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Discussione: Italia e Spagna scambiate

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    Predefinito Italia e Spagna scambiate

    1939, 28 marzo: i Falangisti prendono Madrid, ha fine la Guerra Civile Spagnola. Il governo repubblicano fugge in esilio in Francia e poi in Messico, Francisco Franco restaura nominalmente la monarchia ma si autonomina Luogotenente del Regno, governando da autocrate.


    1939, 1° settembre: Hitler, che ha già conquistato Austria e Cecoslovacchia, invade anche la Polonia dopo aver stretto un patto di non aggressione con l'URSS di Stalin. Immediatamente Francia e Regno Unito dichiarano guerra alla Germania: è l'inizio del peggior conflitto di tutti i tempi, la Seconda Guerra Mondiale. L'Italia di Mussolini e la Spagna di Franco per ora dichiarano la loro non belligeranza, nonostante il Patto d'Acciaio stretto con il dittatore tedesco.


    1939, 28 dicembre: Papa Pio XII si reca in visita al Quirinale dal Re Imperatore Vittorio Emanuele III, e gli chiede di premere sul Duce affinché mantenga la neutralità italiana, ma il Re risponde che il Comandante in Capo delle Forze Armate Italiane è Mussolini, e la scelta spetta a lui. Allora Giovanni Battista Montini, Segretario di Stato Vaticano, prende contatti con la Principessa di Piemonte Maria José, che notoriamente non nutre grandi simpatie per i Fascisti, ed anzi è in contatto con molti intellettuali invisi al regime.


    1940, 31 gennaio: Maria José, Umberto di Savoia e Italo Balbo si incontrano a Tripoli: i due reali sono spesso ospiti del Quadrumviro della Marcia su Roma. Nel colloquio riservato si parla di come evitare il coinvolgimento dell'Italia nel conflitto, che Balbo giudica disastroso, in quanto le colonie nel Corno d'Africa andrebbero immediatamente perdute, vista l'impossibilità di rifornirle, dato che gli inglesi controllano Gibilterra e Suez. Maria José propone di formare una "fronda" interna al Regime di gerarchi non filonazisti, con i quali concertare un piano dì azione.


    1940, 26 febbraio: come promesso, Maria José, definita giustamente da alcuni "l'unico vero uomo in Casa Savoia", prende contatti con Galeazzo Ciano, con l'ambasciatore d'Italia in Germania Bernardo Attolico e con l'ex ambasciatore a Londra Dino Grandi, rimosso proprio per ordine di Hitler perché giudicato troppo filobritannico. I tre inizialmente nicchiano, ma poi si convincono ad agire per evitare che Mussolini scenda in guerra accanto al dittatore tedesco, precipitando l'Italia nell'abisso.


    1940, 15 marzo: Galeazzo Ciano e Bernardo Attolico ottengono un colloquio con Mussolini, nel quale gli propongono addirittura di denunciare il Patto d'Acciaio, dato che Hitler ha trattato gli italiani « da servi e non da alleati». «Ci hanno sempre ingannato», avrebbe detto Ciano al suocero: «Stracciate il patto, Duce, gettatelo in faccia a Hitler e l'Europa riconoscerà in voi il capo naturale della crociata antigermanica!» Mussolini tuttavia si mostra freddo, afferma che non esiste alcuna potenza militare al mondo in grado di opporsi alla Germania di Hitler, e che quindi conviene onorare i trattati e scendere in guerra al suo fianco; ed inoltre aggiunge: « Ho bisogno di mille morti da gettare sul tavolo della pace!» Poco dopo Attolico è destituito da ambasciatore in Germania e sostituito con Dino Alfieri, più filonazista. Dopo che il suo tentativo si è risolto in un buco nell'acqua, Ciano si convince che l'unica possibilità per evitare all'Italia di avere ben più di mille morti nel conflitto, è quello di silurare Mussolini; stessa conclusione a cui erano giunti Balbo e i Principi di Piemonte. Però Attolico, diplomatico esperto, anziano ma energico, scaltro e attento anche alla politica interna, suggerisce che non basta liquidare il Duce: occorre anche un cambio al vertice del Regno, in modo che la popolazione italiana e gli Alleati contro Hitler percepiscano che il vento a Roma è cambiato.


    1940, 20 maggio: Benito Mussolini, vista la travolgente avanzata di Hitler in Danimarca, Norvegia, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Francia, ordina di allertare le forze armate e di preparare le dichiarazioni di guerra da consegnare agli ambasciatori di Francia e Regno Unito. A questo punto avviene il colpo di scena: Galeazzo Ciano e Italo Balbo domandano che, per prendere una decisione di tale portata, sia riunito il Gran Consiglio del Fascismo, organo che da molto tempo non si riunisce più. Mussolini, ignaro del complotto che si sta tramando ai suoi danni, reagisce con stizza ma poi accetta la convocazione, sicuro che esso si limiterà a ratificare i suoi ordini, come ha sempre fatto. A dir la verità Achille Starace, ex segretario del PNF, ha cercato di mettere in guardia Mussolini su un possibile putsch ai suoi danni, ma il dittatore lo ha trattato da idiota, come del resto ha sempre fatto, allontanandolo da sé.


    1940, 24 maggio: si riunisce a Palazzo Venezia il Gran Consiglio del Fascismo. A sorpresa Dino Grandi propone un Ordine del Giorno il quale prevede la restituzione al Re Vittorio Emanuele III del ruolo di Comandante in Capo dell'Esercito, in vista della Guerra a fianco della Germania, perché "nessuno come il Re Soldato può ricoprire quel ruolo agli occhi della Nazione". Mussolini si rende conto che quell'ordine del giorno equivale ad una sua destituzione, e reagisce con durezza, ma si accorge che molti dei presenti sono d'accordo con l'"eretico" Grandi. Allibito, e pallido di rabbia, è costretto a mettere ai voti la mozione. L'Ordine del Giorno Grandi passa con 19 voti a favore: quelli di Italo Balbo, Dino Grandi, Giuseppe Bottai, Luigi Federzoni, Galeazzo Ciano, Cesare Maria De Vecchi, Alfredo De Marsico, Umberto Albini, Giacomo Acerbo, Dino Alfieri, Giovanni Marinelli, Carluccio Pareschi, Emilio De Bono, Edmondo Rossoni, Giuseppe Bastianini, Annio Bignardi, Alberto De Stefani, Luciano Gottardi e Giovanni Balella;. Invece votano contro Achille Starace, Carlo Scorza, Roberto Farinacci, Guido Buffarini-Guidi, Enzo Galbiati, Carlo Alberto Biggini, Gaetano Polverelli, Antonino Tringali Casanova ed Ettore Frattari. "Il vostro è un colpo di stato!" reagisce Mussolini; ma, appena esce da Palazzo Venezia, alcuni carabinieri fedeli a Giuseppe Bottai lo prendono in custodia con la scusa di "proteggerlo" da qualche iniziativa frondista e lo portano in una caserma, guardato a vista. Intanto altri carabinieri fanno irruzione a Palazzo Venezia ed arrestano tutti coloro che hanno votato l'Ordine del Giorno Grandi.


    1940, 25 maggio: Umberto di Savoia e sua moglie Maria José, accompagnati dal Ministro della Real Casa Pietro Acquarone, si presentano al re Vittorio Emanuele III, chiedendogli di firmare l'atto di abdicazione. «Tu sarai Re, ma solo quando io sarò morto!» il sovrano risponde al figlio a muso duro. «È tutto merito di questa belga intrigante, vero?» «È tutta colpa delle leggi inique che voi avete firmato, e della guerra che volevate scatenare per compiacere Mussolini», gli ribatte la nuora. Il Re fa resistenza, e manda a chiamare il Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio; ma, quando scopre che anche lui caldeggia la sua abdicazione, getta la spugna e firma, chiedendo di poter andare in esilio ad Alessandria d'Egitto. «Sarete scortato alla nave oggi stesso», gli risponde freddamente il nuovo sovrano. La radio interrompe le trasmissioni per diffondere il seguente comunicato: «Sua Maestà il Re e Imperatore Vittorio Emanuele Terzo di Savoia ha abdicato questa mattina stessa per motivi di salute a favore del figlio, Sua Maestà il Re e Imperatore Umberto Secondo di Savoia. Subito dopo quest'ultimo ha accettato le dimissioni dalla carica di Capo del Governo, Primo ministro e Segretario di Stato, presentate da Sua Eccellenza il Cavaliere Benito Mussolini, e ha nominato Capo del Governo, Primo ministro e Segretario di Stato, Sua Eccellenza il Cavaliere Maresciallo dell'Aria Italo Balbo».
    Umberto II e sua moglie si affacciano dal balcone del Quirinale davanti a una folla tripudiante, la quale ha intuito che la guerra è rimandata sine die.
    A mezzogiorno si registra una sollevazione armata di camice nere guidate da Alessandro Pavolini, Ministro della Cultura Popolare (il famoso Minculpop) e leader dell'ala filotedesca del Fascismo. Le truppe fedeli a Badoglio stroncano però la sollevazione, e Pavolini si toglie la vita. Il Maresciallo d'Italia ne approfitta per guidare l'esercito nell'occupazione dei punti nevralgici delle principali città italiane e nelle retate dei fascisti che non accettano il "nuovo corso".
    Italo Balbo, che secondo i patti ha assunto la carica e il titolo di Duce, presenta al nuovo Re Imperatore la lista dei suoi ministri. Galeazzo Ciano è confermato Ministro degli Esteri, Dino Grandi va all'Interno, il Maresciallo Badoglio assume il Ministero della Difesa in vista di possibili ritorsioni da parte di Hitler.


    1940, 26 maggio: per non destare sospetti nei confronti dei tedeschi, Italo Balbo, pronuncia un discorso radiofonico alla nazione, dicendo tra l'altro: « Noi siamo stretti alleati della Nazione Tedesca e del suo leader. L'Italia mantiene fede alla parola data, gelosa custode delle sue millenarie tradizioni… » Intanto Mussolini è trasportato sull'isola di Ventotene: per un tragico scherzo del destino, è il luogo dove egli ha fatto deportare al confino tanti antifascisti. In seguito sarà trasferito all'isola della Maddalena.


    1940, 31 maggio: resosi conto che Italo Balbo sta facendo fortificare il Vallo Littorio, in previsione di un possibile attacco tedesco da quella parte, Hitler comincia a prendere in considerazione piani di invasione dell'Italia, che però non possono essere messi in atto perché infuria la Battaglia d'Inghilterra.


    1940, 10 giugno: Franco decide di rompere gli indugi e di scendere in guerra contro Francia e Regno Unito, allo scopo di "punire" Parigi per l'appoggio dato sottobanco ai Repubblicani e per ricostruire una Spagna imperiale coi bottini di guerra, ora che Hitler sembra vicino alla vittoria. Subito le divisioni spagnole varcano i Pirenei ed avanzano nel Rossiglione e in Aquitania puntando a Perpignano e Bayonne; la stampa francese parla di "pugnalata alle spalle".


    1940, 14-20 giugno: Gibilterra resiste eroicamente all'assedio spagnolo e alla fine è costretta a capitolare, è il primo successo dell'Ejército de Tierra. Le truppe coloniali spagnole sferrano attacchi in Marocco dal Marocco spagnolo, da Sidi Ifni e occupano Tangeri, che è un porto franco.


    1940, 16-22 giugno: mentre la Francia cade e firma la resa, il suo esercito è riuscito a respingere le offensive spagnole da sud, che hanno guadagnato solo pochi km di terreno. Dopo l'occupazione della Rocca di Gibilterra, la Spagna ottiene l'annessione di Tangeri, parte del Rossiglione con Perpignano e Bayonne, ottenendo pure Lourdes, luogo sacro cattolico, tra le proteste locali.


    1940, 3 luglio: dato che Marocco e Algeria sono controllati dal governo collaborazionista di Vichy, Franco concentra le sue truppe nel Rio de Oro, attaccando la Mauritania schieratasi con la Francia libera di Charles De Gaulle in esilio a Londra.


    1940, 12 luglio: si diffonde nel paese la notizia della morte di Benito Mussolini. Secondo la propaganda ufficiale si è trattato di un attacco di colite ulcerosa, malattia di cui l'ex Duce soffriva; ma in realtà Mussolini è morto durante un tentativo da parte delle SS tedesche di liberarlo in gran segreto dal rifugio di Campo Imperatore, sul Gran Sasso, nel quale è tenuto prigioniero. Grazie a truppe paracadutate il capitano Otto Skorzeny ha preso il rifugio e liberato l'ex dittatore, ma poi, volendo arrogarsi i meriti dell'impresa, ha preteso a tutti i costi di salire sul leggero apparecchio Fieseler Storch che doveva condurre Mussolini in Germania; ma, pesando egli oltre un quintale, il pilota non è riuscito a decollare e l'aereo si è schiantato sulla montagna. All'ex Duce vengono tributati solenni funerali di Stato, ma egli è tumulato a Predappio, non a Roma, ed inoltre molti di quelli che sono al corrente del vero svolgersi della vicenda commentano cinicamente: «Il crapone ha avuto il fatto suo!».


    1940, 28 agosto: l'Africa Equatoriale Francese passa nelle mani di De Gaulle, che pone il suo quartier generale a Brazzaville. Subito le truppe coloniali francesi assediano la Guinea Spagnola (il Río Muni), ben presto aiutate da contingenti britannici.


    1940, 24 settembre: la Guinea Spagnola è conquistata dai Franco-britannici.


    1940, 27 settembre: la Germania nazista, la Spagna franchista e l'Impero Giapponese firmano il Patto Tripartito.


    1940, 27 ottobre: Franco decide di continuare una "guerra parallela" di conquista e, senza consultare l'alleato tedesco, presenta un ultimatum al Portogallo, intimandogli di consentire alle forze spagnole di occupare i principali porti del paese in funzione anti-britannica. Il dittatore portoghese António de Oliveira Salazar, che pure ha aiutato Franco durante la Guerra Civile, respinge l'ultimatum dichiarando che il suo paese resisterà con tutte le forze. Di conseguenza Franco fa invadere il Portogallo.


    1940, 4 novembre: dopo una prima fase favorevole agli Spagnoli, l'esercito portoghese passa al contrattacco e respinge gli invasori, costringendoli alla ritirata.


    1940, 11 novembre: la Royal Navy britannica lancia il primo attacco dal cielo dalle sue portaerei, distruggendo la flotta spagnola ancorata a Valencia.


    1940, 27 novembre: la Royal Navy e l'Armada Española (la marina militare) si scontrano nella battaglia di Capo Finisterre.


    1940, 9 dicembre: le forze britanniche e della Francia libera, comandate dal generale Archibald Percival Wavell, sfondano le difese spagnole nel Rio de Oro.


    1941, 23 gennaio: i Franco-britannici conquistano Villa Cisneros.


    1941, 1° febbraio: i Franco-britannici raggiungono Boujdour. Resistono poi solo El Aaiún e Villa Bens, mentre Sidi Ifni resiste agli sbarchi alleati.


    1941, 17 febbraio: a sostegno degli Spagnoli arriva nel Rio de Oro il generale tedesco Erwin Rommel a capo delle due divisioni dell'Afrikakorps. Intanto i Britannici foraggiano ampiamente l'esercito portoghese.


    1941, 25 febbraio: Hitler e il Duce Italo Balbo si incontrano a Bolzano, e il Führer torna a chiedere con toni accesi l'intervento dell'Italia in guerra, per soccorrere Franco in Portogallo e in vista dell'imminente attacco all'URSS. A sorpresa Balbo, che è un politico navigato, si dice disponibile, ma avanza richieste che al dittatore tedesco appaiono eccessive: forniture di cibo, equipaggiamento militare, la Corsica, la Savoia, Nizza, l'Africa Settentrionale Francese. E così, non viene raggiunto alcun accordo: Balbo si limita ad offrire l'utilizzo di alcuni basi marittime alle navi tedesche. Molto probabilmente Balbo ha avanzato apposta richieste che sapeva Hitler avrebbe respinto, per rimanere al di fuori della guerra.


    1941, 28 febbraio: muore Alfonso XIII in esilio a Roma. Il figlio, il conte di Barcellona, Giovanni di Borbone cerca di tornare in madrepatria per arruolarsi nell'esercito ma, di idee troppo liberali, è respinto per ordine del Caudillo.


    1941, 7 marzo: sbarcano corpi di spedizione britannici in Portogallo.


    1941, 18 marzo: la campagna spagnola in Portogallo si trasforma letteralmente in una rotta: le truppe portoghesi penetrano in territorio spagnolo e conquistano porzioni di confine. L'ambasciatore spagnolo in Germania, Ramón Serrano Súñer, è costretto a chiedere l'aiuto tedesco.


    1941, 24 marzo: contrattacco ispano-tedesco guidato da Rommel, che riconquista Boujdour e punta verso Villa Cisneros.


    1941, 29 marzo: battaglia di La Coruña tra la Royal Navy e l'Armada Española, che perde delle navi.


    1941, 1° aprile: ulteriori rinforzi navali tedeschi alla Spagna capovolgono rapidamente la situazione sul fronte lusitano: Lisbona è conquistata, il governo di Salazar fugge a Madeira sotto protezione britannica. Il Regno di Spagna annette il Portogallo, coronando il sogno di riunire la penisola iberica. Intanto le truppe dell'Asse, guidate da Rommel, riconquistano quasi tutto il Rio de Oro.


    1941, 6 aprile: mentre i Tedeschi sono impegnati in Jugoslavia e Grecia, che hanno dovuto occupare per impedire divenissero basi alleate, l'Italia decide di ammassare le sue truppe ai confini jugoslavo e austriaco, dato che ormai è accerchiata dalle forze di occupazione naziste.


    1941, 14 aprile: le forze di Rommel riconquistano Villa Cisneros e si dirigono verso Port-Étienne.


    1941, 21 giugno: inizia l'invasione tedesca dell'URSS (Operazione Barbarossa). Le truppe spagnole, tra cui la División Azul (Divisione Blu, dal nome del colore del partito della Falange), si uniscono a Hitler in quella che sembra una marcia trionfale in territorio russo.


    1941, 13 luglio: a Porto, in Portogallo, avviene la prima rivolta popolare europea contro l'occupazione nazifranchista, repressa nel sangue.


    1941, 1° agosto: il generale Rodolfo Graziani tenta un contro-colpo di stato contro Italo Balbo, ma è sconfitto e ucciso, anche se la propaganda del regime dirà che si è suicidato. Del complotto era al corrente anche Edda Mussolini, figlia dell'ex Duce e moglie di Galeazzo Ciano; Edda è ripudiata (in seguito Ciano, molto ben introdotto in Vaticano, otterrà dalla Sacra Rota l'annullamento del matrimonio) e rinchiusa in carcere.


    1941, 20 novembre - 1942, 28 ottobre: Esposizione Universale di Roma. Anche nota come EUR e voluta precedentemente da Mussolini, l'esposizione è un'ostentazione di potenza dell'Italia fascista come erede della Roma augustea, della sua nuova architettura razionalista e monumentale. Uno dei più grandi progetti in tal senso però, la Mole Littoria, rimane sulla carta.


    1941, 7 dicembre: dopo l'attacco giapponese alle Hawaii, gli USA scendono in guerra e Germania e Spagna dichiarano loro guerra.


    1942, 15 febbraio: l'esercito ispano-tedesco inizia la seconda offensiva in Mauritania, verso il Senegal, che si è schierato con la Francia libera.


    1942, 21 giugno: massima avanzata dell'Asse in Africa occidentale, con l'occupazione di Nouakchott. Franco canta vittoria e spera di entrare trionfalmente a Dakar, progettando un'"Africa Occidentale Spagnola", ma i suoi desideri sono delusi: truppe coloniali alleate giungono in sostegno dei Franco-britannici e Rommel è costretto ad arrestare la sua avanzata.


    1942, 1°-31 luglio: le forze ispano-tedesche si scontrano con quelle Alleate presso Nouakchott. Nonostante le speranze franchiste, l'Asse non riesce a sfondare le linee nemiche ed è ricacciata nel Rio de Oro.


    1942, 23 settembre: battaglia di Port-Étienne. Rommel, sconfitto, ordina il ripiegamento delle truppe superstiti.


    1942, 8-16 novembre: Operazione Torch. Le truppe statunitensi sbarcano in Senegal e in Marocco, conquistando pure le isole Canarie. Come conseguenza la Francia di Vichy è invasa dalla Wehrmacht e dall'esercito spagnolo.


    1942, 20 novembre: battaglia di El Aaiún. Da sud e da nord gli Anglo-franco-americani premono contro il Rio de Oro, che si trova isolato, senza più rifornimenti ed è interamente occupato dall'imponente contrattacco alleato. Ai Britannici si è unito il generale francese Philippe Leclerc de Hauteclocque.


    1942, 26 novembre: esce il celeberrimo film Casablanca, uno dei più bei film di tutti i tempi, diretto da Michael Curtiz. Questa in sintesi la trama: durante la Seconda Guerra Mondiale l'espatriato americano Rick Blaine (interpretato da Humphrey Bogart) gestisce un locale a Casablanca, nel Marocco governato da Vichy. Anche se in passato ha contrabbandato armi in favore degli Etiopi durante l'invasione italiana e partecipato a fianco dei Repubblicani nella Guerra Civile Spagnola, egli è ormai un uomo cinico e indifferente alle tragedie mondiali. Il criminale spagnolo Guillermo Ugarte (l'attore Peter Lorre) arriva nel locale di Rick con due lettere di transito rubate, le quali consentirebbero di muoversi liberamente nell'Europa occupata dai Tedeschi; Ugarte prevede di vendere le lettere a un prezzo molto alto al miglior offerente. Tuttavia, prima di riuscire a venderle, Ugarte è arrestato dai poliziotti del capitano Louis Renault (l'attore Claude Rains) che vuole fare colpo sui superiori con la propria efficienza, ma a sua insaputa prima di essere arrestato Ugarte ha affidato i documenti a Rick. Il giorno dopo giunge a Casablanca Ilsa Lund (una profuga norvegese interpretata da Ingrid Bergman, con cui Rick ha avuto una storia d'amore a Parigi nei giorni dell'occupazione hitleriana) col marito Victor Laszlo (Paul Henreid), uno dei leader della Resistenza cecoslovacca, internato in un campo di concentramento e ricercato pure in Spagna e in Italia perché antifascista. Laszlo e Ilsa hanno bisogno delle lettere di transito per fuggire da Dakar in America e proseguire la loro lotta al nazismo, ma Rick non vuole consegnargliele, perché l'americano vorrebbe trattenere la donna con sé a Casablanca. Il suo comportamento cambia quando Laszlo insiste con lui perché Ilsa e Rick partano insieme: il partigiano è disposto a perdere la propria donna, pur di saperla al sicuro all'estero. Colpito dal sacrificio di Laszlo, Rick decide di tentare il doppio gioco: promette al capitano Renault di consegnargli Laszlo quando gli darà le lettere nel proprio locale. In realtà Blaine, al momento della consegna, punta la pistola contro Renault e lo costringe ad accompagnare lui, Laszlo e Ilsa all'aeroporto, dopo aver fatto una telefonata per garantirsi libero passaggio. Il capitano finge di telefonare all'aeroporto, avvisando invece il maggiore Strasser, della Gestapo, che è in Marocco sulle tracce di Laszlo. Questi si precipita all'aeroporto per bloccare i fuggitivi, ma viene ucciso da Rick. Dopo una memorabile scena di addio tra la Bergman e Bogart, l'aereo di Ilsa e Laszlo parte indisturbato verso il Senegal, e all'arrivo dei gendarmi Renault, stanco della propria collaborazione con i nazisti, copre Rick, salvandogli la vita. Decidono poi di partire insieme verso Brazzaville, il quartier generale della Francia libera.


    1943, 14 gennaio: Conferenza di Casablanca. Il presidente USA Franklin Delano Roosevelt e il primo ministro britannico Winston Churchill decidono l'apertura del fronte europeo contro Hitler a partire dalla penisola iberica, "il ventre molle dell'Asse", per favorire la caduta del franchismo.


    1943, 23 gennaio: gli Alleati dopo aver liberato il Rio de Oro, conquistano Sidi Ifni e proseguono verso nord, raggiungendo il Marocco spagnolo. Quasi tutti i soldati spagnoli e dell'Afrikakorps sono fatti prigionieri.


    1943, 1° marzo: un'ondata di scioperi investe la Spagna, sotto la direzione di militanti antifranchisti reduci della Guerra Civile che si riorganizzano, mentre ex combattenti repubblicani, comunisti e anarchici rientrano clandestinamente dalla Francia (e dal Messico) , dov'è attiva la Resistenza, o escono allo scoperto: la crisi economica dovuta alla guerra che si trascina praticamente dal 1936 ha messo in crisi il sistema produttivo nazionale. Il regime reprime le proteste nel sangue.


    1943, 15 marzo: il Marocco spagnolo si arrende al generale francese Philippe Leclerc de Hauteclocque, che conquista Tangeri, Ceuta e Melilla.


    1943, 12 maggio: scatta l'Operazione Corkscrew: le forze anglo-americane conquistano l'isola di Minorca, nelle Baleari. Inizia la liberazione del continente europeo.


    1943, 8 luglio: la Settima Armata Americana, comandata dal generale George Smith Patton, sbarca a Palma de Maiorca.


    1943, 10 luglio: l'Ottava Armata Britannica, comandata dal generale Bernard Montgomery, sbarca ad Algeciras, mettendo piede per la prima volta sul territorio metropolitano spagnolo.


    1943, 19 luglio: Madrid viene bombardata dagli Alleati per la prima volta.


    1943, 25 luglio: golpe militare promosso da José Enrique Varela e Gonzalo Queipo de Llano, generali dell'esercito, contro Franco, accusato di incapacità nella gestione della guerra. Il Caudillo è arrestato e rinchiuso nella piazzaforte di Jaca, sui Pirenei. Varela, che è sempre stato contrario all'ingresso della Spagna nel conflitto, rassicura Hitler circa la continuazione della guerra al suo fianco, ma comincia a prendere segretamente accordi con gli Alleati in vista di una pace separata. Scettico circa le rassicurazioni spagnole, Hitler sposta truppe verso la penisola iberica.


    1943, 17 agosto: la Settima Armata Americana raggiunge Cadice, Malaga e Siviglia, avanzando verso il cuore dell'Andalusia. La popolazione accoglie gli Alleati come liberatori.


    1943, 3 settembre: il governo Varela firma segretamente con gli Alleati l'armistizio di Huelva. Gli accordi prevedono che esso resti segreto finché gli Anglo-americani non saranno in grado di occupare tutti i porti del paese.


    1943, 8 settembre: gli Alleati annunciano l'armistizio con la Spagna. I nazisti reagiscono malissimo alla pace separata, Varela e i generali golpisti fuggono da Madrid e riparano a Siviglia, sotto protezione alleata; l'esercito spagnolo, privo di ordini, sbanda e il paese piomba nell'anarchia. L'Armada Española si consegna agli Alleati a Maiorca. Il generale tedesco Albert Kesselring occupa immediatamente Madrid e si proclama governatore militare della capitale. Il socialista Francisco Largo Caballero, detto il "Lenin spagnolo", e il repubblicano Juan Negrín rientrano dall'esilio e organizzano il Comité de Liberación Nacional (CLN, Comitato di Liberazione Nazionale) allo scopo di scacciare gli occupanti nazisti e per questo decidono temporaneamente di collaborare col governo militare Varela. Ha inizio ufficialmente la Resistenza partigiana in Spagna, molti reduci spagnoli si uniscono ai connazionali partigiani e a quelli portoghesi.
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    Predefinito Re: Italia e Spagna scambiate

    1943, 12 settembre: Operazione Quercia. Un commando di paracadutisti tedeschi libera Francisco Franco, detenuto sui Pirenei, lo porta prima nella Francia di Vichy e poi a Berlino.


    1943, 23 settembre: Hitler impone a Francisco Franco di tornare in Spagna e di mettersi a capo di un governo fantoccio e collaborazionista, in contrapposizione a quello di Varela. Siccome quest'ultimo si è insediato a Siviglia sotto protezione alleata e Madrid è occupata dai nazisti, Franco pone la sede del suo governo a Ferrol, sua città natale, posta in uno dei fiordi della Galizia. Anche se il suo nome ufficiale è 'Regno Nazionale di Spagna', tutti lo ricorderanno come il Regno di Ferrol, che è la continuazione del regime franchista. Stavolta il Caudillo invita Giacomo Enrico di Borbone a cingerne la corona, ma questi rifiuta.


    1943, 13 ottobre: il governo Varela dichiara guerra alla Germania nazista, ottenendo lo status di "cobelligerante" a fianco degli Alleati.


    1943, 16 ottobre: Kesselring ordina la deportazione degli Ebrei iberici, cui Franco si era sempre opposto, non avendo mai promulgato leggi antisemite.


    1943, 2 novembre: le truppe alleate in Spagna raggiungono Cartagena, mentre nel sud del Portogallo liberano Faro.


    1943, 24 dicembre: Balbo abroga ufficialmente le leggi razziali in Italia, ormai puramente formali. Molti ebrei europei si rifugeranno proprio nello Stivale.


    1944, 3 gennaio: arriva dall'Africa settentrionale un corpo di spedizione francese agli ordini del generale Alphonse Juin.


    1944, 17 gennaio: le forze britanniche raggiungono Valencia, ma non riescono a superare la Sierra Morena perché i Tedeschi hanno fortificato la Linea Gustav che passa su di essa a difesa della capitale. Le forze naziste faticano a controllare il troppo vasto territorio iberico.


    1944, 22 gennaio: gli Alleati lanciano l'Operazione Shingle, uno sbarco a Tarragona che però è respinto dai Tedeschi.


    1944, 15 febbraio: credendo erroneamente che vi si nascondano armi e truppe naziste, dopo aver avvisato la popolazione mediante volantinaggio dagli aerei, gli Americani radono al suolo l'Alcazaba, l'antica fortezza che domina la città di Badajoz, di cui è il simbolo.


    1944, 12 marzo: si costituisce ufficialmente il Comitê de Libertação Nacional portoghese. Lealisti di Salazar, partigiani comunisti, socialisti e cattolici si uniscono provvisoriamente per fronteggiare l'occupante nazista.


    1944, 24 marzo: a Madrid 33 soldati tedeschi sono uccisi in un attentato in Calle de Juanelo. Come rappresaglia Kesserling ordina di eliminare dieci spagnoli per ogni tedesco ucciso. Per errore ne vengono uccisi cinque in più; alla fine vengono trucidati in 335.


    1944, 27 marzo: svolta di Cadice. Dolores Ibárruri detta "la Pasionaria", segretaria del Partito Comunista, propone alle forze antifranchiste più intransigenti di cooperare con il governo Varela, dando vita ad un esecutivo di unità nazionale allo scopo di fronteggiare l'occupazione tedesca; lo status istituzionale della Spagna sarà deciso dopo la Liberazione.


    1944, 10 aprile: le truppe tedesche edificano la Linea Carlomagno, che intende proteggere Galizia, Castiglia del Nord, Asturie, Paesi Baschi, Navarra, Catalogna del Nord e Pirenei dall'assalto angloamericano. Questa è l'ultima trincea dei nazifranchisti in Spagna.


    1944, 18 maggio: battaglia di Albacete. I Tedeschi evacuano le proprie posizioni e arretrano verso Madrid.


    1944, 4 giugno: Madrid viene liberata dagli Alleati. L'avvenimento sarà ritratto in un celebre dipinto di Picasso.


    1944, 12 giugno: anche Lisbona è liberata.


    1944, 3 luglio: le truppe americane entrano a Valladolid.


    1944, 22 luglio: Riunione di Palazzo Torlonia: si incontrano segretamente il re Umberto II, la regina Maria Josè, il Nunzio in Italia Monsignor Francesco Borgongini Duca, il Duce Italo Balbo, il Ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, il Ministro della Difesa Pietro Badoglio e l'ambasciatore tedesco in Italia Franz Von Papen. L'argomento di discussione è il fallito attentato contro Hitler. Von Papen si dice convinto che la Germania sarà sconfitta, e che il complotto di von Stauffenberg era l'ultima speranza per evitare la distruzione della nazione tedesca, ma da utilitarista qual è pensa anche al proprio destino, visto che è stato proprio lui a chiamare Hitler alla Cancelleria. Umberto II propone allora di scendere in guerra contro l'ex alleato, in modo da ricavare il massimo profitto dalla caduta di Hitler; Von Papen fungerà segretamente da consigliere militare dell'esercito italiano, comandato da Badoglio, in modo che nel dopoguerra ciò potrà valergli come attenuante. Italo Balbo esita, perchè giudica ancora quella tedesca una macchina da guerra pericolosissima, ma alla fine decide per l'intervento a fianco degli Alleati, onde poter sedere al tavolo dei vincitori.


    1944, 2 agosto: dopo aver riunito il Gran Consiglio del Fascismo, Italo Balbo denuncia il Patto d'Acciaio con la Germania e sospende ogni relazione politica ed economica con Berlino. « Sapevo che prima o poi quel cialtrone avrebbe gettato la maschera! » commenta adirato Hitler.


    1944, 12 agosto: le truppe angloamericane liberano Barcellona.


    1944, 25 agosto: Porto e Braga cadono in mani alleate, tutto il Portogallo è liberato. Nelle aree sgomberate dai nazifranchisti inizia una violenta guerra civile tra i comunisti e i partigiani di Salazar.


    1944, 28 agosto: il "Manifesto separatista" chiede agli Alleati di riconoscere la Catalogna come Stato sovrano indipendente dalla Spagna.


    1944, 31 agosto: battaglia di Saragozza. Il secondo maggior scontro terrestre in Europa dopo la battaglia di Stalingrado. Le forze alleate riescono a sfondare la Linea Carlomagno ma sono fermate presso Barbastro dalle forze franchiste.


    1944, 6 settembre: dopo aver preso contatti con Churchill, il Duce Italo Balbo dichiara guerra alla Germania. Le forze italiane si trincerano dietro il Vallo Littorio per contenere il tentativo di Spedizione Punitiva tedesca attraverso il Brennero.


    1944, 29 settembre: i Tedeschi in ritirata compiono una strage ad Andorra.


    1944, 19 ottobre: strage del pane. Soldati di Varela sparano sulla folla a Jérez de la Frontera.


    1944, 19-28 ottobre: dei partigiani e guerriglieri attraversano la frontiera franco-spagnola per insediare un governo repubblicano provvisorio nel nord della Catalogna, sperando che l'azione sia il prologo di una sollevazione popolare nel Regno di Ferrol e spinga gli Alleati ad accelerare la liberazione, ma questa non arriva e i reparti ribelli vengono travolti dai nazifranchisti, giustiziati, arrestati o rispediti in Francia.


    1944, 9 novembre: la Regia Marina Italiana sbarca a Spalato e Dubrovnik, occupando la costa della Dalmazia prima che vi giunga Tito, mentre dalla Venezia Giulia le forze di terra comandate da Giovanni Messe, considerato uno dei migliori generali in forza all'esercito italiano, avanzano verso Lubiana.


    1944, 12 novembre: Giorgio Perlasca, commerciante di bestiame triestino e reduce della Guerra Civile Spagnola, si trova in Ungheria per affari quando, per sfuggire alle Croci Frecciate (i nazisti ungheresi) che lo ricercano dopo che l'Italia ha dichiarato guerra alla Germania, si rifugia nella Nunziatura Vaticana a Budapest, trovandovi oltre 5000 ebrei là rintanati per sfuggire alla deportazione. Ma Papa Pio XII, d'intesa con Galeazzo Ciano, ordina al nunzio apostolico Monsignor Angelo Rotta di rientrare a Roma, per rimarcare la completa rottura di ogni rapporto con l'Asse; di conseguenza gli Ebrei sarebbero arrestati e deportati. A questo punto, con un gesto di inaudito coraggio, Perlasca si spaccia come l'Incaricato d'Affari Vaticano a Budapest; la Santa Sede, compreso il suo gioco, gli regge il sacco, ed egli, pagando cospicue tangenti agli ufficiali ungheresi e tedeschi, riesce a salvare i cinquemila ebrei dalla deportazione fino all'arrivo dei sovietici.


    1944, 29 dicembre: il comunista Enver Hoxha, aiutato da Tito, tenta di sollevare l'Albania per separarla dall'Italia, ma il capitano Junio Valerio Borghese lo sconfigge nella Battaglia di Durazzo. Catturato vivo, Hoxha è giustiziato a Tirana.


    1945, 6 gennaio: le forze comuniste evacuano Lisbona dopo aspri scontri coi Britannici.


    1945, 4 febbraio: colloqui segreti tra gli Alleati e il comandante SS a Ferrol, Karl Wolff, che all'insaputa di Hitler offre la resa sulla base di reciproche garanzie.


    1945, 13 gennaio: Tito giunge in Dalmazia con le sue truppe e pretende lo sgombero degli italiani. Il Generale Ettore Bastico (1876-1972, foto a fianco) gli risponde a muso duro minacciando di scacciarlo e di inseguirlo sino a Belgrado. Stalin, che non teme l'esercito italiano ma quello anglosudafricano che potrebbe appoggiarlo, e non vuole perdere la Jugoslavia (che è stata riconosciuta da Churchill nella sua sfera d'influenza), ordina a Tito di lasciare la Dalmazia agli italiani. Schiumante di rabbia, il capo dei comunisti jugoslavi è costretto a retrocedere.


    1945, 30 gennaio: nonostante la neve e il gelo il Generale Ettore Bastico occupa Lubiana, scacciandone gli occupanti nazisti.


    1945, 4-11 febbraio: Roosevelt, Winston Churchill, Galeazzo Ciano e Stalin si incontrano alla Conferenza di Yalta, in Crimea, per decidere in via definitiva la spartizione dell'Europa al termine del conflitto.


    1945, 8 marzo: Tito proclama la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Come risposta Italo Balbo annette la Dalmazia e Dubrovnik, mentre Ettore Bastico proclama la Libera Repubblica di Slovenia, con capitale Lubiana e sotto protettorato italiano.


    1945, 27 marzo: sfondata la resistenza tedesca sul Vallo Littorio, le truppe italiane invadono il Tirolo Settentrionale e il Voralberg.


    1945, 24 aprile: finalmente gli Alleati sfondano la Linea Carlomagno e raggiungono il golfo di Biscaglia. Il Comité de Liberación Nacional proclama l'insurrezione generale nel Regno Fantoccio di Ferrol.


    1945, 25 aprile: fine della guerra in Spagna con la completa liberazione del paese. A Madrid si riuniscono per la prima volta dopo anni le Cortes presiedute dal governo provvisorio di tutti i partiti antifranchisti succeduto a Varela.


    1945, 28 aprile: il vescovo di Mondoñedo-Ferrol, monsignor Fernando Quiroga y Palacios, tenta di salvare la vita a Francisco Franco, invitandolo nel vescovado affinché tratti la resa con i capi delle milizie partigiane. Siccome però questi ultimi insistono per farlo processare da un tribunale di guerra spagnolo, anziché da una corte di giustizia internazionale, Franco se ne va sbattendo la porta e si aggrega, travestito da tedesco, a un convoglio nazista in ritirata. A Langreo però è riconosciuto dai partigiani, arrestato e passato per le armi. Il suo corpo e quelli di quindici suoi gerarchi vengono trasportati a Burgos, già base della giunta nazionalista, e appesi a testa in giù in Plaza Mayor, dove i nazifranchisti avevano giustiziato quindici partigiani.


    1945, 1° maggio: per la prima volta dopo anni la festa del Lavoro può essere celebrata liberamente in tutta la Spagna. Dietro iniziativa degli Alleati, il primo ministro ad interim Francisco Largo Caballero incontra l'arcivescovo di Madrid monsignor Leopoldo Eijo y Garay, e gli chiede scusa per le persecuzioni subite dalla Chiesa cattolica durante la Guerra Civile; a sua volta Monsignor Eijo y Garay chiede scusa perché la Chiesa ha appoggiato incondizionatamente il franchismo. Ciò apre la strada alla riconciliazione nazionale.


    1945, 1° settembre: dopo la sconfitta della guerriglia comunista (anche per le decisioni della Conferenza di Potsdam che riconoscono la penisola iberica nel blocco occidentale), l'ex sacerdote cattolico João Lopes Soares si accorda con le forze politiche antifasciste vincendo le pretese salazariste, smantella l'Estado Novo e restaura la Repubblica democratica, la cui Costituzione è d'impronta socialista ma il governo è alleato di USA e Regno Unito.


    1946, 16 marzo: Caballero decreta, con l'appoggio del Parlamento, che la forma istituzionale dello Stato spagnolo sia decisa mediante referendum popolare. I Borbone sono accusati di aver sostenuto la soppressione della democrazia col regime di Rivera, l'insurrezione nazionalista e in un primo momento il regime di Franco, con tutto quello che ne ha comportato.


    1946, 9 maggio: l'erede al trono Giovanni di Borbone con la principessa Maria Mercedes delle Due Sicilie rientrano in Spagna, ma né gli Alleati né il governo del CLN riconoscono loro alcun diritto, nonostante la monarchia sia ancora formalmente in piedi.


    1946, 2 giugno: Referendum Istituzionale ed elezioni generali in Spagna. Dopo anni di dittatura e guerre, gli Spagnoli sono chiamati a votare per scegliere se mantenere la monarchia non più vacante con il pretendente Giovanni o restaurare la Repubblica. Contro la prima si schierano tutti i partiti politici antifranchisti, eccetto i Carlisti, qualche gruppo monarchico, la Chiesa e qualche liberale. La monarchia ottiene solo il 42% dei voti e la famiglia reale, recalcitrante, è costretta a prendere di nuovo la via dell'esilio in Francia. Le elezioni sono vinte da un'inedita coalizione di Socialisti, Repubblicani e Liberali di sinistra, Santiago Casares Quiroga è nominato capo del governo e Caballero è eletto primo presidente della Terza Repubblica Spagnola. La cittadina di Castrillo Matajudíos ("ammazza-ebrei") e la valle de Matamoros ("ammazza-mori") sono ribattezzate in Castrillo Mota de Judíos e valle de Motas de Moros; Ciudad Real diventa Ciudad Española, il Real Madrid diventa Madrid FC. La nuova Spagna è vicina agli Alleati occidentali, estromette i Comunisti filo-sovietici dal governo, ormai abbandonati da Stalin, e si dota di un sistema federale per garantire forti autonomie alle storiche regioni secessioniste come Galizia, Paesi Baschi e Catalogna che si dotano di parlamenti propri. Nasce il Partito Popolare, il nuovo polo di centrodestra e democristiano, dove confluiscono parte dei monarchici spagnoli.


    1946, 29 luglio - 11 ottobre: Conferenza di Pace di Parigi. La Spagna è costretta a cedere rettifiche di confine alla Francia, Badajoz e altre piccole città di confine al Portogallo e perde tutte le sue colonie: il Marocco spagnolo va alla Francia, il Rio de Oro è sottoposto ad amministrazione congiunta anglo-americana (gli USA sono favorevoli a restituirlo a Madrid, ma l'URSS si oppone), l'ex Guinea Spagnola diventa protettorato francese, le Canarie sono occupate militarmente dal Regno Unito, che però le restituirà a Madrid nel 1954. Rimane insoluta la questione di Gibilterra, che ritorna territorio d'oltremare britannico. Il principato di Andorra torna indipendente.


    1947, 4 marzo: ultima esecuzione capitale in Spagna prima della totale abolizione della pena di morte.


    1947, 28 dicembre: muore Vittorio Emanuele III ad Alessandria d'Egitto, che viene sepolto al Pantheon.


    1948, 14 luglio: Palmiro Togliatti, segretario del Partito Comunista Italiano in esilio, è assassinato a Madrid, dove si trova per un incontro dell'Internazionale Comunista, dal giovane monarchico Antonio Pallante. Arrestato, questi dichiara di aver agito di sua iniziativa, ma è evidente che la sua mano è stata armata dal regime fascista. Nuovo segretario del PCI in esilio diventa Umberto Terracini.


    1949, 4 aprile: mentre il Portogallo entra nella NATO, la Spagna per il momento rifiuta di aderire. L'Italia fascista riconferma il suo isolamento dai due blocchi.


    1949, 28 settembre: Papa Pio XII scomunica gli aderenti al Partito Comunista. Le gerarchie ecclesiastiche troppo spesso connivono col regime fascista. Questi inizia a scontrarsi con le aspirazioni democratiche e riformistiche dalla nuova coppia reale Umberto II e Maria José, che si dice siano in realtà antifascisti, tanto che la seconda rifiuta di partecipare nel 1950 al ventottesimo anniversario della Marcia su Roma. Su pressione internazionale, il regime anche se isolazionista è costretto ad amnistiare certi esiliati e detenuti politici. La coppia reale intraprende poi un viaggio nell'impero coloniale, elevando la Libia a Regno Associato come l'Africa Orientale Italiana. Dopo un trattato con la nascente Cina maoista, la concessione italiana di Tientsin ritorna sotto controllo di Pechino, invece il Dodecaneso (Isole Italiane dell'Egeo) viene sottoposto a una più intensa italianizzazione a scapito dell'elemento greco.


    1950, 9 dicembre: esce uno dei più celebri film neorealisti spagnoli "Los olvidados" (I figli della violenza), del grande regista Luis Buñuel.


    1951, 29-31 gennaio: si svolge a Sanremo il primo Festival della Canzone Italiana, voluto dal regime per risollevare il morale degli Italiani, un popolo ancora perlopiù di contadini, dato che il piano d'industrializzazione di Balbo non attecchisce.


    1951, 18 aprile: il primo ministro francese Robert Schumann, il cancelliere tedesco Konrad Adenauer e il primo ministro spagnolo Tomás Centeno Sierra si incontrano a Parigi e decidono la fondazione della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA), primo abbozzo della futura unità economica e politica del continente europeo. Al progetto aderiscono Germania Ovest, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Spagna e Portogallo. Nonostante l'interesse per il progetto dimostrato dal ministro degli Esteri italiano Galeazzo Ciano, i sette escludono l'Italia dalla CECA per via del governo dittatoriale di Roma.


    1951, 14 novembre: il Rio de Oro è sgomberato dagli Alleati. La popolazione araba locale proclama la Repubblica Araba Democratica Saharawi.


    1953, 28 ottobre: nel trentunesimo anniversario della Marcia su Roma il governo fascista fa esplodere nel deserto libico, a sud di Al Jawf, la prima bomba atomica di fabbricazione italiana.


    1954, 3 gennaio: la prima annunciatrice italiana Fulvia Colombo introduce il discorso del Duce Balbo che dà formalmente inizio alle regolari trasmissioni televisive in Italia sul "Programma Nazionale", poi Rai Uno. Lo stesso giorno partono anche due trasmissioni storiche, il Telegiornale e la "Domenica Sportiva", i programmi più longevi della televisione italiana.


    1955, 15 maggio: la Spagna entra nella NATO.


    1957, 25 marzo: firma dei Trattati di Madrid, che istituiscono la Comunità Economica Europea (CEE). Aderiscono Germania Ovest, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Spagna e Portogallo ("Europa dei Sette").


    1958, 30 gennaio - 1° febbraio: durante il Festival di Sanremo, il cantante Domenico Modugno, noto per le sue idee antifasciste, interpreta la canzone "Nel blu dipinto di blu", nota anche come "Volare" dal suo notissimo ritornello. La canzone riscuote un successo strepitoso e vince il Festival, ma subito dopo Modugno è arrestato dall'OVRA, interrogato in maniera rude e spedito al confino a Pantelleria; la vittoria della canzone è cancellata) e la sua riproduzione assolutamente proibita. Il regime vede infatti in "Volare" non un puro ritornello di evasione, ma un incitamento agli Italiani a "volare via" dallo squallore del regime per costruire una società diversa e democratica.


    1959-1973: esplosiva crescita dell'economia spagnola, favorita dalla ricostruzione del paese, uscito letteralmente distrutto dalla Guerra Civile e dalla Seconda Guerra Mondiale. Nei quattro anni 1959, 1960, 1961 e 1962, i tassi di incremento del reddito raggiungono valori da primato, rispettivamente del 6,4, del 5,8, del 6,8 e del 6,1%. Milioni di persone si spostano dalle aree più povere e depresse verso i grandi centri industriali: Barcellona, Siviglia, Valencia, Bilbao e la stessa capitale Madrid, che vede nascere grandi periferie dormitorio. Giocano un ruolo decisivo la crescita dell'industria pesante (siderurgica e meccanica), con la fondazione della fabbrica di automobili SEAT, l'aumento delle esportazioni e l'ingresso nel Mercato Comune Europeo: questo periodo sarà ricordato come «El Milagro Económico». Il boom provoca la diffusione del benessere e la conseguente secolarizzazione della società; la Chiesa perde parte della secolare influenza sulle masse a vantaggio dei modelli di vita americani, a partire dal consumismo e dalla rivoluzione sessuale.


    1961, 17 marzo: centenario dell'Unità d'Italia. Nelle principali città italiane e delle colonie si tengono grandi festeggiamenti e cerimonie come manifestazione di potenza del regime e della monarchia.


    1961, 20 maggio: le prime azioni e manifestazioni anti-coloniali in Africa Orientale Italiana e Libia sono represse nel sangue.


    1962, 14 maggio: nella
    Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, il principe ereditario Vittorio Emanuele di Savoia, figlio di Umberto II, sposa la principessa Sofia di Grecia.
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  3. #3
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    Predefinito Re: Italia e Spagna scambiate

    1962, 5 luglio: dopo una lunga guerra di liberazione, l'Algeria ottiene l'indipendenza dalla Francia. L'Italia Fascista stronca invece nel sangue una rivolta senussita in Libia, volta a staccare il paese africano da Roma. La crescita economica degli anni cinquanta si interrompe definitivamente a causa dell'isolamento politico ed economico e della lunga e improduttiva guerra coloniale, generando in Italia un periodo di recessione.

    1963, 30 aprile: è repressa nel sangue una manifestazione a Spalato a favore dell'autonomia per i croati di Dalmazia.

    1964, 11 gennaio: Galeazzo Ciano abbandona dopo un quarto di secolo la carica di Ministro degli Esteri, ufficialmente per motivi di salute; al suo posto va Augusto De Marsanich.

    1964, 26 marzo: esce il nuovo Kolossal Peplum "Settimio Severo", diretto da Luchino Visconti. Ad interpretare Lucilla, figlia dell'imperatore Marco Aurelio, è la napoletana Sofia Villani (a differenza della HL mai diventata Sophia Loren); Sergio Tofano interpreta Marco Aurelio, Vittorio Gassman è il generale Settimio Severo, Alberto Lupo è l'imperatore Commodo, Massimo Serato interpreta il liberto cristiano Timonide, Mario Girotti (il Terence Hill della HL) veste i panni del re d'Armenia. Il film riscrive letteralmente un pezzo della storia di Roma imperiale: Marco Aurelio avrebbe voluto lasciare l'impero al suo generale Settimio Severo, ma viene assassinato e Commodo regna al suo posto fra nefandezze di ogni genere, finché Settimio, che ama sua sorella Drusilla, non lo ucciderà in duello, sostituendolo sul trono. Nonostante le critiche degli storici, il lungometraggio riscuote un buon successo di pubblico e si guadagna una Nomination all'Oscar come miglior film straniero.

    1964, 15 dicembre: l'ASI lancia il suo primo satellite artificiale, il Littoriale 1, dal poligono di Chisimaio, nella Somalia Italiana, usando il razzo Vega, un vettore molto simile alle V2 naziste. L'Italia Fascista è la terza nazione al mondo, dopo URSS e USA, a lanciare un proprio satellite nello spazio.

    1965, 1° febbraio: l'ENI comincia a sfruttare intensivamente i vastissimi giacimenti di petrolio della Libia. La Resistenza Libica risponde incendiando pozzi e massacrando operai dell'ENI, azioni a cui seguono repressioni altrettanto sanguinose da parte dell'esercito coloniale italiano.

    1967, 10 settembre: la questione di Gibilterra viene finalmente affrontata dopo quasi un ventennio, con l'indizione di un referendum d'autodeterminazione della Rocca: i suoi abitanti sono chiamati a scegliere se rimanere Territorio d'oltremare britannico o annettersi alla Repubblica spagnola, ma il 98% respinge la seconda opzione.

    1968, 22 maggio: l'occupazione dell'università "La Sapienza" di Roma da parte degli studenti dà inizio al Sessantotto italiano: le organizzazioni studentesche proclamano lo sciopero generale contro il Regime Fascista, che ben presto si estende alle fabbriche e alle cooperative agricole. In men che non si dica, la Penisola si ritrova paralizzata. Il vecchio Duce Italo Balbo, considerato dai giovani niente più di un fossile vivente, reagisce nell'unico modo che sa, mandando le sue Camice Nere a reprimere la rivolta e ad arrestare i manifestanti, bollati come « servi dell'antifascismo foraggiati dal comunismo sovietico ». Le università sono sgomberate a forza e Mario Capanna, leader dei manifestanti, è mandato al confino su un'isoletta della Dalmazia. Alla fine il Sessantotto Italiano sarà l'unico coronato da successo, perchè alla lunga porterà al crollo del Regime Fascista.

    1970, 1 gennaio: vengono fondate le Brigadas Rojas, organizzazione terroristica di estrema sinistra che intende combattere i governi di Madrid, definiti « borghesi » e « servi dell'imperialismo sudafricano », ritenendo non conclusa la lotta di liberazione della Spagna dai nazifranchisti. Il "Partito Armato" mieterà centinaia di morti in quelli che chiama « attacchi contro il cuore dello stato »: hanno inizio gli Años de Plomo (Anni di Piombo).

    1970, 5 marzo: Unione Sovietica, USA, Regno Unito e Francia firmano il Trattato di Non Proliferazione Nucleare, che proibisce agli Stati dotati di testate atomiche di fornire tecnologie nucleari a paesi terzi. Il Duce Italo Balbo si rifiuta di firmarlo; c'è il sospetto che negli anni sessanta e settanta i Fascisti abbiano venduto sottobanco tecnologia nucleare a scopo bellico a vari Stati del mondo.

    1970, 28 giugno: muore improvvisamente a 74 anni per attacco cardiaco il Duce Italo Balbo. Dopo dodici ore convulse, nelle quali la radio e la TV hanno trasmesso solo musica e programmi di intrattenimento, gli speaker annunciano che il nuovo Duce d'Italia, Capo del Governo e Maresciallo dell'Impero è Giorgio Almirante, 56 anni, uno dei delfini di Balbo discendente da una nobile famiglia molisana. La sorpresa è grande, perchè si pensava che altri leader più quotati di lui ce l'avrebbero fatta a spuntarla nella lotta per la successione; evidentemente Almirante ha saputo cercare le amicizie giuste. Vanno deluse le speranze di chi credeva in una transizione pacifica verso la democrazia alla morte di Balbo: il nuovo Duce è ancor più conservatore del suo predecessore, ed anzi si è distinto, al tempo delle infami Leggi Razziali, per aver affermato che era « necessario proteggere l'Italia da meticci ed ebrei ». Subito dopo la sua nomina Dino Grandi, che evidentemente sperava di essere lui il nuovo Duce, abbandona ogni carica nel Partito e nel Governo, e si ritira a vita privata. Almirante epura rapidamente i quadri dello stato da tutti i gerarchi che non gli sono favorevoli, piazzando suoi uomini nei posti chiave, ed afferma che « il Fascismo è una scelta irrinunciabile per l'Italia ». Aldo Moro, che osa criticare la politica del nuovo Duce come « incapace di tenere il passo dei tempi nuovi », è subito arrestato e tradotto al confino sull'isola di Lipari. Ormai è chiaro che i fascisti non lasceranno mai spontaneamente il monopolio del potere. L'Italia appare politicamente ed economicamente prostrata dallo stato di guerra nelle colonie, che proseguendo ormai da quasi due decenni senza alcuna soluzione politica in vista, gli stipendi sono bassi e l'autarchia provoca la commercializzazione di prodotti spesso scadenti. Questa situazione porta a un malcontento generale, in particolare nelle classi sociali meno agiate e all'interno delle Forze Armate.
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  4. #4
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    Predefinito Re: Italia e Spagna scambiate

    fatto molto bene, complimenti
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  5. #5
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    Predefinito Re: Italia e Spagna scambiate


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