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Discussione: L'hatefuck porn

  1. #1
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    Predefinito L'hatefuck porn

    Incollo un articolo di VICE sull'hatefuck porn, dove il confine tra consenso e violenza sessuale non è mai chiaro ed è forse la dimostrazione di come la pornografia sdogani lo stupro e la violenza in generale.

    "Dalle uno schiaffo e fai uscire la bestia che è in te. Vuoi farle male? Falle male! Vuoi colpirla? Colpiscila! Vuoi finirla? Finiscila! Sei il suo boia, il suo padrone, lo stupratore, il torturatore." Potrebbero sembrare le parole del cattivo di un film dell'orrore di bassa lega, e invece sono state pronunciate dalla pornostar Rafael Santeria.

    Sono uscite nel corso di un'intervista a VICE Germania nel 2015. A quel tempo, era tanto ambizioso quanto controverso. Santeria si presentava come il simbolo del cosiddetto hatefuck porn, un tipo di porno in cui la linea di confine tra finzione e realtà della violenza è spesso deliberatamente poco chiara.

    L'hatefuck non è come il sadomaso convenzionale, in cui il consenso è fondamentale. Gli uomini—incluso Santeria—degradano verbalmente e fisicamente le donne al di là di quello che potresti aspettarti anche dal porno più estremo. In un video, Santeria dice alla sua coprotagonista che sta facendo sesso con un altro uomo, "Prendilo più a fondo, o ti sfondo lo stomaco di calci."

    Circa sei mesi dopo, Rafael Santeria non sembra un boia. Sembra piuttosto uno che non dorme bene da un po'. Siamo nella cucina della redazione berlinese di VICE per parlare—non del gusto discutibile nell'usare la misoginia come strategia di vendita per il porno, ma di quello che è successo dalla fine di quella che chiama la sua "fase di celebrità oscura."

    Santeria dice di aver visto cose che l'hanno spinto ad abbandonare la scena hatefuck. Situazioni in cui le attrici erano portate di proposito allo sfinimento; storie di stupri e aggressioni sessuali.

    La carriera nel porno di Santeria è cominciata piuttosto in sordina. "Sono comparso in camera la prima volta nel 2013 per una sorta di provino," spiega. "L'agenzia per cui lavoravo stava tenendo un grande casting, una produzione economica con centinaia di persone, quattro o cinque set, un po' di sadomaso ma per lo più gang bang." Al tempo, Santeria si era ritirato dall'università e dice che era "senza prospettive."

    L'unica cosa che sapeva era che se null'altro avesse funzionato, avrebbe fatto porno amatoriale. È riuscito a ottenere un lavoro dietro la telecamera, il suo primo rapporto con l'industria è stato dietro le quinte. Allora, il fatto che una donna "stesse lì 16 ore di fila per 500 euro per farsi scopare da 120 uomini" gli sembrava un po' strano, ma i suoi colleghi gli assicuravano che era "la norma"—e Santeria aveva piani di gloria. Voleva lavorare davanti alle telecamere.

    "Ho deciso che per farmi notare dovevo avere un atteggiamento provocatorio," dice. Nel dicembre del 2014 ha debuttato come attore e producer, facendo tesoro della sua esperienza pregressa col "sadomaso moderato" e portandola al livello successivo: prendeva a pugni le ragazze, ci pisciava sopra e le insultava e umiliava davanti alle telecamere. I suoi social erano pieni di discorsi misogini, per fare il paio con i film. Dice che non lo preoccupava più di tanto il suo comportamento.

    "Per qualche tempo ho pensato di poter trovare persone intelligenti che la pensavano come me a livello metafisico," dice dei colleghi. Ma tutto è cambiato quando ha conosciuto le persone che davvero guardano i suoi porno. "Mi sono reso conto che erano gli scarti della società." Ha scoperto che c'è una grossa differenza tra la violenza verbale—che magari non è del tutto seria, come in un dissing rap—e la violenza fisica, che sia di fronte a una telecamera o no.

    "Questo scisma paradossale è possibile una volta che si crea una linea artificiale tra la violenza fittizia e quella reale," dice l'esperta di traumi Tabea Freitag, ma è una linea che "non esiste nella realtà dell'industria pornografica, dove le donne vengono davvero frustate e penetrate da tre uomini contemporaneamente." Freitag ha fatto da terapeuta per chi ha lavorato nel porno estremo e conosce bene gli effetti fisici e mentali dell'ambiente, soprattutto per le donne. La linea tra recitazione e abuso reale non è solo labile per chi guarda—spesso lo è anche per chi recita.

    "In alcune situazioni chi si occupava dell'attrice diceva, 'È un bene che lei non sappia nulla, deve sembrare sopraffatta'," spiega Santeria. "Quelli della produzione spesso dicevano che era un bene che la donna sembrasse violata. A volte le attrici stesse concordavano, 'Non voglio sempre sapere tutto, così è più realistico'."

    Quando gli chiedo se non pensava che ci fosse qualcosa di sbagliato alla base, Santeria mi risponde che le attrici sembravano apprezzare la cosa. Comunque, oggi ha cominciato a interrogarsi sulla "moralità" della scena.

    "A un certo punto ha cominciato a diventare strano, ovviamente," dice.

    "Sopraffare è ovviamente un eufemismo, in questo caso," obietta Freitag. "Quello che succede è che una donna viene trattata in modo estremamente doloroso, traumatico, terrorizzante e umiliante."

    Gerard Schaefer, psicologo specialista in sessuologia di Berlino, considera dubbia la supposta natura "volontaria" dell'hatefuck. "Questo scenario non ha nulla a che fare con la finzione, piuttosto—al di là dei contratti e delle questioni legali—ci si può riconoscere una situazione di abuso vero e proprio. Quando pensi che l'altra persona non darebbe il suo consenso, allora stai già volontariamente oltrepassando il confine.

    Per questo ci sono conseguenze psicologiche gravi, rese ancora più drammatiche dal fatto che vergogna e senso di colpa sono ancora più forti perché la partecipazione è stata 'consensuale'."

    La paura di essere etichettate come "difficili" se si rifiutano di fare qualcosa davanti alla telecamera è un altro fattore, soprattutto per le ragazze nuove nel giro. E porta a chiedersi—anche al di là dell'hatefuck porn—se è davvero possibile avere garanzia del consenso. "Ci sono donne che sotto pseudonimo accetteranno di raccontarti la loro storia, tutte attrici 'consensuali'. Ma la linea tra il volontario e l'obbligatorio spesso non è chiara," dice Freitag, e i motivi sono "i rapporti di potere, la dipendenza e la normalizzazione della violenza sessuale."

    Col passare del tempo, Santeria è stato sempre più a disagio nel suo ruolo. Ha incontrato una ragazza, Jezzi Cat (che lavora anche lei nel porno), che ora è la sua fidanzata. Si sono conosciuti quando lei è collassata in un club di scambisti. Pare fosse in overdose—cosa non strana per la scena del porno tedesca. Ha visto colleghe vittime di stalking e minacce abbandonate a se stesse—nessuno faceva niente. Ma nemmeno lui è andato dalla polizia allora. Nemmeno quando è venuto a conoscenza di casi più gravi.

    "Erano cose che sentivo dire apertamente, o che vedevo coi miei occhi, perché ero da un po' nell'ambiente," dice. "Alcune cose erano proprio sotto il mio naso."

    La storia più scioccante "mezza—o meglio per niente—consensuale," è quella di una ragazzina che viene portata in un bosco da tre uomini dell'industria del porno e stuprata. "Non so se sia vero o sia solo una diceria... Ma mi hanno mostrato foto di lei che piange isterica avvolta in una coperta. E ci sono anche persone che parlano di sindrome di Stoccolma. Anche la violenza sui bambini era giudicata 'divertente' o 'affascinante'."

    Santeria e Cat hanno iniziato ad allontanarsi dall'ambiente quando le relazioni con i colleghi sono diventate difficili. Al ristorante, uno di loro ha ordinato a Santeria di fargli scopare la sua fidanzata in bagno. "Quando ho risposto, 'No,' ha ghignato e detto, 'Ok, ora so come stanno le cose'."

    Qui Jezz Cat, che fino a questo momento è rimasta in silenzio, interviene. "Volevano che provasse la sua 'fedeltà'," mi dice. "Io ero molto a disagio, perché questa persona aveva cominciato a mettermi paura di proposito qualche giorno prima. Prima mi ha raccontato storie di stupri e poi mi portava in giro in macchina di notte per le stradine e mi diceva, 'Oh, penso che abbiamo sbagliato strada'—solo per spaventarmi."

    Santeria e Cat sono andati a stare da amici. Hanno cercato, senza successo, di sistemare le cose via email con i loro colleghi—ma questi hanno negato tutto, comprese le minacce di abusi in presenza della coppia. "Volevano sapere perché stavamo montando quel casino e mi dicevano che ero un pezzo di merda e che la mia ragazza è 'ossessionata dal sesso'. È stato allora che ho cominciato a sentire racconti di droghe dello stupro e stalking e ho iniziato a ricevere messaggi di persone che mi chiedevano di 'scopare le loro mogli fino alla morte'. Da ottobre, la mia carriera è in stallo. Non volevo più fare porno. Mi facevo schifo da solo."

    Santeria ha cancellato i post misogini, ha cercato di riabilitare la propria immagine su YouTube, e anche di rimuovere il suo sito hatefuck da internet. (Non ha funzionato—la licenza del sito appartiene alla sua agenzia.) E—proprio terra terra—Santeria dice che i soldi dell'hatefuck non gli bastavano nemmeno a pagarsi gli spostamenti.

    Quando gli chiedo di fare nomi, Santeria diventa nervoso. Non vuole parlare esplicitamente delle persone e degli eventi che mi ha raccontato a microfoni spenti. E poi, a dicembre la polizia l'ha fermato. "Sono ancora in paranoia quando sono in giro," dice. Dice di aver rotto tutti i ponti con la scena e ora cerca di stare con persone "che hanno un sentimento chiaro e 'umano' di quello che è giusto e quello che è sbagliato."

    Tabata Freitag pensa che il problema riguardi soprattutto le donne che hanno subito abusi e ora hanno paura delle conseguenze dell'uscita dall'industria del porno hardcore. "In quanto esperta di traumi, mi trovo spesso ad avere a che fare con minacce e punizioni, con il potere e le relazioni di dipendenza della scena, in cui rompere il codice dell'omertà è una specie di tradimento," spiega.

    In futuro, Santeria dice che gli piacerebbe aiutare a fermare le violenze nell'industria del porno. Sembrerebbe sia diventato femminista—e sa che non sarà facile per le persone intorno a lui capire e credere a questo cambiamento. Sulla sua pagina Facebook dice ai nuovi arrivati della scena porno di contattarlo se hanno qualche domanda. Non vuole che gli altri facciano gli errori che ha fatto lui.

    Intanto, il porno hatefuck ha davvero titolo di esistere come sottospecie di hardcore? Secondo Tabea Freitag, la risposta è chiara. "La normalizzazione della violenza sessuale è un messaggio che spoglia di significato qualunque tentativo di prevenzione. Il fatto che l'industria passi questi contenuti è umiliante per le vittime, minimizza le conseguenze ed è un grave crimine contro l'autonomia e l'integrità del corpo femminile. Quando crimini simili vengono messi in scena perché sono 'divertenti', è perverso."

    Una delle cose più difficili da comprendere è che Santeria e Cat vogliano continuare a essere registi di porno. "Ci abbiamo pensato a lungo, se era il caso di smettere—e abbiamo deciso di no. In qualche modo sarebbe stato un finale sbagliato," spiega Santeria. "Volevamo mostrare che il porno può essere diverso e volevamo avvicinarci a persone che fanno porno 'giusto'. Volevamo sostituire le energie negative con quelle positive."

    A differenza delle attrici di cui hanno parlato prima, Santeria e la sua fidanzata sono usciti dalla scena con poche—relativamente—cicatrici emotive. Quello che rimane all'ex astro nascente dell'intrattenimento per adulti è un tatuaggio sopra il pene: "Misoginia". Ha in programma di coprirlo.

  2. #2
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    Predefinito Re: L'hatefuck porn

    La rivoluzione divora se stessa.
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  3. #3
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    Predefinito Re: L'hatefuck porn

    Buon articolo...

    Parla dello "stupro del consenziente " cui l'utente Fulvia accennava nella discussione di prima?

  4. #4
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    Predefinito Re: L'hatefuck porn

    non mi meraviglio ste cose accadano in germania. terra strana

    Inviato dal mio SM-A520F utilizzando Tapatalk

  5. #5
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    Predefinito Re: L'hatefuck porn

    Se po'chiedere la premoderazione prima di pubblicare un post che puo' risultare "ambivalente"?

  6. #6
    Lo spirito del '22
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    Predefinito Re: L'hatefuck porn

    Bella merda.

    Sarei curioso di vedere una lista dei "produttori" di questa immondizia. Scommetto che suona come l'elenco del telefono di Tel Aviv.
    Hitler or Hell.

  7. #7
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    Predefinito Re: L'hatefuck porn

    Citazione Originariamente Scritto da Sparviero Visualizza Messaggio
    Bella merda.

    Sarei curioso di vedere una lista dei "produttori" di questa immondizia. Scommetto che suona come l'elenco del telefono di Tel Aviv.
    La pornografia è tutta filo-palestinese.

  8. #8
    Lo spirito del '22
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    Predefinito Re: L'hatefuck porn

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    La pornografia è tutta filo-palestinese.
    Belin, ma ci credi davvero?
    Hitler or Hell.

  9. #9
    Forumista assiduo
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    Predefinito Re: L'hatefuck porn

    Citazione Originariamente Scritto da Sparviero Visualizza Messaggio
    Belin, ma ci credi davvero?
    Sei tu che sei talmente pirla da essere contro il porno solo perché per tua convinzione è gestito dagli ebrei, non sei davvero anti-porno.

  10. #10
    Lo spirito del '22
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    Predefinito Re: L'hatefuck porn

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    Sei tu che sei talmente pirla da essere contro il porno solo perché per tua convinzione è gestito dagli ebrei, non sei davvero anti-porno.
    Sarei contrario anche se non fosse una delle cose più ebraiche del mondo, sei tu ad essere accecato dalla più banale giiudeofilia.
    Hitler or Hell.

 

 
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