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    Predefinito Testimonianze di ex pornoattrici

    Se da una parte diventa sempre più assodato che la pornografia causa nei suoi fruitori più accaniti disagio e dipendenza, dall'altra inizia a uscire allo scoperto un numero crescente di ex pornostar che punta il dito contro l'industria del sesso accusandola di usare violenza e maltrattamenti verso chi sta davanti alla cinepresa. Le testimonianze a riguardo cominciano ad abbondare e dovrebbero suonare come un campanello d'allarme per le autorità e per chi passa ore e ore davanti ad un monitor alla ricerca dell'estasi che non arriverà mai. Dietro a certe immagini ovattate o a certi sguardi maliziosi e provocanti si nasconde spesso il dolore indicibile di chi è finito negli ingranaggi di un mondo crudele e spietato in cui regna solo legge del profitto. E come su di un grande plateau de fromages, questa industria è in grado di soddisfare anche i clienti più esigenti o quelli che stanchi e annoiati dalla «solita» pornografia vogliono la novità del momento. Ce n'è per tutti i gusti. Poco importa se gli «attori» sono adolescenti o devono subire qualsiasi genere di umiliazione. L'importante è divertirsi. Per potere usufruire di questa malsana forma di intrattenimento è sufficiente un clic e qualche euro. Il servizio è discretissimo, a domicilio e sempre disponibile, come d'altronde lo sono le donne virtuali di chi passa la sua vita sessuale davanti ad un computer, un tablet o uno smartphone.

    Quella che segue è una raccolta di testimonianze di persone che hanno lavorato o lavorano nel business della pornografia. Esse svelano ciò che si nasconde dietro le apparenze di un mondo ammaliante: dolore, angoscia, umiliazioni, rabbia, frustrazioni e altri sentimenti tutt'altro che seducenti. Leggendo queste dichiarazioni scoprirete che sotto quelle maschere di creature perennemente affamate di sesso si celano persone (il più delle volte con un passato difficile) che per i motivi più vari hanno deciso di svendere il proprio corpo e la propria dignità a gente senza scrupoli che in cambio di denaro le spingono a compiere gli atti più avvilenti. Ricordatevene soprattutto quando vedrete alla TV o su internet certi individui che un sorriso rassicurante cercheranno di convincervi che quella di pornostar è una carriera affascinante e ricca di emozioni. Un'ultima considerazione: i media come mai non rendono pubblici gli orrori che si compiono dietro le porte degli studi dove si girano i film a luci rosse?

    «Stiamo per fare un gioco. Siete pronti? Prima cominceremo con dello Xanax, e quindi inizieremo con dell'Ibuprofene, e forse con un po' di antidolorifici. Ad ogni modo, guardatemi morire». Così la pornostar Kacey Jordan in un doloroso video su YouTube in cui tenta il suicidio in diretta.

    La pornostar Jenna Jameson: «La mia vita [...] non è dove avrei voluto che fosse [...]. Sono proprio nei guai [...]. Sono una tossica. É la prima volta che lo dico. Ero una tossica [...]. Sono stata per un mese senza lavorare. Guardavo le mie mani, e le punte delle dita erano sempre nere. Stavo tutto il tempo a stringere tra le mani accendini caldi e canne di metamfetamine».

    Ecco il racconto della pornostar Jesse Jane mentre stava pubblicizzando il superalcolico Diosa Tequila: «Tutti hanno iniziato a bere alle sei del mattino. E le cose sono andate avanti giorno e notte. Quindi eravamo abbastanza ubriachi. C'era il mio party a CityWalk, e c'era così tanta gente che ci si muoveva appena. E quando siamo usciti all'una, c'erano file di persone tra l'edificio e i due blocchi successivi. "Venite e vederla"! É stata una cosa pazza, un'esplosione. Ero malata, come lo sono ora. Non ho potuto bere quella notte, e forse è stata la cosa migliore perché dovevo prendere un volo alle quattro di mattina».

    La pornostar Mary Carey: «Quando sono sobria divento più ansiosa. Quando si è sobri, si è costretti ad affrontare la realtà. Io divento ansiosa con tutte le cose che devo fare. Quando ero con Tawny e bevevo ogni giorno, non combinavo molto. Mi svegliavo ed ero pronta a bere ancora. È un bel modo di sfuggire alla realtà. Quando sono ubriaca butto via i soldi. Quando sono sobria, non voglio sperperare i miei soldi».

    L'ex pornostar Jenna Presley: «Sono stata torturata per sette anni. Ero triste e sola. Mi sono data alla droga e all'alcol, e ho tentato il suicidio. Sapevo che dovevo venirne fuori, ma non sapevo come».

    L'ex pornostar Bibi Jones: «Voi ragazzi mi conoscete come una grandissima sgualdrina [...]. Ma penso di avere delle novità. Grosse novità. In questi ultimi due mesi sono stata straordinariamente infelice. Non sono in pace con me stessa. Ora ho bisogno di dare una svolta alla mia vita. E tutti sanno che il porno è una vita grama e che la famiglia è la cosa più importante; il mio lavoro ferisce molto la mia famiglia. Così lo sto facendo per loro e lo sto facendo per me. Spero che voi abbiate capito che sto uscendo dal business. Mi ero ripromessa di fare un sacco di cose, ed ero così eccitata e così felice come mai mi era accaduto, ma non è successo nulla, e io non posso più farlo».

    L'ex pornostar Erin Moore: «Durante la mia carriera di pornostar sono stata disprezzata e trattata come un pezzo di immondizia più di quanto avrei mai potuto immaginare. Per questi registi non ero una donna, per loro non ero nulla. A volte, stare con i ragazzi era bello, ma talvolta era orribile. Ho avuto a che fare con uomini che volevano strangolarmi, che mi hanno schiaffeggiato, che mi hanno ridotto a tal punto da non poter più camminare, e questo accadeva anche dopo che gli avevo detto di fermarsi. Questa gente non ha alcun rispetto per le donne».


    L'ex pornostar Bay Cameron: «Quando il tuo agente ti chiama e ti chiede se hai delle novità, e se confermi quel che si dice in giro a riguardo del tuo stato di salute, non è facile dirgli che hai scoperto di essere sieropositiva».

    La pornostar Taylor Rain parla di come inserirsi la cocaina nel retto: «Devi spingere veramente forte. Spingi fino a fare un grande salto. A quel punto (la cocaina) finisce direttamente nella circolazione sanguinea».

    L'ex pornostar Traci Lords racconta: «Sono cresciuta in una piccola città dell'Ohio, e quando avevo dieci anni sono stata stuprata da un liceale che aveva circa sedici anni. A partire da quel momento, un amico più vecchio di mia madre ha iniziato a molestarmi. E così tutta la mia infanzia è stata plasmata da queste esperienze sessuali molto traumatiche che alla fine mi hanno condotto sui viali di Hollywood e al mondo del porno».

    La pornostar Melissa Lauren: «Odio tutte queste persone stupide e irresponsabili che fanno sesso con un estraneo senza preservativi e senza fare dei test. Odio tutte le malattie sessualmente trasmesse. Odio anche il fatto che la maggior parte di queste ragazze (le pornostar) siano delle fottute tossicodipendenti».

    La prima esperienza sul set della pornostar Sierra Sinn: «La mia prima scena è stata una delle peggiori esperienze della mia vita. Fu una cosa spaventosa. Era una scena molto rude. Il mio agente non mi aveva anticipato nulla [...]. Feci tutto piangendo ed essi non si fermarono. Fu una cosa veramente violenta».

    L'ex pornostar Demi Delia a riguardo dell'industria pornografica: «È una bomba a orologeria. Sta andando verso il peggio. Non ci si deve aspettare nessun miglioramento».

    La pornostar Eva Angelina: «La mia vagina era gonfia in modo incredibile. E il giorno successivo sono stata ugualmente obbligata a lavorare per la Cherry Boxxx, il che ha peggiorato la mia situazione. Dopo tre scene mi sono sentita ancora più ferita. Per almeno sei mesi, non sono stata bene. La mia vagina è tornata normale solamente un paio di mesi fa. É proprio uno schifo».

    L'ex pornostar Michelle Avanti: «Alcune delle mie esperienze sul set includono l'essere totalmente devastata da produttori che mi procuravano alcol e droghe. Sperimentai anche scene di sesso rude, ma quando dissi agli uomini di fermarsi, loro non lo fecero finché iniziai a piangere e rovinai la scena. Durante una delle scene ero veramente sbronza. I produttori se ne accorsero e mi dissero di fare una "doccia" pretendendo che orinassi su una ragazza, ma mi sbagliai e le defecai addosso. Fui così umiliata che volevo morire. Essi mi dissero che tutto andava bene, che la cosa sarebbe rimasta tra di noi. E invece è finito tutto sul web. Mi sono sentita totalmente degradata».

    La pornostar Amber Lynn: «Ciò che mi accadde era che avevo uno stile di vita caratterizzato dal ricorso sempre più frequente alle droghe. Avevo molte persone attorno a me che sostenevano e incoraggiavano questo comportamento perché gli permetteva di continuare a fare soldi grazie a me».

    La pornostar Kami Andrews: «Mi piacciono i soldi, il fascino. Mi piace essere riconosciuta per la strada. Mi piace essere famosa. Ciò che detesto è non essere in grado di gestire tutto questo schifo. Fare continuamente degli enteroclismi, digiunare, prendere tutte quelle pillole e quei lassativi che rovinano il tuo sistema interno».

    La pornostar Ona Zee: «In Pornolandia ci sono delle leggi non scritte o un'agenda segreta, tanto che se dicessimo tutto ciò che sta realmente accadendo in questo posto, i fans se ne andrebbero».

    L'ex pornostar Veronica Lain: «Tutte le ragazze che sono nel porno sono coinvolte anche nella prostituzione. Alcune hanno tentato di tenere la cosa segreta, ma in quanto pornostar si presume che esse siano sempre tenute a fare sesso in cambio di soldi sia sul set che nella vita privata. Ho fatto sesso a pagamento tra un film e l'altro per mettermi via un po' di soldi. Inoltre, ho usato il mio nome di pornostar come punto di vendita quando ho inserito annunci per i miei servizi di prostituzione a Los Angeles su riviste come "La Xpress"».

    La pornostar Erica Campbell: «Nel mondo del porno ho visto molto dolore [...], tanta sofferenza. Molte ragazze smarrite entrano in questo business solo per avere un po' di soldi in più [...], per potersi pagare la scuola [...], per poter pagare la scuola ai loro figli perché sono ragazze-madri. "È solo per un periodo". Pensano di farlo solo per qualche tempo [...], solo alcuni video. Anch'io ho iniziato così. In realtà non finisce mai quando vorresti [...], il percorso continua [...], il buco diventa sempre più profondo [...], e la strada diventa sempre più oscura. Per la maggior parte del tempo le ragazze non se ne rendono conto. Un giorno vedi questa brillante ragazza che posa nuda [...], e il giorno successivo sta firmando un contratto con una società porno hardcore. Perduta. Spezzata. Sola».

    L'ex pornostar Sal: «Stare nel porno gay era molto rischioso. A molti produttori e registi non piace usare i preservativi e nessuno nel porno gay fà test regolarmente. Ho anche conosciuto attori porno che alterano i loro test. Circa l'80% degli attori gay è sieropositivo. Io lavoravo per una star molto conosciuta che possedeva una propria agenzia. Lei e suo marito mi passavano cristalli di metamfetamine per farmi rimanere più magro. Mi dicevano che se non avessi fatto sesso con loro non mi avrebbero più fatto lavorare. Ero un schiavo. Ora capisco che ero oggetto di abusi come un minore».


    La pornostar Mahlia Milian: «Il mio giorno peggiore è stato quando sono stata costretta ad usare una spugna per fare una scena che era già nel mio programma mensile, e che non avrei mai voluto fare. La spugna venne spinta così in alto che dovettero ricoverarmi all'ospedale perché mi ero presa un'infezione. Dovettero aprirmi per rimuovere la spugna. Non fui in grado di lavorare per alcune settimane, e l'agente si trattenne del denaro dal mio compenso per non perdere i soldi che non aveva guadagnato a causa del mio problema. Mi lasciò lì, malata e senza cibo».

    L'ex pornostar danese Anita Remby: «Il mondo della pornografia mi ha dato solo debiti, malattie e persone che pensavano che potevo essere sfruttata come una prostituta».

    L'ex pornostar Alexa Cruz: «Come tante star del porno ho perpetuato questa bugia. Una delle mie risposte preferite quando mi chiedevano cosa mi era piaciuto in quella scena particolare era la seguente: "Faccio solamente ciò che mi piace fare! Non lo farei mai se non mi piacesse"! Dicevo queste cose facendo un grande sorriso falso e una risata sciocca. Che bugia totale! Facevo ciò che dovevo per "lavorare" nel porno. Facevo ciò che mi aiutava a guadagnare la "fama" nell'industria a luci rosse».

    «Sono Brenn Wyson, un ex pornostar gay. Cosa posso dire? Che ciò che accade dietro quelle porte chiuse è un continuo abuso sessuale con trasmissione di HIV e di tutta una serie di malattie veneree. Quelli che lavorano lì guadagnano un sacco di soldi e non vi diranno mai della loro pessima condotta e di come buttano la gente nell'immondizia. Come con le droghe o le iniezioni al pene, tutte cose contro la legge, ma che essi impongono ai loro attori [...]. Io so ciò che succede dietro quelle porte chiuse, ed è malato e malsicuro, e la tua vita è continuamente in pericolo. Spero di riuscire a dissuadere altre persone che sarebbero tentate di credere alla favola di quei diavoli che abitano nel palazzo del porno».

    Linda Lovelace: «Quando risposi alle sue proposte dicendogli che non mi sarei lasciata coinvolgere in alcun modo nel giro della prostituzione e che sarei andata via (Chuck Traynor) mi riempì di botte iniziando ad abusare di me anche mentalmente. Divenni letteralmente sua prigioniera, e non mi era permesso di allontanarmi dalla sua vista; potevo usare il bagno solo se mi controllava da un buco nella porta. Di notte dormiva su di me e ascoltava le mie telefonate puntandomi contro la sua pistola [...]. Egli indebolì i miei legami con le altre persone e mi costrinse a sposarlo su consiglio del suo avvocato. La mia iniziazione alla prostituzione fu uno stupro di gruppo con cinque uomini [...]. Era la svolta della mia vita. Mi minacciò di spararmi se non avessi fatto ciò che voleva. Non avevo mai sperimentato il sesso anale e mi lacerò terribilmente. Essi mi trattarono come una bambola gonfiabile [...]. Non mi ero mai sentita così spaventata e umiliata nella mia vita. Mi sentii come la spazzatura. Presi parte ad atti sessuali a scopo pornografico contro la mia volontà per evitare di essere uccisa. Anche la mia famiglia venne minacciata».

    L'ex pornostar Anita Cannibal: «Sono stata una star dell'industria cinematografica per adulti in molti Paesi e Stati [...], praticamente ovunque. Ho lavorato per la maggior parte di queste società, e nel 1998 ho scoperto di essere sieropositiva. Sì, lo ero, e ho avuto modo di conoscere attori e attrici che nessuno conosce - e che nessuno sa che sono sieropositivi, e che non rientrano nelle statistiche - uscire dalla porta come persone qualsiasi per non essere contate. Sì, in questo ambiente ci sono un sacco di segreti. Ci sono molte tragedie. Ci sono parecchie cose orribili».

    L'ex pornostar Stephanie Swift: «La prima volta sono stata sessualmente abusata da mio nonno (da parte paterna), e la seconda volta dal mio attuale patrigno; così, la mia sessualità è stata incasinata fin dall'inizio. Ho creato un'altra personalità che era sotto il mio completo controllo e non aveva nulla a che fare con quel che accadeva o col dolore. L'industria del porno non è una vera realizzazione. È solo un senso di falsa compensazione. Esso nasconde tutto ciò che accade nella realtà».

    L'ex pornostar Neesa: «La verità è che ho abbandonato il mio stile di vita per dare il meglio di me stessa. Odio la vita. Sono una sciagura. Un disastro. Ho tentato il suicidio molte volte [...]. Nessuno si preoccupa per un'ex pornostar o per un'ex spogliarellista».

    La pornostar suicida, con disturbo bipolare e depressa August Ames: «Devo proteggere me stessa dalle malattie, non ho intenzione di fare scene con persone di cui non conosco lo stato di salute».

  2. #2
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    Predefinito Re: Testimonianze di ex pornoattrici

    ma un bel chissene? non è il forum giusto, c'è cronaca per sta roba

  3. #3
    Super Troll
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    Predefinito Re: Testimonianze di ex pornoattrici

    O meglio ancora il Fondoscala

  4. #4
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    Predefinito Re: Testimonianze di ex pornoattrici

    Citazione Originariamente Scritto da Nemo Visualizza Messaggio
    ma un bel chissene? non è il forum giusto, c'è cronaca per sta roba
    Ma stai zitto, scemo.

  5. #5
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    Predefinito Re: Testimonianze di ex pornoattrici

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    Se da una parte diventa sempre più assodato che la pornografia causa nei suoi fruitori più accaniti disagio e dipendenza, dall'altra inizia a uscire allo scoperto un numero crescente di ex pornostar che punta il dito contro l'industria del sesso accusandola di usare violenza e maltrattamenti verso chi sta davanti alla cinepresa. Le testimonianze a riguardo cominciano ad abbondare e dovrebbero suonare come un campanello d'allarme per le autorità e per chi passa ore e ore davanti ad un monitor alla ricerca dell'estasi che non arriverà mai. Dietro a certe immagini ovattate o a certi sguardi maliziosi e provocanti si nasconde spesso il dolore indicibile di chi è finito negli ingranaggi di un mondo crudele e spietato in cui regna solo legge del profitto. E come su di un grande plateau de fromages, questa industria è in grado di soddisfare anche i clienti più esigenti o quelli che stanchi e annoiati dalla «solita» pornografia vogliono la novità del momento. Ce n'è per tutti i gusti. Poco importa se gli «attori» sono adolescenti o devono subire qualsiasi genere di umiliazione. L'importante è divertirsi. Per potere usufruire di questa malsana forma di intrattenimento è sufficiente un clic e qualche euro. Il servizio è discretissimo, a domicilio e sempre disponibile, come d'altronde lo sono le donne virtuali di chi passa la sua vita sessuale davanti ad un computer, un tablet o uno smartphone.

    Quella che segue è una raccolta di testimonianze di persone che hanno lavorato o lavorano nel business della pornografia. Esse svelano ciò che si nasconde dietro le apparenze di un mondo ammaliante: dolore, angoscia, umiliazioni, rabbia, frustrazioni e altri sentimenti tutt'altro che seducenti. Leggendo queste dichiarazioni scoprirete che sotto quelle maschere di creature perennemente affamate di sesso si celano persone (il più delle volte con un passato difficile) che per i motivi più vari hanno deciso di svendere il proprio corpo e la propria dignità a gente senza scrupoli che in cambio di denaro le spingono a compiere gli atti più avvilenti. Ricordatevene soprattutto quando vedrete alla TV o su internet certi individui che un sorriso rassicurante cercheranno di convincervi che quella di pornostar è una carriera affascinante e ricca di emozioni. Un'ultima considerazione: i media come mai non rendono pubblici gli orrori che si compiono dietro le porte degli studi dove si girano i film a luci rosse?

    «Stiamo per fare un gioco. Siete pronti? Prima cominceremo con dello Xanax, e quindi inizieremo con dell'Ibuprofene, e forse con un po' di antidolorifici. Ad ogni modo, guardatemi morire». Così la pornostar Kacey Jordan in un doloroso video su YouTube in cui tenta il suicidio in diretta.

    La pornostar Jenna Jameson: «La mia vita [...] non è dove avrei voluto che fosse [...]. Sono proprio nei guai [...]. Sono una tossica. É la prima volta che lo dico. Ero una tossica [...]. Sono stata per un mese senza lavorare. Guardavo le mie mani, e le punte delle dita erano sempre nere. Stavo tutto il tempo a stringere tra le mani accendini caldi e canne di metamfetamine».

    Ecco il racconto della pornostar Jesse Jane mentre stava pubblicizzando il superalcolico Diosa Tequila: «Tutti hanno iniziato a bere alle sei del mattino. E le cose sono andate avanti giorno e notte. Quindi eravamo abbastanza ubriachi. C'era il mio party a CityWalk, e c'era così tanta gente che ci si muoveva appena. E quando siamo usciti all'una, c'erano file di persone tra l'edificio e i due blocchi successivi. "Venite e vederla"! É stata una cosa pazza, un'esplosione. Ero malata, come lo sono ora. Non ho potuto bere quella notte, e forse è stata la cosa migliore perché dovevo prendere un volo alle quattro di mattina».

    La pornostar Mary Carey: «Quando sono sobria divento più ansiosa. Quando si è sobri, si è costretti ad affrontare la realtà. Io divento ansiosa con tutte le cose che devo fare. Quando ero con Tawny e bevevo ogni giorno, non combinavo molto. Mi svegliavo ed ero pronta a bere ancora. È un bel modo di sfuggire alla realtà. Quando sono ubriaca butto via i soldi. Quando sono sobria, non voglio sperperare i miei soldi».

    L'ex pornostar Jenna Presley: «Sono stata torturata per sette anni. Ero triste e sola. Mi sono data alla droga e all'alcol, e ho tentato il suicidio. Sapevo che dovevo venirne fuori, ma non sapevo come».

    L'ex pornostar Bibi Jones: «Voi ragazzi mi conoscete come una grandissima sgualdrina [...]. Ma penso di avere delle novità. Grosse novità. In questi ultimi due mesi sono stata straordinariamente infelice. Non sono in pace con me stessa. Ora ho bisogno di dare una svolta alla mia vita. E tutti sanno che il porno è una vita grama e che la famiglia è la cosa più importante; il mio lavoro ferisce molto la mia famiglia. Così lo sto facendo per loro e lo sto facendo per me. Spero che voi abbiate capito che sto uscendo dal business. Mi ero ripromessa di fare un sacco di cose, ed ero così eccitata e così felice come mai mi era accaduto, ma non è successo nulla, e io non posso più farlo».

    L'ex pornostar Erin Moore: «Durante la mia carriera di pornostar sono stata disprezzata e trattata come un pezzo di immondizia più di quanto avrei mai potuto immaginare. Per questi registi non ero una donna, per loro non ero nulla. A volte, stare con i ragazzi era bello, ma talvolta era orribile. Ho avuto a che fare con uomini che volevano strangolarmi, che mi hanno schiaffeggiato, che mi hanno ridotto a tal punto da non poter più camminare, e questo accadeva anche dopo che gli avevo detto di fermarsi. Questa gente non ha alcun rispetto per le donne».


    L'ex pornostar Bay Cameron: «Quando il tuo agente ti chiama e ti chiede se hai delle novità, e se confermi quel che si dice in giro a riguardo del tuo stato di salute, non è facile dirgli che hai scoperto di essere sieropositiva».

    La pornostar Taylor Rain parla di come inserirsi la cocaina nel retto: «Devi spingere veramente forte. Spingi fino a fare un grande salto. A quel punto (la cocaina) finisce direttamente nella circolazione sanguinea».

    L'ex pornostar Traci Lords racconta: «Sono cresciuta in una piccola città dell'Ohio, e quando avevo dieci anni sono stata stuprata da un liceale che aveva circa sedici anni. A partire da quel momento, un amico più vecchio di mia madre ha iniziato a molestarmi. E così tutta la mia infanzia è stata plasmata da queste esperienze sessuali molto traumatiche che alla fine mi hanno condotto sui viali di Hollywood e al mondo del porno».

    La pornostar Melissa Lauren: «Odio tutte queste persone stupide e irresponsabili che fanno sesso con un estraneo senza preservativi e senza fare dei test. Odio tutte le malattie sessualmente trasmesse. Odio anche il fatto che la maggior parte di queste ragazze (le pornostar) siano delle fottute tossicodipendenti».

    La prima esperienza sul set della pornostar Sierra Sinn: «La mia prima scena è stata una delle peggiori esperienze della mia vita. Fu una cosa spaventosa. Era una scena molto rude. Il mio agente non mi aveva anticipato nulla [...]. Feci tutto piangendo ed essi non si fermarono. Fu una cosa veramente violenta».

    L'ex pornostar Demi Delia a riguardo dell'industria pornografica: «È una bomba a orologeria. Sta andando verso il peggio. Non ci si deve aspettare nessun miglioramento».

    La pornostar Eva Angelina: «La mia vagina era gonfia in modo incredibile. E il giorno successivo sono stata ugualmente obbligata a lavorare per la Cherry Boxxx, il che ha peggiorato la mia situazione. Dopo tre scene mi sono sentita ancora più ferita. Per almeno sei mesi, non sono stata bene. La mia vagina è tornata normale solamente un paio di mesi fa. É proprio uno schifo».

    L'ex pornostar Michelle Avanti: «Alcune delle mie esperienze sul set includono l'essere totalmente devastata da produttori che mi procuravano alcol e droghe. Sperimentai anche scene di sesso rude, ma quando dissi agli uomini di fermarsi, loro non lo fecero finché iniziai a piangere e rovinai la scena. Durante una delle scene ero veramente sbronza. I produttori se ne accorsero e mi dissero di fare una "doccia" pretendendo che orinassi su una ragazza, ma mi sbagliai e le defecai addosso. Fui così umiliata che volevo morire. Essi mi dissero che tutto andava bene, che la cosa sarebbe rimasta tra di noi. E invece è finito tutto sul web. Mi sono sentita totalmente degradata».

    La pornostar Amber Lynn: «Ciò che mi accadde era che avevo uno stile di vita caratterizzato dal ricorso sempre più frequente alle droghe. Avevo molte persone attorno a me che sostenevano e incoraggiavano questo comportamento perché gli permetteva di continuare a fare soldi grazie a me».

    La pornostar Kami Andrews: «Mi piacciono i soldi, il fascino. Mi piace essere riconosciuta per la strada. Mi piace essere famosa. Ciò che detesto è non essere in grado di gestire tutto questo schifo. Fare continuamente degli enteroclismi, digiunare, prendere tutte quelle pillole e quei lassativi che rovinano il tuo sistema interno».

    La pornostar Ona Zee: «In Pornolandia ci sono delle leggi non scritte o un'agenda segreta, tanto che se dicessimo tutto ciò che sta realmente accadendo in questo posto, i fans se ne andrebbero».

    L'ex pornostar Veronica Lain: «Tutte le ragazze che sono nel porno sono coinvolte anche nella prostituzione. Alcune hanno tentato di tenere la cosa segreta, ma in quanto pornostar si presume che esse siano sempre tenute a fare sesso in cambio di soldi sia sul set che nella vita privata. Ho fatto sesso a pagamento tra un film e l'altro per mettermi via un po' di soldi. Inoltre, ho usato il mio nome di pornostar come punto di vendita quando ho inserito annunci per i miei servizi di prostituzione a Los Angeles su riviste come "La Xpress"».

    La pornostar Erica Campbell: «Nel mondo del porno ho visto molto dolore [...], tanta sofferenza. Molte ragazze smarrite entrano in questo business solo per avere un po' di soldi in più [...], per potersi pagare la scuola [...], per poter pagare la scuola ai loro figli perché sono ragazze-madri. "È solo per un periodo". Pensano di farlo solo per qualche tempo [...], solo alcuni video. Anch'io ho iniziato così. In realtà non finisce mai quando vorresti [...], il percorso continua [...], il buco diventa sempre più profondo [...], e la strada diventa sempre più oscura. Per la maggior parte del tempo le ragazze non se ne rendono conto. Un giorno vedi questa brillante ragazza che posa nuda [...], e il giorno successivo sta firmando un contratto con una società porno hardcore. Perduta. Spezzata. Sola».

    L'ex pornostar Sal: «Stare nel porno gay era molto rischioso. A molti produttori e registi non piace usare i preservativi e nessuno nel porno gay fà test regolarmente. Ho anche conosciuto attori porno che alterano i loro test. Circa l'80% degli attori gay è sieropositivo. Io lavoravo per una star molto conosciuta che possedeva una propria agenzia. Lei e suo marito mi passavano cristalli di metamfetamine per farmi rimanere più magro. Mi dicevano che se non avessi fatto sesso con loro non mi avrebbero più fatto lavorare. Ero un schiavo. Ora capisco che ero oggetto di abusi come un minore».


    La pornostar Mahlia Milian: «Il mio giorno peggiore è stato quando sono stata costretta ad usare una spugna per fare una scena che era già nel mio programma mensile, e che non avrei mai voluto fare. La spugna venne spinta così in alto che dovettero ricoverarmi all'ospedale perché mi ero presa un'infezione. Dovettero aprirmi per rimuovere la spugna. Non fui in grado di lavorare per alcune settimane, e l'agente si trattenne del denaro dal mio compenso per non perdere i soldi che non aveva guadagnato a causa del mio problema. Mi lasciò lì, malata e senza cibo».

    L'ex pornostar danese Anita Remby: «Il mondo della pornografia mi ha dato solo debiti, malattie e persone che pensavano che potevo essere sfruttata come una prostituta».

    L'ex pornostar Alexa Cruz: «Come tante star del porno ho perpetuato questa bugia. Una delle mie risposte preferite quando mi chiedevano cosa mi era piaciuto in quella scena particolare era la seguente: "Faccio solamente ciò che mi piace fare! Non lo farei mai se non mi piacesse"! Dicevo queste cose facendo un grande sorriso falso e una risata sciocca. Che bugia totale! Facevo ciò che dovevo per "lavorare" nel porno. Facevo ciò che mi aiutava a guadagnare la "fama" nell'industria a luci rosse».

    «Sono Brenn Wyson, un ex pornostar gay. Cosa posso dire? Che ciò che accade dietro quelle porte chiuse è un continuo abuso sessuale con trasmissione di HIV e di tutta una serie di malattie veneree. Quelli che lavorano lì guadagnano un sacco di soldi e non vi diranno mai della loro pessima condotta e di come buttano la gente nell'immondizia. Come con le droghe o le iniezioni al pene, tutte cose contro la legge, ma che essi impongono ai loro attori [...]. Io so ciò che succede dietro quelle porte chiuse, ed è malato e malsicuro, e la tua vita è continuamente in pericolo. Spero di riuscire a dissuadere altre persone che sarebbero tentate di credere alla favola di quei diavoli che abitano nel palazzo del porno».

    Linda Lovelace: «Quando risposi alle sue proposte dicendogli che non mi sarei lasciata coinvolgere in alcun modo nel giro della prostituzione e che sarei andata via (Chuck Traynor) mi riempì di botte iniziando ad abusare di me anche mentalmente. Divenni letteralmente sua prigioniera, e non mi era permesso di allontanarmi dalla sua vista; potevo usare il bagno solo se mi controllava da un buco nella porta. Di notte dormiva su di me e ascoltava le mie telefonate puntandomi contro la sua pistola [...]. Egli indebolì i miei legami con le altre persone e mi costrinse a sposarlo su consiglio del suo avvocato. La mia iniziazione alla prostituzione fu uno stupro di gruppo con cinque uomini [...]. Era la svolta della mia vita. Mi minacciò di spararmi se non avessi fatto ciò che voleva. Non avevo mai sperimentato il sesso anale e mi lacerò terribilmente. Essi mi trattarono come una bambola gonfiabile [...]. Non mi ero mai sentita così spaventata e umiliata nella mia vita. Mi sentii come la spazzatura. Presi parte ad atti sessuali a scopo pornografico contro la mia volontà per evitare di essere uccisa. Anche la mia famiglia venne minacciata».

    L'ex pornostar Anita Cannibal: «Sono stata una star dell'industria cinematografica per adulti in molti Paesi e Stati [...], praticamente ovunque. Ho lavorato per la maggior parte di queste società, e nel 1998 ho scoperto di essere sieropositiva. Sì, lo ero, e ho avuto modo di conoscere attori e attrici che nessuno conosce - e che nessuno sa che sono sieropositivi, e che non rientrano nelle statistiche - uscire dalla porta come persone qualsiasi per non essere contate. Sì, in questo ambiente ci sono un sacco di segreti. Ci sono molte tragedie. Ci sono parecchie cose orribili».

    L'ex pornostar Stephanie Swift: «La prima volta sono stata sessualmente abusata da mio nonno (da parte paterna), e la seconda volta dal mio attuale patrigno; così, la mia sessualità è stata incasinata fin dall'inizio. Ho creato un'altra personalità che era sotto il mio completo controllo e non aveva nulla a che fare con quel che accadeva o col dolore. L'industria del porno non è una vera realizzazione. È solo un senso di falsa compensazione. Esso nasconde tutto ciò che accade nella realtà».

    L'ex pornostar Neesa: «La verità è che ho abbandonato il mio stile di vita per dare il meglio di me stessa. Odio la vita. Sono una sciagura. Un disastro. Ho tentato il suicidio molte volte [...]. Nessuno si preoccupa per un'ex pornostar o per un'ex spogliarellista».

    La pornostar suicida, con disturbo bipolare e depressa August Ames: «Devo proteggere me stessa dalle malattie, non ho intenzione di fare scene con persone di cui non conosco lo stato di salute».


    A tentare di redimere traviate, da vicino, si rischia la pellaccia....

    Pure a contenere periodi di "esuberanza" ed amicizie pericolose si tribola.
    Ormai, da molto tempo, la normalita' e' tale che non vale la pena fingere di dannarsi per crociate simili.
    Comunque , nel caso la sua utenza fosse vera , la ammiro.In caso contrario non la invidio.

 

 

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