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Discussione: Italia neutrale 1940

  1. #11
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    Predefinito Re: Italia neutrale 1940

    Mussolini era un buffone e militarmente avrebbe fatto fatica a condurre una partita di risiko. Tuttavia, se vogliamo essere intellettualmente onesti, nel giugno del 1940 sarebbe stato molto difficile per chiunque resistere alla tentazione di entrare in guerra con l'apparentemente sicuro vincitore. Sia chiaro, un politico lungimirante e particolarmente saggio ci sarebbe potuto arrivare che era comunque meglio evitare di entrare in guerra fianco di un pazzo come Hitler, ma sull'entrata in guerra di per sé Mussolini prese una decisione che avrebbero preso quasi tutti.

    Lo scandalo fu farsi trovare COMPLETAMENTE impreparati. Con un minimo di pianificazione saresti entrato a Suez in qualche settimana e sicuramente agli inglesi avresti potuto rendere la vita assai dura.

    Una possibile ucronia sarebbe un'Italia che non resiste alla tentazione di entrare in guerra nel giugno '40 però entra preparata, si concentra esclusivamente sullo scenrario africano ed arriva a Suez a inizio agosto. Con il controllo del canale riesce a difendere anche l'Etiopia. Evita completamente il disastro greco (anzi si allea con la Grecia) e SOPRATTUTTO evita di dichiarare guerra a URSS e USA non ricevendo i necessari avvisi né da Berlino né da Tokyo. Mentre il Mussolini reale si lamentò di essere svegliato dai tedeschi come un qualsiasi cameriere, questo Mussolini alla notizia dell'attacco all'URSS dice ad Hitler che è pazzo e che non manderà nemmeno un uomo in quell'impresa folle. Mussolini capisce anche che Hitler va irrimediabilmente verso il disastro (in questa ucronia in cui va tutto bene già nell'ottobre del '42)e l'Italia riesce quindi a sganciarsi dall'asse immediatamente dopo Stalingrado con una mediazione con il Regno Unito che ci riconosce i confini del 1939 più la somalia britannica e Malta (dopo plebiscito taroccato) in cambio della cessazione immediata delle ostilità. Anzi, nel '44 dichiariamo guerra alla germania stremata invadendo la croazia nazista ed al tavolo della pace riusciamo anche a farci riconoscere generose porzioni di Dalmazia.

    Ovviamente, riconosco, quanto sopra non troppo realistico, un'ucronia con l'Italia "vincente" a mio avviso deve partire prima della firma del patto di acciaio - una volta firmato il patto con Hitler il destino era ormai segnato.
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  2. #12
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    Predefinito Re: Italia neutrale 1940

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    a livello generale penso le sorti della guerra nn sarebbero mutate perchè la germania davvero era sola contro tutti e la produzione bellica americana superiore
    è probabile la guerra sarebbe durata un paio d'anni in più forse, perchè senza l'Italia che fu fondamentale nel disperdere e quindi indebolire le forze germaniche Hitler le avrebbe potute concentrare più sul continente vicino al reich

    penso pure che, ad un certo punto, tipo sul finire del '42, coi teatri di guerra in stallo, il regime si sarebbe trovato di fronte ad un dilemma simile a quello del 1915, seguire le pressioni degli atlantisti e tradire la Germania once more oppure accettare l'invito di un teso Hitler ad aiutarli nel conflitto visto che "in questa situazione de stallen solo Italien potere cambiare sorti di guerren, se aiutare suo alleaten allora guerrra è vinten a 100%" (ipotetico discorso informale di Hitler a Mussolini...

    scenario 1)immaginiamo che Mussolini in nessun modo avrebbe osato tradire Hitler allora è possibile i servizi deviati avrebbero tentato un golpe per metter su Badoglio o un simile personaggio...
    insomma saremmo di nuovo allo scenario dell'8 settembre, stavolta però in favore nostro perchè ufficialmente non andiamo col perdente...
    la pubblica opinione tace, un manipolo di lealisti prende il potere a Verona fiancheggiando i nazi, sul modello di Vichy...
    la Germania ci invade e poi veniamo "liberati" però in parte dagli USA e in parte dall'esercito regolare che, ricordiamolo non è mai stato alleato della Germania...
    in pratica restiamo nella nostra timeline, magari con la monarchia ancora su, nel giro di qualche anno il regime de-mussolinizzato apre al multipartitismo, all'atlantismo e ad una Costituzione, però più conservatrice della nostra, avremmo avuto una crnologia sociale, politica e industriale meno veloce di quella accaduta veramente e un pò più simile a quella spagnola...
    sicuramente non ci sarebbe stato il PCI, il regime ammorbidito, gli USA, la Chiesa e la monarchia non l'avrebbero consentito...
    comunque per quanto l'Italia creò problemi ad Hitler, senza l'Italia inglesi e americani non avrebbero dovuto mandare un solo uomo in africa....e credo che i tedeschi si sarebbero lo stesso impelagati nel balcani, anche se magari non in Grecia, quindi non è che avrebbero risparmiato chissà quali risorse. Magari il D-Day sarebbe stato nel '43....

  3. #13
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    Predefinito Re: Italia neutrale 1940

    Mi pare sia stato scritto un romanzo proprio su questo spunto.

  4. #14
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    Predefinito Re: Italia neutrale 1940

    Citazione Originariamente Scritto da gurgu95 Visualizza Messaggio
    In questa ucronia vorrei chiedervi cosa sarebbe successo se nel 1940 mussolini avesse preferito non entrare nella guerra al fianco della germania ma, come aveva prima detto, preferito rimanere neutrale con la scusa della impeparazione
    Sarebbe stata una salvezza, soprattutto per noi italiani nel breve periodo. Fino al 1940 la Germania aveva guadagnato uno sconfinato vantaggio strategico perché l'attacco vittorioso alla Francia era stato condotto con nuovi metodi militari: quella battaglia vide l'esercito tedesco invadere addirittura Parigi, dopo aver rotto il fronte in tempi che nella dinamica dei conflitti sino ad allora conosciuti erano impensabili. Il paradosso però era che questo successo clamoroso diede un immane vantaggio alla nazione che però prima o poi era destinata a perdere: infatti era l'unico esercito efficiente a fronteggiare due armate colossali quali Urss e Usa e in più aveva contro una nazione che, seppur in ginocchio, non poteva essere invasa con facilità e costretta all'inazione, ovvero il regno unito capace di grande azione di disturbo.
    L'invasione della capitale francese fece pensare a Mussolini, uomo del diciannovesimo secolo, che la guerra era al punto di concludersi, mentre durò altri durissimi 5 anni. L'errore di valutazione, incredibile, gli fu fatale.

    Ad ogni modo, se non fosse entrato in guerra, forse avrebbe avuto il destino di Franco e noi quello della Spagna: saremmo stati uno Stato totalitario fino alla morte del capo supremo, solo che il leader iberico morì nel 1975 (era più giovane di Mussolini), mentre forse il nostro Duce sarebbe morto prima.


    E qui nascerebbe un altro quesito insolubile: è stato meglio attraversare un conflitto drammatico per poi vivere già dal 1945 in un'epoca democratica o risparmiarci gli orrori della guerra e vivere però in un regime illiberale fino agli '70 o '60?

  5. #15
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    Predefinito Re: Italia neutrale 1940

    Citazione Originariamente Scritto da Biordo Visualizza Messaggio
    Mussolini era un buffone e militarmente avrebbe fatto fatica a condurre una partita di risiko. Tuttavia, se vogliamo essere intellettualmente onesti, nel giugno del 1940 sarebbe stato molto difficile per chiunque resistere alla tentazione di entrare in guerra con l'apparentemente sicuro vincitore. Sia chiaro, un politico lungimirante e particolarmente saggio ci sarebbe potuto arrivare che era comunque meglio evitare di entrare in guerra fianco di un pazzo come Hitler, ma sull'entrata in guerra di per sé Mussolini prese una decisione che avrebbero preso quasi tutti.

    Lo scandalo fu farsi trovare COMPLETAMENTE impreparati. Con un minimo di pianificazione saresti entrato a Suez in qualche settimana e sicuramente agli inglesi avresti potuto rendere la vita assai dura.

    Una possibile ucronia sarebbe un'Italia che non resiste alla tentazione di entrare in guerra nel giugno '40 però entra preparata, si concentra esclusivamente sullo scenrario africano ed arriva a Suez a inizio agosto. Con il controllo del canale riesce a difendere anche l'Etiopia. Evita completamente il disastro greco (anzi si allea con la Grecia) e SOPRATTUTTO evita di dichiarare guerra a URSS e USA non ricevendo i necessari avvisi né da Berlino né da Tokyo. Mentre il Mussolini reale si lamentò di essere svegliato dai tedeschi come un qualsiasi cameriere, questo Mussolini alla notizia dell'attacco all'URSS dice ad Hitler che è pazzo e che non manderà nemmeno un uomo in quell'impresa folle. Mussolini capisce anche che Hitler va irrimediabilmente verso il disastro (in questa ucronia in cui va tutto bene già nell'ottobre del '42)e l'Italia riesce quindi a sganciarsi dall'asse immediatamente dopo Stalingrado con una mediazione con il Regno Unito che ci riconosce i confini del 1939 più la somalia britannica e Malta (dopo plebiscito taroccato) in cambio della cessazione immediata delle ostilità. Anzi, nel '44 dichiariamo guerra alla germania stremata invadendo la croazia nazista ed al tavolo della pace riusciamo anche a farci riconoscere generose porzioni di Dalmazia.

    Ovviamente, riconosco, quanto sopra non troppo realistico, un'ucronia con l'Italia "vincente" a mio avviso deve partire prima della firma del patto di acciaio - una volta firmato il patto con Hitler il destino era ormai segnato.
    Bella ricostruzione, non costa nulla correre con la fantasia. Faccio notare solo una cosa: secondo una mia impressione, gli obblighi del patto d'acciaio non erano inviolabili a ogni costo, in fondo Francisco Franco, che seppure non sottoscrisse quel patto era debitore degli aiuti militari nazifascisti durante la guerra civile spagnola, rispose di persona con un No ad Hitler circa un suo eventuale aiuto a favore delle potenze dell'Asse.
    Insomma spazio di manovra c'era solo che la convinzione di Mussolini, che sull'onda dell'entusiasmo si fece designare capo militare pur non disponendo della necessaria competenza, non permise all'Italia di farne uso. Non dimentichiamo poi che Mussolini, all'epoca del primo conflitto ruppe col suo partito, proprio perché incominciò a sostenere che l'Italia dovesse intervenire nella prima guerra mondiale. Forse anche per questo ultimo dato sarebbe stata improbabile la neutralità italiana.

  6. #16
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    Predefinito Re: Italia neutrale 1940

    Cosa sarebbe accaduto?
    Sicuramente oggi tutti gli antifascisti contesterebbero a Mussolini il non intervento a fianco di una potenza come quella tedesca.
    Si lagnerebbero di moltissimi anni di durissima occupazione nazionalsocialista tedesca.

  7. #17
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    Predefinito Re: Italia neutrale 1940

    Citazione Originariamente Scritto da lumiere Visualizza Messaggio
    Bella ricostruzione, non costa nulla correre con la fantasia. Faccio notare solo una cosa: secondo una mia impressione, gli obblighi del patto d'acciaio non erano inviolabili a ogni costo, in fondo Francisco Franco, che seppure non sottoscrisse quel patto era debitore degli aiuti militari nazifascisti durante la guerra civile spagnola, rispose di persona con un No ad Hitler circa un suo eventuale aiuto a favore delle potenze dell'Asse.
    Insomma spazio di manovra c'era solo che la convinzione di Mussolini, che sull'onda dell'entusiasmo si fece designare capo militare pur non disponendo della necessaria competenza, non permise all'Italia di farne uso. Non dimentichiamo poi che Mussolini, all'epoca del primo conflitto ruppe col suo partito, proprio perché incominciò a sostenere che l'Italia dovesse intervenire nella prima guerra mondiale. Forse anche per questo ultimo dato sarebbe stata improbabile la neutralità italiana.
    Mussolini vedeva in effetti la neutralità come una vergogna sia per la sua storia personale nella prima guerra mondiale sia per tutta la retorica fascista che dava i moschetti ai bambini delle elementari. E concordo che il patto d'acciaio non fosse poi questo vincolo imprescindibile, non a caso l'Italia dichiarò guerra alla Francia 9 mesi dopo.....il punto è che non vedo realistico che Mussolini potesse in alcun modo rinunciare ad entrare in guerra nel giugno del '40 quando la guerra sembrava finita....l'errore era stato legarsi alla Germania, ma una volta che ti ci eri legato l'occasione appariva oggettivamente apparentemente troppo ghiotta.

  8. #18
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    Predefinito Re: Italia neutrale 1940

    In effetti l'entrata in campo di Mussolini complicò non poco le cose per Hitler durante la prima fase della guerra, costringendolo a spendere forze in Africa e nei Balcani, costringendo però anche gli Alleati ad intervenire negli stessi campi.
    In pratica, con l'Italia neutrale probabilmente la prima fase della guerra, almeno fino al 1943, avrebbe potuto essere ancora più favorevole ai nazisti, che avrebbero potuto anticipare anche l'impresa in URSS, giungendo possibilmente fino a mosca senza impantanarsi nell'Inverno.
    Poi però la macchina da guerra alleata,e particolarmente statunitense avrebbe fatto valere la propria forza, e la cosa sarebbe andata come effettivamente è andata; magari solo ci sarebbe voluto più tempo.
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  9. #19
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    Predefinito Re: Italia neutrale 1940

    Citazione Originariamente Scritto da Guy Fawkes Visualizza Messaggio
    In effetti l'entrata in campo di Mussolini complicò non poco le cose per Hitler durante la prima fase della guerra, costringendolo a spendere forze in Africa e nei Balcani, costringendo però anche gli Alleati ad intervenire negli stessi campi.
    In pratica, con l'Italia neutrale probabilmente la prima fase della guerra, almeno fino al 1943, avrebbe potuto essere ancora più favorevole ai nazisti, che avrebbero potuto anticipare anche l'impresa in URSS, giungendo possibilmente fino a mosca senza impantanarsi nell'Inverno.
    Poi però la macchina da guerra alleata,e particolarmente statunitense avrebbe fatto valere la propria forza, e la cosa sarebbe andata come effettivamente è andata; magari solo ci sarebbe voluto più tempo.
    Questa versione, era assai perorata dai generali tedeschi dopo la guerra ma è assai ridimensionata dalla storiografia recente. Innanzitutto i tedeschi furono magari rallentati in Russia dall'inverno ma furono bloccati da truppe fresche russe delle quali non sospettavano nemmeno l'esistenza. Poi, per quanto si possa parlare male dell'Italia (giustamente), mi sembra per lo meno naive pensare che l'impero britannico sarebbe rimasto con le mani in mano senza combattere su nessun fronte....ad esempio, con il domino del mare assoluto (con la Royal Navy del mediterraneo completamente disponibile), non credo sarebbe stato troppo difficile sbarcare in Norvegia. Poi ripeto, che con l'entrata in guerra degli USA, senza nessuna necessità di un operation torch, il D Day sarebbe stato anticipato sicuramente.
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  10. #20
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    Predefinito Re: Italia neutrale 1940

    1939, 1° settembre: Hitler, che ha già conquistato Austria e Cecoslovacchia, invade anche la Polonia dopo aver stretto un patto di non aggressione con l'URSS di Stalin. Immediatamente Francia e Gran Bretagna dichiarano guerra alla Germania: è l'inizio del peggior conflitto di tutti i tempi, la Seconda Guerra Mondiale. L'Italia di Mussolini e la Spagna di Franco per ora dichiarano la loro non belligeranza, nonostante il Patto d'Acciaio stretto con il dittatore tedesco.

    1939, 28 dicembre: Papa Pio XII si reca in visita al Quirinale dal re d'Italia Vittorio Emanuele III, e gli chiede di premere sul Duce affinché mantenga la neutralità italiana, ma il Re risponde che il Comandante in Capo delle Forze Armate Italiane è Mussolini, e la scelta spetta a lui. Allora Giovanni Battista Montini, Segretario di Stato Vaticano, prende contatti con la Principessa di Piemonte Maria José, che notoriamente non nutre grandi simpatie per i Fascisti, ed anzi è in contatto con molti intellettuali invisi al regime.

    1940, 31 gennaio: Maria José, Umberto di Savoia e Italo Balbo si incontrano a Tripoli: i due reali sono spesso ospiti del Quadrumviro della Marcia su Roma. Nel colloquio riservato si parla di come evitare il coinvolgimento dell'Italia nel conflitto, che Balbo giudica disastroso, in quanto le colonie nel Corno d'Africa andrebbero immediatamente perdute, vista l'impossibilità di rifornirle, dato che gli inglesi controllano Gibilterra e Suez. Maria José propone di formare una "fronda" interna al Regime di gerarchi non filonazisti, con i quali concertare un piano dì azione.

    1940, 26 febbraio: come promesso, Maria José, definita giustamente da alcuni "l'unico vero uomo in Casa Savoia", prende contatti con Galeazzo Ciano, con l'ambasciatore d'Italia in Germania Bernardo Attolico e con l'ex ambasciatore a Londra Dino Grandi, rimosso proprio per ordine di Hitler perché giudicato troppo filobritannico. I tre inizialmente nicchiano, ma poi si convincono ad agire per evitare che Mussolini scenda in guerra accanto al dittatore tedesco, precipitando l'Italia nell'abisso.

    1940, 15 marzo: Galeazzo Ciano e Bernardo Attolico ottengono un colloquio con Mussolini, nel quale gli propongono addirittura di denunciare il Patto d'Acciaio, dato che Hitler ha trattato gli italiani « da servi e non da alleati». «Ci hanno sempre ingannato», avrebbe detto Ciano al suocero: «Stracciate il patto, Duce, gettatelo in faccia a Hitler e l'Europa riconoscerà in voi il capo naturale della crociata antigermanica!» Mussolini tuttavia si mostra freddo, afferma che non esiste alcuna potenza militare al mondo in grado di opporsi alla Germania di Hitler, e che quindi conviene onorare i trattati e scendere in guerra al suo fianco; ed inoltre aggiunge: « Ho bisogno di mille morti da gettare sul tavolo della pace!» Poco dopo Attolico è destituito da ambasciatore in Germania e sostituito con Dino Alfieri, più filonazista. Dopo che il suo tentativo si è risolto in un buco nell'acqua, Ciano si convince che l'unica possibilità per evitare all'Italia di avere ben più di mille morti nel conflitto, è quello di silurare Mussolini; stessa conclusione a cui erano giunti Balbo e i Principi di Piemonte. Però Attolico, diplomatico esperto, anziano ma energico, scaltro e attento anche alla politica interna, suggerisce che non basta liquidare il Duce: occorre anche un cambio al vertice del Regno, in modo che la popolazione italiana e gli Alleati contro Hitler percepiscano che il vento a Roma è cambiato.

    1940, 20 maggio: Benito Mussolini, vista la travolgente avanzata di Hitler in Danimarca, Norvegia, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Francia, ordina di allertare le forze armate e di preparare le dichiarazioni di guerra da consegnare agli ambasciatori di Francia e Regno Unito. A questo punto avviene il colpo di scena: Galeazzo Ciano e Italo Balbo domandano che, per prendere una decisione di tale portata, sia riunito il Gran Consiglio del Fascismo, organo che da molto tempo non si riunisce più. Mussolini, ignaro del complotto che si sta tramando ai suoi danni, reagisce con stizza ma poi accetta la convocazione, sicuro che esso si limiterà a ratificare i suoi ordini, come ha sempre fatto. A dir la verità Achille Starace, ex segretario del PNF, ha cercato di mettere in guardia Mussolini su un possibile putsch ai suoi danni, ma il dittatore lo ha trattato da idiota, come del resto ha sempre fatto, allontanandolo da sé.

    1940, 24 maggio: si riunisce a Palazzo Venezia il Gran Consiglio del Fascismo. A sorpresa Dino Grandi propone un Ordine del Giorno il quale prevede la restituzione al Re Vittorio Emanuele III del ruolo di Comandante in Capo dell'Esercito, in vista della Guerra a fianco della Germania, perchè "nessuno come il Re Soldato può ricoprire quel ruolo agli occhi della Nazione". Mussolini si rende conto che quell'ordine del giorno equivale ad una sua destituzione, e reagisce con durezza, ma si accorge che molti dei presenti sono d'accordo con l'"eretico" Grandi. Allibito, e pallido di rabbia, è costretto a mettere ai voti la mozione. L'Ordine del Giorno Grandi passa con 19 voti a favore: quelli di Italo Balbo, Dino Grandi, Giuseppe Bottai, Luigi Federzoni, Galeazzo Ciano, Cesare Maria De Vecchi, Alfredo De Marsico, Umberto Albini, Giacomo Acerbo, Dino Alfieri, Giovanni Marinelli, Carluccio Pareschi, Emilio De Bono, Edmondo Rossoni, Giuseppe Bastianini, Annio Bignardi, Alberto De Stefani, Luciano Gottardi e Giovanni Balella;. Invece votano contro Achille Starace, Carlo Scorza, Roberto Farinacci, Guido Buffarini-Guidi, Enzo Galbiati, Carlo Alberto Biggini, Gaetano Polverelli, Antonino Tringali Casanova ed Ettore Frattari. "Il vostro è un colpo di stato!" reagisce Mussolini; ma, appena esce da Palazzo Venezia, alcuni carabinieri fedeli a Giuseppe Bottai lo prendono in custodia con la scusa di "proteggerlo" da qualche iniziativa frondista e lo portano in una caserma, guardato a vista. Intanto altri carabinieri fanno irruzione a Palazzo Venezia ed arrestano tutti coloro che hanno votato l'Ordine del Giorno Grandi.

    1940, 25 maggio: Umberto di Savoia e sua moglie Maria José, accompagnati dal Ministro della Real Casa Pietro Acquarone, si presentano al re Vittorio Emanuele III, chiedendogli di firmare l'atto di abdicazione. «Tu sarai Re, ma solo quando io sarò morto!» il sovrano risponde al figlio a muso duro. «È tutto merito di questa belga intrigante, vero?» «È tutta colpa delle leggi inique che voi avete firmato, e della guerra che volevate scatenare per compiacere Mussolini», gli ribatte la nuora. Il Re fa resistenza, e manda a chiamare il Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio; ma, quando scopre che anche lui caldeggia la sua abdicazione, getta la spugna e firma, chiedendo di poter andare in esilio ad Alessandria d'Egitto. «Sarete scortato alla nave oggi stesso», gli risponde freddamente il nuovo sovrano.
    La la radio interrompe le trasmissioni per diffondere il seguente comunicato: «Sua Maestà il Re e Imperatore Vittorio Emanuele Terzo di Savoia ha abdicato questa mattina stessa per motivi di salute a favore del figlio, Sua Maestà il Re e Imperatore Umberto Secondo di Savoia. Subito dopo quest'ultimo ha accettato le dimissioni dalla carica di Capo del Governo, Primo ministro e Segretario di Stato, presentate da Sua Eccellenza il Cavaliere Benito Mussolini, e ha nominato Capo del Governo, Primo ministro e Segretario di Stato, Sua Eccellenza il Cavaliere Maresciallo dell'Aria Italo Balbo».
    Umberto II e sua moglie si affacciano dal balcone del Quirinale davanti a una folla tripudiante, la quale ha intuito che la guerra è rimandata sine die.
    A mezzogiorno si registra una sollevazione armata di camice nere guidate da Alessandro Pavolini, Ministro della Cultura Popolare (il famoso Minculpop) e leader dell'ala filotedesca del Fascismo. Le truppe fedeli a Badoglio stroncano però la sollevazione, e Pavolini si toglie la vita. Il Maresciallo d'Italia ne approfitta per guidare l'esercito nell'occupazione dei punti nevralgici delle principali città italiane e nelle retate dei fascisti che non accettano il "nuovo corso".
    Italo Balbo, che secondo i patti ha assunto la carica e il titolo di Duce, presenta al nuovo Re la lista dei suoi ministri. Galeazzo Ciano è confermato Ministro degli Esteri, Dino Grandi va all'Interno, il Maresciallo Badoglio assume il Ministero della Difesa in vista di possibili ritorsioni da parte di Hitler.

    1940, 26 maggio: per non destare sospetti nei confronti dei tedeschi, Italo Balbo, pronuncia un discorso radiofonico alla nazione, dicendo tra l'altro: « Noi siamo stretti alleati della Nazione Tedesca e del suo leader. L'Italia mantiene fede alla parola data, gelosa custode delle sue millenarie tradizioni… » Intanto Mussolini è trasportato sull'isola di Ventotene: per un tragico scherzo del destino, è il luogo dove egli ha fatto deportare al confino tanti antifascisti. In seguito sarà trasferito all'isola della Maddalena.

    1940, 31 maggio: resosi conto che Italo Balbo sta facendo fortificare il Vallo Littorio, in previsione di un possibile attacco tedesco da quella parte, Hitler comincia a prendere in considerazione piani di invasione dell'Italia, che però non possono essere messi in atto perché infuria la Battaglia d'Inghilterra.

    1940, 10 giugno: Franco decide di rompere gli indugi e di scendere in guerra contro Francia e Regno Unito, allo scopo di "punire" Parigi per l'appoggio dato sottobanco ai Repubblicani e per ricostruire una Spagna imperiale coi bottini di guerra, ora che Hitler sembra vicino alla vittoria. Subito le divisioni spagnole varcano i Pirenei ed avanzano nel Rossiglione e in Aquitania puntando a Perpignano e Bayonne; la stampa francese parla di "pugnalata alle spalle".

    1940, 14-20 giugno: Gibilterra resiste eroicamente all'assedio spagnolo e alla fine è costretta a capitolare, è il primo successo dell'Ejército de Tierra. Le truppe coloniali spagnole sferrano attacchi in Marocco dal Marocco spagnolo, da Sidi Ifni e occupano Tangeri, che è un porto franco.

    1940, 16-22 giugno: mentre la Francia cade e firma la resa, il suo esercito è riuscito a respingere le offensive spagnole da sud, che hanno guadagnato solo pochi km di terreno. La Spagna ottiene l'annessione di Gibilterra, Tangeri, parte del Rossiglione con Perpignano e Bayonne, ottenendo pure Lourdes, luogo sacro cattolico, tra le proteste locali.

    1940, 3 luglio: dato che Marocco e Algeria sono controllati dal governo collaborazionista di Vichy, Franco concentra le sue truppe nel Rio de Oro, attaccando la Mauritania schieratasi con la Francia libera di Charles De Gaulle in esilio a Londra.


    1940, 12 luglio: si diffonde nel paese la notizia della morte di Benito Mussolini. Secondo la propaganda ufficiale si è trattato di un attacco di colite ulcerosa, malattia di cui l'ex Duce soffriva; ma in realtà Mussolini è morto durante un tentativo da parte delle SS tedesche di liberarlo in gran segreto dal rifugio di Campo Imperatore, sul Gran Sasso, nel quale è tenuto prigioniero. Grazie a truppe paracadutate il capitano Otto Skorzeny ha preso il rifugio e liberato l'ex dittatore, ma poi, volendo arrogarsi i meriti dell'impresa, ha preteso a tutti i costi di salire sul leggero apparecchio Fieseler Storch che doveva condurre Mussolini in Germania; ma, pesando egli oltre un quintale, il pilota non è riuscito a decollare e l'aereo si è schiantato sulla montagna. All'ex Duce vengono tributati solenni funerali di Stato, ma egli è tumulato a Predappio, non a Roma, ed inoltre molti di quelli che sono al corrente del vero svolgersi della vicenda commentano cinicamente: «Il crapone ha avuto il fatto suo!».

    1940, 28 agosto: l'Africa Equatoriale Francese passa nelle mani di De Gaulle, che pone il suo quartier generale a Brazzaville. Subito le truppe coloniali francesi assediano la Guinea Spagnola (il Río Muni), ben presto aiutate da contingenti britannici.

    1940, 24 settembre: la Guinea Spagnola è conquistata dai Franco-britannici.

    1940, 27 settembre: la Germania nazista, la Spagna franchista e l'Impero Giapponese firmano il Patto Tripartito.

    1940, 27 ottobre: Franco decide di continuare una "guerra parallela" di conquista e, senza consultare l'alleato tedesco, presenta un ultimatum al Portogallo, intimandogli di consentire alle forze spagnole di occupare i principali porti del paese in funzione anti-britannica. Il dittatore portoghese António de Oliveira Salazar, che pure ha aiutato Franco durante la Guerra Civile, respinge l'ultimatum dichiarando che il suo paese resisterà con tutte le forze. Di conseguenza Franco fa invadere il Portogallo.

    1940, 4 novembre: dopo una prima fase favorevole agli Spagnoli, l'esercito portoghese passa al contrattacco e respinge gli invasori, costringendoli alla ritirata.

    1940, 11 novembre: la Royal Navy britannica lancia il primo attacco dal cielo dalle sue portaerei, distruggendo la flotta spagnola ancorata a Valencia.

    1940, 27 novembre: la Royal Navy e l'Armada Española (la marina militare) si scontrano nella battaglia di Capo Finisterre.

    1940, 9 dicembre: le forze britanniche e della Francia libera, comandate dal generale Archibald Percival Wavell, sfondano le difese spagnole nel Rio de Oro.

    1941, 23 gennaio: i Franco-britannici conquistano Villa Cisneros.

    1941, 1° febbraio: i Franco-britannici raggiungono Boujdour. Resistono poi solo El Aaiún e Villa Bens, mentre Sidi Ifni resiste agli sbarchi alleati.

    1941, 17 febbraio: a sostegno degli Spagnoli arriva nel Rio de Oro il generale tedesco Erwin Rommel a capo delle due divisioni dell'Afrikakorps. Intanto i Britannici foraggiano ampiamente l'esercito portoghese.

    1941, 25 febbraio: Hitler e il Duce Italo Balbo si incontrano a Bolzano, e il Führer torna a chiedere con toni accesi l'intervento dell'Italia in guerra, per soccorrere gli spagnoli in Portogallo e in vista dell'imminente attacco all'URSS. A sorpresa Balbo, che è un politico navigato, si dice disponibile, ma avanza richieste che al dittatore tedesco appaiono eccessive: forniture di cibo, equipaggiamento militare, la Corsica, la Savoia, Nizza, l'Africa Settentrionale Francese. E così, non viene raggiunto alcun accordo: Balbo si limita ad offrire l'utilizzo di alcuni basi marittime alle navi tedesche. Molto probabilmente Balbo ha avanzato apposta richieste che sapeva Hitler avrebbe respinto, per rimanere al di fuori della guerra.

    1941, 28 febbraio: muore Alfonso XIII in esilio a Roma. Il figlio, il conte di Barcellona, Giovanni di Borbone cerca di tornare in madrepatria per arruolarsi nell'esercito ma, di idee troppo liberali, è respinto per ordine del Caudillo.

    1941, 7 marzo: sbarcano corpi di spedizione britannici in Portogallo.

    1941, 18 marzo: la campagna spagnola in Portogallo si trasforma letteralmente in una rotta: le truppe portoghesi penetrano in territorio spagnolo e conquistano porzioni di confine. L'ambasciatore spagnolo in Germania, Ramón Serrano Súñer, è costretto a chiedere l'aiuto tedesco.

    1941, 24 marzo: contrattacco ispano-tedesco guidato da Rommel, che riconquista Boujdour e punta verso Villa Cisneros.

    1941, 29 marzo: battaglia di La Coruña tra la Royal Navy e l'Armada Española, che perde delle navi.

    1941, 1° aprile: ulteriori rinforzi navali tedeschi alla Spagna capovolgono rapidamente la situazione sul fronte lusitano: Lisbona è conquistata, il governo di Salazar fugge a Madeira sotto protezione britannica. Il Regno di Spagna annette il Portogallo, coronando il sogno di riunire la penisola iberica. Intanto le truppe dell'Asse, guidate da Rommel, riconquistano quasi tutto il Rio de Oro.

    1941, 6 aprile: mentre i Tedeschi sono impegnati in Jugoslavia e Grecia, che hanno dovuto occupare per impedire divenissero basi alleate, l'Italia decide di ammassare le sue truppe ai confini jugoslavo e austriaco, dato che ormai è accerchiata dalle forze di occupazione naziste.

    1941, 14 aprile: le forze di Rommel riconquistano Villa Cisneros e si dirigono verso Port-Étienne.

    1941, 21 giugno: inizia l'invasione tedesca dell'URSS (Operazione Barbarossa). Le truppe spagnole, tra cui la División Azul (Divisione Blu, dal nome del colore del partito della Falange), si uniscono a Hitler in quella che sembra una marcia trionfale in territorio russo.

    1941, 13 luglio: a Porto, in Portogallo, avviene la prima rivolta popolare europea contro l'occupazione nazifranchista, repressa nel sangue.

    1941, 1° agosto: il generale Rodolfo Graziani tenta un contro-colpo di stato contro Italo Balbo, ma è sconfitto e ucciso, anche se la propaganda del regime dirà che si è suicidato. Del complotto era al corrente anche Edda Mussolini, figlia dell'ex Duce e moglie di Galeazzo Ciano; Edda è ripudiata (in seguito Ciano, molto ben introdotto in Vaticano, otterrà dalla Sacra Rota l'annullamento del matrimonio) e rinchiusa in carcere.

    1941, 20 novembre - 1942, 28 ottobre: Esposizione Universale di Roma. Anche nota come EUR e voluta precedentemente da Mussolini, l'esposizione è un'ostentazione di potenza dell'Italia fascista come erede della Roma augustea, della sua nuova architettura razionalista e monumentale. Uno dei più grandi progetti in tal senso però, la Mole Littoria, rimane sulla carta.

    1941, 7 dicembre: dopo l'attacco giapponese alle Hawaii, gli USA scendono in guerra e Germania e Spagna dichiarano loro guerra.

    1942, 15 febbraio: l'esercito ispano-tedesco inizia la seconda offensiva in Mauritania, verso il Senegal, che si è schierato con la Francia libera.

    1942, 21 giugno: massima avanzata dell'Asse in Africa occidentale, con l'occupazione di Nouakchott. Franco canta vittoria e spera di entrare trionfalmente a Dakar, progettando un'"Africa Occidentale Spagnola", ma i suoi desideri sono delusi: truppe coloniali alleate giungono in sostegno dei Franco-britannici e Rommel è costretto ad arrestare la sua avanzata.

    1942, 1°-31 luglio: le forze ispano-tedesche si scontrano con quelle Alleate presso Nouakchott. Nonostante le speranze franchiste, l'Asse non riesce a sfondare le linee nemiche ed è ricacciata nel Rio de Oro.

    1942, 23 settembre: battaglia di Port-Étienne. Rommel, sconfitto, ordina il ripiegamento delle truppe superstiti.

    1942, 8-16 novembre: Operazione Torch. Le truppe statunitensi sbarcano in Senegal e in Marocco, conquistando pure le isole Canarie. Come conseguenza la Francia di Vichy è invasa dalla Wehrmacht.

    1942, 20 novembre: battaglia di El Aaiún. Da sud e da nord gli Anglo-franco-americani premono contro il Rio de Oro, che si trova isolato, senza più rifornimenti ed è interamente occupato dall'imponente contrattacco alleato. Ai Britannici si è unito il generale francese Philippe Leclerc de Hauteclocque.

    1942, 26 novembre: esce il celeberrimo film 'Casablanca', uno dei più bei film di tutti i tempi, diretto da Michael Curtiz. Questa in sintesi la trama: durante la Seconda Guerra Mondiale l'espatriato americano Rick Blaine (interpretato da Humphrey Bogart) gestisce un locale a Casablanca, nel Marocco governato da Vichy. Anche se in passato ha contrabbandato armi in favore degli Etiopi durante l'invasione italiana e partecipato a fianco dei Repubblicani nella Guerra Civile Spagnola, egli è ormai un uomo cinico e indifferente alle tragedie mondiali. Il criminale spagnolo Guillermo Ugarte (l'attore Peter Lorre) arriva nel locale di Rick con due lettere di transito rubate, le quali consentirebbero di muoversi liberamente nell'Europa occupata dai Tedeschi; Ugarte prevede di vendere le lettere a un prezzo molto alto al miglior offerente. Tuttavia, prima di riuscire a venderle, Ugarte è arrestato dai poliziotti del capitano Louis Renault (l'attore Claude Rains) che vuole fare colpo sui superiori con la propria efficienza, ma a sua insaputa prima di essere arrestato Ugarte ha affidato i documenti a Rick. Il giorno dopo giunge a Casablanca Ilsa Lund (una profuga norvegese interpretata da Ingrid Bergman, con cui Rick ha avuto una storia d'amore a Parigi nei giorni dell'occupazione hitleriana) col marito Victor Laszlo (Paul Henreid), uno dei leader della Resistenza cecoslovacca, internato in un campo di concentramento e ricercato pure in Spagna e in Italia perché antifascista. Laszlo e Ilsa hanno bisogno delle lettere di transito per fuggire da Dakar in America e proseguire la loro lotta al nazismo, ma Rick non vuole consegnargliele, perché l'americano vorrebbe trattenere la donna con sé a Casablanca. Il suo comportamento cambia quando Laszlo insiste con lui perché Ilsa e Rick partano insieme: il partigiano è disposto a perdere la propria donna, pur di saperla al sicuro all'estero. Colpito dal sacrificio di Laszlo, Rick decide di tentare il doppio gioco: promette al capitano Renault di consegnargli Laszlo quando gli darà le lettere nel proprio locale. In realtà Blaine, al momento della consegna, punta la pistola contro Renault e lo costringe ad accompagnare lui, Laszlo e Ilsa all'aeroporto, dopo aver fatto una telefonata per garantirsi libero passaggio. Il capitano finge di telefonare all'aeroporto, avvisando invece il maggiore Strasser, della Gestapo, che è in Marocco sulle tracce di Laszlo. Questi si precipita all'aeroporto per bloccare i fuggitivi, ma viene ucciso da Rick. Dopo una memorabile scena di addio tra la Bergman e Bogart, l'aereo di Ilsa e Laszlo parte indisturbato verso il Senegal, e all'arrivo dei gendarmi Renault, stanco della propria collaborazione con i nazisti, copre Rick, salvandogli la vita. Decidono poi di partire insieme verso Brazzaville, il quartier generale della Francia libera.

    1943, 14 gennaio: Conferenza di Casablanca. Il presidente USA Franklyn Delano Roosevelt e il primo ministro britannico Winston Churchill decidono l'apertura del fronte europeo contro Hitler a partire dalla penisola iberica, "il ventre molle dell'Asse", per favorire la caduta del franchismo.

    1943, 23 gennaio: gli Alleati dopo aver liberato il Rio de Oro, conquistano Sidi Ifni e proseguono verso nord, raggiungendo il Marocco spagnolo. Quasi tutti i soldati spagnoli e dell'Afrikakorps sono fatti prigionieri.

    1943, 1° marzo: un'ondata di scioperi investe la Spagna, sotto la direzione di militanti antifranchisti reduci della Guerra Civile che si riorganizzano, mentre ex combattenti repubblicani, comunisti e anarchici rientrano clandestinamente dalla Francia , dov'è attiva la Resistenza, o escono allo scoperto: la crisi economica dovuta alla guerra che si trascina praticamente dal 1936 ha messo in crisi il sistema produttivo nazionale. Il regime reprime le proteste nel sangue.

    1943, 15 marzo: il Marocco spagnolo si arrende al generale francese Philippe Leclerc de Hauteclocque, che conquista Tangeri, Ceuta e Melilla.

    1943, 12 maggio: scatta l'Operazione Corkscrew: le forze anglo-americane conquistano l'isola di Minorca, nelle Baleari. Inizia la liberazione del continente europeo.

    1943, 8 luglio: la Settima Armata Americana, comandata dal generale George Smith Patton, sbarca a Palma de Maiorca.

    1943, 10 luglio: l'Ottava Armata Britannica, comandata dal generale Bernard Montgomery, sbarca ad Algeciras, mettendo piede per la prima volta sul territorio metropolitano spagnolo.

    1943, 19 luglio: Madrid viene bombardata dagli Alleati per la prima volta.

    1943, 25 luglio: golpe militare promosso da José Enrique Varela e Gonzalo Queipo de Llano, generali dell'esercito, contro Franco, accusato di incapacità nella gestione della guerra. Il Caudillo è arrestato e rinchiuso nella piazzaforte di Jaca, sui Pirenei. Varela, che è sempre stato contrario all'ingresso della Spagna nel conflitto, rassicura Hitler circa la continuazione della guerra al suo fianco, ma comincia a prendere segretamente accordi con gli Alleati in vista di una pace separata. Scettico circa le rassicurazioni spagnole, Hitler sposta truppe verso la penisola iberica.

    1943, 17 agosto: la Settima Armata Americana raggiunge Cadice, Malaga e Siviglia, avanzando verso il cuore dell'Andalusia. La popolazione accoglie gli Alleati come liberatori.

    1943, 3 settembre: il governo Varela firma segretamente con gli Alleati l'armistizio di Huelva. Gli accordi prevedono che esso resti segreto finché gli Anglo-americani non saranno in grado di occupare tutti i porti del paese.

    1943, 8 settembre: gli Alleati annunciano l'armistizio con la Spagna. I nazisti reagiscono malissimo alla pace separata, Varela e i generali golpisti fuggono da Madrid e riparano a Siviglia, sotto protezione alleata; l'esercito spagnolo, privo di ordini, sbanda e il paese piomba nell'anarchia. L'Armada Española si consegna agli Alleati a Maiorca. Il generale tedesco Albert Kesselring occupa immediatamente Madrid e si proclama governatore militare della capitale. Il socialista Francisco Largo Caballero, detto il "Lenin spagnolo", e il repubblicano Juan Negrín rientrano dall'esilio e organizzano il Comité de Liberación Nacional (CLN, Comitato di Liberazione Nazionale) allo scopo di scacciare gli occupanti nazisti e per questo decidono temporaneamente di collaborare col governo militare Varela. Ha inizio ufficialmente la Resistenza partigiana in Spagna, molti reduci spagnoli si uniscono ai connazionali partigiani e a quelli portoghesi.
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