
Originariamente Scritto da
Manfr
Oddio, io non ho mai capito perchè questo fosse un gran problema: "
moralmente" si può comunque sostenere la giustezza di redistribuire gli utili integralmente in mano ai lavoratori anche senza l'esistenza del plusvalore definito in termini classici.
Hilferding rispose alle tue critiche, all'epoca esposte da Bohm-Bawerk, sostenendo che ciò che interessava al marxismo non era la reale distribuzione dei salari, ma il nesso sociale che si stabiliva nella società, e che era di sfruttamento del lavoro degli operai per attribuire un reddito "non guadagnato" da parte del padrone. Semplifico un pò, anche perchè il dibattito tra i due era molto complesso e non me lo ricordo bene !
Il vero problema fu la caduta tendenziale del saggio di profitto in funzione dell'aumento di capitale fisso, ossia, sempre per essere rozzi "
più macchine = meno operai = meno plusvalore", ma questo non teneva conto di alcune possibilità (progresso tecnico che renda meno costose le macchine stesse ad esempio). Se Marx fosse stato meno santificato, sarebbe bastato che un economista successivo correggesse questo e la teoria del valore lavoro in termini neoclassici e non ci sarebbe stato tutto questo bordello

del resto, lo stesso Marx aveva intenzione di mettere mano alle due questioni ma morì prima di farcela !
Lange, e da noi Cesare Dami, costruiranno dei modelli di socialismo "neoclassico", mescolando Marx e quello che poi sarà Friedman

sarei curioso di mettere le mani sui progetti di Dami anche perchè lui scrisse molto nel contesto del nostro secondo dopoguerra.