionato ben duecentoventiquattro gettoni in serie A. Si tratta, quindi, di giocatori importanti la cui mancanza si sentirebbe e costringerebbe la società rossoblù, alla riapertura delle liste, a operare con oculatezza e fantasia.
IVAN PAONE
Martedì 05 ottobre 2010 09.21